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Quartu Sant'Elena

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Comuni della Provincia di Cagliari
Scritto da MARALB   
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Quartu Sant'Elena







Quartu Sant'Elena






Non credo ci sia in Europa un villaggio il cui pane possa essere paragonato a quello di Quartu.


    
(Antonie Claude Valery, Voyage en Sardaigne, 1834)



Q
uartu Sant'Elena (in sardo Cuartu Sant'Alèni o Quattu Sant'Alèni), è un comune di oltre 70.000 abitanti della provincia di Cagliari.

Etimologia del nome


Il nome del comune diviene dal latino Quarto ab urbe lapide. La città sorgeva infatti lungo la strada che collegava Cagliari a Palau (attuale SS 125) ed esattamente al quarto miglio, ed era presente in città, fino a qualche anno fa (esattamente fino a quando venne costruito il primo mercato civico), la pietra miliare di epoca romana, chiamata perda mulla dagli abitanti della città.

Erano vari i villaggi della zona che fino all'anno 1327, anno in cui vennero fusi in un unico paese, avevano il nome di Quarto.

Il 14 settembre del 1826 con regio decreto al nome della città venne aggiunto quello della Santa Patrona divenendo cosi Quarto Sant'Elena. Nel 1862 il nome della città passo da Quarto a Quartu raggiungendo così l'attuale denominazione.

Stemma e gonfalone

panorama  Lo stemma del comune di Quartu Sant'Elena è uno scudo rosso con due spade incrociate e con in basso una pietra miliare di colore verde con incisa la cifra  romana IV. All'esterno ha nel lato destro un ramo di quercia e nel lato sinistro un ramo di olivo, legati insieme da un nastro tricolore. Lo scudo è sovrastato  dalla corona di città.

 Araldicamente è così descritto: di rosso a due spade d'argento, guarnite d'oro, decussate, accompagnate da una pietra miliare di verde, caricata dal numero  romano IV, d'oro. Ornamenti esteriori di città.

 Fino al 2001 lo scudo dello stemma era di colore bianco e verde.

 Il gonfalone è invece un drappo quadrangolare dai colori bianco e verde, ornato di ricami d'oro, caricato dallo stemma comunale e riportante nella parte  superiore il nome del comune.

Gli stessi colori del gonfalone presenta la bandiera comunale.

Geografia

Quartu Sant'Elena è uno dei Comuni della Sardegna più estesi. Il suo paesaggio è molto vario. Il litorale si estende per circa 26 km e possiamo trovare tratti con spiagge e sabbia finissima e tratti alti e rocciosi.

Sul lato opposto troviamo il paesaggio montagnoso. Le montagne dei Sette Fratelli, ricoperte di boschi, sono habitat naturale di cervi, aquile reali e cinghiali. La cima più alta è il monte Serpeddì, che raggiunge i 1069 metri di altezza.

Nella pianura della città troviamo lo Stagno del Molentargius, una delle zone umide più importanti d'Europa. Qui nidificano tante specie volatili, tra cui i fenicotteri rosa.



Urbanistica

Quartu Sant'Elena si sviluppa circolarmente intorno al centro storico che ha la caratteristica a fuso come in molti paesi medievali. Il centro storico comprende le zone di Cepola e Funtan' e Ortus. Le altre zone della città si sono sviluppate intorno al centro storico e solo dalla fine degli anni '70 si è costruito in zone all'epoca distanti dalla città come Pitz'e Serra e nelle colline di San Luca. Dagli anni 2000 lo sviluppo della città si è avuto specialmente nei nuovi quartieri di Quartello (nell'ultima parte della Via Fiume, verso la S.P 17) e Sant'Anastasia (da Via Polonia a Via Generale dalla Chiesa).

Quartieri
strada


    * Cepola Intorno alle via XX Settembre e via Giuseppe Garibaldi.
    * Funtan' 'e Ortus Nei pressi delle Vie Vittorio Emanuele, Mori, Principe Amedeo, Mameli.
    * Is Arenas Nei pressi delle Vie Beethoven e Viale S'Arrulloni.
    * Pirastu Tra la Via Giotto e la S.S. 554.
    * Pitz' 'e Serra Tra la strada statale 554 e le vie Pitz'e Serra e Monsignor Angioni.
    * Quartello Tra la S.S. 554 e la fine della via Fiume.
    * Sacro Cuore Intorno all'omonima chiesa.
    * San Luca Nelle colline dietro la S.S. 554 tra la provinciale 95 e la provinciale 17, intorno alla chiesa di San Luca Evangelista.
    * Santa Lucia Nei pressi delle vie Portogallo e Inghilterra.
    * Sant'Anastasìa Tra le vie Polonia e Generale dalla Chiesa, spesso viene considerato erroneamente un proseguo di Quartello.
    * Sant'Antonio Intorno all'omonima chiesa.
    * Sant'Elena Intorno all'omonima chiesa.
    * Sa Serrixedda Dopo la S.S. 554 lungo la ex S.S 125 (proseguo via Marconi) prima del lago Simbirizzi.
    * Santo Stefano Da viale della Musica (parte vicino all'omonima chiesa) a viale Marconi e viale Colombo.

Storia

Dai nuragici ai Pisani

L'origine di Quartu è antichissima. Nel suo territorio sono infatti stati trovati numerosi reperti risalente al periodo nuragico.

