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Comuni della Provincia di Cagliari
Scritto da MARALB   
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Silius






Silius



panorama


S
ilius è un comune di 1.385 abitanti della provincia di Cagliari.

Il nome Silius deriva dal fenicio "SILSEL" che significa scala; per indicare la sua posizione in montagna. Di questo paese non si conoscono le origini ; il primo storico a parlarne fu Giovanni Francesco Fara , il quale lo incluse nel paese del GERREI.

A partire  dal  1324 i  paesi del Gerrei furono dati in feudo. Il feudo, a cui apparteneva il paese di Silius ,rimase fino alla morte di Don Francesco, avvenuta il 17 Settembre 1814. Esso visse a San Nicolò Gerrei fino al 1806, poi si trasferì a Cagliari.

felicitaIl centro abitato è antichissimo, si suppone questo, perché nel suo territorio si trovano resti di abitazioni preistoriche e del Medioevo.

A poca distanza dall’abitato c’è una località dove domina una grande roccia calcarea chiamata "PALA DE SU NURAXI".

A una distanza di circa due chilometri si trova  "SA DOMU DE S’ORCU" ; invece a circa otto chilometri del paese si trovano due "DOMUS DE JANAS".
 A est si trovano  i ruderi di un castello medievale. Si crede che il paese sia sorto ad opera di pastori, perché è ricco di acque e di pascoli sia sorto.

La tradizione popolare indica il punto dove ebbe inizio il paese che, viene chiamato "SA CORTI DE IS BOIS". Gli abitanti di Silius non sono stati mai
molto numerosi, nel 1846 erano 692 di cui 360 maschi e 332 femmine.

 castello L‘ antico castello di Sassai si estende nella parte meridionale dell’altopiano del Gerrei a Nord-Est di Silius, da cui dista m.3620. Della storia si può dare solo un breve cenno, a causa dell’ assenza di  fonti scritte. Nel 1353 fu attaccato dai partigiani di Mariano d’Arborea, durante la guerra contro gli Aragonesi, i quali avendolo preso lo distrussero. In passato  il Fara lo chiamò “ORGUGLIOSO”, in seguito venne chiamato “CASTELLO DI SASSAI”; in generale non venne mai menzionato da nessuno storico sardo  escluso Alberto della Marmora, senza particolari, forse poiché non lo visitò e lo vide solo da lontano. Non si conosce la data di costruzione; il Fara afferma  che i Sardi che assediarono e presero il Castello Orguglioso erano quasi tutti Cagliaritani, partigiani del Giudice d’Arborea, egli stesso dice che il castello  disponeva di settecento cavalieri e di numerosa fanteria. Ma la cavalleria non era particolarmente adatta poiché il territorio era costituito da rocce e sassi,  essendo la montagna aspra e selvosa. Ci fu una piccola guerra tra gli Aragonesi e le truppe di Arborea, conclusa la pace nel 1355, tra i castelli che furono  nuovamente presidiati non figura l’Orgoglioso. Tre anni dopo, fu eseguito il disegno dagli Aragonesi, da cui risulta semi diroccato. Fino a pochi anni fa il  castello era costituito da un cumulo di rovine; attualmente gran parte di esso è stata riportata alla luce da numerosi scavi. E’ posto sul cucuzzolo di una collina  alta 430 metri sul livello del mare, ha la forma di un rettangolo. I lati più lunghi esposti al Nord e al Sud si estendono per m. 25, 60; i lati più corti ad Est e ad Ovest sono lunghi m.17.83; si conserva la parte inferiore di una torre nell’ angolo orientale del Castello attualmente alta sei metri. Dalla sommità del tronco di torre si gode un vasto orizzonte da ogni parte.  Si vede Silius e le strade, si scorge il paese di Ballao e un buon tratto del Flumendosa, si distinguono le valli e i corsi d’ acqua. Un osservatore, situato sul castello poteva controllare qualunque movimento di truppe nemiche e preparare tempestivamente tutto l’occorrente alla difesa.  La leggenda  popolare narra che molti secoli fa la castellana di Sassai tesseva col telaio d’oro tele finissime, e che, quando i nemici penetrarono nel Castello, le fecero cadere le volte sulla testa sicchè ella rimase seppellita col suo prezioso telaio, e spesso durante la notte si odono fievoli lamenti.

La civiltà Prenuragica e Nuragica si sviluppa dal lasso di tempo che va dal 6500 al 750 a.C. vale a dire dal Neolitico all’Età dei metalli. In questo periodo l’uomo oltre al legno usa anche la pietra creando opere megalitiche, cioè composte da enormi blocchi di pietra detti “megaliti” (dal greco “mega”=grande e “lithos”=pietra). Durante questo periodo viene applicato il primo sistema costruttivo, quello trilitico formato da tre pietre oppure da due pietre verticali sormontate da una pietra orizzontale. Queste strutture presenti nell’Europa nord-occidentale, paesi mediterranei e in particolar modo in Sardegna. Tra queste costruzioni troviamo:

is alineddusil DOLMEN ovvero “tavola di pietra” è composto da alcune pietre a imitazione di una grotta; ancora non si è certi della presenza dei dolmen nel nostro territorio, in parte non ancora esplorato. Anche le funzioni sono incerte, diverse sono le ipotesi che si fanno le persone e alcuni studiosi: che siano monumenti funebri o abitazioni poco si sa, perché appunto non ci sono mai state rilevate fonti scritte.

