onserrato (in sardo Paùli), è un comune di 20.829 abitanti della
provincia di Cagliari.
Il territorio
Territorio di Monserrato all'interno della provincia di
Cagliari
Situato nella pianura del Campidano, in prossimità dello Stagno di
Molentargius e delle saline, Monserrato è distante all'incirca cinque
chilometri da Cagliari ed ancor meno da Pirri, Selargius, Quartucciu e
Quartu Sant'Elena.
Storia
La fondazione del primo nucleo abitativo risale al periodo romano.
Monserrato è stato un comune autonomo sino al 1928, data in cui è stato
accorpato a Cagliari. Ha riacquistato la propria autonomia il 18
novembre 1991 dopo un referendum e mediante una legge regionale. In
tale occasione, però, è passato da 1.137 ettari di territorio comunale
a 650 ettari (è stato privato della piana di San Lorenzo perché una
striscia di terreno del comune di Selargius ne interrompeva la
continuità territoriale). Su questo tema è ancora in corso una causa
legale tra il Comune di Monserrato e il Comune di Cagliari.
Il nome
Il nome sardo Pauli significa palude. Già nel Medioevo assunse il nome
di Paùly, prima, e poi quello di Paùli Pirri. Successivamente al 1881
divenne Paùli Monserrato e dall'11 aprile 1888, con Regio decreto e per
volere del Consiglio comunale, prese il nome di Monserrato (parola
riconducibile alla Madonna di Montserrat (nei pressi di Barcellona).
Feste e
manifestazioni
Il Santo patrono della città è sant'Ambrogio che si festeggia il 7
dicembre.
L'8 settembre, prima dell'inizio della vendemmia, ricorrono i
festeggiamenti per la Beata Maria Vergine.
Monumenti e
Chiese
* Chiesa di Sant'Ambrogio: intitolata al Santo Patrono di Monserrato, è
un edificio di stile gotico-catalano datato tra la fine del XV e
l'inizio del XVI secolo. Nel 1983 è stato compiuto il restauro che ha
riportato alla luce l'originale aspetto architettonico. L'interno è
diviso in tre navate.
* Chiesa rurale di San Lorenzo: ha
pianta rettangolare e al suo interno è presente una sola navata. Ora
appartiene al territorio di Cagliari mentre storicamente era situata
nel territorio
monserratino.
* Chiesa della Beata Vergine: è dedicata
alla Vergine di Montserrat. Ha pianta a croce greca con una cupola
centrale.
* SS. Redentore: Chiesa parrocchiale
dall'aspetto moderno tipico delle chiese costruite dopo la Seconda
guerra mondiale, risale infatti al 1955 quando ne fu posta la prima
pietra. È costituita
da una sola grande navata. Particolare la torre campanaria
che svetta alta a fianco della chiesa per un'altezza di ventisei metri.
Ha avuto di recente un restauro.
In questi ultimi decenni, la città ha conosciuto un
apprezzabile sviluppo nel settore edilizio, economico, sociale e
culturale.
Particolarmente evidente è lo sviluppo edilizio,
caratterizzato dalla presenza di nuovi e moderni quartieri che fanno
parte integrante del vecchio centro urbano, in cui si possono ancora
osservare le tipiche case campidanesi costruite in "ladini"
(mattoni crudi di paglia e fango) e tufo, caratterizzate dalle
bellissime "lolle" (ampi loggiati di tipo spagnolesco, ornati di fiori
e piante) e dagli imponenti portali in legno arricchiti da
intagli e decorazioni.
L'economia del paese era tradizionalmente fondata
sull'agricoltura e in particolare sulla viticoltura. Ancora oggi il
maggiore impianto produttivo è la Cantina Sociale (fondata nel 1924, la
prima della Sardegna) che produce vini pregiati quali il
Nuragus, Monica, Moscato, Nasco, Girò. Non è difficile notare nel
centro storico ancora qualche foglia di palma, posta di fianco al
portale dell'abitazione, che sta ad attestare la vendita di
vino di produzione familiare.
In questi ultimi anni è sorta la Cittadella Universitaria, un
grande complesso nel quale sono stati decentrati diversi atenei
dell'Università degli studi di Cagliari e che comprende inoltre un
Policlinico Universitario.
Trasporti
* S.S. 554 collegata alle S.S. 131
(Cagliari - Porto Torres), S.S. 130 (Cagliari - Iglesias), S.S. 125
(Cagliari-Olbia).
* Stazione delle Ferrovie della Sardegna
(FdS), con treni per Mandas e Isili, oltre al servizio turistico
Trenino Verde, con treni diretti verso la Barbagia e l'Ogliastra
(capolinea Sorgono e Arbatax) attraverso un percorso panoramico,
utilizzando in certi periodi treni d'epoca.
