Mappa del Sito

Cagliari

gif

I servizi e la consulenza per approntare al meglio la tua attività di commercio elettronico li trovi in
MARALB
SOLUZIONI PER IL COMMERCIO ELETTRONICO.

Banner
Home -- CAGLIARI -- Cagliari
 
Aggiungi il sito ai tuoi preferitiAggiungi pagina ai tuoi preferitiScegli come HomepageCondividi questa paginaInvia questa pagina via mail
Cagliari PDF Stampa E-mail
Comuni della Provincia di Cagliari
Scritto da MARALB   
Questo articolo è stato letto: 1051 volte
Cagliari





Cagliari




castello


C
agliari (in sardo Castèddu /ka'ste??u/, in spagnolo e catalano Càller), è un comune italiano di 159.312 abitanti[1], capoluogo della provincia di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna. La sua area metropolitana[2] (comprendente i comuni conurbati di Cagliari, Monserrato, Selargius, Quartucciu, Quartu Sant'Elena, Capoterra, Elmas, Assemini e Sestu) raggiunge i 368.000 abitanti, che divengono 474.000 con l'agglomerato urbano diffuso (vedi Area metropolitana di Cagliari).

È sede dell'Università degli studi di Cagliari e sede arcivescovile (Arcidiocesi di Cagliari).

In passato Cagliari era chiamata in greco antico Kalares e in latino Càralis.

Intorno al XVI secolo Roderigo Hunno Baeza, un umanista sardo , affermò che Karalis derivasse dal greco ????, che significa testa, poiché Cagliari era il principale centro dell'Isola.

Il semitista Guglielmo Gesenius fece derivare il nome della città da Kar Baalis [3], che in fenicio significa "città di Dio"; questa derivazione venne, seppur con qualche differenza, accettata da Giovanni Spano; egli, infatti, sostenne che Cagliari derivi dal nome fenicio Kar-El [3], che significa anch'esso "città di Dio".
In primo piano: Sant'Anna (barocco piemontese) In secondo piano: San Michele (barocco spagnolo) Campanile in fondo: Chiesa del carmine (architettura moderna)

elefante  Max Leopold Wagner fece risalire il termine Karalis al protosardo, trovando riscontro con i toponimi Carale di Austis, Carallai di Sorradile, Karhalis o Karhallis della  Panfilia e Karhalleia della Pisfidia. Inoltre il toponimo Karalis è da collegare con gli appellativi cacarallai, criallei, crielle, chirelle, ghirelle (crisantemo selvatico[4] e  macerone) e garuleu, galureu, galileu (polline depositato nel miele, che è di colore giallo oro), che hanno affinità con l'etrusco garouleou (crisantemo selvatico); tutti questi  termini sono da collegarsi con i viaggiatori dell'Ottocento che definivano Cagliari gialla, poiché la roccia della sua roccaforte era di questo colore.
 Palazzo Civico "Ottone Bacaredda" di Cagliari

 Francesco Artizzu notò che la radice "kar" nel linguaggio dei popoli mediterranei significava "pietra/roccia" e il suffisso "al/ar" dava valore collettivo, e si sarebbe formato  così Karali, che significherebbe "luogo di comunità sulla roccia" o semplicemente "località rocciosa". Quanto poi al plurale Kalares, Artizzu lo spiega col fatto che, da un  nucleo iniziale, si sarebbero uniti altri nuclei vicini, aumentando così l'estensione della città[5]. Durante il medioevo venne identificata nei documenti pisani come Kastrum  Karalis e successivamente dagli aragonesi come Castel de Càller in catalano antico. La trasformazione dall'antico toponimo a quello attuale è pertanto avvenuta con le  seguenti forme: Karalis > Calaris > Càller/Callari > Cagliari (quest'ultima trasformazione si ebbe a causa della pronuncia ispanica). In conclusione, molto probabilmente  in  origine Karalis/Caralis aveva il significato di «luogo di comunità sulla roccia/rocca gialla».



Geografia


poettoLa città di Cagliari è situata nella zona meridionale della Sardegna. Si trova in mezzo al Golfo degli Angeli, e si sviluppa intorno alla Sella del Diavolo, e ad est
 i monti dei Sette Fratelli, ad ovest i monti di Capoterra e a nord la pianura del Campidano. Ha inoltre in comune con Roma, Lisbona e Istanbul il fatto di
essere stata costruita su 7 colli. Il clima della città è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e siccitose.
I valori estremi estivi talora superanodi poco i 40 °C (a volte con tassi di umidità contenuti), mentre quelli invernali solo in condizioni particolari e rare
scendono leggermente sotto lo zero. Leggermente più continentale il clima della pianura del Campidano, evidenziato delle rilevazioni della Stazione
meteo di Decimomannu.


Onorificenze


Per il suo sacrificio e per la fierezza con la quale affrontò il nemico durante la seconda guerra mondiale, Cagliari il 19 maggio 1950 ricevette dal Presidente della Repubblica, il gonfalone della città insignito della medaglia d'oro al valor militare.
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare

Capoluogo dell'isola nobile e generosa, scolta invitta d'Italia al centro del Mediterraneo, sopportò per anni, con l'indomita fierezza della sua gente, lunghe, terrificanti ed assillanti distruzioni di guerra recate dall'intensa offesa aerea. Fiera del suo destino, accolse con fierezza ogni prova dolorosa. Dilaniata, stroncata e ferita a morte non smentì mai le sue alte civiche virtù e la fama gloriosa acquistata nei secoli dal suo popolo eroico, sublime in ogni sacrificio per l'onore della Patria.


