ant'Andrea Frius è un piccolo centro situato tra la Trexenta e il
Gerrei, distante circa 40 km da Cagliari.
Dal punto di vista naturalistico la zona offre un armonico succedersi
di coltivazioni, quali mandorleti, oliveti, vigneti e zone a macchia
mediterranea come le valli del rio Cirras, del rio Cardaxius e del
passo di Pranu Sanguini. Conta 1870 abitanti, occupati prevalentemente
nel terziario e in attività connesse all’allevamento e all’agricoltura.
Significativi elementi di cultura materiale documentano fasi di
frequentazione in epoca punica e una romanizzazione capillare del
territorio. Con l’età giudicale il villaggio comincia ad essere
documentato nelle fonti scritte, ma si spopola verso la seconda metà
del secolo XIV, per ripopolarsi nel 1699 ad opera di abitanti
provenienti da Nuraminis e Villagreca.
Epoca prenuragica: le testimonianze sono sporadiche. Le emergenze
archeologiche segnalano la presenza della cultura eneolitica di
Monteclaro, ben attestata nei territori di Senorbì e Ortacesus (Cfr. A.
Dessì, La cultura eneolitica di Monteclaro nella Trexenta, in “Studi
Sardi”, XXVIII, 1988-1989, pp. 125-159).
Epoca nuragica: le testimonianze si fanno più consistenti sino all’età
del bronzo finale (metà XII – X a.C.), ma sono stati rinvenuti reperti
datati al IX – VIII secolo a. C. Il territorio presenta vie di
comunicazione battute fin da tempi antichissimi: lo testimoniano i
numerosi nuraghi distribuiti tra Donori e Sant’Andrea Frius, i quali,
però, a causa del degrado avanzato, sono poco utili per lo studio delle
tecniche costruttive (Cfr. Censimento dei siti archeologici e studio
geo-ambientale del territorio del Comune di S. Andrea Frius (Ca), 2003,
a cura di R. Relli-M. A. Cordeddu; cfr. Sant'Andrea Frius dal Neolitico
alla Rifondazione, archeologia e storia di un paese della Trexenta,
Ortacesus, 2006, a cura di R. Relli e relative note).
Età
punica, romana e bizantina: tutti gli insediamenti di età storica sono
caratterizzati dalla presenza di materiale ceramico disperso sul
territorio in frantumi. Degno di nota è il sito di Linna Pertunta, nel
quale sono state rinvenute decine di maschere, statuette ed altri
oggetti votivi di epoca punico–romana, nonché gioielli e bronzi di età
bizantina (Cfr. Censimento dei siti…, op. cit; cfr. Sant'Andrea Frius
dal Neolitico..., op. cit). Nel corso dell’Ottocento sono state
rinvenute terrecotte votive di età romana, riproducenti parti
anatomiche o volti umani. Nei primi decenni del Novecento il Taramelli
(A. Taramelli, S. Andrea Frius-tomba di età romana scoperta
nell’abitato, in “Notizie degli scavi”, 1923, pp. 290-292; A.
Taramelli, Scavi e scoperte, IV (1922-1939), Sassari
1985, pp. 60-62) segnala il rinvenimento di una tomba di età romana
ascritta alla fine del II o al principio del III sec. di età imperiale
(mentre oggi si inquadra
in età altomedievale). Si trattava di un cassone o sarcofago
in trachite (oggi scomparso) nel quale furono rinvenuti i resti di due
inumati (forse un uomo e una donna) con corredo funebre consistente in
pochi oggetti. Sono stati, inoltre, ritrovati i resti di un pavimento a
mosaico di età romana, a tasselli bianche i neri. Tali avanzi sarebbero
da attribuirsi ad una villa di epoca repubblicana - imperiale che
testimonierebbe la presenza di un grosso centro, forse anche militare
(Cfr. A. Taramelli, op. cit.).
Feste e Sagre
Gran parte delle tradizioni e festività sono legate al calendario
religioso, ma durante l’anno sono presenti manifestazioni
come sagre, mostre e altri avvenimenti d’intrattenimento. La
festa di Sant’ Andrea apostolo, patrono del paese, si celebra a fine
maggio e a fine novembre; quella di Sant’ Isidoro, protettore
dei massai, ricorre unicamente nel mese di maggio. Le processione
dedicate ai due santi sono caratterizzate da suggestive sfilate di
carri (in passato trainati da buoi , oggi sostituiti dai più moderni
trattori), riccamente addobbati con arnesi da lavoro, e altri
oggetti del mondo agro-pastorale come ceste,
tappeti, stuoie, fiori e spighe di grano. Ai riti religiosi si
accompagnano anche spettacoli d’intrattenimento in piazza. Il 29 di
giugno si festeggiano San Pietro e Paolo, mentre il 15 agosto la festa
dell’Assunta. Nell’ultima settimana di Agosto l’associazione Pro loco
Frias organizza la Sagra del mandorlo, con allestimento di stands
dedicati ai prodotti tipici (soprattutto dolci a base di mandorle) e
alle attività artigianali presenti nel territorio. Un altro avvenimento
di aggregazione sociale degno di nota è il carnevale “Santandriesu”,
festeggiato a febbraio e caratterizzato da una sfilata di carri
allegorici. Generalmente, nella domenica della pentolaccia, si svolge
la classica Sartiglia con spettacolari pariglie, che attraggono
l’interesse della popolazione locale, semplici appassionati o solamente
curiosi.
Sant’Andrea Frius ha una lunga tradizione anche per quanto riguarda la
cucina tradizional-popolare, caratterizzata da pietanze
semplici ma gustose come is malloreddus. Questa è
certamente la portata che potremmo definire il piatto tradizionale dei
sardi. Il prodotto è ottenuto dalla semola di grano duro, il classico
triticum durum dei romani, considerato ancora oggi la miglior materia
prima per la panificazione, per la pasta e per i dolci. Il termine
malloreddu deriva dal latino mallolus e significa massello, tronchetto
di pasta, gnocco; questo cibo è diffuso in tutta l’isola e confezionato
in diversi modi.
Naturalmente is malloreddus non sono i soli primi piatti presenti nelle
tavole dei sardi, ma ne esistono altri altrettanto rinomati come i
ravioli di ricotta, il classico porchetto arrosto aromatizzato col
mirto, l’agnello con le uova e il limone. Ancora oggi in alcune
famiglie si cuociono nel forno a legna dei pani detti su pistoccu e su
civraxiu.
I dolci come pardulas, piricchitus e gattou sono il degno coronamento
di un lauto pasto, accompagnati da un famoso vino dessert detto fattu e
craccau, ottenuto dal miglior mosto fermentato separatamente.
I vini generalmente sono prodotti dagli stessi coltivatori.