urallao (in sardo Nuràdda) è un comune di 1.431 abitanti della
provincia di Cagliari. Sono presenti all'interno del suo territorio
alcuni nuraghi e una tomba megalitica sita in località "Aiodda".
Riscuote particolare successo il parco de "Sa funtana de is arinus",
che offre ai visitatori uno straordinario bosco e una serie di cascate,
che raggiungono il loro massimo splendore soprattutto nel periodo
invernale. Oltre alla chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro, è
presente la chiesa campestre dedicata alla Madonna della Strada. Tale
festività, conosciuta anche come "Festa degli autisti" è estremamente
sentita dalla popolazione. La piazza Franceschino Orrù e la piazza del
Municipio sono i luoghi principali di ritrovo del paese.
Amministrazione comunale
Sindaco: Salvatore Manca (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0782 815004
Posta elettronica: segreteria@comune.nurallao.ca.it
ORIGINI E STORIA DEL
PAESE
Ricostruire le origini e la storia più antica del paese, si è
presentata opera piuttosto complessa, oltre che per le difficoltà nel
reperire documenti e testimonianze )abbastanza esigue, d´altronde, come
per la maggior parte deo paesi dell´intera isola), anche per via
dell´economia del lavoro. Abbiamo, perciò, puntato all´essenziale, a
quanto è neccessario dato sapere per dare maggiore completezza e
unitarietà ai vari argomenti oggetti della nostra ricerca.
IL NOME - Antichi muri
nuragici.
I vocaboli italiani Mora "mucchio" (che si trova nel famoso
episodio dantesco di Manfredi: sotto la guardia della grave mora;
Purgatorio, III 129), morena "mucchiodi detriti rocciosi",
morra "gioco del mucchio delle dita" e wquelli latini murus "muro", e
moenia "mura fino alpresente sono praticamente privi
d´etimologia. accettando un ipotesi del famoso linguista A.
Ernout (Les èelem. ètr. p.23) il prof Massimo Pittau ha ritenuto che
tutti questi vocaboli derivino dall´etrusco, in cui trovano i
seguenti chiari riscontri: mura, murani, murina, muru. Ebbene a tutti
questi vocaboli etruschi corrispondono i seguenti vocaboli
paleosardi o nuragici: mura, murra, nura, nurra, nei quali si
constata un facile e comune scambio delle consonanti nasali. Più
precisamente mura è la denominazione con cui in tutto
l´altipiano di Abbasanta sono chiamati i nuraghi; murra=morra; nura e
nurra=mucchio, cumulo. Tutti questi vocaboli paleosardi in
effetti si riducono ad uno solo avente il significato di "mucchio". E
questo costituisce la base originaria del vocabolo "nurake" e anche
"nuraghe", "nurraghe", "nuraxi" e anche "muraghe" (cfr. M.
Pittau, Problemi in lingua sarda, Sassari 1975, Ed. Dessì, pp. 85-107).
Il toponimo Nurallào, pronunziato effettivamente Nuradda,
trova riscontro nel nome dei Nuraghi: Nuraddèi di Guasila, Nuraddèo di
Suni, Nuragaddu di Porto Torres e sopratutto nell´appellativo muradda
(Bortigali e Dualchi. Nurallao deriva quindi, quasi certamente, la sua
denominazione dall´antico vocabolo nuragico-etrusco nura, mura,
"mucchio", ed il suo originario significato effettivo potrà essere
stato "muraglia", forse da qualche muro difensivo di cui il villaggio
sarà stato in antico munito. L´origine nuragica sia del toponimo che
del centro abitato viene infatti confermata dall´esistenza, nel suo
territorio di numerosi nuraghi. Nel territorio però sono stati fatti
anche numerosi ritrovamenti di epoca romana (cfr.R.J.Rowland, I
ritrovamenti romani in Sardegna, Roma 1981, p.76) ed anche iscrizioni
(cfr.Sotgiu G., Iscrizioni latine della Sardegna, 1-11, Padova 1961,
1968, nn.178, 179, 46 lre).
La più antica documentazione del toponimo finora rintracciata si trova
nell´atto di pace fra Eleonora d´Arborea e Giovanni d´Aragona del 1388
(Codex Diplomaticus Sardiniae I 838/1): Nuradau. Questa forma, assieme
con quella ufficiale attuale Nurallào persuadono che in origine il
toponimo suonasse esattamente Nurallà/Nuraddà, cui si è aggiunta una
vocale paragogica. Il
nome Nurallao appare già nel 1206.Si tratta di un atto notarile siglato
tra Guglielmo di Massa, giudice di Cagliari, e Ugo di Basso, giudice di
Arborea.