— Sardegna, guerra 1940-1943
Medaglia d'argento ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'argento ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— Conferita il 14 Giugno 1975 a Cagliari



Storia antica

anfiteatro

La città era stata abitata fin dall'età nuragica dal popolo sardo-nuragico e vi sono non pochi ritrovamenti di reperti che presentano una datazione anteriore al VI millennio a.C., il che prova che i suoi porti godessero già di vita e di frequentazione.
I Fenici, che frequentarono i porti di Cagliari e di altre zone della Sardegna sin dall'VIII secolo, o in periodo comunque antecedente alla fondazione di Roma, si stanziarono all'imboccatura dello stagno di Santa Gilla. Passata ai Cartaginesi nel V secolo a.C., la città conobbe un rapido sviluppo, testimoniato tra l'altro dalle necropoli di Tuvixeddu, ritenuta la più vasta necropoli fenicia del Mediterraneo, e Bonaria: questi furono gli estremi dell'espansione urbana di quei secoli, che vide l'abbandono degli insediamenti nuragici sui colli e il concentrarsi lungo la costa dell'abitato, che assumeva un carattere decisamente mediterraneo. Il centro cittadino fortificato era nel sito oggi occupato dal quartiere della Marina, affiancato dall'area sacra nell'attuale zona di Stampace, e chiuso tra i due quartieri portuali delle zone di Sant'Avendrace e di Bonaria.

Clicca sull'immagine  log 180

Divenuta il centro principale dell'isola, ormai completamente punicizzata, passò ai Romani con tutta la Sardegna e la Corsica, nel 238 a.C., all'indomani della I guerra punica. L'aspetto dell'abitato non sembra essere cambiato molto durante la lunga dominazione romana, di cui sono notevoli resti l'anfiteatro e le ville suburbane note come la Villa di Tigellio. Nei secoli successivi la Karalis romana mantenne il suo ruolo di metropoli sarda e nel 48 a.C. Cesare la premiò per averlo sostenuto nello scontro con Pompeo concedendole lo stato giuridico di municipio. Alla morte di Cesare i cittadini gli rimasero fedeli e si schierarono dalla parte del figlio Ottaviano Augusto, prima contro Sesto Pompeo, poi contro Antonio. Dopo la vittoria di Ottaviano ci fu un lungo periodo di tranquillità politica e di grande sviluppo economico, prima di cadere sotto l'occupazione dei Vandali d'Africa nella metà del V secolo. Sul finire dello stesso secolo fu conquistata da Giustiniano ed entrò nel sistema amministrativo bizantino come sede del preside, funzionario imperiale a capo di tutta la Sardegna, e sottoposto all'esarcato d'Africa.
Cupola della Cattedrale nel quartiere di Castello

Storia medievale

bastioneCon la divisione dell'isola in quattro giudicati, la città, da secoli in fortissima recessione e ormai ridotta al borgo di Santa Igia o Santa Gilla, rimase a capo del giudicato che ne prese il nome. Intanto aveva subìto secoli di incursioni saracene, contrastate dal principio dell'XI secolo con l'aiuto delle potenze navali di
Pisa e Genova. È nota la progressiva ingerenza che le due città marinare esercitarono da allora sulla Sardegna. Il Giudicato cagliaritano, fin dalle sue più
antiche attestazioni, rientrò nell'orbita dei Pisani, che finirono con l'impadronirsi del titolo giudicale con Guglielmo di Lacon-Massa (1187). Dopo meno di trent'anni, nel 1215, di fronte alla possibilità di un'alleanza tra la nuova giudicessa Benedetta e Genova, il pisano Lamberto Visconti ottenne con la minaccia
delle armi la cessione del colle che sarebbe stato detto di Castello: infatti, quasi a guardia della capitale giudicale, vi venne presto costruita una città
fortificata interamente pisana: il Castellum Castri de Kallari.

Bastione di Saint Remy

Essa era destinata a divenire la nuova capitale, quando nel 1258 i pisani, ormai forti della loro rocca, palesata la loro intenzione non solo di governare di fatto il giudicato, ma di conquistarlo, rasero al suolo Santa Gilla. Da allora il Castellum Castri fu identificato con la stessa Cagliari, come mostra ancora l'attuale nome sardo della città, Casteddu. Nondimeno attorno ad esso si formarono i sobborghi di Bagnaia –oggi detta Marina–, zona portuale regolata dal Breve del porto di Cagliari; della fortificata Stampace (toponimo che si riscontra anche a Pisa); e infine di Villanova; in queste appendici trovarono asilo i sardi, esclusi dal Castello, che aveva invece un ordinamento comunale, regolato dal Breue Castelli Castri de Kallari, e dipendeva direttamente da Pisa.