Il CROMLECH o cerchio sacro è una struttura molto evoluta comune al menhir; questo monumento megalitico non è presente in Sardegna, è comune in Inghilterra.

Grosse pietre sono disposte a cerchio intorno a un MENHIR (“pietra lunga”) simbolo della divinità sono presenti nel territorio di Silius, precisamente in
 località S’Incorradroxiu, da cui dista dall’abitato circa 5 Km.

POZZO SACRO. Il culto principale dei protosardi era quello delle acque che erano ritenute un rimedio provvidenziale contro determinati mali, si credeva , infatti , nella loro prodigiosità e venivano raccolte in vasche simboliche. Questi in genere erano costituiti di una camera contenente l’acqua, profonda circa  5 m alla quale si accedeva per mezzo di una scala, formata di una rampa di gradini e di un vestibolo all’esterno ed a livello del suolo ove il sacerdote o la secerdotessa celebrava la funzione e si raccoglievano le offerte. Nel territorio di Silius sono presenti due pozzi sacri, quello di FUNTANA CROBETTA e POZZO DI APOLLO.

Il NURAGHE consiste in una torre tronco conica costruita con grossi massi, non sempre squadrati, di dimensioni sempre più crescenti verso l’alto, che si reggono da soli senza bisogno di malta. La forma iniziale del nuraghe è detta a tholos, perché costituito dalla semplice torre con camera circolare coperta da falsa cupola. Portavano su un’altezza considerevole, facendole rotolare per mezzo di rulli di legno, su piani inclinati di massi e terra compressa. L’interno, negli esempi più evoluti, comprende oltre la camera circolare, altri piccoli vani come nicchie, cellette, anditi. Le nicchie all’interno della camera circolare, in numero fino a quattro, pare servissero a contenere giacigli. Per quanto riguarda la struttura delle prime torri è stato possibile notare che l’accesso veniva per mezzo di scale, per cui però non ci resta nessun esempio. La scala di circa 3 m o più dal suolo veniva posizionata a livello del suolo verso sinistra o raramente verso destra. Al nuraghe si accede attraverso un andito che, nei più antichi è “a tetto”, mentre in quelli più recenti è coperto “con lastroni orizzontali”. Infatti è da escludere assolutamente che queste costruzioni siano state sedi di culto, tombe, ma edifici destinati alla difesa militare. Nel territorio di Silius sono presenti dei nuraghi nelle seguenti località:  SANTU DAMIANU, CORONELLU, PALA DE IS ARROLIS, FODDI.  

miniera  Le regioni sud orientali della Sardegna, che hanno avuto un importane passato minerario, hanno oggi in attività le sole miniere di Silius. Dopo l’estrazione  dell’argento nel Sarrabus e dell’antimonio nel Gerrei è ancora quest’ultima regione ad essere protagonista con il lavoro svolto in uno dei più importanti  giacimenti europei di fluorite.

 Conosciuto e debolmente lavorato all’inizio del secolo, il giacimento di fluorite e di barite di Silius ha iniziato ad assumere un ruolo di maggior importanza nel  dopoguerra, per affermarsi definitivamente negli anni Sessanta. È quindi, rispetto alle altre miniere dell’isola, tra le più giovani, ma la sua giovane vita è messa in  difficoltà da un andamento non favorevole del mercato del fluoro e da una situazione giacimentologica e tecnica che richiederebbe notevoli investimenti per  riportare la miniera a una maggiore competitività.

Il giacimento, infatti, viene ancora coltivato con il vecchio sistema del pozzo verticale, denominato San Gabriele, che taglia i vari livelli, occorrerebbe la realizzazione di una moderna rampa per consentire l’utilizzo di mezzi meccanici di maggiori dimensioni tali da far aumentare le produzioni. Si ha quindi una miniera ancora ricca ma inadeguatamente sfruttata.

Gli impianti di trattamento sono stati realizzati nei pressi di Assemini, facilmente riconoscibili per i bianchi monti di materiale sterile che li circondano. All’interno sono presenti diverse sezioni per la flottazione della fluorite e della barite, ma anche della galena, presente quale minerale secondario de giacimento.

silius minieraIl villaggio della miniera di Silius, che di fatto è divisa in due miniere distinte, Gennas Tres Montis (G.T.M.) e Muscadroxiu, non presenta particolari caratteristiche architettoniche, la maggior parte delle case sono prefabbricate in legno e lamiera, e ospitano un gruppo di minatori polacchi.

Alcuni anni fa, la Mineraria Silius S.p.A., concessionaria delle miniere, per superare le difficoltà economiche che rischiavano di portarla alla chiusura, è
stata affiancata dalla Regione Sardegna, nel tentativo di continuare l’attività produttiva, una delle poche presenti nell’isolata regione del Gerrei



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fonte   http://spazioinwind.libero.it/silius2000/miniera.htm






 

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