empio Pausania (in gallurese Tèmpiu /'t??mpiu?/), è una città italiana
di 14.230 abitanti, capoluogo, con Olbia, della Provincia di
Olbia-Tempio in Sardegna.
Situata nel cuore della regione storica della Gallura, ai piedi del
Monte Limbara è inoltre sede vescovile (Diocesi di Tempio-Ampurias) e
di Tribunale. La denominazione amministrativa "Pausania" venne aggiunta
agli inizi del '900 ad indicare Phausiana, che fu la prima sede
vescovile in Gallura, secondo alcuni, località medioevale sorta sui
ruderi della Olbia romana o nelle sue immediate vicinanze (anche se al
momento non vi sono evidenze storico-archeologiche che lo proverebbero).
Tempio Pausania è sede di Università (sede staccata dell'Università di
Sassari con corsi di laurea della Facoltà di Farmacia in Tecniche
erboristiche e Tossicologia degli inquinanti ambientali), scuole
superiori, ospedale civile.
Il 31 agosto 2006 con Delibera Statutaria del Consiglio Provinciale è
stata attribuita la qualifica di capoluogo della Provincia di
Olbia-Tempio sia ad Olbia (sede legale dell'Ente, della Presidenza,
della Giunta Provinciale e del Consiglio Provinciale) che a Tempio
Pausania (sede condivisa della Presidenza e del Consiglio Provinciale).
Importante centro amministrativo, vi si trova la sede di Tribunale
civile e penale (con competenza sull'intera provincia), uffici
finanziari (sede locale dell'Agenzia delle Entrate, conservatoria dell'
Agenzia del Territorio) e previdenziali (INPS), sede condivisa della
Presidenza e del Consiglio della Provincia, uffici regionali con
competenza provinciale (Servizio Demanio e Patrimonio di Tempio-Olbia,
Servizio Territoriale della Gallura dell'Agenzia ARGEA Sardegna (ex
ERSAT), Ispettorato ripartimentale di Tempio Pausania dell'Ente Foreste
della Sardegna,sede dell'ispettorato ripartimentale forestale, sede
dell'Unione di Comuni "Alta Gallura" (comprendente 10 comuni), sede del
sistema bibliotecario Anglona-Gallura, sede dell'Ordine degli Avvocati,
sede del Dipartimento della Ricerca per il Sughero e la Silvicoltura
dell'Agenzia AGRIS Sardegna (ex Stazione Sperimentale del Sughero),
Stadio calcistico (omologato per la serie B), sede vescovile (diocesi
di Tempio-Ampurias).
Storia
Origini
Delle prime forme di frequentazione e popolamento del territorio in
epoca preistorica prenuragica sono testimonianza i ritrovamenti di
strumenti in selce ed ossidiana risalenti al neolitico e di contenitori
ceramici dell' eneolitico di probabile utilizzo pastorale sulle falde
Monte Limbara, appartenenti alla cultura di Abealzu-Filigosa.
Maggiori tracce testimoniano l'insediamento di gruppi in epoca nuragica
(dal 1800 a.C.), di cui sono testimonianza il villaggio sotto roccia
del Monte Lu Finocchiu, le tombe di Monte di Deu e i nuraghi Izzana,
Agnu (nella tipologia a "corridoio", maggiormente tipica della
Gallura), Polcu (a thòlos) e Maiori (a tipologia mista
corridoio-tholos), spesso accomunate dall'integrazione tra strutture
architettoniche e rocce circostanti. La presenza fino all'800 del
nuraghe di Monti Pinna (citato dall'Angius), la denominazione del rione
"lu Naracu" e cavi condotti nell'attuale piazza Gallura hanno rivelato
la presenza di resti di un villaggio nuragico anche in corrispondenza
della parte alta dell'area centrale della città.
Periodo romano
Dopo la conquista della Sardegna da parte dei romani (238 a.C.), in età
imperiale (I secolo a.C.) alcune ipotesi vi individuano il centro
romano di "Gemellae", citato dall'Itinerarium Antonini del III secolo
d.C. sull'itinerario sulle strade per Olbia (via Tertium, l'odierna
Telti) e Tibula (l'odierna Castelsardo), da dove proseguiva per Turris
Libisonis (oggi Porto Torres). Altri studi collocano Gemellae in
località Milizzana (ai piedi del Monte Limbara), tra San Lorenzo e San
Giorgio (nei pressi delle Fonti di Rinaggiu) o - come oggi sembra più
probabile - a Monte Rennu (sul Coghinas, nei pressi di Perfugas).
Un'altra ipotesi più recente individua a Tempio il santuario rurale
"Hereum" di Tolomeo, dedicato a Era-Giunone.