Non passarono cent'anni e un'altra dominazione sopraggiunse. Questa volta furono gli Aragonesi che, nella loro guerra di conquista della Sardegna, assediando Cagliari, edificarono una loro roccaforte su un altro colle, ancora più meridionale: quello di Bonaria. Essi tuttavia non distrussero la città nemica, come avevano fatto i Pisani con Santa Gilla; ma anzi, ottenuta la vittoria, lasciarono il Castello infeudato a Pisa. I toscani però non sopportavano la concorrenza del nuovo borgo aragonese di Bonaria, col suo fiorente porto: ripresero le armi e furono costretti ad abbandonare per sempre la città. Sotto la dominazione iberica Caller, città reale non sottomessa a un feudatario, tornò ad essere la capitale della Sardegna riunificata, e fu sede del viceré.

Storia rinascimentale

cupole   Il Castello continuò ad essere interdetto ai sardi[6], ma fu fortificata anche Bagnaia, dagli Aragonesi chiamata Llapola (pola significa 'marina' in latino  medievale; la lappula o leppula portus Bagnarie dei documenti medievali sembra essere stato un luogo o un oggetto posto nel porto di Cagliari, il cui nome fu  esteso al quartiere). La vita intellettuale fu relativamente vivace e nel XVII secolo venne fondata l'Università. Tuttavia pian piano la città, pur fortemente  ispanizzata, cominciò a provare una certa insofferenza per la dominazione iberica: sentimento che culminò nell'assassinio del viceré Camarassa (1666). Così  nel  1708 i cagliaritani non opposero resistenza all'assedio anglo-olandese, che pose fine all'età spagnola. Dopo la breve parentesi austriaca (1712-18) e  l'effimera occupazione del cardinale Alberoni, che cercava di riconquistare la Sardegna agli spagnoli, Cagliari passò con tutta l'isola sotto il dominio sabaudo (1720).

L'età di riforme che seguì in tutta Europa vide un relativo rilancio della città, con la riorganizzazione dell'Università e dell’ospedale, la creazione dell'Archivio di Stato e della Biblioteca universitaria, di una scuola di Chirurgia e della Stamperia reale. Anche i piemontesi furono tuttavia non ben tollerati e quando, dopo che Cagliari aveva stavolta resistito con vigore all'assedio navale dei francesi rivoluzionari (1793), i sardi videro rifiutare la loro richiesta di una maggiore autonomia e del rispetto degli antichi privilegi, la città insorse (27 aprile 1794) e cacciò temporaneamente i piemontesi; ma la rivolta, pur propagatasi subito al resto dell'isola, dove prese una piega anti-feudale, fu alla fine soffocata.

Storia contemporanea

Cagliari, rioccupata, ospitò addirittura nel Palazzo reale (oggi detto spesso Viceregio) la corte sabauda, cacciata da Torino da quei francesi che non avevano potuto conquistare la Sardegna. Nella prima metà dell'Ottocento, l'età d'oro della cultura sarda, si registrò il declino dell'aristocrazia feudale a favore di un'aristocrazia culturale che, con l'abolizione del feudalesimo e la concessione dello Statuto Albertino (1848), divenne la classe dirigente. Con le nuove tecniche belliche a Cagliari, privata del ruolo di piazzaforte all'indomani dell'Unità d'Italia, furono abbattute le mura e si posero le basi per la grande espansione dell'ultimo secolo. Nel XX secolo, durante la seconda guerra mondiale, Cagliari subì numerosi bombardamenti (l'80% della città venne raso al suolo, tanto che Cagliari fu dichiarata Città Martire e ricevette una medaglia d'oro al valore militare) dei quali possiamo ancora vedere i segni in alcune zone del centro storico.

Nel 1948 Cagliari diventa ufficialmente capoluogo della Sardegna secondo l'articolo 2 dello Statuto della Regione autonoma della Sardegna.[7] Nel XX secolo il centro urbano si è esteso fino al litorale del Poetto e alla zona di Monte Urpinu facendo sorgere i quartieri di San Benedetto, Bonaria, La Vega, Tuvumannu e San Michele.

Progetti per il futuro

Negli ultimi anni Cagliari ha iniziato un processo di sviluppo urbanistico con l'obiettivo di diventare una città turistica di rilevanza internazionale, dando vita a numerosi progetti, come ad esempio il museo Betile, dedicato all'arte nuragica e contemporanea, progettato dal Premio Pritzker 2004 Zaha Hadid, che dovrebbe sorgere sul lungomare di Sant'Elia. È già stato realizzato il primo tratto della metropolitana di superficie di Cagliari, che collega Piazza Repubblica con Monserrato, uno dei sobborghi della città che presto sarà collegato alla cittadella universitaria. È previsto un ampliamento delle torrelinee e la metro dovrebbe coprire l'intera città metropolitana con tratti in superficie alternati a tratti interrati, collegando anche l'aeroporto al centro cittadino.

Il museo Betile inoltre sorgerà su un lungomare che collegherà Sant'Elia al porto storico, dove è già stato realizzato un terminal crociere adatto a ricevere qualsiasi tipo di nave (ha recentemente accolto la Independence of The Seas, la nave da crociera più grande del mondo), il porto commerciale e quello passeggeri saranno spostati sul porto canale, lasciando in via Roma solo il terminal crociere e facendo dell'ex porto commerciale un porto turistico per imbarcazioni da diporto di grossa stazza. La via Roma stessa subirà profondi cambiamenti, in quanto verrà realizzato un tunnel sotterraneo dove far passare
 le automobili e la metro oltre che collocare un parcheggio sotterraneo, facendo della via Roma attuale una piazza sul mare chiusa al traffico, dove collocare locali destinati all'intrattenimento e poter così realizzare la famosa passeggiata che collegherà la via del municipio al nuovo porto turistico di Sant'Elia.

