udoni (in logudorese Budùne, in gallurese Budòni) è un comune di 4.692
abitanti della provincia di Olbia-Tempio, precedentemente appartenente
alla provincia di Nùoro e recentemente passato alla nuova provincia in
seguito ad un referendum.
Storia
In epoca romana poco distante l'attuale Budoni sorgeva lo scalo di
Augustus Populus, oggi conosciuta come Agrustos, una piccola borgata
vicino al nucleo principale del paese. In età giudicale (1000 - 1420
ca.) l'agro di Budoni appartenne al giudicato di Gallura (curatoria di
Posada), passato poi sotto il dominio pisano. Nel "Liber Fondachi" -
registro dei beni posseduti nell'isola dalla città di Pisa - sono
ricordate la villa di Sortinissa e quella di Tamarispa come tributarie
del fisco pisano.
Nel 1958 il piccolo centro divenne comune autonomo, iniziando un nuovo
capitolo della sua storia.
Economia
Oggi quasi totalmente riconvertita al turismo balneare, era in passato
interamente basata sull'allevamento e l'agricoltura. Quest'ultima,
comunque, rappresenta ancor oggi un settore importante dell'economia
budonese.
Cultura
Budoni è un comune bilingue, ovvero vi sono parlati sia il gallurese
che il logudorese, in quanto rappresenta il confine tra i due domini
linguistici.
Amministrazione comunale
Sindaco: Pietro Brundu (lista civica Sviluppo Democrazia Trasparenza)
dal 17/06/2008
Centralino del comune: 0784 844007
Posta elettronica: info@comune.budoni.nu.it
NURAGHE "SU
ENTOSU"
Segnaletica : inesistente
Note : il sentiero si snoda su una strada vicinale in lieve salita e
per arrivare al monumento si deve oltrepassare un muretto a secco di
delimitazione. Il sentiero che occorre fare per ritornare ad Ottiolu e
che costeggia la riva, presenta lievi difficoltà a causa della
scogliera che occorre superare. Descrizione percorso: da Budoni (Pro
Loco) si prosegue in direzione nord lungo al via Nazionale sino ad
arrivare al bivio per Agrustos-Ottiolu. Si prosegue per Ottiolu e si
entra in paese dal secondo bivio, quello dei campi da tennis, nei cui
pressi di parcheggia. Ci si inoltra quindi su una strada vicinale in
lieve salita che dopo circa mezz'ora di percorso ci conduce alla
sommità della collina su cui si trova il nuraghe "Su Entosu". Si tratta
di un monotorre costruito su uno spuntone di roccia granitica
sfruttandone l'andamento e, in alcuni casi, integrandosi con esso.
L'interno del nuraghe è riempito da terra di riporto e con blocchi di
grosse dimensioni che facevano parte della muratura.
Il nuraghe è situato in posizione dominante sulla costa con un'ampia
visuale su Tavolara e Capo Ceraso. Si tratta sicuramente di una torre
di vedetta di cui attualmente residuano cinque filari di pietre
all'esterno e circa due metri di muratura all'interno. Dopo la visita
si scende verso la scogliera seguendo un sentiero che riporta verso
Ottiolu. Si rasenta la scogliera inoltrandosi su un sentiero che si
intravede tra la vegetazione a macchia mediterranea, su cui predominano
il cisto e la ginestra spinosa e l'immancabile mirto.
Si arriva così alla spiaggia “Poltu Cuatu”; si oltrepassa la cala e si
risale lungo il sentiero che porta alla sommità della collina che
sovrasta Ottiolu e si ridiscende verso il paese, per poi avviarsi verso
i non lontani campi da tennis per far rientro a Budoni.
NURAGHE "CONCA E BENTU"
egnaletica : inesistente
Note : Strada asfaltata sino alla frazione di Solità e poi sterrata
sino alla sommità del nuraghe.
Descrizione percorso : Da Budoni (Pro Loco) proseguire in direzione Sud
sino ad incrociare il bivio per la superstrada per Nuoro; svoltare a
destra per Limpiddu e proseguire dritti sino alla frazione di Solità e
dopo circa 150 metri svoltare a sinistra e parcheggiare nella
piazzetta. Si può partire per il nostro itinerario dalla visita al
nuraghe Conca ‘e Bentu. Si tratta di un monotorre edificato con la
cosiddetta tecnica ciclopica; presenta una camera centrale con tre
nicchie disposte a croce, sono visibili solo quella di destra e quella
di sinistra in quanto quella centrale è crollata.
Si accede all'interno della camera da un corridoio a piatta banda
provvisto di architrave che presenta sulla destra il vano ripostiglio e
a sinistra l'inizio della scala che portava al piano superiore o al
terrazzo di cui il monumento era sicuramente provvisto.
Questo nuraghe tra le sue funzioni aveva quella di avvistamento, visto
che dall'alto della collina sovrasta tutta la piana di Budoni e delle
sue coste.
N.B. per non compromettere ulteriormente le strutture i visitatori sono
pregati di non salire sui muretti che, essendo a secco, possono essere
danneggiati facilmente.
Ritornati in paese ci si può inoltrare lungo le stradine che circondano
la piazza in cui si è parcheggiato; in tal modo è possibile vedere i
resti delle vecchie abitazioni edificate in pietra locale e malta di
fango integrata, in alcuni casi, da frammenti di tegole e vasi
d'argilla provenienti da abitazioni ancora più antiche.
Proseguendo, il nostro itinerario ci conduce sulla riva del ruscello su
cui è stata scavata una grotticella artificiale denominata domus de
janas.
Si tratta di una sepoltura scavata nella roccia scistosa, ad un'unica
cella con nicchia sul lato destro. E' visibile parte del portello
d'accesso anche se eroso dal tempo.