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L'ARTIGIANATO
Scritto da MARALB   
Questo articolo è stato letto: 609 volte
artigianato sardo


L'ARTIGIANATO SARDO


L
'artigianato tradizionale sardo è un insieme di arti popolari estremamente vario, sviluppato in campi molto diversi, ricco di gusto e originalità. Alcune di queste forme artistiche sono di origine molto antica ed hanno subito l'influenza delle diverse culture che hanno segnato la storia dell'isola.
La ceramica è diffusa in diverse zone,ma i maestri più noti operano ad Assemini, Decimomannu, Dorgali, Oristano, Pabillonis, Siniscola, Villaputzu.
La tessitura in lana, cotone e lino di tappeti, arazzi, cuscini e tende è in larga parte ancora praticata a mano con telai di concezione molto antica, ma molte delle produzioni meccanizzate mantengono le caratteristiche della tradizione. Le più famose sono quelle di Bonorva, Dorgali, Nule, Nuoro, Osilo, Samugheo,  Sarule,  Sedilo, Tonara e Mogoro.
  I lavori tradizionali di oreficeria, dal gusto molto raffinato, sono in filigrana. I gioielli rappresentano una delle  testimonianze  artigianali più autentiche dell'isola. Costituiscono parte integrante dei costumi tradizionali, e la scelta di  spille e bottoni in filigrana  e di collane arricchite con corallo, pietre dure e perle è molto vasta. Gli orafi e gli argentieri  più apprezzati sono quelli di Bosa,  Iglesias, Oristano, Nuoro, Sassari, Sinnai e Oliena, nota anche per la produzione di  sciaeri,[16] con ricami in colori vivaci e  fili d'oro e d'argento. Ad Alghero, insieme alle produzioni in filigrana, viene  lavorato anche il corallo.


  La lavorazione del legno è caratterizzata da prodotti originali e tipicamente sardi, come le cassapanche intagliate, le sedie  impagliate di Assemini, le bisere dei Mamuthones (ossia le maschere, tradizionali di Mamoiada e Ottana) e le produzioni in  sughero di Calangianus. A Castelsardo, Ollolai, Olzai, San Vero Milis, Tinnura e Sinnai, l'artigianato più tipico è la lavorazione  di cestini, in fibre vegetali.
 Altra antica tradizione artigianale sarda è quella arresoya, resolza o resorza (dal termine latino rasoria che indicava un genere di coltello con la lama pieghevole). Quelle da collezione non sempre sono a serramanico, ma anche a manico fisso, generalmente in corno di montone o di muflone e intarsiate a mano. Dalla classica lama a folla 'e murta (a foglia di mirto), sono chiamate anche lepa e sono considerate dagli appassionati delle vere e proprie opere d'arte.

I mamuthones
La preparazione della maschera è un fatto così importante da creare fervore in tutta la comunità. La maschera facciale (visera) è nera, di legno e viene assicurata al viso con cinghiette in cuoio e contornata da un fazzoletto di foggia femminile mentre il corpo è coperto da pelle di pecora nera (mastruca). Sulle spalle del mamuthone sono sistemati una serie di campanacci (garriga).
Le maschere vengono prodotte con vari tipi di legno successivamente annerito. Oltre al fico viene impiegato l'ontano, l'olmo; qualcuna è in castagno o in noce, anticamente di pero selvatico.

 
Maggiori approfondimenti sull'artigianato sardo e la possibilità di acquistare direttamente http://www.artigianinelweb.com
 


fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sardegna&oldid=20660214
 
 

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