Anche i fenici probabilmente si installarono a Quartu dato che molti studiosi sono d'accordo sul ritenere i toponimi Cepola e Geremeas di derivazione fenici. La presenza punica nel territorio quartese sarebbe provata anche dai ritrovamenti ceramici nella zona di Is Mortorius
Panorama di Quartu nell'800. In primo piano la Basilica di Sant'Elena Imperatrice in secondo piano la stazione tranviaria

I romani installarono, invece, il loro insediamento a poche centinaia di metri da Cepola, e ne insediarono gli schiavi abbastanza vicini a Cagliari per essere controllati e abbastanza lontani per non disturbare la vita cittadina. Questi schiavi vennero fatti lavorare nelle vaste campagne e negli stagni di Quartu e del Molentargius, da cui iniziarono l'estrazione del sale. Intorno a questi due centri nacquero tanti altri villaggi che diedero origine alle attuali città di Quartu Sant'Elena e Quartucciu. Altre notizie certe su Quartu risalgono al 20d.C., quando 4000 ebrei vennero deportati in questi villaggi.

Come il resto della Sardegna, Quartu fu oggetto di invasioni longobarde, vandaliche, bizantine e pisane.

Dalla dominazione Pisana al '900

Dopo la dominazione pisana, la zona di Quartu fu nominata Baronia e concessa in feudo dagli Aragonesi a Francesco Pes e alla sua discendenza.

Con un decreto del 1327 i villaggi di Cepola, Quarto Domino e Quarto Josso vennero fusi insieme e chiamati solamente Quarto.

Fino al 1717 Quartu rimase in mano agli Spagnoli. Nel 1718 il villaggio, come il resto della Sardegna, passò in mano ai Savoia. Con loro per Quartu iniziò la crescita economica, anche se momentaneamente i Savoia riconfermarono la Baronia in favore della famiglia Pes.
Il quartiere di Pit'e Serra, sorto negli anni '80

Nel 1793 Quartu venne attaccata dai Francesi che si installarono nell'attuale parco Andrea Parodi (parco intorno alla chiesa di Sant'Andrea). Dopo lunghe lotte i Quartesi riuscirono a scacciare i Francesi dal loro territorio.

Nel 1862 il comune raggiunge l'attuale denominazione.
san pietro
Dal '900 a oggi

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento a Quartu vennero costruite tante nuove strutture come la cantina sociale, le fornaci di laterizi Picci, le
fornaci di laterizi Maxia, la stazione tranviaria, la caserma dei carabinieri con annesse le carceri, il pastificio Rosas, la cartiera Perra, la distilleria Cabras
e qualche cinema.

Nel 1958 con decreto del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi Quartu fu nominata città.

Tra gli anni '80 e gli anni '90 Quartu subì una grandissima crescita demografica, grazie anche alla costruzione dei nuovi quartieri Pitz'e Serra e San Luca,
in cui vide i suoi abitanti più che raddoppiati, soprattutto grazie alla vicinanza di Cagliari nel cui agglomerato urbano è ormai incorporata.

Attualmente Quartu, con i suoi circa 70000 abitanti, è la terza città della Sardegna per popolazione dopo Cagliari e Sassari.

Amministrazione comunale


Alle elezioni dell'8 e 9 maggio 2005 Luigi Ruggeri è stato Sindaco della città. Le elezioni avevano visto la netta vittoria della coalizione di centro-sinistra che prese il 58,3% dei voti (22471 voti).

SINDACO:

Luigi Ruggeri (Partito Democratico)

GIUNTA:

    * Vicesindaco e assessore alla programmazione strategica e alle politiche dello sviluppo economico: Antonio Lai (PD)
    * Assessore agli affari generali e al personale: Maura Teresa Ghironi (SDI)
    * Assessore all'urbanistica: Vittorio Falchi (Psd'Az)
    * Assessore ai lavori pubblici: Pietro Denti (Udeur)
    * Assessore alle politiche ambientali e BBCC: Anna Paola Lai (PD)
    * Assessore alle politiche sociali: Stefano Delunas (PD)
    * Assessore allo sport e alle politiche giovanili: Elisabetta Campus (Rifondazione Comunista)
    * Assessore alla pubblica istruzione: Gabriella Del Fiacco (PD)
    * Assessore alle politiche per lo spettacolo, alle tradizioni popolari e alla lingua sarda: Antonio Pani (PD)

Sindaco: Luigi Ruggeri (centrosinistra) dal 09/05/2005
Centralino del comune: 070 86011
Posta elettronica: info@comune.quartusantelena.ca.it.

Evoluzione demografica

Abitanti censiti


Contrariamente a quello che si é verificato a Cagliari passata nel giro di 20 anni da 222.000 a 160.000 abitanti, Quartu (così come gli altri comuni dell'Area metropolitana di Cagliari), ha una costante crescita demografica soprattutto in zone di grande di espansione urbanistica come: Pitz'e Serra, Quartello e Sant'Anastasia infatti, secondo recenti stime, si prevede che entro 10 anni la popolazione di Quartu Sant'Elena passerà dagli odierni 71.000 abitanti,a circa 110.000 abitanti.

sant efisio

Insomma si potrebbe configurare lo stesso scenerio, attualmente presente solo nell'Area metropolitana di Napoli con Giugliano in Campania che ha già raggiunto e superato i 110.000 abitanti, pur non essendo capoluogo di provincia.

Luoghi di interesse 

Musei

In città esistono due musei "Sa dom'e farra" e "Il Ciclo della vita".

Sa Dom'e farra

Il museo venne fondato da Giovanni Musiu nel 1978. "Sa dom'e farra" letteralmente significa "la casa della farina" e venne chiamata così per indicare la più pregiata e redditizia produzione quartese.

Nella casa in cui ha sede il museo sono presenti sia l'abitazione del proprietario terriero che il centro operativo dell'azienda.

Il museo propone la propria storia e al suo interno si trovano sia utensili usati per il lavoro nei campi che oggetti di tutti i giorni, usati dai vecchi abitatori della casa.

