San Nicolò Gerrei (in sardo Paùli Xrexèi) è un comune di 977 abitanti
della provincia di Cagliari.
S
an Nicolò Gerrei è uno dei paesi più importanti del Gerrei e si
estende a sud del Flumendosa in un territorio montuoso ricco di
altopiani. Il comune è situato a 367 metri sul livello del mare. L'area
fu abitata a partire dall'epoca cartaginese e romana. Caratteristico
paese ad economia agro-pastorale, è un'importante distretto minerario.
Il
paese di San Nicolò Gerrei è uno tra i più importanti della regione del
Gerrei che si estende a Su del medio corso del Flumendosa in un
territorio montuoso con vasti altopiani. Rilevante dal punto di vista
minerario per i giacimenti di antimonio presso Villasalto e Ballao, il
Gerrei è piuttosto povero, anche a causa dell’isolamento di questa zona
per lungo tempo tagliata fuori dalle principali vie di comunicazione
sia verso Cagliari che vero il Nord. Anticamente il Gerrei veniva
chiamato anche Galilla perché probabilmente questo territorio era sede
degli antichi Gallilenses che il decreto del Proconsole romano trovato
ad
Esterzili, attesta presso questi luoghi.Centro abitato in epoca
cartaginese e romana, nel periodo medioevale appartenne al giudicato di
Cagliari e fece parte
della curatoria di Gerrei con il nome di Paoli Gerrei; la villa passò
poi a Pisani e quindi agli Aragonesi. Nel 1681 fu incorporata nella
contea di Villasalto e concessa in feudo alla famiglia aragonese degli
Zatrillas, che soggiornò nel palazzo baronale di Pauli fino al 1806,
quando l’ultimo di quella nobile casa, il marchese Don Francesco, si
trasferì a Cagliari; la villa passò poi ai Vivaldi Pasqua marchesi di
Villaclara dai quali fu riscattata nel 1839. Il paesaggio di montagna
del circostante territorio può essere comodamente ammirato percorrendo
la S.S. 387 dal valico della Cantoniera Pranu Sanguini (623 m s.l.m.)
fino al paese; sulla sinistra il rilievo di monte Ixi (839 m), a destra
Cuccuru Orru (801 m). L’insediamento sorge in una zona di convergenza
di percorsi di fondovalle che affiancano la confluenza dei corsi
d’acqua affluenti al Flumendosa. La forma dell’abitato risente della
posizione ad Y di questi tracciati. Archeologia e tradizioni popolari
Presso la località Santu Iacci, nelle vicinanze del tempio a pozzo
attualmente scomparso, sono stati scoperti i ruderi di un edificio
rettangolare costruito con grosse pietre non cementate, il cui ingresso
si apriva a Ovest. Sempre nelle vicinanze si rinvennero i frammenti di
una base di colonna in bronzo con un’iscrizione trilingue del II secolo
a.C. (in punico-latino-greco), in cui un devoto, Cleone, dedica un
altare di bronzo del peso di 100 libbre come ringraziamento per
un’avvenuta guarigione, “signore Eshmum Merre”, corrispondente alla
divinità salutifera greca Asclepio e romana Esculapio. tutti questi
reperti sono esposti al museo di Cagliari. Per quanto concerne le
manifestazioni religiose, la terza domenica di maggio si festeggia il
patrono S. Nicola di Bari con riti religiosi, cortei, balli in piazza e
fuochi artificiali; la terza domenica di settembre si celebra la sagra
campestre in onore di S. Lucia nella chiesetta rustica. La cucina è
semplice e gustosa, con i funghi, le carni e il buon formaggio locale
che viene prodotto in diverse qualità da privati e presso il Caseificio
sociale di Gerrei che produce ottimi pecorini ed una speciale crema
centrifugata piccante.
Da vedere:
Il paesaggio di montagna del circostante territorio può essere
comodamente ammirato percorrendo la S.S. 387 dal valico della
Cantoniera Pranu Sanguini (623 m s.l.m.) fino al paese; sulla sinistra
il rilievo di monte Ixi (839 m), a destra Cuccuru Orru (801 m).
L’insediamento sorge in una zona di convergenza di percorsi di
fondovalle che affiancano la confluenza dei corsi d’acqua affluenti al
Flumendosa. La forma dell’abitato risente della posizione ad Y di
questi tracciati.