ssana è un comune di 3.763 abitanti (censiti) della provincia di
Cagliari situato nella antica regione di Parteolla. Le prime "fonti"
riguardanti Ussana vengono testimoniate in documenti vaticani risalenti
al 1346. Sempre in questi documenti si nota che dal 1346 al 1350, il
paese campidanese ha subito un cambiamento del nome da [Ossane] a Ussana
Amministrazione
comunale
Sindaco: Emidio Contini (lista civica) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 070 918941
Posta elettronica: comunediussana@tiscali.it
Ussana sorge su un'ampia pianura contornata da alcuni rilievi
collinari, fra cui il monte Zara e il monte Agutzu, non lontano da
Cagliari.
Il toponimo non ha origine chiara e forse deriva dal paleosardo, ma è
registrato a partire dal XIV secolo. Il centro ebbe però origine in età
romana; non lontano
da esso passava la strada militare che congiungeva Caralis
con Olbìa attraverso la Barbaria. Durante il Medioevo fece parte del
Regno di Calari e dopo il 1358 di
quello di Arborea. A partire dal 1300 entrò a far parte dei
possedimenti d'oltremare del Comune di Pisa.
La tipologia abitativa caratteristica è la cosiddetta casa campidanese
con sa lolla, il loggiato antistante il cortile interno. Queste
abitazioni sono ancora costruite in ladiri, mattoni crudi di fango e
paglia, ma per i portali d'ingresso e nelle zoccolature delle cortine
murarie di cinta si impiegano bei conci squadrati in arenaria.
Perché visitare Ussana
La parrocchiale di San Sebastiano, di forme barocche, sorge
al centro del paese su un precedente edificio del XV secolo.
In periferia, su un colle a nord del centro abitato, sorge la
chiesa medioevale di San Saturnino, a doppia navata, il cui impianto
originario, più volte rimaneggiato, risale al primo quarto
del XII secolo. All'interno di questa chiesa si conservano un sarcofago
del III sec. d.C. e alcuni rocchi di colonna,
anch'essi di epoca romana, indubbiamente pertinenti
all'insediamento che in quel periodo si trovava in questo territorio.
Nelle campagne del paese si trovano i ruderi di alcune
chiese, già in stato di abbandono durante l'Ottocento: tra queste si
ricordano Santa Giuliana, San Genesio, San Lorenzo (costruita
con il materiale di recupero di un vicino edificio termale romano), San
Lussorio e San Pietro, che era la parrocchiale del paese
scomparso di Janna.
Presso la chiesa di San Lorenzo nel 1949 vennero portati alla
luce i ruderi di un impianto termale romano, ascrivibile al IV sec.
d.C., riutilizzato in parte come fondazione per l'edificio di
culto. Intorno ad un grande vano centrale (probabilmente il
"tepidarium", sala riscaldata a temperatura media) si dispongono
diversi ambienti. Sono ancora visibili i "calidaria" (sale riscaldate),
i "paefurnia" (vani e forni per il riscaldamento), il "laconicum" (sala
destinata a bagni di vapore), i "frigidaria" (sale dotate di vasca per
il bagno freddo).