Nella cosa erano presenti due cortili; nel primo si affacciano le stalle dei cavalli e dei buoi, i magazzini, la stanza della macina del grano, cantine, corte dei carri e tutto ciò che riguardava l'azienda; nel secondo invece si affacciano, camere da letto, stanza per gli ospiti, sale di ricevimento, magazzini del grano e della graminacee, stanza della farina e stanza padronale, quindi tutto ciò che riguardava la casa del proprietario terriero.

Nel 1982 venne aggiunta una porzione di cortile e venne abbattuto il muro tra i due vecchi cortili.

Il museo che era passato nelle mani della regione è stato acquistato con una cifra simbolica di €50 dal comune che ha intenzione di restaurarlo per poterlo riaprire nel giro di poco tempo, in quanto è da tempo chiuso.

Museo etnografico "Il ciclo della vita"

Il museo "Il ciclo della vita" venne aperto nel 1998 a Quartu Sant'Elena da Giovanni Musiu, lo stesso che fondò "Sa dom'e farra".

Il museo ha sede in un'antica casa campidanese del 1800.

Dopo aver restaurato la casa al suo interno venne allestito un museo che ospita circa 8000 oggetti di uso quotidiano, legati alla tradizione sarda dal XXVIII al XX secolo. All'interno del museo attraverso i vari oggetti è rappresentato appunto il ciclo della vita di una persone sarda vissutta tra quei secoli.

Chiese

A Quartu e nelle campagne circostanti si contano diverse chiese, alcune delle quali di rilevanza storica e artistica. In città, oltre alle sette parrocchie cattoliche, si trovano anche la parrocchia ortodossa, dedicata a san Giuda Taddeo, e una chiesa di culto cristiano evangelico.

Chiese parrocchiali

    * Basilica di Sant'Elena Imperatrice

    
Basilica di Sant'Elena Imperatrice

interno sant elena
 La basilica di Sant'Elena è la chiesa principale di Quartu ed è dedicata alla santa patrona della città. L’antica struttura risale al XVI secolo e al XVII secolo  risalgono il primo campanile e la prima sacrestia.

 Dopo l'incendio del 1775, che ne distrusse buona parte, si decise di ampliarla e nel 1780 venne affidato il progetto al militare piemontese Cochis. Il progetto  venne modificato nel 1804 da Raffaele Cappai e nel 1809 iniziarono i lavori. Nel 1818 terminarono i lavori dopo tanti sacrifici e nel 1825 venne rifinita la  facciata. Nel 1828 infine la chiese venne solennemente consacrata.

 Nel 1996 è iniziato un nuovo restauro alla chiesa e i lavori sono terminati nel 2000.

 La chiesa è completamente affrescata. La struttura è a croce latina con tre navate di cui quella centrale più larga e collegata alle altre da archi

 La chiesa conserva ancora molti antichi reperti, tra si ricordano il pulpito risalente al 1741, il fonte battesimale del 1735, il coro in legno del 1747, il paliotto  dell'altare del 1775 e alcune sculture lignee del XVI secolo.

 Il 14 settembre 2007 alla chiesa è stato conferito il titolo di Basilica minore.
sant elena imperatrice
  

 * Chiesa del Sacro Cuore

Chiesa del 20° secolo dedicata al Sacro Cuore di Gesù che si trova tra le vie Pellico ed Iglesias, nota in città per le attività ricreative dell'oratorio, vanta una luminosità invidiabile al suo interno.

    * Chiesa di Sant'Antonio da Padova

La chiesa sorge nell'omonima piazza, nell'area dove era ubicata un tempo la chiesetta intitolata a San Gregorio Magno.

La costruzione della chiesa inizio nel 1898 dai frati francescani "sfrattati dal loro convento di San Francesco nella seconda metà dell'ottocento in applicazione della legge Siccardi. I lavori procedettero con grandi difficoltà economiche e vennero spesso interrotti. La chiesa venne terminata nel 1904 con la costruzione del campanile e il 27 dicembre dello stesso anno avvenne la consacrazione. Cinquant'anni dopo la chiesa divenne la terza parrocchia di Quartu Sant'Elena. La chiesa venne restaurata tra gli anni sessanta e settanta.

La facciata è tipica espressione dell'eclettismo di fine Ottocento: nostalgie classiche sono infatti unite a elementi gotici. La facciata è alta e stretta e si conclude in un timpano triangolare. Il campanile è di forma quadrata. L'interno presenta una pianta cruciforme; l'incrocio dei bracci è sovrastato da una cupola ottagonale. La copertura dell'edificio è a botte. Il presbiterio è a forma quadrangolare e concluso da un'abside semicircolare

    * Chiesa di Santo Stefano Protomartire

La parrocchia di Santo Stefano venne istituita da mons. Paolo Botto, arcivescovo di Cagliari, nel 1967, per venire incontro alle esigenze spirituali di un quartiere periferico in rapida crescita demografica. L'intitolazione a santo Stefano, primo martire della Cristianità, si deve al fatto che un luogo di culto dedicato al santo esisteva già in questa zona in tempi passati. Attualmente non rimangono tracce di questa chiesa, se si eccettua il simulacro ligneo del patrono, seicentesco, conservato nella chiesa di Santa Maria di Cepola.

