illaspeciosa (in sardo Biddaspetziosa) è un comune di 2.193 abitanti,
che si trova nella provincia di Cagliari.
Monumenti e
chiese
Tra i principali monumenti di Villaspeciosa vi è, senza dubbio, la
chiesa di San Platano. Il monumento, costruito dai monaci Vittorini di
Marsiglia è databile attorno alla metà del XII secolo. La chiesa è
costruita in stile romanico ed è caratterizzata dalla doppia volta a
botte che si può trovare, in Sardegna, soltanto nella Chiesa romanica
di Santa Maria di Sibiola.
Altro sito particolarmente rilevante è quello tardo romano di San
Cromazio, nel quale da diversi anni è aperta una campagna di scavo
estiva. Il sito, scoperto negli anni 70, comprende un meraviglioso
mosaico con decorazioni di carattere religioso, tra i più imponenti in
Sardegna. Negli ultimi anni sono state ritrovate numerose sepolture
senza rinvenire particolari oggetti di pregio. Secondo le più recenti
teorie l'area doveva fungere in passato da stazione di posta per i
cavalieri che da Cagliari si recavano nel Sulcis e viceversa.
La Chiesa parrocchiale Beata Vergine Assunta risale all'ultimo quarto
del XVI secolo. Infatti nei documenti desunti dall'archivio della curia
arcivescovile di Cagliar, risulta che ancora nel 1591 era chiesa
parrocchiale san Platano e solo nel 1599 risultava parrocchia la B.V.
Assunta. Ad avvalorare la costruzione tardocinquecentesca contribuisce
la datazione di una delle due campane del campanile a vela datata 1585.
Per quanto riguarda gli insediamenti nuragici oltre a quello di Bidda
Itzu, ai confini con il territorio di Decimoputzu, risalente al Bronzo
finale e I ferro (XII-XI secolo a.C.) è presente un vasto agglomerato
nuragico in località Cuccureddus, risalemte allo stesso periodo,
comprendente un nuraghe sulla cima di Monte Silixianu (oggi
erroneamente noto sulle carte come monte Cilixianu), un villaggio
nuragico localizzato fra sa Guardia Manna e <mitza su ferru e
una fonte nuragica adiacente ad un edificio a pianta rettangolare con
fondi di capanna e cinta muraria megalitica individuato fra M.Siixianu
e Is foradas de cuccureddus. Tracce puniche sono state rinvenute a Is
crus, Lacana de bidazzone e su pezzu callittu
Amministrazione
comunale
Sindaco: Elio Mameli (lista civica Crescere in Democrazia) dal
17/06/2008
Centralino del comune: 070 9639177
Posta elettronica: info@comune.villaspeciosa.ca.it
Il territorio del Comune di Villa Speciosa (kmq. 27,35) è costituito da
una parte centrale, la maggiore, pianeggiante, solcata da piccoli corsi
d'acqua e delimitata a Sud dal corso del fiume Cixerri, a Nord-Ovest e
Sud-Ovest da zone collinose che a Sud si estendono senza soluzione di
continuità sino alle pendici del Monte Arcosu.
La prospezione archeologica è stata attuata tenendo conto della
morfologia del terreno, determinante per la scelta degli insediamenti
umani sia in epoca preistorica e protostorica che classica.
L'indagine si è quindi svolta suddividendo il territorio per sezioni
che avessero un aspetto geo-fisico uniforme (zona collinare, zona
pianeggiante) o avessero una qualche delimitazione naturale (una valle
fra due colline, una porzione di terreno affiancata da uno o più corsi
d'acqua).
Il settore occidentale, confinante con l'agro di Siliqua e di
Decimoputzu, è costituito da basse colline quasi esclusivamente
graniti-che (m. 85 "Sa Guardia Manna"; m. 96 "Cuccuru de Caboni"; m.
190 "Su Cilixiani ") che segnano la linea di demarcazione fra la
pianura del Campidano e il bacino del Sulcis.
La prospezione ha rivelato in questa zona l'esistenza di insediamenti
di epoca preistorica nelle località "Is Lottus" e "Is Narbonis" che
hanno restituito frammenti di ossidiana in quantità tale da far
supporre l'esistenza di centri di lavorazione.
Infatti questa zona pianeggiante, protetta a N-N/E da una
fascia collinare, disseminata di sorgenti (mitzas), costituiva
l'habitat ideale per insediamenti la cui economia si basava
sull'agricoltura e sull'allevamento integrati dalle risorse naturali.
