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La Sardegna: Tutto sulla nostra magnifica isola. I Comuni, la Storia, le Spiagge, le Tradizioni, la Cucina, le Curiosità e tanto altro ancora sulla nostra terra
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Scritto da MARALB
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“ Sardegna nel web” è il portale che nasce per soddisfare la sete di chi vuole saperne di più sulla nostra isola e la curiosità di quei sardi che conoscono poco la loro terra. Cliccando sui link delle otto province si apriranno pagine sulla storia, la geografia, la geologia, la cultura e le tradizioni dei paesi che ne fanno parte con notizie di carattere storico-culturale, curiosità su feste, sagre e tradizioni.
Inoltre è presente un ricco apparato video e fotografico vetrina ideale per visualizzare luoghi, monumenti e piatti della tradizione locale che solleticheranno, certamente, i visitatori virtuali a farsi visitatori reali di quest’isola immersa nel cuore del Mediterraneo.
Immagini della Sardegna
Si vuole sfatare, poi, la troppo diffusa e volgare associazione Costa Smeralda uguale Sardegna.
La Sardegna è nel mito delle torri nuragiche la cui funzione è ancora oggetto di discussione tra gli studiosi, è nelle leggende di banditi nascosti nel cuore delle foreste e delle montagne del Gennargentu, ma la Sardegna è soprattutto nei Sardi, un popolo antico e miticamente aspro come il suo territorio, ma nella realtà ospitale, generoso e buongustaio; e, infine, è mare ma anche e soprattutto montagna bellissima e poco conosciuta, con percorsi e sentieri naturalistici da affrontare a piedi o con il trenino verde per assaporare quegli angoli di natura inaccessibili con altri mezzi; montagna e scogliere offrono la possibilità agli amatori di praticare trekking, sport estremi e arrampicate su parete.
Nelle giornate giornate particolarmente ventose il mare offre l’opportunità di praticare il surf e il windsurf con eccezionali risultati.

Per gli amanti della tavola invece una vasta scelta di alberghi,ristoranti, trattorie e agriturismi che propongono piatti tipici e vini della tradizione locale.
Tutto questo e altro lo si può trovare su questo portale, che non vuole avere la pretesa di essere completo, ma che potrà crescere e migliorare grazie anche al contributo di chi vorrà inviare ulteriori notizie e segnalazioni scrivendo una e-mail a
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Economia della Sardegna
Dati economici
Ripartizione in percentuale degli addetti nei diversi settori economici.
Oltre al commercio, al pubblico impiego e alle nuove tecnologie, l'attività trainante dell'economia è il turismo, sviluppatosi inizialmente lungo le coste settentrionali e orientali dell'Isola. Il terziario è il settore che occupa il maggior numero di addetti; gli occupati sono ripartiti nei tre settori nelle seguenti percentuali:
* 8,7% al primario; * 23,5% all'secondario; * 67,8% al terziario.
Il tasso di disoccupazione sull'Isola nel 2007 (secondo l'ISTAT) si attestava sull'8,6%, nell'ultimo trimestre del 2008 il tasso è lievitato al 10,8%, ed è riconducibile alla recessione economica internazionale.
Economia
Il decollo industriale della Sardegna si ebbe a partire dal 1951, quando una particolare commissione di studi, lungamente attesa e prevista negli accordi inerenti lo Statuto speciale (art.13), fu incaricata di elaborare un piano di sviluppo economico nei settori agricolo e minerario, dell’industria, del commercio, dei trasporti, delle banche e del credito, delle strutture amministrative. Tale commissione si mise in moto con esaspera e sospetta lentezza e solo nel 1958 presentò un rapporto finale, o meglio un’ipotesi di sviluppo.