Il 31 ottobre 1967 la nuova comunità cristiana si riunì per la prima volta attorno al vescovo e al parroco, mons. Tonio Tagliaferri, in una casa in costruzione che servi da prima chiesa provvisoria. Negli anni '70 e parte degli anni '80 funse da chiesa un capannone. Dalla fine degli anni '80 si cominciò a utilizzare la nuova chiesa, non ancora ultimata, progettata dall'architetto Francesco Berarducci. Il 31 ottobre 2000, finiti i lavori di sistemazione del presbiterio con la collocazione dell'altare, dell'ambone e della sede del presidente, con un rito solenne, la chiesa viene consacrata dall'arcivescovo di Cagliari S.E. mons. Ottorino Pietro Alberti alla presenza del fondatore e attuale parroco mons. Tagliaferri, dei viceparroci che si sono succeduti negli anni e di tutta la comunità parrocchiale. Il 31 ottobre 2006 l'arcivescovo di Cagliari S.E. mons. Giuseppe Mani benedice l'artistico tabernacolo e la comunità di santo Stefano entra così nel suo 40° anno dalla fondazione.

La chiesa sita in Via Palestrina è realizzata in cemento armato, si presenta a pianta circolare, caratterizzata all'esterno da due torri cilindriche che dominano sull'ampio belvedere sito sul tetto dell'edificio, da cui si gode una vista panoramica sul vicino stagno di Molentargius e su Cagliari, di cui si individua il caratteristico profilo del quartiere storico di Castello.

L'interno invita al raccoglimento e la penombra favorisce la preghiera. Lo spazio per l'assemblea è organizzato ad anfiteatro intorno al presbiterio, circolare, che si raggiunge scendendo i gradoni della cavea e che risulta il centro di tutto l'edificio, da cui si innalzano le due colonne-torri che caratterizzano anche l'esterno della chiesa. Nello spazio ricavato all'interno della colonna a destra è collocato il tabernacolo, dalla singolare forma sferica, visibile dall'assemblea attraverso un oculo scavato nel cemento della colonna-torre. In corrispondenza della colonna sinistra è collocato l'ambone, mentre al centro del presbiterio e dell'intero edificio si trova l'altare, opera in granito rosa. Degno di nota è il Crocifisso, sempre nel presbiterio, opera di Franco D'Aspro.

    * Chiesa di San Giovanni Evangelista
torre

Chiesa attualmente in costruzione nella zona di Pitz'e Serra.

    * Chiesa di San Luca

Chiesa in cima ad una collinetta nella zona del Margine Rosso. Dalla sua piazza è possibile ammirare un bellissimo scorcio dall'alto del golfo di Cagliari.

    * Chiesa di Santa Maria degli Angeli

Chiese minori

    * Santa Maria di Cepola

  
La chiesa si trova in via Santa Maria nel quartiere di Cepola. Probabilmente è stata costruita sui ruderi di una chiesa paleocristiana. Le prime notizie della chiesa risalgono al 1089 quando la chiesa venne donata al giudice di Cagliari. L’edificio venne ampliato nel XIV secolo hanno a cui risale l’attuale facciata. La chiesa presenta un’unica navata, la copertura in legno è stata realizzata in due momenti diversi. Ci sono pochi arredi: sull’altare si innalza la tela dell’immagine dell’immacolata, sono poi conservate le statue di Maria Vergine, di Santo Stefano e di Santa Anastasia.

    * San Benedetto



La piccola e semplice chiesa di San Benedetto, risalente alla fine del XIV secolo, è ubicata nel trafficato viale Marconi, nel tratto che va dalla parrocchiale di Sant'Elena verso il Cimitero. È facile non scorgerla, data l'estrema modestia dell'edificio; attualmente è presente un pannello illustrativo, affianco all'ingresso laterale, in cui si trovano notizie sul monumento e che ne facilita l'individuazione. Il tempio ha una facciata a capanna, nella quale si apre l'ingresso principale, con arco ogivale e, poco sopra, un oculo. In cima chiude la facciata un piccolo campanile a vela. L'interno è costituito da un'aula rettangolare con la piccola abside semicircolare; sono presenti i simulacri di san Benedetto e santa Scolastica, una balaustra e un pulpito lignei, databili al periodo compreso tra il secolo e il XIX secolo. La chiesa apre nei mesi di Ottobre e Maggio per la recita del Rosario e nel giorno della festa del titolare, l'11 luglio.
Chiesa di Sant'Agata

    * Sant'Agata

    
La chiesa si trova in piazza Azuni ed è annessa all'ex convento dei frati Cappuccini. Venne costruita nella seconda metà del XII secolo e andata distrutta. Venne ricostruita tra il 1280 e il 1300. Le prime notizie sulla chiesa di Sant'Agata risalgono al 1291 quando il papa concesse l'indulgenza di 40 giorni per chi avesse visitato la chiesa nella festività di Santa Maria Vergine e Sant'Agata. Nel 1631 la chiesa passo ai frati Cappuccini che la intitolarono a San Francesco. Nella seconda metà dell'ottocento la chiesa e il convento vennero ceduti al comune che nel 1888 concesse l'area dell'orto alla società delle tranvie. La chiesa ha una modesta facciata a capanna, nel cui centro si apre il portale rettangolare sovrastato da una lunetta a tutto sesto. L'interno, a una sola navata ha la volta a botte; segue un ampio presbiterio. Dal lato sinistro si accede al convento mentre sulla destra si sviluppano la sacrestia e le tre cappelle. La chiesa conserva solo alcuni dei suoi arredi sacri.

    * Sant'Efisio


La chiesa di si affaccia sull'omonima piazzetta tra via Garibaldi e via XX Settembre, nelle vicinanze del mercato civico. Era inizialmente dedicata ai santi Sebastiano ed Efisio. Venne costruita nel 1728 con il lascito testamentario della benefattrice quartesa Maria Piras.