Lo stesso quartiere di Sant'Elia subirà profonde modifiche, gli attuali palazzoni di edilizia popolare verranno ristrutturati e incastonati nel nuovo quartiere progettato dall'architetto olandese Rem Koolhaas (Premio Pritzker 2000), mentre lo stadio comunale, in pieno dibattito tra il Comune e il presidente del Cagliari Calcio, Massimo Cellino (che non intende demolire l'attuale struttura, costruendo il nuovo impianto – 25000 posti coperti – a fianco, senza accollarsi i 20 milioni di euro di spese relative all'abbattimento) è ancora oggetto di contesa. Sorgeranno inoltre sul lungomare un teatro scoperto da 20000 posti per le grandi manifestazioni e probabilmente un acquario nelle strutture sul canale di Terramaini che un tempo erano destinate alla produzione del sale.

Altri progetti che cambieranno il capoluogo sardo sono il nuovo quartiere in prossimità delle saline (piazza Santa Gilla), un lussuoso centro benessere sulla spiaggia del Poetto dove oggi c'è il vecchio ospedale marino (in stato di abbandono), il nuovo campus universitario progettato dall'architetto brasiliano Paulo Mendes da Rocha e anche questo già approvato in consiglio e il Parco della musica, già in costruzione tra l'esclusivo T Hotel e il Teatro Lirico di Cagliari, che dovrebbe essere pronto entro quest'anno. Il completamento di queste opere è previsto per il 2011-2012.

Monumenti e luoghi di interesse


Oltre al museo archeologico nazionale, il più importante al mondo per la civiltà nuragica e ricco anche di collezioni fenicio-puniche, si segnalano l'Anfiteatro romano, del II secolo; la Basilica di San Saturnino, la più antica chiesa della Sardegna di cui si abbia notizia, fondata nel V secolo e rimaneggiata in età romanica, oggi ristrutturata e riconsacrata di recente; il quartiere fortificato di Castello, che fino alla seconda guerra mondiale, fu la residenza dei nobili. Da visitare sono anche i quartieri di Stampace, Marina e Villanova. Il primo era il quartiere dei borghesi e dei mercanti, il secondo era il quartiere dei pescatori e marinai, il terzo quello dei pastori e dei contadini.

Il Bastione di Saint Remy
    
Il Bastione di Saint Remy venne costruito alla fine del XIX secolo sulle mura antiche della città, risalenti agli inizi del XIV secolo, collegando fra loro i tre bastioni meridionali della Zecca, di Santa Caterina e dello Sperone, per unire il quartiere Castello con quelli sottostanti di Villanova e Marina.

Il Poetto
    
segnali

Il Poetto (in sardo Su Poettu) è la principale spiaggia di Cagliari che si estende per circa otto chilometri, dalla Sella del Diavolo sino al litorale di Quartu Sant'Elena.

Altri monumenti

Cattedrale di Cagliari

    cattedrale* Di età fenicio punica e romana:
          o Necropoli punica di Tuvixeddu
          o Sepolcro romano di Aptilia Pomptilla ("Grotta della Vipera")
          o Villa romana di Tigellio
          o Fullonica

    * Di età medioevale:
          o Chiesa della Purissima
          o Cattedrale di Santa Maria
          o Chiostro di San Domenico
          o Mura e torri pisane
          o Castello di San Michele
          o Santuario di Nostra Signora di Bonaria
          o Complesso paleocristiano di San Lucifero.
    santa chiara* Di età moderna e contemporanea:
          o Chiesa di Sant'Agostino
          o Chiesa di Sant'Anna
          o Chiesa di Sant'Efisio
          o Chiesa di San Michele
          o Chiesa di Santa Restituta
          o Palazzo civico "Ottone Bacaredda"
          o Palazzo reale (o viceregio)

Elenco completo dei 33 quartieri di Cagliari
Fonsarda, uno dei quartieri di Cagliari in piena espansione
    

A Cagliari ci sono in totale 33 quartieri, 4 di essi compongono il centro storico, mentre gli altri 29 sono frutto del fenomeno dell'urbanizzazione.

Quartieri di Cagliari


Quartieri storici
Castello
largoVillanova
Marina
Stampace
Quartieri moderni
Is Mirrionis
La Vega
Fonsarda
San Benedetto
Genneruxi
Monte Urpinu
Monte Mixi
Bonaria
Sant'Avendrace
Mulinu Becciu
San Michele
Barracca Manna
Quartiere Europeo
CEP
Poetto
La Palma
Quartiere del Sole
Sant'Elia
San Bartolomeo

    * Centro Storico:
          o 1. Castello
          o 2. Villanova
          o 3. Marina
          o 4. Stampace

