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Comuni della Provincia di Cagliari
Scritto da MARALB   
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Maracalagonis





Maracalagonis



baccu mandara


M
aracalagonis è un comune di 7.313 abitanti della provincia di Cagliari.

Storia

Maracalagonis è il nome di una località campidanese, composto da due località: "Mara" e "Calagonis", i cui abitanti si chiamano "maresi".
Territorio di Maracalagonis (in rosso) all'interno della provincia di Cagliari

angeliMara, in provincia di Cagliari, era invece un villaggio di popolazione dedita per lo più alla pastorizia, sito a SSE, tra le montagne di Serpeddì e i "Sette Fratelli" con i vari nuraghi, ora quasi tutti distrutti dopo essere stati depredati. Di essi si trovano solo alcune tracce nei pressi di Santu Jorgiu ( San Giorgio), Sa Spragascia, Arroperi, Perde Casadas, Mizz'e Fonairi, Mizz'e Ganny, Mizz'e Crabittu, S'arri'e Sicci, Cuil'e Lepiri, Sa Dom'e s'Orcu, Scoa Bois, Monti Nieddu, Sirigargius e altri ancora. Erano, e sono tutt'ora, i principali punti di orientamento e di riferimento.

Kalagonis, adiacente a Mara, era stata creata dai Romani e adibita, assieme a tutto il resto del Campidano, alla coltivazione del grano. Kalagonis era allora chiamata il "Granaio della Sardegna" e
 nell'82 d.C., sotto il vescovo Avendrace (in lingua sarda Tenneru), sotto l'imperatore romano Traiano, nacque da padre pagano e morì martirizzato, trafitto con un grosso chiodo in testa, Santo Stefano. Santo di cui si trovano reliquie nella Chiesa Parrocchiale e qui venerato fino dal 1925 come Santo Patrono di Maracalagonis.

Negli anni Cinquanta, nei pressi della località Ganny, durante la costruzione della strada principale, vennero ritrovate due statue del dio Bes, in pietra arenaria, ora conservate al museo


Amministrazione comunale

Sindaco: Antonella Corona (lista civica Comune Partecipazione) dal 17/06/2008
Centralino del comune: 070 78501
Posta elettronica: sindaco@comune.maracalagonis.ca.it

Il paese, posto a nord-est dal capoluogo, sui primi rilievi del Sarrabus, ha un territorio molto vasto che parte dalla catena dei Sette Fratelli sino al versante orientale del Golfo degli Angeli e, prosegue nella litoranea per Villasimius, sboccando al mare con le frazioni di Torre delle Stelle e Baccu Mandara; comprendendo anche le frazioni di Villaggio dei Gigli, Villaggio delle Rose, Su reu e Monti Nieddu.

Il paese gode di un clima mite, con poche precipitazioni durante i mesi invernali, dove comunque non è raro trovare la neve sulla cima del monte Serpeddì che comunque si scioglie in breve tempo senza mai arrivare in paese.

Ci fu una eccezione  durante la famosa nevicata del 1985 dove l’abbondante nevicata lasciò il paese imbiancato per circa 24 ore. Le nevicate precedenti risalgono al 1965, al ’56 e al '35.

Veramente abbondante pare sia stata quella del ‘56.

La posizione delle case è organizzata secondo maglie che ripetono, nel loro orientamento, quello dei lotti agricoli, costante in tutta l'area circostante e indipendente dai tracciati viari. All’interno della struttura urbana, sono presenti due tipologie abitative. La più antica è quella tipica campidanese dell'abitazione a corte antistante, successivamente si sviluppò un nuovo tipo di abitazione costituita  da edifici a due piani: uno, quello abitativo, sul fondo del lotto; il secondo, di servizio, a filo strada e con il portale passante su di un lato.

Circa 20 corse giornaliere la collegano con il capoluogo Cagliari e con gli altri centri dell’interland.
Agricoltura e allevamento sono le principali attività lavorative del comune comprese anche modeste attività commerciali.

E’ ovvio quindi che gran parte della popolazione trova maggiore occupazione verso i grandi centri, come Cagliari o la vicina Quartu Sant’Elena.

torre  Testimonianze del passato sono le due chiese d'origine medievale: la parrocchiale della Vergine degli Angeli. e la chiesa di Sant'Ilario (Madonna d'Itria).

 Santo Stefano è il patrono del paese e  viene festeggiato il 5 luglio sotto l’aspetto civile e il 5 novembre in forma religiosa.

 Attualmente al centro del paese si concentrano quasi tutte le attività amministrative e commerciali.