La facciata della chiesa è molto semplice simile alle altre che venivano costruite in Sardegna in quel periodo; essa si restringe a mezza altezza terminando in un rettangolo compreso tra due volte. Il portone è quadrato, circoscritto da una cornice in pietra, ed è sovrastato da un oculo. La chiesa ha una sola aula con volta a botte scandita da tre soprarchi a tutto sesto, l'ultimo dei quali separa la navata dal presbiterio coperto da cupola ottagonale.
Interno della chiesa di Sant'Efiso

Tra i contrafforti sono state ricavate due cappelle, una per lato. Sulla destra della navata si apre la sacrestia con volta a botte. La volta è abbellita da un medaglione coi simboli dei Santi titolatari. Una stanza sulla sinistra che era stata costruita in epoca successiva, era utilizzata dalla confraternita di Sant'Efisio oggi disciolta. Numerosi arredi arricchiscono l'ambiente , tra cui delle piccole statue lignee di scuola napoletana a altre di scultori locali.

Al lato dell'altare troviamo le statue dei santi patroni situate in nicchie rococò realizzate in pietra di vari colori da esperti scalpellini del luogo. La statua di san Sebastiano venne eseguita da Joseph Vulpe nel 1728, mentre la statua di Sant'Efiso fu con tutta probabilità realizzata successivamente da seguace del Lonis. La chiesa è stata attualmente restaurata.

    * San Pietro di Ponte


La chiesa si trova all'interno del cimitero, alla periferia della città nell'area terminale di Via Marconi. La chiesa trae il nome da un ponte di epoca oggi scomparsa. La chiesa è tra i monumenti di Quartu che meglio conserva l'aspetto originale, è di stile tardo-romantico e in parte gotica. Era fino al 1119 di proprietà del Vescovo di Cagliari che la dono ai monaci di San Vittore, torno poi a far parte dei beni dell'arcidiocesi nel 1444. La chiesa è di piccole dimensioni ed è affiancata da altri piccoli edifici. La facciata è coronata da un piccolo campanile a vela. L'interno è composto da una sola navata con una copertura lignea. La chiesa è aperta nel mese di novembre per consentire le preghiere ai Defunti.

Chiese Campestri

    * San Forzorio

La chiesa di san Forzorio, in località Santu Frassori,sulla strada che collega Quartu con Sant’Isidoro,fu acquistata dalla famiglia Perra, attuale proprietaria, nel corso dell’800.L’impianto è ad aula mononavata, chiusa ad oriente da un’abside semicircolare. L’alzato è costituito da conci calcarei di media e grossa pezzatura conservati soprattutto nella facciata,caratterizzata da una luce semicircolare e dal campanile a vela. Il portale architravato è sorretto da due mensole: quella sinistra reca scolpita una foglia triangolare, quella destra è scalettata. La fabbrica originale, tardo-romanica (seconda metà XIII secolo), è probabilmente opera di maestranze locali che adoperarono materiale di spoglio trovato in sito, la cui presenza è rivelata dal ritrovamento di tombe romane. Ne sono esempi l’architrave della porta, scavata in tre cavità di forma quadrata, e un’acquasantiera ricavata da un frammento di colonna. La decorazione dell’interno, voltato a botte, riporta una cromia azzurra con stelle dorate e bandea motivi geometrici nella zona absidale, forse realizzata nel corso dell’800. Gli unici arredi presenti sono un altare in muratura e, all’interno di una teca in legno e vetro di foggia novecentesca,il simulacro ligneo di foggia settecentesca di un giovane santo con palma del martirio e libro. La chiesa subì svariati restauri, di cui il primo documentato risale al 1599 quando, in occasione della visita pastorale, l’arcivescovo Laso Sedeno, trovandola quasi distrutta, nominò due obrieri affinché la risistemassero. Altre fonti attestano rifacimenti avvenuti nella prima metà del XVIII sec. e la profanazione nel 1793 da parte dei soldati francesi. Il nome “Forzorio” a cui la chiesa è dedicata, risultato assente in tutti i martirologi, è forse derivante dal toponimo della località Santu Frassori, riconducibile al nome Fossorio e quindi all’attività delle confraternite dei fossores, scavatori di catacombe. San Forzorio, non festeggiato da più di cinquant’ anni, fu comunque adottato come Santo protettore dalla categoria degli isposus storraus (i promessi sposi lasciati).

    * Nostra Signora del Buon Cammino

La chiesa di Nostra Signora del Buon Cammino o Madonna del buon cammino come viene più spesso chiamata sorge vicino al bacino artificiale del Simbirizzi. L'edificio risale al XIV secolo ma le colonne di età romana che vi si trovano all'ingresso fanno pensare esistesse già un luogo di culto probabilmente pagano. Il suo tetto è di stile tardo gotico-catalano.

Dinanzi alla chiesetta è presente un piccolo loggiato costruito probabilmente per riparare i pellegrini venuti nella chiesetta per assistere alla messe delle sagre che vi si organizzano. La facciata e il campanile a vela sono in parte coperti del loggiato

La chiesa viene aperta per il pellegrinaggio organizzato, dalla parrocchia di San Luca, per la festa di Santa Anastasia e per la festa di Sant'Elia