    * Altri quartieri della città:
          o 5. Tuvixeddu - Tuvumannu
          o 6. Is Mirrionis
          o 7. La Vega
          o 8. Fonsarda
          o 9. Sant'Alenixedda
          o 10. San Benedetto
          o 11. Genneruxi
          o 12. Monte Urpinu
          o 13. Monte Mixi
          o 14. Bonaria
          o 15. Sant'Avendrace
          o 16. Mulinu Becciu
          o 17. San Michele
          o 18. Barracca Manna
          o 19. Is Campus - Is Corrias
          o 20. Villa Doloretta
          o 21. Monreale
          o 22. San Giuseppe - Santa Teresa - Parteolla
          o 23. Is Bingias - Terramaini
          o 24. Monteleone - Santa Rosalia
          o 25. Quartiere Europeo
          o 26. CEP
          o 27. Poetto
          o 28. La Palma
          o 29. Quartiere del Sole
          o 30. Borgo Sant'Elia
          o 31. Nuovo Borgo Sant'Elia
          o 32. San Bartolomeo
          o 33. Giorgino - Villaggio dei pescatori

Zone Umide


La Laguna di Santa Gilla (3.000 ettari di superficie) a ovest e lo Stagno di Molentargius a est (17,6 km²), riconosciuti zone umide protette, offrono asilo a notevoli colonie di fenicotteri che da anni vi nidificano, creando un ambiente simile a quello della Camargue francese.



Abitanti censiti

Tra gli anni '80 e '90, quattro distretti cagliaritani divennero, tramite referendum, comuni autonomi. Così, con l'autonomia di Monserrato nel 1991 (20.829 ab.), Selargius (29.675 ab.), Elmas nel 1989 (8.475 ab.) e Quartucciu nel 1983 (11.418 ab.), Cagliari passò da circa 220.000 abitanti a circa 160.000.

Trasporti

    * Aeroporto (Cagliari-Elmas, Mario Mameli)
    * Porto passeggeri e commerciale e terminal crociere
    * Superstrada per Sassari - Porto Torres (SS131/E35) e per Olbia (SS131 Diramazione Centrale Nuorese)
    * Stazione delle Ferrovie dello Stato, con treni che collegano Cagliari a Iglesias e Carbonia, ad Olbia e Golfo Aranci e a Sassari e Porto Torres attraverso lo snodo di Ozieri-Chilivani

    Per approfondire, vedi la voce Ferrovie sarde.

    * Metropolitana leggera delle FdS, che collega l'ex stazione ferroviaria di piazza Repubblica con Monserrato; entro il 2009 è prevista l'estensione verso la Cittadella Universitaria ed il Policlinico Universitario. In futuro collegherà a Cagliari anche gli altri centri dell'hinterland.
    * Rete di trasporti pubblici metropolitana CTM S.p.A., operata tramite autobus e filobus
    * Reti di trasporto a livello regionale ARST/FdS operata tramite pullman di linea

Cultura


Lingua

La lingua autoctona di Cagliari è il sardo (sardu), e per la precisione il campidanese (campidanesu) nella sua variante cagliaritana (casteddaiu).

notte  Tale idioma è parlato sempre meno dalle nuove generazioni del luogo, che preferiscono utilizzare l'italiano, in quanto, oltre ad essere l'unica lingua di cultura  largamente diffusa nell'isola, tramite l'istruzione e i mezzi di comunicazione di massa, è diventata ormai anche la lingua predominante nei rapporti sociali, formali  ma anche informali, specie nelle città maggiori, e particolarmente nel cagliaritano, relegando sempre più il sardo al ruolo sociologico di dialetto; spesso i giovani  hanno solo la competenza passiva del sardo, dovuta al rapporto con i parenti anziani che ancora lo parlano, mentre con i genitori (per scelta di questi ultimi in  merito alla loro educazione) hanno sempre parlato in italiano.

 La variante cagliaritana del sardo nei suoi registri alti ha tradizionalmente rappresentato il modello linguistico di referenza per tutta l'area meridionale dell'isola,  variante diastratica alta utilizzata dal ceto borghese in tutto il dominio campidanese, nonché modello letterario di riferimento per scrittori e poeti.


Eventi

    * Il 1º maggio si celebra un evento religioso e culturale di grande importanza nella Sardegna: la festa di Sant'Efisio, una processione annuale che si svolge per sciogliere il voto fatto dai Cagliaritani durante l'epidemia di peste del 1656. Per l'occasione, nel capoluogo si riversano molti gruppi folcloristici dell'isola, che partecipano alla sfilata in costume che precede il cocchio con l'effigie del santo.

    * Sempre i primi di Maggio si svolge la Fiera campionaria della Sardegna, tappa obbligata per tutti coloro che desiderano curiosare nell’assortito panorama sardo ed estero.

    * La città è stata capitale della moda a livello nazionale nel 2002.

    * Il Patrono della città è San Saturnino, che si festeggia il 30 ottobre.

    * Festarch è un festival internazionale di architettura, che si svolge ogni anno presso le ex Manifatture Tabacchi situate in viale Regina Margherita.

