illasalto (in sardo Biddesartu) è un comune di 1.353 abitanti della
provincia di Cagliari.
Geografia
Il
paese si trova nella regione denominata Gerrei (fino all'Ottocento era
anche usato l'antico nome di Galilla) ed è situato ad un'altitudine di
circa 500 metri
sopra il livello del mare.
Il territorio di Villasalto si affaccia ad Nord-est sul Flumendosa,
fiume fondamentale perché rende l'area fertile e adatta
all'agricoltura, e si estende oltre il
corso d'acqua, verso il Salto di Quirra, nella zona chiamata
Barigau (il nome sta a indicare la sua posizione oltre il fiume).
Sa Grutta Manna
Il territorio si allarga poi a Sud verso Monte Genis (979 m, alle cui
falde meridionali è situato il confine comunale) luogo a sua volta
compreso nel territorio
del comune e famoso per le sue sorgenti d'acqua pura e ottima
per qualsiasi consumo. Sulle cime del Monte Genis, inserito
nell'istituendo parco naturale
del Monte dei Sette Fratelli, si gode di un'ottima vista che permette
di scorgere un ampio panorama che va dai monti dell'Ogliastra e del
Gennargentu a
Nord, fino ai monti del cagliaritano a Sud (Serpeddì, i Sette Fratelli
ecc.). Sempre sul monte, è presente una imponente costruzione nuragica,
formata da una torre centrale e da diverse torri a corona, con muraglie
imponenti che le congiungono. In mezzo alla fitta boscaglia di lecci,
corbezzoli, ed alta macchia mediterranea, è possibile scorgere delle
bizzarre figure scolpite dal tempo, dall'acqua e dal vento sulla
roccia, come ad esempio l'aquila (vedi foto sottostante) che si trova
in prossimità della cima del monte, subito dopo aver abbandonato il
bosco.
Achili
A Est il territorio è delimitato dal Monte Lora, rinomato per
la caratteristica e suggestiva sfinge formata dai suoi promontori
calcarei, e che segna il confine col territorio di San Vito.
Dalla cittadina si possono scorgere le vette del Gennargentu,
da quella più vicina, vale a dire il Monte Santa Vittoria di Esterzili,
la Punta La Marmora, le cime dell'Ogliastra (Sa Perda Liana
di Gairo, i Tacchi di Jerzu, i monti di Tertenia, Monte Cardiga di
Perdasdefogu), fino al mare della costa orientale della
Sardegna, raggiungibile in auto in pochi minuti.
Nella zona sono presenti alcune grotte, come "Sa Grutta Manna" o "Sa
Grutta 'e Scusi" dove vive il Geotritone Sardo, una particolare specie
di anfibio (Ordine: caudati o urodeli; nome scientifico: Hydromantes
genei) ormai in via d'estinzione.
Flora e fauna
La zona è ricca di lecci, olivi, lentischio, corbezzolo, cisto,asparagi
e funghi.
Numerosi sono gli animali che vengono preservati dall'incolume
territorio: cervi e mufloni nel territorio di monte Genis, aquile
reali, falchi, sparvieri, cinghiali, martore, gatti selvatici.
Scorcio del luogo
Storia
Il nome Villasalto deriva dal latino "saltus" (campagna) e in Lingua
Sarda il paese vien chiamato Biddesartu, letteralmente "paese di
campagna".
Già in età prenuragica la zona era popolata. A darne testimonianza vi
sono tombe, menhir e circoli funerari senza contare alcuni nuraghi,
ancora integri nel territorio come quelli di Sa dom'e sa nì e Corrolia.
La zona passò sotto il dominio Punico e Cartaginese, per poi passare ai
Romani dal II al V secolo d.C.
Il paese è stato a lungo sotto il dominio Gallilense, il cui popolo ha
protetto il territorio da numerosi tentativi di invasione, tra cui
quelli romani, di cui ancora oggi son presenti i segni presso la
necropoli di Cea Romana a Monte Arrubiu.
Strumento della miniera oggi in mostra nel centro urbano
Testimonianze
di questi avvenimenti sono documentate dalla Tavola di Esterzili.
La zona fu quindi meta delle scorribande vandaliche e bizantine. In
seguito a questi avvenimenti si formò il primo vero centro abitato in
una zona protetta e
ricca d'acqua, per trovare rifugio dai banditi provenienti dalla
Barbagia.
Nel Medioevo la zona passò sotto la Giurisdizione di Cagliari fino a
essere governata dalla Gallura.
Con la conquista della Sardegna da parte degli Aragonesi la zona
divenne dominio Spagnolo e nel 1681 il centro urbano fu inserito nella
"contea di Villasalto", un feudo della nobile famiglia Cappai.
Nel 1708 la zona passò per un breve periodo in mano agli austriaci per
poi arrivare nel 1718 al Duca di Savoia.
In tempi moderni, in particolare durante la seconda guerra mondiale, il
paese ha subito un forte incremento della popolazione grazie alla
presenza della miniera di Su Suergiu dal quale veniva estratto e
lavorato l'antimonio.
Con la fine della guerra anche le attività della miniera sono andate
scemando, fino alla chiusura, negli anni '80, portando così un
progressivo spopolamento della cittadina.