Un'economia di base simile a questa ha motivato il persistere
nella zona di insediamenti nell'età del Bronzo e del Ferro.
Riferibile all'età del Bronzo medio-recente e del I Ferro è
l'insediamento di "Mitza Purdia", in territorio di Decimoputzu ma al
confine con Villa Speciosa, dove lavori per l'insediamento di
un frutteto hanno determinato la distruzione di un edificio megalitico
che ha restituito ceramiche nuragiche e un frammento miceneo
d'importazione che documenta contatti diretti fra le due
civiltà.
Nello stesso sito insisteva una necropoli romana imperiale.
Riferibile a un contesto del Bronzo finale - I Ferro è il vasto
insediamento di "Cuccureddus - Sa Guardia Manna" che comprende un
nuraghe quasi completamente distrutto in cima al M. Cilixianu, alle
pendici del quale sul versante Est sorge in loc. "Sa Guardia
Manna-Mitza Su Ferru" il villaggio pertinente, sempre alle pendici del
M. Cilixianu, ma sul versante S/W, il complesso di "Mitza Cuccureddus"
costituito da una fonte con carni eia muraria in granito, un edificio a
pianta rettangolare, fondi di capanna a pianta circolare e una cinta
muraria megalitica che doveva racchiudere l'intero complesso.
La zona collinare continua, con andamento S/E, insinuandosi fra i
territori di Siliqua e Decimomannu, sino alle pendici del Monte Arcosu
che costituiscono l'estremo limite meridionale del territorio di Villa
Speciosa.
La zona, in parte ricoperta da folta macchia mediterranea, ha
restituito ben poco: in loc. "Monte Truxionis" una tomba a corridoio
priva di suppellettile in quanto da tempo saccheggiata da clandestini,
ma riferibile ad epoca nuragica per via della struttura architettonica,
e poco lontano, lungo il corso del Riu Bega Deretta, una necropoli
romana anch'essa completamente saccheggiata.
La parte più considerevole del territorio di Villa Speciosa è
costituita da una pianura alluvionale, intensamente coltivata, solcata
da vari corsi d'acqua a carattere temporaneo (Riu Mortu, Riu Mannu, Riu
Spinosu) o semi-permanente (Riu Salamitano) e lambita dai corsi perenni
del Cixerri, che segna il confine col territorio di Uta a Sud e del Riu
Sesi col territorio di Decimomannu a Est.
Una cosi vasta estensione pianeggiante e irrigua fu oggetto di
sfruttamento agricolo sin dall'epoca protostorica come testimonia
l'insediamento di "Is Crus", a Nord dall'attuale abitato. Qui i lavori
agricoli hanno messo in luce frammenti litici e ceramici riferibili a
un insediamento le cui fasi riportano a orizzonti del Bronzo finale - I
Ferro, e si protraggono in epoca punica e romana.
Benché non documentata da centri urbani la presenza punica è
testimoniata dai frammenti ceramici sparsi in superficie (piatti da
pesce, coppe, kylikes in ceramica attica databili nel IV-III sec. a.C.)
e da monete (IV-III sec. a.C). Il fatto che questi frammenti siano
concentrati esclusivamente in zone pianeggianti e lambite da corsi
d'acqua, ha portato ad ipotizzare un assetto del territorio articolato
in piccolissimi centri rurali legati allo sfruttamento agricolo e
gravitanti attorno al grosso centro urbano di Karali.
Tracce puniche sono attestate a: "Lacana de Bidazzone", "Su Petzu
Callittu", "Is Olieddus"; sepolture a inumazione a "Su Carropu de sa
Femmine".
La successiva dominazione romana è attestata sia per il periodo
repubblicano, che per quello imperiale e tardo-antico.
Le ceramiche di età repubblicana (vernice nera e affini, anfore Dressel
1) sono concentrate in quelle località precedentemente interessate
dalla presenza punica; mentre per i resti fittili di età imperiale e
tardo-antica (terre sigillate, ceramica africana da cucina, ceramica
comune) si riscontra una maggiore densità e una più estesa
localizzazione.
In alcune località ("Lacana de Bidazzone", "Is Olieddus") tracce di
intonaco hanno portato a supporre l'esistenza di edifici che i lavori
agricoli hanno ormai completamente distratto. Quasi inesistenti le
tracce dell'acquedotto, costruito nel II sec. d.C. e ricalcato
dall'attuale tracciato della SS 130, che sino a pochi anni or sono
potevano rinvenirsi nelle località "Bia Spolla Camisa-Pardu Bois".