    * Il 7 settembre 2008, fa visita alla Città di Cagliari il Santo Padre Benedetto XVI, nel centesimo anno in cui il Papa Pio X ha proclamato la Madonna di Bonaria, Patrona massima della Sardegna.

via roma

Musei

    * Collezione sarda "Luigi Piloni"
    * Museo archeologico nazionale di Cagliari
    * Museo d'arte siamese "Stefano Cardu"
    * Museo del tesoro di Sant'Eulalia
    * Museo sardo di antropologia ed etnografia
    * Museo sardo di geologia e paleontologia "D. Lovisato"
    * Orto botanico di Cagliari
    * Pinacoteca nazionale
    * Galleria comunale d'arte
    * Museo di fisica di Sardegna

Film girati nel capoluogo

    * "Pesi leggeri" di Enrico Pau, 2001
    * "Disegno di sangue" di Gianfranco Cabiddu, 2006
    * "Jimmy della Collina" di Enrico Pau, 2006
    * "Tutto torna" di Enrico Pitzianti, 2008
    * "Luigi Pirandello, una vita impossibile" di Antonio Maria Magro (in fase di realizzazione)

Personalità legate a Cagliari

Personaggi famosi

    * Francesco Abate, scrittore, giornalista e dj
    * Gianni Agus, attore e presentatore televisivo
    * Vittorio Angius, presbitero, scrittore, giornalista, storico e politico
    * Sergio Atzeni, scrittore
    * Giuseppe Brotzu, medico e scienziato
    * Annarita Buttafuoco, storico
    * Cosimo Canelles, pittore
    * Massimo Carlotto, scrittore
    * Marco Carta
    * Massimo Cellino, presidente del Cagliari calcio
    * Diego Cugia, scrittore e autore tv
    * Mario De Candia, tenore
    * Giusy Devinu, soprano
    * Oliviero Diliberto, politico segretario del Partito dei Comunisti Italiani
    * Gianluca Belfiori Doro, contraltista
    * Domenico Fois, giurista e politico
    * Marcello Fois, scrittore nuorese
    * Sergio Frau, scrittore e giornalista
    * Ignazio Fresu, scultore
    * Antonio Gramsci, politico fondatore del Partito Comunista Italiano
    * Nicola Grauso, editore ed imprenditore
    * Francesca Lodo, showgirl
    * Anna Loddo, cantante folk
    * Nanni Loy, attore e regista
    * Emilio Lussu, scrittore, politico fondatore del Partito Sardo d'Azione
    * Efisio Marini, scienziato
    * Anna Marongiu, pittrice, incisore e acquafortista.
    * Giovanni Motzo, Giurista e Ministro della Repubblica
    * Amedeo Nazzari, attore
    * Virgilio Nurchis, eroe, generale della seconda guerra mondiale
    * Michele Medda, fumettista, creatore di Nathan Never
    * Caterina Murino, attrice
    * Pago, nato Pacifico Settembre, cantante e musicista
    * Giorgia Palmas, showgirl
    * Anna Maria Pierangeli o Pier Angeli attrice di Hollywood e compagna di James Dean
    * Luigi Pintor, politico e giornalista
    * Giacomo Pintus, scultore
    * Luigi Pirastu, professore e politico
    * Giovanni Siotto Pintor, magistrato, scrittore e politico
    * Giorgio Porrà, giornalista di Sky
    * Luigi 'Gigi' Riva, calciatore
    * Piero Schiavazzi, tenore
    * Melissa Satta, showgirl
    * Silvio Serra, partigiano
    * Pinuccio Sciola, scultore
    * Flavio Soriga, scrittore
    * Renato Soru, governatore della Regione Sardegna, imprenditore fondatore di Tiscali
    * Giorgio Todde, scrittore
    * Bepi Vigna, fumettista, scrittore e regista
    * Gianfranco Zola, calciatore olianese

palazzo civicoAmministrazione comunale

Sindaco: Emilio Floris (centrodestra) dal 13/06/2006 (2º mandato)
Centralino del comune: 070 6771
Posta elettronica: urp@comune.cagliari.it


Consolati

A Cagliari Sono presenti i seguenti consolati:

    * bandiera Belgio
    * bandiera Danimarca
    * bandiera Estonia
    * bandiera Finlandia
    * bandiera Francia
    * bandiera Germania
    * Bandiera di Malta Malta

    

    * bandiera Monaco
    * bandiera Norvegia
    * bandiera Olanda
    * bandiera Spagna
    * bandiera Svezia
    * bandiera Svizzera

Gemellaggi

Cagliari è gemellata con:

    *

      Bandiera dell'Argentina Buenos Aires, Argentina
    *

      Bandiera del Kenya Nanyuki, Kenya
    *

      Bandiera dell'Italia Pisa, Italia
    *

      Bandiera dell'Italia Vercelli, Italia[9]
    *

      Bandiera dell'Italia Padova, Italia, dal 2002
    *

      Bandiera dell'Italia Biella, Italia, dal 2003



sant'eliaNel settecento, la Sardegna diviene luogo ambito di conquista delle potenze europee; nel corso dei primi due decenni del secolo, Cagliari viene strappata dal secolare dominio spagnolo per passare all'Austria nel 1712-13, ritornare brevemente alla Spagna nel 1717 e quindi essere consegnata ai Savoia nel 1720. 
Nel 1793 infine, i francesi rivoluzionari, tentarono l'assalto alla città senza riuscire ad espugnarla.

Nella Spagna del 1702, a causa della morte senza eredi diretti di Carlo II, scoppia una grande guerra di successione . La situazione incomincia a degenerare perché tra i due principali pretendenti, Filippo V di Borbone e Carlo d'Austria, non si trova una  soluzione negoziata. Le maggiori potenze europee, temendo l'unificazione della Spagna con la Francia sostengono l'Austria nella lotta di successione.