In esso si stabiliscono confini e limiti territoriali tra i
due giudicati, e tra i vari nomi di paesi compare quello di Nuredei.
Per avere dati più precisi bisogna arrivare al 1388.
Nell´atto di pace tra Eleonora d´Arborea e Giovanni I d´Aragona, tra i
vari rappresentanti dei diversi villaggi che aderiscono al trattato,
compare, fra gli
altri, un certo Gunnario Porcu " majore ville de Nuradau ",
accompagnato da altri notabili del luogo.
Con la conquista aragonese dell´Isola, avviene la prima distribuzione
dei feudi a favore di quei sudditi aragonesi particolarmente distintisi
nelle operazioni
di conquista. Non si conosce il nome del primo feudatario di Nurallao.
Sta di fatto che, alla data 6 Febbraio 1423, Nurallao è devoluto al
Regio
Patrimonio, essendo deceduto senza successione il feudatario, certo
Pedro Dejnar. Nel 1425 il feudo di Nurallao viene attribuito a Luigi
D´Aragoll.
Da costui, forse per successione ereditaria, passa alla famiglia
Castelvi e da questa agli Aymerich, marchesi di Laconi. Questi lo
possiedono fino al 1838,data in cui il paese, dopo la dissoluzione dei
feudi, diviene Comune libero, amministrato da un sindaco e da un
consiglio, eletti dal popolo.
Nella " Storia documentata della popolazione della Sardegna ", del
Corridore, Nurallao risulta avere 725 abitanti, nel 1678. Dal 1688 al
1751 la popolazione scende alle 459 unità e non supera le 593 unità.
Nel 1824 gli abitanti sono 198 e nel 1848, invece, 925.
Dal 1822 al 1859 Nurallao fa parte della provincia di Isili, nella
prefettura di Oristano e sotto il mandamento di Laconi.
Secondo Padre Vittorio Angius, precedentemente il paese era compreso
nella Parte Valenza, antico dipartimento del Giudicato di Arborea. Il
comune fa parte oggi della provincia di Nuoro.
Nurallao e situata a nord-est della Giara di Gesturi, nel Sarcidano,
all´incrocio delle strade statali 128 e 197, in un territorio di
eccezionale rilevanza storica, che presenta già in epoca nuragica
diversi
insediamenti. L´importanza di questa zona fu ben intuita da
Antonio Taramelli, che con la sua indagine la toccò in una ricognizione
territoriale ed archeologica di 100 anni fa. Nel
secolo scorso si datano i primi rinvenimenti a "Nuradha", in una zona
celebre per i suoi depositi di bronzo, essenziali per la comprensione
della metallo-tecnica nuragica. A Nurallao, nei primi anni
sessanta furono rinvenuti in località "sa conca ´e sa figu"
importantissimi reperti, in particolare due bronzetti
rappresentanti un Sardus-Pater ed una Dea, oltre una quantità notevole
di stagno e piombo che unitamente ad un edificio circolare che ha
restituito i materiali, fanno parlare di una fonderia. Sono
presenti a decine i nuraghi: Poiolu, Nieddìu, Tramalizzu, Frumiga,
Pranu´e fa, per citarne alcuni. In località Nieddìu, nei
pressi del nuraghe, c´è un pozzo sacro che, se la presenza di rinforzi
edilizi in calce ne suggeriscono fasi edilizie di epoca punico-romana,
risale nella sua originaria edificazione al periodo nuragico.
Di notevole importanza è la tomba megalitica di "Aiodda"
nell´omonima località, recentemente portata alla luce dagli scavi, una
delle più grandi del Mediterraneo. Il monumento
inoltre ha restituito diversi Menhirs, monili e reperti diversi di
notevole valore.Le testimonianze puniche si manifestano
diffusamente su tutto il territorio, in particolare a "sa
´idda ´eccia" (il vecchio paese). Nurallao era vicinissimo al presidio
militare romano di Valentia di controllo della strada interna fra
Cagliari ed Olbia. Sono presenti dei resti del 1°/3° secolo
d.C. fra i quali una necropoli. Si sa da fonti onomastiche che la parte
di popolazione locale era numericamente superiore a quella di parte
romana. Ma quest´ultima aveva la ricchezza e le armi.
. Sono, inoltre, presenti tracce di insediamenti punìci e romani. Tra
Nurallao e Isili, nel sito appellato Bidda Beccia, si trovano i resti
di abitazioni, strade, pozzi, ecc., di un villaggio dell´epoca romana.
D´altronde la ricchezza di testimonianze varie, relative all´antichità,
è dimostrata dalla febbrile attività e dallo scempio operato dai
tombaroli e dagli scavi clandestini in genere. Questo territorio
meriterebbe decisamente l´attenzione degli studiosi e degli archeologi.