    * Sant'Andrea

  
La chiesa sorge nell'omonima località poco prima di Flumini. Sorge al centro dell'ampia piazza Andrea Parodi dove è presente anche un parco giochi per i bambini. A causa delle scorrerie dei pirati nella zona di questa chiesa nel 1621 il Viceré con un' ordinanza vietò che i pellegrinaggi avvenissero di notte. Nel 1793 la chiesetta diventò il forte dei militari Francesi che tentarono di occupare l'isola. La struttura è in stile gotico sardo-catalano. Risale al XV sec, ma subì aggiunte e rifacimenti nel 600. La facciata termina con una cornica coronata da merletti dentati e da un piccolo campanile. Sopra il portale rettangolare si può osservare un rosoncino in pietra del 1600. L'ingresso è preceduto da una piccola copertura. Nei prospetti laterali vi sono tre contrafforti; tra quelli di destra sono stati costruiti la sacrestia e gli ambienti utilizzati per le feste. Sullo stesso lato è stata ricavata un'altra piccola loggia, in cui vi è l'ingresso secondario. L'interno è costituito da una sola navata rettangolare. Nella chiesa sono presenti pochi arredi: un pulpito ligneo e la piccole statue di Sant'Andrea, di San Giovanni Battista e di Sant'Antonio da Padova. Nella chiesa si svolgono la festa di Sant'Andrea e la Sagra di San Giovanni Battista.

Antiche Case

Le antiche case quartesi erano costruite con mattoni di fango essiccati al sole chiamati ladiri. Le case più ricche erano spesso affrescate nei soffitti e i pavimenti avevano disegni geometrici nelle pianelle. Le case solitamente erano grandi e avevano molte stanze. In tutte le case erano presenti: il solaio per le provviste, un cortile con un pozzo o una cisterna,spazi per gli animali e terra per coltivare, stanze da letto e stalla, la sala dove si faceva il pane (sa dom'e farra), la legnaia, e una zona dove si metteva la spazzatura (muntronaxu); le case più ricche e solo più avanti anche quelle più povere avevano anche un gabinetto e un paino superiore abitabile.

Casa Mundicu-Serra

Venne costruita alla fine dell'ottocento, aveva un piano superiore ed era in parte adibita a locanda. Aveva stalle e magazzini ed era fino agli anni '50 l'ultimo edifico della strada per il Sarrabus. È stata recentemente restaurato ed è ora abitato dagli eredi di Mundicu.

Casa Portas-Perseu

Venne edificata agli inizi del '900 da Giovanni Perra in via Nazionale (oggi via marconi) su due case precedentemente esistenti. Ha una forma a palazzo ma conserva sul retro il cortile e le stanze tipiche delle case campidanesi. Restaurata negli anni 90 e nella prima metà degli anni 2000 è oggi adibita a Comunità Alloggio per Anziani.

Casa Perra-Cappai

Nacque nel '900 dalla fusione di due vecchie case campidanesi. Ha la caratteristica forma delle antiche case quartesi di ferro di cavallo cioè con le stanze disposte tutte intorno all'ampio cortile. È stata restaurata agli inizi degli anni '90 ed è abitata dagli eredi di Perra.

Casa Basciu-Deiana

Venne costruita nel XIX sec. ed è una delle più grandi case campidanesi di Quartu. È ora di proprietà della Parrocchia di Sant'Elena che l'ha ereditata dalla proprietaria Innocenza Deiana e che l'ha concessa al gruppo scout Agesci, che si occupa anche della ristrutturazione della casa.

Casa Secchi 

Sorse nella seconda metà del XIX secolo nel quartiere di Cepola. Era in precarie condizioni fino al 2004, anno in cui l'attuale proprietario l'ha fatta restaurare riportandola agli antichi splendori.

Casa Angioni

Venne costruita a metà del XIX sec. e fu ricostruita dopo l'alluvione del 1889 che devastò l'allora paese di Quarto Sant'Elena. La casa è in stile campidanese e attualmente è sede del gruppo folk "Su Idanu".

Fornaci Maxia

Le fornaci di laterizi Maxia furono costruite nel 1909 dal cav. Felicino Maxia nella periferia di Quartu. Avendo viaggiato per molti anni in Lombardia e Veneto, Maxia affidò il progetto alla "Meccanica Lombarda", ditta che molto bene conosceva, che si occupò anche di procurare i macchinari. La costruzione fu eseguita con mattoni in fango (in sardo ladiri)con manodopera quartese. Negli anni '50 venne installato il forno semi automatico Hoffman. Nel 1958 la fabbrica passò nelle mani di Mariuccina Maxia ultima proprietaria e prima donna imprenditrice della Sardegna. La fabbrica chiuse i battenti nel 1977.

Nuraghe Diana

Il Nuraghe Diana sorge su un'altura a 35 metri sul livello del mare e risale alla prima Età del Ferro. Si raggiunge tramite la SP 17. Le prime segnalazioni del sito archeologico risalgono agli anni '50, mentre gli scavi sono iniziati nel 2000. È tra i nuraghi più complessi: presenta una torre principale e due torri minori voltate a tholos, collegate tra loro da cortine murarie. Nel monumento sono presenti un vano scala che conduceva ai piani superiori del nuraghe.

Cartiera Perra

La fabbrica venne costruita nel 1911 da L. Frau Puddu e per diverso tempo fu l’unica fabbrica di carta per imballaggio dell’hinterland di Cagliari. Fu rilevata nel 1945 da F. Perra suo genero, il quale la modernizzò e ne tenne la proprietà fino al 1964, anno in cui venne chiusa.

Antico Macello

Il mattatoio sorse su una vigna di 4000 m2 ad opera del cavalier Melis, nell’attuale Via Dante. Furono in funzione dal 1901 al 1968. Per rientrare nelle 18000 lire stanziate per il progetto il progettista decise di rinunciare all’ornamentazione prevista, limitandosi ad inserire alcuni elementi dello stile neogotico. Nella facciata la cosa più visibile è il cancello d’ingresso affiancato da finestre con arco a sesto acuto. All’interno vi erano locali per il custode, per la dogana, per l’ufficio sanitario, per i bovini e per le sale della macellazione. Nel piazzale è presente una fontana. Davanti alla sala di macellazione si trovava la pelandra, il locale in cui venivano conciate le pelli. Nel 1973, quando i locali diventarono cantiere comunale, vennero apportate modifiche alla struttura. Il mattatoio è stato recentemente restaurato ed è visitabile durante la manifestazione Monumenti Aperti.