Nel 1708 gli inglesi, comandati da sir John Leake ammiraglio della flotta reale e alleati con Carlo d'Asburgo, sferrano i primi attacchi alla città di Cagliari che dopo le prime positive strategie di difesa cade con relativa facilità.

Le motivazioni di questa conquista relativamente semplice si devono ricercare nella realtà della società sarda dell'epoca; la popolazione isolana dopo centinaia d'anni di dominio spagnolo si trova in uno stato di relativa povertà; la nobiltà catalana- aragonese- valenziana- maiorchina, nucleo dell'antica corona aragonese, è divenuta sempre più critica verso i monarchi di Castiglia perchè nel corso di duecento anni non hanno dato il giusto prestigio alla Sardegna. Mentre alcune grandi famiglie feudali sarde come i Sanjust, forse per timore di perdere i privilegi acquisiti, continuarono ad appoggiare la monarchia spagnola, gran parte delle famiglie non tradizionalmente feudali aperte al progresso culturale come i Canelles, scelsero di appoggiare la corona Asburgica (che già comunque aveva regnato in Spagna nel XVI secolo) con la speranza di riscattare la Sardegna dallo stato di prostrazione in cui si trovava. Juan Maria Canelles, già governatore di Iglesias, in prima linea nella trasformazione politica di quegli anni e schierato nel partito filo-imperiale, divenne sindaco di Cagliari nel 1713.

 Francisco Canelles

Figlio di Juan Maria e di Monserrata Machin di Alghero, seguì le orme del padre impegnandosi in politica. Nel 1731, divenne Vicario reale di Cagliari. Non diede discendenza.

 Estevan Canelles (1673-1713)

Stefano Canelles fu figlio di Juan Maria e di Monserrata Machin, nacque nel 1673,  si sposò con Giuseppa Serra di Santulussurgiu sorella di Antonio Efisio Serra comandante delle galee sarde.

Ebbe diversi figli: Monserrata, monaca di Santa Chiara, Ambroijo e Antiogo che morirono combattendo al servizio del Re di Spagna e AntonioJosè grazie al quale continua la linea di discendenza.

 Antonio Jose' Canelles (1708- fine XVIII sec)

Tra le personalità più rappresentative della famiglia nel XVIII sec., figlio di Juan Estevan, Antonio Josè  nacque nel 1708. Intraprese la carriera legale divenendo avvocato fiscale e sindaco dello Stamento militare, il braccio nobiliare del parlamento sardo. Tra i diversi incarichi da lui ricoperti troviamo quello di regidor del Marchesato di Valdecalzana, cioè amministratore dei feudo di Torralba, Borutta e Bonnanaro. In realtà questo incarico Antonio Josè lo scelse per necessità e non per onoreficenza, infatti la situazione economica della famiglia incominciò ad avere delle difficoltà. Nel 1773 già in età avanzata, con l'avvento al trono di Vittorio Amedeo III di Savoia, Antonio Josè chiese al nuovo sovrano un aumento di stipendio e nuovi incarichi.

Gran parte delle famiglie che dal XVI secolo avevano perso i feudi come i Canelles, pur essendo il timone culturale della società sarda, non avendo da generazioni introiti economici legati al diritto feudale, incominciarono progressivamente ad impoverirsi. Le famiglie che si accaparrarono i feudi nel corso del XVI- XVII secolo invece, escogitarono per circa duecento anni un efficace sistema per non disperdere le proprietà feudali: evitarono di porre accordi matrimoniali con famiglie non imparentate. Per questo motivo i Canelles, pur essendo una delle famiglie più rappresentative nella società sarda, dal XVII sec. non si imparentò con famiglie tipicamente feudali come gli Aymerich, i Sanjust, gli Amat e altri; lo fecero solo dopo l'abolizione del feudalesimo.

Tra i numerosi figli, nati dal matrimonio con Donna Aña Carta, troviamo Cosmo, Miguel, Luis e Carlo.

 Cosmo Canelles (XVIII sec.-1816)

Tra i figli più celebri di Antonio Josè, spicca Cosmo che divenne Maggiore e Veghiere reale. Nel 1789 avendo dimostrato i quattro quarti di nobiltà, fu nominato cavaliere dell'Ordine Mauriziano. Nel 1793, nell'epica difesa di Cagliari contro gli assalti francesi raccontata dal capitano veneziano Giovanni Grego, Cosmo ebbe un ruolo rilevante: divenne Colonnello dei miliziani dislocati nell'istmo della Playa. Nel 1798 fu nominato giudice della Reale Udienza e nel 1812 ottenne il rinnovo dei privilegi nobiliari. Morì nel 1816 e la sua discendenza si estinse nel 1833 con il figlio Francesco che ricoprì dal 1824 la carica di Commissario di guerra a Cagliari. Analogamente si estinsero dopo poche generazioni anche la discendenza  dei fratelli Miguel e Luis.