Numerosi sono i Villasaltesi (così si chiamano gli abitanti del luogo)
che si dedicano alla pastorizia nei territori che circondano il centro
abitato, dedicandosi in particolar modo all'allevamento di animali da
fattoria quali capre, pecore, mucche e buoi, maiali, cavalli, galline.
In alcuni casi, gli imprenditori che hanno deciso di dedicarsi a questo
settore hanno scelto di utlilizzare macchinari in grado di alleggerire
il proprio lavoro e di permettere una maggior rendita e produzione in
particolare del latte vaccino e pecorino.
L'Agricoltura, grazie al terreno fertile (in particolare nei pressi del
Flumendosa), è abbastanza sviluppata e permette una discreta produzione
di frutta, verdura, legumi e cereali a utilizzo privato e alla vendita.
Grazie ad alcuni contributi dedicati all'imprenditoria giovanile, il
paese si è arricchito di punti vendita dedicati agli alimentari,
all'oggettistica e alla produzione di prodotti locali.
Seppur in quantità minore, una discreta parte dei villasaltesi è
impiegata nel settore terziario e in lavori Statali.
Descrizione
del paese
Il
paese si divide principalmente in due parti: La parte bassa e la più
antica si sviluppa intorno alla neoclassica Chiesa di San Michele
Arcangelo, mentre la nuova si sviluppa intorno alla prima Chiesa del
Paese, risalente al 1500, dedicata a Santa Barbara.
I principali rioni del paese sono così denominati dai cittadini: Corea,
Terrepedis, Concia, Su Cuccuru, Terrapieno, Bracuccia, Funtana de
josso, Forreddu,
Su occili, Su Battumeo, Cott' e ois, Ziu Antini
Percorrendo il lastricato in pietra che attraversa il Centro Storico
del paese, si trovano la Casa Museo (che custodisce soprattutto antichi
strumenti da lavoro tipici del luogo) e numerose abitazioni costruite
con la tipica pietra del posto.
Il paese, nonostante i suoi pochi abitanti è dotato di tutti i servizi
utili ai cittadini:
* negozi di alimentari sparsi per tutta
la cittadina, così come negozi di edilizia, di abbigliamento, di
articoli da regalo e per la casa;
* accanto al Comune si trova l'edicola e
il distributore di benzina, e poco dopo le scuole elementari e le
medie, con accanto una grande Palestra e un campo da calcetto
denominato "Piazzetta Nera";
* al centro del paese si trovano anche
un "bed & breakfast" e un ristorante che offre piatti tipici
tradizionali;
* poco distante dal centro urbano si
trova un eliporto perfettamente funzionante e attrezzato per
l'intervento di elicotteri e Canadair CL-215/CL-415 in caso di incendi,
molto frequenti soprattutto nel periodo estivo.
Le Tradizioni
San Michele Arcangelo - È il patrono del paese e si festeggia il 29
settembre. La festa viene però celebrata solo religiosamente e
raramente vengono organizzate manifestazioni a livello civile.
Santa Barbara - La festa maggiore del paese è quella di Santa Barbara,
celebrata il primo lunedì del mese di giugno. La festa si prolunga per
almeno 4 giorni e in questa occasione il paese si popola di pellegrini
provenienti dalla Barbagia, dal Sarrabus e da tutte le zone più o meno
vicine al paese.
La stessa festa, ma in maniera meno importante viene organizzata la
prima domenica di luglio per dare la possibilità ai turisti e agli
emigrati di partecipare.
Sa Cruxi Santa
Le celebrazioni vengono organizzate a livello religioso con processioni
che si snodano per tutta la cittadina, e a livello civile con canti e
balli.
San Cristoforo - A pochi chilometri dal paese si trova la chiesa
dedicata a San Cristoforo. La sua festa, celebrata tra il 13 e il 14
agosto, prevede una processione che parte dalla Chiesa patronale di San
Michele Arcangelo e a piedi arriva fino alla chiesetta campestre.
Il rientro del Santo alla Chiesa Patronale viene invece accompagnato da
una processione di automobili che si conclude con la benedizione degli
automobilisti.
Sant'Antonio e San Sebastiano - La festa di questi due santi si tiene
rispettivamente il 17 gennaio e il 20 gennaio. Per entrambe le
celebrazioni vengono organizzati dei falò notturni nella piazza del
paese e vengono distribuite arance o pane alla popolazione, a seconda
del Santo festeggiato.
Is Animeddas - Festa per grandi e piccini, la mattina del 31 ottobre i
bambini si recano fin dall'antichità di casa in casa a ricevere le
cibarie (per lo più dolci o frutta) che gli abitanti del paese donano
ai bimbi in onore delle anime dei morti.
Sinnadroxiu - La festa si tiene nelle campagne che circondano il paese,
nel giorno dell'Ascensione. Su sinnu ("il segno" e da qui il nome
sinnadroxiu) è il marchio padronale che viene apposto al bestiame per
il riconoscimento ed è proprio l'apposizione di questo marchio che
viene festeggiata in quest'occasione. Durante la manifestazione viene
offerto in un fazzoletto il formaggio cagliato fresco prodotto dai
pastori. Oltre alle varie degustazioni la Proloco offre anche un pranzo
a base di carne di pecora.
Durante le varie festività il gruppo folk "San Cristoforo", composto da
alcuni Villasaltesi, si esibisce nel tipico costume del luogo ballando
il caratteristico Ballo Sardo.