In ogni caso sono stati rinvenuti ritrovamenti romani (miliari, resti
di antiche strade e di murature in mattoni) nella zona di Milizzana
(località Tanca di li Frati) situata nei pressi dell'odierna zona
industriale, il cui toponimo potrebbe derivare dall'insediamento di
un'antica milizia romana (forse una doppia legione o una coorte
ausiliaria gemina composta da sardi e corsi, avamposto militare per il
controllo delle popolazioni dei còrsi che abitavano l'interno della
Gallura e dei Balari che abitavano il Monteacuto a sud del Limbara) che
poteva avervi posto le basi per lottare contro le popolazioni indigene
che vivevano nei pressi dell'odierno centro cittadino con insediamenti
nuragici nei quartieri Monti Pinna e San Pietro. Altri ritrovamenti tra
cui l'iscrizione funeraria di un milite della coorte che vi ha militato
per 19 anni si hanno nella zona di San Lorenzo "an(nos) 3]IVI /
milit(avit) an(nos) XVIIII / Cn(aeus) Faustinius Felix / heres eius /
h(eres) f(ecit?) m(erenti?)".
Periodo giudicale
Citata come Templo per la prima volta nel 1173 in un atto tra la
Primaziale di Pisa e il Vescovo di Civita (oggi Olbia) e
successivamente come Villa Templi, in periodo giudicale diviene
capoluogo della Curatoria di Gemini, una delle divisioni amministrative
del Giudicato di Gallura.
Nel 1296 con la morte di Nino Visconti (citato da Dante nella Divina
Commedia), il Giudicato di Gallura cade in mano pisana. Proprio a Nino
Visconti la tradizione popolare attribuisce la presenza di una
residenza a Tempio individuandola in un modesto edificio del centro
storico nei pressi di Piazza Gallura in cui sono effettivamente
inglobati alcuni resti di una architettura medioevale (altri resti
medioevali sono incastonati in altri edifici del centro). Pur
considerando, come ipotesi, la propensione delle corti giudicali ad
itinerare tra la capitale (Civita, l' attuale Olbia) e i maggiori
centri del Giudicato [5], non sussistono comunque evidenze storiche a
comprova di questa attribuzione.
Periodo spagnolo
Conquistata la Sardegna dagli Aragonesi (1323), in periodo aragonese e
spagnolo, viene menzionata nel "Rationes decimarum Italiae: Sardinia"
(1346-1350) come de Tempio e in una carta del 1358 ("Castella villæ,
silvæ saltus, terræ et jura totius Judicatus Galluræ") in cui vengono
elencati i villaggi della curatoria di Gemini che pagavano le decime
alla curia romana, suddivisi in Gemini Superiore (Agios, Villa Templi,
Villa Latinacho, Guortiglassa) e Gèmini Josso (Villa Nughes, Villa
Laùras, Villa Campo de Vinyes e Calanyanus), dalla quale risulta essere
uno dei centri con minore carico fiscale. Il XIV secolo viene infatti
caratterizzato, in conseguenza di guerre e pestilenze, da una forte
crisi demografica che coinvolge in particolar modo le aree costiere
(nel 1358, secondo il Repartimiento de Cerdeña aragonese, che riprende
una descrizione pisana del 1320, Terranova, l'antica capitale
Giudicale, conta appena 132 "uomini" soggetti all'imposta del
testatico, che fa presumere una popolazione di circa 800
abitanti , in tutta la Gallura nel corso del secolo scompaiono
più di sessanta piccoli centri) ma che non risparmia l'entroterra.
Nel XV secolo, nel centro - già infeudato nel 1420 alla potente
famiglia iberica dei Carroz d'Arborea - si avvia un processo di
sviluppo demografico ed economico, anche per effetto dell'immigrazione
dalla vicina Corsica.
Dalla prima metà del XVI secolo, in seguito alla decadenza di Terranova
- che nel 1559 avrebbe contato non più di 90 fuochi, ossia famiglie,
pari a circa 360/400 abitanti [7] - diviene gradatamente il centro
principale della regione storica della Gallura, la più settentrionale
della Sardegna. Nel 1506 con la bolla "Romanus Pontifex", il papa
Giulio II, unisce le diocesi di Civita e Ampurias, lasciando al destino
il compito di scegliere la sede, infatti stabilì che il titolo
diocesano sarebbe rimasto al vescovo che fosse sopravvissuto. Il
vescovo di Civita Pedro Stornell morì nel 1510 e la residenza
vescovile, della diocesi unita, venne stabilita a Castellaragonese
(oggi Castelsardo).