 

XIX  Secolo

 

Nei  primi decenni dell'ottocento, in Sardegna inizia un progressivo processo di de-feudalizzazione  che si conclude definitivamente dopo il riscatto dei feudi da parte dello Stato nel 1843 in cambio di scafa  privilegi e ingenti quantità di denaro verso i nobili latifondisti. I primi moti antifeudali avvengono già nel 1795 con l'occupazione contadina di Sassari, ma si deve  arrivare al 1820 con l'editto delle Chiudende per ottenere un documento ufficiale che indebolisce il diritto feudale. L'abolizione del feudalesimo nel 1838  riequilibra in parte la separazione avuta fino ad allora tra i nobili feudatari e quelli tradizionalmente non feudali mettendo in moto una nuova politica  imprenditoriale.

 Agli inizi del secolo tutta la società sarda è in fermento; vengono progettate cospirazioni popolari di ispirazione democratica giacobina contro i Piemontesi come  i celebri moti rivoluzionari di Palabanda a Cagliari nel 1812 che vengono però repressi duramente. Da parte piemontese continua infatti il progressivo processo  di sfruttamento dell'Isola e della popolazione; l'introduzione della lingua italiana nei documenti ufficiali porterà in breve alla totale scomparsa del castigliano. Nel  1847 allora molti borghesi e intellettuali sardi, per cercare di integrarsi nel regno al pari dei piemontesi e non venire emarginati, fanno pressione al re per tramutare il Regno di Sardegna in Regno sabaudo rinunciando ai pochi privilegi spagnoli rimasti . Gli Stamenti (parlamenti) vengono aboliti nel 1848, ma in cambio viene eletta una rappresentanza di sardi per il Parlamento sabaudo.

Nel corso dell'ottocento, la storia dell'isola si lega a quello dell'Italia; dal 1849 al 1861 attraverso la Sardegna, Vittorio Emanuele II di Savoia anche senza risiedervi, può vantare il titolo regale (per avere  sotto la sua sovranità un territorio). Nel 1861 con l'unificazione delle varie regioni, si crea il  Regno d'Italia. La dinastia sabauda lascia però la Sardegna in stato di totale abbandono e non si preoccupa dei problemi interni lasciando ai propri abitanti l'onere di risollevare le problematiche sociali. Nello stesso 1861 si pensa addirittura di cedere la Sardegna alla Francia, ma le tensioni sono tali che l'idea viene scongiurata. Nel 1863 si apre tuttavia con la Francia un proficuo rapporto internazionale con particolari privilegi commerciali destinato a durare fino al1887.

Nel 1887 Francesco Cocco Ortu, avvocato e politico cagliaritano, polemico nei confronti della destra storica, diviene sottosegretario alla Giustizia del governo Crispi, nel 1897 ministro dell'agricoltura nel governo Rudinì, nel 1901 ministro della Giustizia nel governo Zanardelli e nuovamente ministro dell'agricoltura nel governo Giolitti. E' il primo politico sardo a promulgare nel 1897 una legge speciale a favore della regione Sardegna.

Carlo  Canelles

Carlo, figlio più giovane di Antonio Josè Canelles e Aña Carta continuò il ramo che tuttora esiste; sposò Anna Cassinis ebbe come figli Speranza ed Efisio. Si può considerare il primo personaggio della famiglia non più strettamente legato alla cultura ispanica.

 

Efisio Canelles Cassinis (fine XVIII sec -1868)

Efisio Canelles, rappresentante della nuova società sarda della prima metà del XIX secolo, intraprese la carriera militare come i suoi avi divenendo cavaliere mauriziano e colonnello dell'esercito. Si sposò prima con Donna Antonia Grondona-Flores che gli diede in figlio Raffaele il quale creò un ramo Canelles che si estinse agli inizi del '900 e in seconde nozze nel 1837 con Donna Vincenza Sanjust secondogenita di Juan Sanjust, 8°e ultimo Conte di San Lorenzo e Barone di Furtei che gli diede come figli Giovanni nato nel 1838 , Chiara nata nel 1840, Caterina nata nel 1841ed Efisio nato nel 1844. La linea di Giovanni si è estinta agli inizi del '900, mentre quella di Efisio è proseguita fino ad oggi.

 

Efisio Canelles Sanjust (1844-1908)

Efisio, figlio di Vincenza Sanjust dei conti di San Lorenzo, intraprese la carriera militare mantenendo una tradizione familiare consolidata fin dal XVI secolo. Nel 1874 sposò Donna Anna (Maria Elisabetta) Ballero che gli diede cinque figli : Vincenza, Maria, Gaetano, Caterina e Marcella-Francesca; morì nel 1908. Vincenza sposò lo scienziato e docente universitario Valentino Martelli,  Gaetano nato nel 1876, diventerà una delle personalità di spicco della Cagliari dei primi decenni del '900, Marcella  sposò il commendatore Giuseppe Sanna Generale di Brigata, mentre Maria sposerà Giuseppe Cocco Ortu figlio del celebre Francesco, ministro del Regno.

 



Meteo Cagliari - Previsioni Meteo offerte da Meteo Webcam





fonte:   http://www.canelles.it/Foto%2520sito/cagliari%25201708,web.jpg&imgrefurl   e    http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=21276554









 

expedia


 

Ricerca personalizzata

Min Max
Dom. quasi nuvoloso 1 10
Lun. poco nuvoloso 1 8
Mar. poco nuvoloso 0 9
Scegli la città
Cosa ti piace di più della Sardegna
 
Qual è la spiaggia più bella della Sardegna??
 
Quale sezione del sito ti piace di più?