Le conclusioni di tale organismo però apparvero inadeguate alle necessità di sviluppo dell’Isola, e nel 1959 fu costituita un'altra Commissione, con lo scopo di elaborare un piano più preciso che fu poi presentato l’anno successivo. Questa relazione finale evidenziava 18 settori economici prioritari ed in particolare quello industriale con un investimento per lo Stato minore di quello previsto dalla precedente Commissione.
Finalmente, il 17 gennaio 1961, il Governo italiano presentò in Parlamento un progetto di legge che dopo varie modifiche e dibattiti, fu approvato e successivamente, il 2 giugno 1962, fu promulgata la legge chiamata Progetto straordinario per promuovere lo sviluppo economico e sociale della Sardegna in esecuzione dell’Articolo 13 dello Statuto costituzionale n.3 del 26 febbraio 1948. Dopo sedici anni dall’apertura delle negoziazioni tra Stato e Regione, nasceva il Piano di Rinascita.
Nel periodo posteriore al 1945, l’evolversi dell’economia isolana si può dividere in tre momenti distinti:
* Tra il 1945 ed il 1955, l’Isola si adatta progressivamente alle condizioni ed al modo di vivere del resto del Paese. * Nel corso della seconda fase, tra il 1956 ed il 1966, la situazione economica cambia molto rapidamente modificando considerevolmente il tessuto sociale. * La terza fase (fino ai nostri giorni) si caratterizza, nonostante gli errori e i ritardi nell’attuazione del Piano di Rinascita, in un rimarchevole progresso economico e sociale, con un incremento considerevole della popolazione. Progressivamente l’analfabetismo diminuisce e l’educazione scolastica migliora notevolmente. Le linee telefoniche, le radio, i televisori, gli elettrodomestici, le automobili, si difondono in maniera considerevole e i quotidiani hanno grande diffusione, mentre aumentano le linee marittime ed i trasporti via mare.
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Sagre e feste popolari in Sardegna
A gennaio
In Sardegna feste e sagre si susseguno tutto l'anno: iniziano la notte del 16 gennaio con i monumentali fuochi votivi di cisto odoroso ed elicriso o di tronchi d'albero (a secondo delle regioni), accesi in onore di Sant'Antonio abate. È un momento di grande festa popolare e si consuma tra riti di ringraziamento e devozione con l'assaggio di vini novelli e caratteristici dolci (cozzuleddas, cogoneddas, su pistiddu). I falò notturni, costruiti a forma di cono, alti in alcuni casi anche 20 metri, sono molto suggestivi e raccolgono intorno al fuoco tutta la comunità. La costruzione del falò è preceduto dal trasporto del cisto, festa anche questa altrettanto importante, per i ricchi banchetti a base di porcetti, agnelli e capretti arrosto che accompagnano la raccolta delle frasche.
Febbraio
è invece il mese del Carnevale ed in tutta l'Isola si tengono sfilate di balli in maschera o esibizioni di carri allegorici. A Cagliari i cortei di Carnevale sono rallegrati da alcune maschere storiche, come "le panettèras", ovvero le panificatrici, "is tiàulus", i diavoli, "su caddèmis", il pezzente, "sa fiùda", la vedova, "su dottòri", il dottore, "su sabattèri", il ciabattino, "sa dida", la balia, al rullare incessante dei tamburi della "Ratantìna". I festeggiamenti si chiudono il giorno di Martedi Santo con il rogo nel quale viene bruciato Su Rei Cancioffàli, il pupazzo di stracci. Molto belle sono le sfilate di Tempio Pausania, del Carnevale Guspinese, di San Gavino Monreale, di Iglesias, di Santu Lussurgiu ed il carnevale di Bosa (OR). A Santa Teresa di Gallura (OT) si svolge un carnevale subacqueo.
Una festa tra le più spettacolari è Sartiglia che si tiene ad Oristano l'ultima domenica di carnevale e viene replicata il martedi grasso. Si tratta di una giostra equestre di origine medioevale durante la quale i cavalieri al galoppo cercano di infilzare con una spada una stella sospesa al centro del percorso. È un rito per propiziare il buon raccolto dell'anno da poco iniziato. In anni recenti è stata aggiunta alla festa la corsa di "Sas pariglias" con l'esecuzione di figure acrobatiche su due o tre cavalli che corrono affiancati al galoppo.
Il Carnevale più suggestivo e austero è quello delle Barbagie (Provincia di Nuoro), con le sue maschere tragiche ed ancestrali, la cui origine si perde nella notte dei tempi: Mamuthònes e Issokadòres di Mamoiàda, Merdùles e Bòes di Ottana, Thurpos di Orotelli, "Maimònes" di Oniferi. Alcune di queste hanno fattezze orride, come ad esempio "sos Mamuthònes", maschere nere di legno che sfilano in gruppo avanzando con saltelli cadenzati, come in una danza rituale, col corpo rivestito di pelli ovine e le spalle interamente ricoperte di innumerevili campanacci bovini, coi quali producono un suono ritmico, cupo ed inquietante. Il Carnevale assume invece un carattere più irriverente e spontaneo a Ovodda e Olzai (nella Barbagia di Ollolài), dove culmina il giorno di mercoledì delle ceneri sovrapponendosi alla Quaresima: qui i volti di tutti i partecipanti vengono anneriti con fuliggine di sughero bruciato, e alla fine non ci sono più spettatori ma solo protagonisti: "sos intìntos".
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Spostarsi in Sardegna
Trasporti e comunicazioni
In Sardegna si arriva sia in aereo che in nave, con o senza auto al seguito: nei periodi estivi, l'afflusso di vacanzieri e il traffico da e per i principali punti di accesso (porti e aeroporti) aumentano in modo considerevole. Gli spostamenti nelle località interne richiedono tempo e spesso le strade sono tortuose (a parte le principali direttrici), con tante curve e saliscendi a secondo l'orografia del territorio: andare piano è d'obbligo.

Ecco come raggiungere i porti principali e come muoversi:
Per mare la Sardegna è collegata con i porti di Civitavecchia, Palermo, Trapani, Genova, Livorno, Piombino, Napoli, Ajaccio, Bonifacio, Propriano, Tolone, e Marsiglia, in estate anche con Fiumicino e Salerno. I porti di arrivo sono: Arbatax, Cagliari, Golfo Aranci, Olbia, Palau, Porto Torres, Santa Teresa di Gallura. Il porto passeggeri di Olbia-Isola Bianca negli ultimi 30 anni è cresciuto tanto da far diventare lo scalo gallurese il primo porto passeggeri in Italia.
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