Croce gotica


Di fronte alla chiesa di Sant'Agata si trova la croce giurisdizionale innalzata, con elementi di spoglio, dai frati cappuccini per segnare i termini della loro proprietà. È formata da una colonna liscia sovrastata da un capitello romano del I secolo e da una croce tardo gotica della fine del XV secolo Venne tolta dal suo sito nel 1868 con lo scioglimento dell'ordine e venne ritrovata nel 1892 durante dei lavori nella chiesa di Sant'Agata. Venne quindi rimessa al suo posto originario.

Torre di Carcangiolas 

La torre di Carcangiolas, è una torre costiera edificata dagli aragonesi per la difesa dai pirati.

La torre è in pietra calcarea e granito ed è a forma tronco conica. Durante la seconda guerra mondiale venne adibita a fortino. Attualmente è rovesciata nel mare e il comune ha finanziato le operazioni per riportarla nell'arenile.

Cultura

Manifestazioni, feste e sagre

Quartu Sant'Elena ospita numerose manifestazioni e feste famose in tutta la Sardegna. Una delle più famose manifestazioni che si svolgono in città è la Sciampitta, organizzata ogni anno nel mese di luglio dal gruppo folkloristico Città di Quarto, che dal 1985 porta in città gruppi folk da tutte le parti del mondo. Nelle prime edizioni la sciampitta si svolse nello Stadio di Is Arenas, dopo qualche anno la manifestazione si è svolta fino al 2006 in Piazza Mercato, nel 2007 Sciampitta si è tenuta davanti alla Basilica di Sant'Elena, mentre dal 2008 si è ritenuto nello stadio Is Arenas. Altra manifestazione importante è Monumenti Aperti che nel secondo sabato e nella seconda domenica di Maggio permette di visitare i principali monumenti della città. Simile manifestazione è Monumenti all'aperto che permette di visitare invece monumenti, siti archeologici e aree di interre naturalistico posti fuori dal cento cittadino. Altro appuntamento del genere è Aziende Aperte che permette appunto di visitare alcune Aziende cittadine e di vedere come vengono prodotti vari prodotti. Manifestazioni musicali di buona fama sono il Jazz & World un festival del Jazz che si tiene a Flumini nella piazza Andrea Parodi e il Jazz & Wine che si tiene nel Chiostro dell'ex convento dei frati francescani in Via Brigata Sassari, in cui oltre a poter ascoltare musica si degustano vari vini prodotti nelle cantine sociali del comune di Quartu e di altre città. Manifestazione non tanto conosciuta ma in crescita è invece la Sagra delle patate che consiste in una degustazione di patate, cucinate in vari modi, prodotte nelle campagne della città. Tra le feste religiose le più importanti sono la Festa di Sant'Elena Imperatrice, la sagra di San Giovanni Battista e la festa di Santa Maria di Cepola. La festa di Sant'Elena imperatrice si svolge dal 12 al 16 settembre. Durante la festa oltre alla processione religiosa si svolgono serate di intrattenimento, la mostra e la sagra dell'uva, un torneo di calcio e una gara ciclistica. I festeggiamenti sono conclusi con i fuochi d'artificio. La Sagra di San Giovanni Battista si svolge l'ultimo sabato e l'ultima domenica di luglio. I riti della Sagra sono molto antichi e la festa sembra fondare le sue radici in un'antica festa punica. Anche per questa festa vengono organizzati festeggiamenti serali civili. La festa di Santa Maria di Cepola si festeggia l'8 settembre e anche in questo caso prevede oltre ad i festeggiamenti religiosi i festeggiamenti civili. Tutte queste manifestazioni, feste e sagre si tengono nel periodo compreso tra Maggio e Settembre ovvero quando l'afflusso di turisti in città è maggiore. Negli ultimi anni anche nelle feste patronali meno importanti si stanno organizzando serate di intrattenimento caratterizzate in genere da spettacoli folkloristici.

Economia


Importante centro agricolo del Campidano, in passato l'economia di Quartu era basata principalmente sull'agricoltura e sulla pastorizia. Agli inizi del Novecento a Quartu venne aperta la cantina sociale che attualmente non produce più il vino in città ma nella sede staccata in comune di Maracalagonis. I principali vini prodotti sono la "Malvasia", ottimo vino da dessert, e il "Villa di Quartu". Quartu era famosa in tutto il circondario di Cagliari per la produzione di dolci sardi fatti in casa e anche la famiglia reale per i dolci si riforniva in città. I principali dolci prodotti sono i pistocchedus, i pistoccus de bentu, gli amaretus, i piricchitus, i candelaus e i pabassinas. Meno diffusi erano il fattu e cottu, il pan'e saba e il gattò prodotto e consumato specialmente durante la Festa di San Giovanni Battista. A Quartu negli ultimi decenni la tradizione di produrre i dolci in casa non è più diffusa ma sono ancora tante le pasticcerie che producono dolci sardi. Per quasi un secolo, esattamente dal 1878 al 1985, a Quartu venivano prodotti laterizi e tegole dalle fornaci Picci e Maxia. Fino agli anni sessanta inoltre in città era praticata, nelle zone di Pitz'e Serra e Is Ammostus, l'estrazione di argilla bianca. A Quartu era ed è ancora diffusa la lavorazione dell'oro con qui vengono prodotti gioielli in filigrana. Dagli anni settanta in città sono presenti aziende per la lavorazione del legno e per la produzione di alimenti. Negli ultimi decenni Quartu, specialmente il suo litorale, è divenuta una meta turistica e ha conosciuto la costruzione di vari hotel, villaggi turistici e campeggi.