Nel 1543 viene fondato a Tempio su iniziativa di donna Giovanna de
Portugal, moglie del feudatario, un convento francescano in cui nel
1545 si insediano i frati Minori Osservanti. Nel 1554 un Memoriale del
Virrey del Reyno de Cerdeña [8] rileva la presenza dei còrsi in Gallura
(riferendosi a questa "... parte de Cerdeña que confina con la Corçega
..." cita "Está mucha parte d.ella habitada de corços ..."), che
compaiono anche un lettera di García Hernández a Filippo II del 1563 in
cui si accenna ai numerosi còrsi che abitavano in Sardegna e che
aderivano alla causa indipendentistica còrsa propugnata da Sampiero
Ornano, mentre nel 1562 in un atto relativo alle campagne di Tempio
compare la prima attestazione della presenza degli stazzi ("... quoddam
stacium seu capannam pastorum ...") [9]. Nel 1571, a seguito di una
contesa per la successione, Tempio e la ex curatoria di Gemini passano
alla famiglia De Portugal. Tra il 1580 e 1589 viene citata come
"Oppidum Templi" nella "Chorographia Sardiniae" di Giovanni Francesco
Fara che rileva come gran parte della Gallura sia del tutto disabitata
("... multique ex illis pastoriciam et agrestem cum tota familia in
montibus degunt vitam, mille greges illi totidemque armenta per herbas
pascunt ..." e che farà affermare a Le Lannou "... La popolazione di
quella vasta provincia è ormai tutta concentrata nella parte più
interna, tra la grossa borgata di Tempio e i suoi villaggi satelliti.
Tuttavia alcuni pastori coraggiosi percorrono, con le loro pecore e le
loro capre, i "saltus" solitari. Sono esseri miserabili, in eterno
movimento, abituati a dormire al riparo dei cespugli di lentischi e
delle quercie o tra le pietre dei nuraghi crollati").
Risparmiata dalle epidemie cinquecentesche, dal '600 è sede di un
importante mercato bovino che attira numerosi commercianti di origine
iberica nonché la piccola nobiltà iberica, corsa e sassarese.
Contemporaneamente in questo e nei secoli successivi si alimentano le
correnti immigratorie dall'esterno, in particolar modo fuggiaschi
provenienti dalla Corsica, che determinano dapprima lo stanziamento di
popolazioni còrse nelle aree marginali delle campagne sotto forma di
stazzi e insediamenti sparsi "dando così a queste zone, insieme al loro
originale habitat disperso, un'originalità anche etnica che non si è
mai più cancellata" , mentre nei centri abitati la popolazione
era probabilmente ancora sardofona.
Nel 1613 il vescovo Giacomo (Diego) Passamar nomina don Giovanni
Antonio Manuello, vicario parrocchiale di Tempio, suo procuratore per
la presa della diocesi di Civita e ordina la prima ricognizione delle
reliquie dei martiri olbiesi custodite nella cattedrale di San
Simplicio. Nel 1621 con la bolla "Sacri Apostolatus" papa Gregorio XV,
su richiesta del vicario parrocchiale, eresse la collegiata di Tempio,
chiedendo il nulla-osta al capitolo di Ampurias. Nel frattempo si
consolida l'urbanistica del suo centro storico che presenta una tipica
architettura di palazzi in blocchi di granito con marcate similitudini
ai centri del sud della Corsica. La famiglia de Portugal nel 1630
unisce le sorti di Tempio e della Gallura a quelle del Marchesato di
Orani. Tra il 1651 e il 1654 la peste scoppiata ad Alghero giunge a
Sassari e Tempio decimandone la popolazione ma facendovi in proporzione
meno danni che nelle altre città della Sardegna. Dal 1665 vi ha sede un
collegio dei padri Scolopi che pone le basi dell'insegnamento
ginnasiale in città (vi si insegnavano latino, filosofia, musica e
teologia) e nel 1687 si insedia un monastero di cappuccine. Nella
seconda metà del Seicento vengono inoltre costruiti gran parte dei
palazzi nobiliari delle famiglie Pes e Misorro. Nel 1688 ebbero inizio
le richieste alla Santa Sede per il trasferimento a Tempio della sede
vescovile e in quello stesso anno le venne proposto dal governo
spagnolo il titolo di città, rifiutato per l'esosità dei tributi che lo
stesso comportava. Nel 1688 Tempio conta 3.020 abitanti (mentre a
Terranova ne vengono contati 240)) e nel 1698 (ultimo censimento della
dominazione spagnola, riportato dal Casalis) 3.867 abitanti (a
Terranova 379). Nel 1693 vengono riedificate le vecchie carceri
(nell'attuale piazza Mercato).
