illaputzu (in sardo Biddeputzi) è un comune di 5.090 abitanti della
provincia di Cagliari nella regione del Sarrabus.
Il centro è situato in un breve tratto pianeggiante creato da depositi
alluvionali della foce del Flumendosa, a ridosso delle colline del
Sarrabus (Sa Forada).
Territorio di Villaputzu (in rosso) all'interno della provincia di
Cagliari
Villaputzu offre paesaggi naturali, dove è possibile compiere
escursioni fra leccete e ginepri, tra corbezzoli e filiree. Nelle
campagne si possono raccogliere asparagi selvatici e funghi
di specie prelibata, come il ricercatissimo Pleurotus eryngii var.
ferulae. È abbondante la fauna: pernici, uccelli acquatici, lepri,
conigli e due specie di cinghiali, quello tipico sardo ed il
"fromigazu" più piccolo, tondo e con criniera ispida.
Sono assai interessanti anche i depositi fossiliferi di
calcare del periodo Siluriano e le discariche delle miniere di Gibas e
S' Acqua Arrubia, attive nei primi anni di questo secolo per
la coltivazione di argento e galena argentifera. Non mancano le grotte
(Castello di Quirra e Buddidroxia), visto il territorio particolarmente
ricco di acque. Oltre il Flumendosa ricordiamo il fiume
Quirra, Rio Corre 'e Scerbu, la cascata Is Paulatzas, gli stagni La
Playa e Su Stainu Quirra. Il versante del mare offre splendide
spiagge e pesci abbondanti per chi ama la pesca.
Villaputzu e il Sarrabus sono considerati la patria delle
Launeddas, in quanto, tra i suoi concittadini, ha annoverato i maggiori
maestri del passato di tale strumento (Efisio Melis, Antonio
Lara, Aurelio Porcu ecc.). Ancora oggi può vantare giovani ma valenti
suonatori (Giancarlo Seu, Andrea Pisu, Gianfranco Maxia).
Interessante il patrimonio gastronomico con i culirgionis, is
malloreddus, gli arrosti di carne e di pesce e di dolci tipici. Una
menzione particolare meritano i dolcissimi agrumi di cui il paese va
giustamente fiero.
Importante centro agricolo, Villaputzu fu già frequentata in età
nuragica, della quale nel territorio restano diversi reperti. La
tradizione dice che Villaputzu si trovava anticamente in quel sito che
chiamano Santa Maria. Vi si trovava una chiesetta rurale ancora
funzionale nei primi decenni del 1600. Premuto dalle incursioni arabe
anteriori al Mille, arretrò nel sito attuale, più nascosto al mare,
costruendovi la nuova chiesa che, per essere più piccola di quella
antica, fu chiamata Santa Mariedda. È tuttora chiamato con questo nome
un quartiere del paese. Il documento più antico che attesta questo
spostamento del paese risale al 29 giugno 1120, dove si parla della
concessione fatta dal Giudice di Cagliari al Duomo di San Lorenzo di
Genova della "Corte di Sancta Victoria de Villapupia". I documenti
successivi lo chiamano Villa Pupus, Pupussi, Pupusti, Pupuci, Putzi,
come lo si sente ancora chiamare spesso popolarmente. All'estremità
settentrionale del territorio comunale, in località "Torre Murtas" si
individuano i resti di un villaggio risalente al Neolitico recente (III
millennio a.C.) con domus de janas. I fenici stabilirono presso
l'estuario del Flumendosa un insediamento di carattere commerciale fin
dal 600 a.C. denominato Sarcapos - Saipru Potamu ekbolai (foci del
fiume Sepro - Stazione di Sarcapos). Sul rialto di Santa Maria (28
m.s.l.) si può individuare l'acropoli di Sarcapos, scoperta nel 1966 da
F. Barreca, munita di un tempio fortezza fenicio-punica. Le ceramiche
rinvenute dimostrano il carattere commerciale del centro anche durante
il dominio romano.
Beni Culturali
* Chiesetta di San Nicola di
QuirraXII-XIII secolo, (stile romanico e gotico) realizzata in mattoni
di cotto[1](stile gotico romanico
Importante centro agricolo, Villaputzu fu già frequentata in
età nuragica, della quale nel territorio restano diversi reperti. La
tradizione dice che Villaputzu si trovava anticamente in quel sito che
chiamano Santa Maria. Vi si trovava una chiesetta rurale ancora
funzionale nei primi decenni del 1600. Premuto dalle incursioni arabe
anteriori al Mille, arretrò nel sito attuale, più nascosto al mare,
costruendovi la nuova chiesa che, per essere più piccola di quella
antica, fu chiamata Santa Mariedda. E' tuttora chiamato con questo nome
un quartiere del paese. Il documento più antico che attesta questo
spostamento del paese risale al 29 giugno 1120, dove si parla della
concessione fatta dal Giudice di Cagliari al Duomo di San Lorenzo di
Genova della "Corte di Sancta Victoria de Villapupia". I documenti
successivi lo chiamano Villa Pupus, Pupussi, Pupusti, Pupuci,
Putzi, come lo si sente ancora chiamare spesso popolarmente.
All'estremità settentrionale del territorio comunale, in località
"Torre Murtas" si individuano i resti di un
villaggio risalente al Neolitico recente (III millennio a.c.) con domus
de janas. I fenici stabilirono presso l'estuario del Flumendosa un
insediamento di carattere commerciale fin dal 600 a.c.
denominato Sarcapos - Saipru Potamu ekbolai (foci del fiume Sepro -
Stazione di Sarcapos). Sul rialto di Santa Maria (28 m.s.l.)
si può individuare l'acropoli di Sarcapos, scoperta nel 1966 da F.
Barreca, munita di un tempio fortezza fenicio-punica. Le ceramiche
rinvenute dimostrano il carattere commerciale del centro
anche durante il dominio romano.
Il comune di Villaputzu conta oltre
5000 abitanti, ed è situato a 8 metri sul livello del mare. Il
territorio del Comune si estende per Ha. 17.429 e confina con i
Comuni di Muravera, San Vito, Tertenia e Perdasdefogu.
Il centro è situato in un breve tratto pianeggiante creato da
depositi alluvionali della foce del Flumendosa, a ridosso delle colline
del Sarrabus. Al turista, Villaputzu offre paesaggi naturali, dove è
possibile compiere escursioni fra leccete e ginepri, tra corbezzoli e
filiree. Nelle campagne si possono raccogliere asparagi selvatici e
funghi di specie prelibata. E' abbondante la fauna: pernici, uccelli
acquatici, lepri, conigli e due specie di cinghiali, quello tipico
sardo ed il "fromigazu" più piccolo, tondo e con criniera ispida. Sono
assai interessanti anche i depositi fossiliferi di calcare del periodo
Siluriano e le discariche delle miniere di Gibas e S' Acqua Arrubia,
attive nei primi anni di questo secolo per la coltivazione di argento e
galena argentifera. Non mancano le grotte (Castello di Quirra e
Buddidroxia), visto il territorio particolarmente ricco di acque. Oltre
il Flumendosa ricordiamo il fiume Quirra, Rio Corre 'e Scerbu, la
cascata Is Paulatzas, gli stagni La Playa e Su Stainu Quirra. Il
versante del mare offre splendide spiagge e pesci abbondanti per chi
ama la pesca.
Interessante il patrimonio gastronomico con i culirgionis, is
malloreddus, gli arrosti di carne e di pesce e di dolci tipici. Una
menzione particolare meritano i dolcissimi agrumi di cui il paese va
giustamente fiero.