Natura

saline

Molentargius


Il territorio della città comprende i due terzi dello stagno del Molentargius ora riconosciuto come una delle più importanti zone umide d’Europa. Qui nidificano alcune rarissime specie di uccelli tra i quali i Fenicotteri rosa, l’Avocetta , il Cavaliere d’Italia, il falco di palude e il Pollo sultano.

Litorale


Quartu può vantare un litorale di ben 26 Km con spiagge bellissime e tutte diverse l’una dall’altra. La più famosa è sicuramente il Poetto, la lunghissima e famosissima spiaggia che si estende fino al territorio di Cagliari, famosa per la sua sabbia bianchissima. Ricordiamo poi Mari Pintau (Mare dipinto), Cala Regina, Is Mortorius, Kala 'e Moru, Capitana, Geremeas, Terra Mala e Murtaucci. Alcune di queste spiagge hanno sfoggiato la Bandiera blu per molti anni.

Poetto poetto

È la spiaggia più frequentata da tutti i cittadini di Quartu, Cagliari e dell' hinterland. La sabbia è bianchissima nella zona Est della spiaggia mentre diventa dorata mentre ci si sposta verso Ovest. La spiaggia si estende dal porticciolo turistico di Marina Piccola a ridosso della sella del diavolo e termina nel territorio di Quartu al Margine Rosso. La spiaggia ospita molti servizi tra quali numerosi posti di ristoro aperti anche nella stagione invernale. Il Poetto è raggiungibile in macchina da Cagliari attraverso Viale Poetto e da Quartu attraverso Viale Colombo o Viale Europa (S.S. 554). È inoltre raggiungibile
con gli autobus del CTM.

Margine Rosso

La spiaggia si trova poco prima dell'inizio del lungo arenile del Poetto e si trova sotto l'omonima zona residenziale. Si poco dopo la rotonda tra la Via Fiume, la S.S. 554 e la S.P. 17 in direzione Villasimius. La spiaggia servita dai principali servizi. Inoltre nelle vicinaze si trovano un centro benessere in cui si svolge anche thalassoterapia e numerosi ristoranti e pizzerie. Specialmente in periodo estivo è possibile affittare varie villette.

Sant'Andrea

La spiaggia che sorge nell'omonima località Quartese. La spiaggia di sabbia è delimitata ad ovest da formazioni rocciose. La spiaggia si può raggiungere sia tramite la S.P. 17 che tramite la S.S. 125 girando nel bivio per la località. La spiaggia è servita da un parcheggio però non molto capiente e nelle vicinanze sorgono vari bar e ristoranti.

Capitana

La spiaggia di Capitana è molto piccola. Poco più di un bagnasciuga la spiaggia è lunga in media 10 metri. Affianco alla spiaggia è presente un porticciolo turistico, uno dei più attrezzati delle coste sarde. Questa spiaggia ha accesso a tutti i principali servizi (Bar, market, tabacchini...), ma è privo di un parcheggio proprio. È raggiungibile tramite la "Panoramica" (S.P. 17) per Villasimius.

Is Mortorius

La spiaggia è molto varia; comprende scogli, ghiaia e sabbia grossa. Nel mare sono presenti vari scogli e su questi dimorano molluschi quali le patelle e i ricci. Le colline dietro la spiaggia sono ricolme di macchia mediterranea. La spiaggia si raggiunge tramite la S.P. 17 e si trova tra Capitana e Terra Mala. La spiaggia non offre servizi ma è servita da un piccolo parcheggio. La spiaggia è poco frequentata e nelle sue vicinanze si trovano i ruderi di un ex tonnara e della batteria antinave "Carlo Faldi",attiva durante la II Guerra Mondiale.

Mari Pintau

Il nome vuol dire Mare dipinto e la spiaggia presente sia tratti con sabbia bianca e fine che tratti con ghiaia e sassi. La spiaggia è raggiungibile tramita la S.P. 17. La spiaggia è dotata di un piccolo parcheggio, di un bar e di un punto di ristoro.

Cala Regina

La spiaggia si trova in località Terramala e si raggiunge tramite la strada per Villasimius. La spiaggia è di ciottoli ed è orlata da scogli. La caletta è sovrastata da una torre di avvistamento spagnola. I promotori intorno alla spiaggia sono ricoperti di macchia mediterranea. La spiaggia è dotata di un piccolo parcheggio.

Geremeas

È una delle più belle spiagge di tutto il litorale quartese. Inizia al Km 18 della provinciale 17 per Villasimius e si estende per circa 2 km. La spiaggia è un'insenatura di sabbia dorata circondata da promontori ricchi di macchia mediterranea. La località prende il nome dal locale torrente che sfocia nella parte sinistra della spiaggia. La spiaggia di Geremeas è inclinata e a causa di questa inclinazione l'acqua è subito alta dopo pochi metri dal bagnasciuga. La località ha accesso a molti servizi grazie specialmente alla presenza di hotel e villaggi turistici. È inoltra presente un bar dove è possibile affittare attrezzature da spiaggia.


Personalità legate a Quartu Sant'Elena


    * Virgilio Angioni
    * Giovanni Cogoni
    * Graziano Milia
    * Pago
    * Giorgia Palmas
    * Andrea Parodi
    * Eligio Porcu
    * Melissa Satta
    * Antonio Vacca




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fonte:    http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=21157921






 

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