 Tra i monumenti ricordiamo quello del Milite Ignoto (in memoria dei caduti in guerra) nella Piazza Chiesa e quello di Padre Salvatore Vidal nella Via Nazionale
 A breve scadenza sarà ultimato il Centro di riposo per gli Anziani
 Da citare infine alcuni centri Socio-Culturali come il Centro di recupero Il Samaritano con sede  nella struttura che ospitava gli uffici del Comune, la Pro Loco, le Associazioni Culturali Signium e Nuova  Realtà (molto attiva con la pubblicazione bimestrale del giornale Hamara e presente in internet:  http://www.hamara.it/  ), Assoc. Cult. Musicale S. Stefano, Ass.Combattenti Reduci di Guerra, la Ludoteca Comunale, la Biblioteca Comunale, l'Informagiovani Comunale, e le varie Associazioni sportive presenti a Maracalagonis.

Prime testimonianze fanno risalire  Maracalagonis al periodo punico: infatti pare che le voci “Mara” e “Calagonis” derivano dai termini semiti “Hamara” e “Chalaca” che significano rispettivamente “palude” e “luogo fertile” e vanno d’accordo con gli aspetti geomorfici della fascia territoriale in cui è incluso il Comune.

Ma quella appena citata non è l’unica teoria relativa alla nascita del paese.

L’attuale nome, infatti, deriverebbe dall’unione di due antichi centri esistenti nella zona quali quello di Mara e quello di Calagone, due villaggi separati e Calagone preesisteva a Mara; secondo lo storiografo Padre Salvatore Vidal, esso è derivato dalle due voci Hamara e Chalaca; in un’altra ricerca fatta all’Università di Cagliari sembra che Kalagonis si chiamasse “Talagonis” (R.D.I. SARD. Sec. XIII);  altre teorie, invece, fanno sorgere Mara dalle rovine dell’antica Tidora o Tiziora fondata da Famiglie ebree che, nello stabilirvisi, diedero a questa località il nome di Mara, in ricordo della zona desertica palestinese “Sur” dove Mosè, dopo aver oltrepassato il Mar Rosso nel quale fu decimato l’esercito del Faraone, rese potabili le acque amare del luogo.

Kalagonis fu un centro densamente abitato, infatti  pare che nel periodo del suo massimo splendore raggiungesse gli 80.000 abitanti e che si estendesse fino alla località “Figu Niedda”, o Villaggio delle Mimose. Testimonianze e ritrovamenti fatte attorno al paese paiono confermare questa ipotesi.

Molti studiosi affermano che Kalagonis fu distrutta due volte e dopo la prima distruzione, si era ripopolata verso il 19 d.C. quando l’imperatore romano Tiberio mandatò in Sardegna 4.000 giovani tra Ebrei ed Egiziani, che si insediarono tra Sinnai e Kalagonis. La Sardegna, si sa è sempre stata terra di esilio. Sotto la dominazione romana dell’Isola (dal 214 a.C.) in località Pran’e Sili (Esilio), a Km 6 da Mara, era stato creato un centro di raccolta di schiavi romani deportati, fra cui gli Ebrei citati. Molti ebrei comunque decisero di spostarsi da Kalagonis e riparare verso la vicina  Sinnai perché vi era una montagna simile alla loro. Non tutti decisero di emigrare. Infatti gli Egizi e qualche Ebreo rimasero a Kalagonis fondando in questo modo, il villaggio di Mara sulle rovine dell’antica Tidora o Tiziora.

A riprova di tutto ciò  la scoperta di due statue del dio Bes, divinità di origine egizia che fu importata in Sardegna durante il periodo punico. Testimonianze di presenza romana sono state rinvenute in località Sirigraziu dove sorse un tempio romano, purtroppo devastato dai tombaroli nel 1975.

In epoca bizantina il centro di Kalagonis era ubicato in località Santo Stefano e quindi poco distante dal sito dell’attuale centro urbano ed era sede di un’altra autorità religiosa: l’archipresbitero; ciò è attestato dalla scritta in caratteri greci riportata in una lastra di marmo rinvenuta nelle campagne del paese “O Signore assisti il tuo servo Cristoforo Archipresbitero”.

Kalagonis ebbe una grandissima importanza almeno fino al VII secolo d.C., quando iniziarono le incursioni barbariche e i conseguenti saccheggi: tracce delle battaglie combattute dai Saraceni durante le loro abituali incursioni, restano a Is Mortorius, appartenente allora a Kalagonis (seconda distruzione).

Maracalagonis ebbe una certa importanza anche nel periodo giudicale. Esaurito il periodo bizantino e stante la mancanza di fonti durante la dominazione vandalica, in quest’epoca; infatti è citato in svariati documenti del periodo Alto e Medio giudicale.



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fonti:   http://www.comune.maracalagonis.ca.it/paese.aspx?id=4    e    http://it.wikipedia.org/wiki/Maracalagonis










 

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