uamaggiore (in sardo Gomayòri) è un comune di 1.082 abitanti della
provincia di Cagliari, nella regione della Trexenta.
Il paese sorge, in un conca naturale, ai piedi della brulla collina di
Cabiddiu. Il territorio è prevalentemente collinare, soprattutto a
nord, anche se le vette più alte non superano i 500 metri. La
denominazione risale all'antichità e probabilmente trae origine dalla
locuzione latina Goy Major. Nella parlata locale è conosciuto col nome
di "Gomaiori".
E' un paese situato nella parte centro meridionale della Trexenta. Il
suo territorio è esteso su una superficie di 16,44 Km quadrati e
confina con i comuni di Guasila a ovest, Ortacesus a sud, Gesico a nord
e Selegas a est.
Il centro urbano si estende su un territorio prevalentemente
pianeggiante, ma le zone più alte del suo territorio raggiungono i 500
metri. Abitata da 1000 abitanti circa Guamaggiore è caratterizzata da
una economia a prevalenza agricola. chiesa monumentale dedicata a Santa
Maria Maddalena La
presenza umana sul territorio è antichissimo. Ciò è dimostrato dalla
presenza di numerosi ruderi di nuraghi (circa 25). Nell'alto medioevo
Guamaggiore era uno dei centri più popolati della curatoria della
Trexenta. Nell'arco di tempo che và dal 1651 al 1681 Guamaggiore fu
duramente colpita da due epidemie di peste che finì per decimare la
popolazione.
Sotto il profilo dell'arte, importante è la chiesa di San
Pietro risalente al 1400 e la chiesa di San Sebastiano (foto
in alto), XVII secolo.
Guamaggiore ha dato i natali a Efisio Vincenzo Melis, autore di note
commedie in lingua sarda quali "Tziu Paddori" e "Su Bandidori".
A Guamaggiore si festeggia Santa Maria Maddalena, nella seconda
quindicina di luglio. Il rito religioso della santa messa è celebrata
nella chiesetta campestre
di Santa Maria Maddalena (foto sopra a destra) risalente al
XVII secolo.
San Sebastiano si festeggia il 5 maggio ed è la festa patronale:
quest’ultima sagra conserva tuttora la tradizionale cerimonia della
festa dei tronchi d’albero. Anticamente una nutrita delegazione del
paese si recava per le colline della Trexenta con i buoi addobbati a
festa, dove tra divertenti danze popolari si tagliavano i tronchi che
sarebbero serviti per il falò dedicato al santo acceso dentro il centro
abitato