* Rete di trasporti pubblici metropolitana CTM, operata
tramite autobus
* Reti di trasporto a livello regionale
ARST/FdS operata tramite pullman di linea
* Metropolitana leggera FdS che collega
la fermata di Monserrato - Gottardo (nell'area della stazione
ferroviaria) con la ex stazione ferroviaria di Cagliari - Piazza
Repubblica; entro il 2009 è prevista l'estensione verso la Cittadella
Universitaria ed il Policlinico Universitario
Sindaco: Marco Salvatore Sini (centrosinistra) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 070 5792200
Posta elettronica: sindaco@comune-monserrato.it
Monserrato è situato a sud della Sardegna, nella pianura del Campidano,
dista circa cinque chilometri da Cagliari. Il paese, in questi ultimi
decenni, ha conosciuto un apprezzabile sviluppo nel settore edilizio,
economico, sociale e culturale. Particolarmente evidente è lo sviluppo
edilizio, caratterizzato dalla presenza di nuovi e moderni quartieri
che fanno parte integrante del vecchio centro urbano in cui si possono
ancora osservare le tipiche case campidanesi costruite in "ladini"
(mattoni crudi di paglia e fango) e tufo, caratterizzate dalle
bellissime "lolle" (ampi loggiati di tipo spagnolesco, ornati di fiori
e piante) e dagli imponenti portali in legno arricchiti da intagli e
decorazioni. L'economia del paese era tradizionalmente fondata
sull'agricoltura e in particolare sulla viticoltura, ancora oggi il
maggiore impianto produttivo è la Cantina Sociale dove si lavora l'uva
e si ottengono vini pregiati come il Nuragus, Monica, Moscato, Nasco,
Girò. Lungo la strada per Sestu, in territorio di Monserrato è sorta in
questi ultimi anni la Cittadella Universitaria., un vasto complesso
comprendente anche un Policlinico. Nel centro storico del paese,
precisamente nella piazza oggi intitolata a padre Serri, un sacerdote
missionario morto in Africa, è possibile ammirare la chiesa di S.
Ambrogio, il monumento più antico di Monserrato che presenta
caratteristiche proprie dell'architettura gotico-catalana del XV
secolo. L'altare maggiore è del 1705; è in legno dorato e marmo
policromo. Sull'altare è scolpito un bassorilievo, opera dell'artista
monserratino Gianni Argiolas, che raffigura scene di vita quotidiana
tipiche dell'ambiente contadino e simboli della religione cristiana. La
fonte battesimale è, presumibilmente opera di artigiani catalani giunto
nella seconda metà del quindicesimo secolo da Gerona, città della
Spagna. Monserrato è gemellata con le città di Saint Luis in Senegal e
Qabatia nella provincia dello Jenin in Palestina.
Sant'
Ambrogio è dedicata al santo patrono di Monserrato che si festeggia
appunto il sette dicembre. Si tratta di un edificio gotico-catalano la
cui datazione può essere coimpresa tra la fine del XV secolo e
l'inizio del XVI. Nel 1983 i Iavori di restauro hanno restituito alla
facciata l'originale aspetto architettonico. L'interno è suddiviso in
tre navate, la centrale ampia e alta ècomposta da vari pilastri che si
uniscono
in archi a forma di ogiva. Le navate laterali sono costituite
da coperture dette a botte. Nel 1920 sono state aperte ai lati
dell'arco trionfale due nicchie che ospitano all'interno i simulacri di
Sant'Ambrogio e
San Giuseppe. Nella navata centrale è presente un pulpito,
realizzato in marmo e collocato intorno alla metà del 1800
Chiesa Santa Maria Santa Maria de Pauli Si hanno notizie
della chiesa dedicata alla vergine di Montserrat, fin dal secolo XII.
Successivamente con l'avvento dei colonizzatori aragonesi il culto
della Vergine
di Montserrat arrivo anche in Sardegna, tanto che in molte
delle chiese dedicate a Santa Maria venne inserito il nome della
vergine di Montserrat. E' costituita da una pianta a croce greca con
cupoola
centrale ascrivibile al secolo XIX. Dopo la seconda guerra mondiale la
facciata fu suddivisa in tre ordini orizzontali da marcapiano. A
llivello inferiore troviamo al centro il grande portale rifatto dalo
scultore monserratino Gianni Argiolas, e ai due lati due lesene. Al
livello intermedio un rosone centrale cieco ed ai lati due nicchie con
cerchi superiori. Al livello più alto un semplice rilievo indicante le
lettere M e V riconducibili al nome della Santa Maria Vergine.
Normalmente è chiusa, ma viene riaperta durante il mese di Settembre pe
ri festeggiamenti in suo onore. All'interno troviamo oggi numerose
opere dell'artista monserratino Gianni Argiolas fra le quali il
"Dipinto della Processione", realizzato insieme ad Augusto Loi ed ai
ragazzi della bottega artistica, posizionato alle spalle del Simulacro.
CHIESASS.mo Redentore dall'aspetto moderno tipico delle chiese
costruite dopo la seconda guerra mondiale, risale infatti al 1955
quando ne fu posta la prima pietra. E' costituita da una sola grande
navata. Particolare la torre campanaria che svetta alta al fianco della
chiesa per un'altezza di ventisei metri. Ha avuto di recente un
significativo restauro.
COSTUMI Il costume monserratino ha subito una metamorfosi
così profonda nel tempo che risulta difficile individuare con esatezza
quello originario. Dalle documentazioni iconografiche non è possibile
risalire alla foggia originaria, in quanto l'usanza di vestire i morti
con gli abiti più belli, di gala, assieme alla loro unicità ha fatto
scomparire gli esemplari migliori. La gerarchia sociale tra le donne,
era rigorosamente osservata anche nell'abbigliamento. L'abito di gala
indossato dalle ricche proprietarie terriere era detto "su fordallinu"
la cui denominazione deriva da "farda" o "fordali" ossia falda, larga
striscia che guarnisce la gonna. Completano questo lussuoso abito altri
elementi quali "sa camisa" (la camicia) di tela fine impreziosita nel
volant del collo e delle maniche, da ricami o pizzi all'uncinetto o ad
ago. "Sa scuffia" copricapo di raso color rosso magenta, "su froccu de
velluttu", fascia di vellutto nero con frange dorate ricadenti ai lati
del viso, "sa lazzada" o "cinta de oru" cinta di gallone d'oro, "su
sinzu" un corsetto di broccato o di vellutto, "su velu" il velo di
tulle ricamato interamente a mano, "is bottinus" le scarpe, che
venivano confezionate proprio a Monserrato da un abile artigiano
calzolaio.