Passata la Sardegna per un breve periodo sotto il dominio austriaco,
nel corso della guerra di successione spagnola, la nobiltà tempiese,
già ostile agli ambienti dell'aristocrazia spagnola di Cagliari, si
schiera a favore dell'arciduca d'Austria Carlo VI contro Filippo V,
mentre la popolazione gallurese resta sostanzialmente indifferente alla
disputa. Nel 1710 i filo-spagnoli tentano la riconquista della Sardegna
ma, sbarcati a Terranova, vengono fermati nel tentativo di raggiungere
Tempio e Castellaragonese dagli uomini guidati dai tempiesi Francesco
Pes e Giovanni Valentino e dal sopraggiungere della flotta britannica e
olandese. In seguito a questi eventi nel 1711 Carlo VI d'Austria
conferisce a don Francesco Pes il titolo di Marchese di Villamarina e
al conte Giovanni Valentino il titolo di duca di San Martino, per il
supporto prestato "in reductione Regni Sardiniae ad nostram regiam
obedientiam, signanter in invasione per inimicos tenta in Terranoba".
Tempio ebbe inoltre dagli austriaci l'immunità dai tributi. I primi
decenni del '700 sono inoltre quelli in cui in Gallura viene a cessare
l'utilizzo nei documenti religiosi della lingua sarda logudorese
(sostituita nel 1706 dallo spagnolo, da secoli già utilizzato nei
documenti amministrativi) e assume invece maggiore visibilità il
dialetto gallurese di matrice còrsa (le cui prime attestazioni
letterarie risalivano al 1683), in cui sono documentati numerosi
componimenti poetici.
Periodo sabaudo
Nel 1720, conclusasi la guerra di successione spagnola e in virtù del
Trattato di Londra la Sardegna viene ceduta alla casa dei Savoia. Nel
corso del '700 Tempio è oggetto di forte incremento demografico. Vi
svolge la sua opera poetica in gallurese Gavino Pes, a testimonianza
dell'avvenuto assestamento linguistico della parlata locale, di cui la
città diviene uno dei centri di diffusione in Gallura. Al fine di
promuovere il ripopolamento delle zone spopolate della Gallura e
l'aggregazione delle popolazioni sparse degli stazzi viene in questo
secolo promossa la realizzazione di chiese che costituiranno i nuclei
della successiva trasformazione delle "cussorge" (aggregazioni di
stazzi) in villaggi: San Francesco ad Aglientu, Santa Maria ad
Arzachena, Santa Vittoria a Telti, San Teodoro ad Oviddè, etc. Ma
ancora nel 1756 il Marchese di Rivarolo scriveva riferendosi a Tempio
"La maggior parte dei cavalieri di detta villa, che è una delle più
popolate e cospicue del Regno, vivono di contrabbando e tengono mano
alle rapine dei banditi". Alla fine del '700 Tempio conta 4.500
abitanti. Nel 1808 nell'estrema parte settentrionale del territorio
comunale e sui resti del villaggio di Longosardo, venne dato avvio alla
fondazione del borgo di Santa Teresa, promosso da Vittorio Emanuele I.
Con Regio Editto del 4 maggio 1807 Tempio diviene sede di Prefettura
(il cui territorio comprende la Gallura e l'Anglona). Nei primi decenni
dell' '800 conta 5.827 abitanti ed è la sesta città dell'isola per
popolazione (dopo Cagliari 28.887, Sassari 20.175, Iglesias 9.545,
Ozieri 7.200 e Alghero 6.700, precedendo altre città regie come
Oristano 4.991, Bosa 3.500 e Nuoro 3.349, mentre Castelsardo ne conta
1.592 e Terranova 1.474). Nel 1821 Tempio raggiunge i 7.000 abitanti ma
con la riorganizzazione amministrativa della Sardegna la Prefettura di
Tempio viene soppressa ed accorpata a quella di Ozieri.
Nel corso dell'800 si rafforza progressivamente il potere della nobiltà
locale, fedele alla casa sabauda, e in particolare dei Valentino (conti
di San Martino) e dei Pes (marchesi di Villamarina) e dei Falqui, di
cui alcuni rami si trasferiranno a Cagliari. La città si svilupperà
ulteriormente divenendo la quarta città della Sardegna, sede del 20%
dell'aristocrazia dell'isola [senza fonte] e rivestendo notevole
influenza alla corte cagliaritana dei Savoia (periodo cosiddetto del
"Governo dei Tempiesi" ). Nel 1816 diviene viceré del Regno di
Sardegna il tempiese Giacomo Pes di Villamarina, già governatore e
ministro del Regno.
Tempio aveva ormai acquisito una caratteristica peculiare con severi e
dignitosi palazzi multipiano in cantoni di granito a vista legati da
argilla, che riecheggiano quelli della vicina Corsica, ai quali erano
sospesi enormi balconi di legno retti da mensole lignee. Quando nel
1830 Tempio viene visitata da Paul Valéry nel corso del suo Voyage en
Corse, à l'île d'Elbe et en Sardaigne, egli si stupisce per
l'eccezionalità urbanistica di questo "ricco villaggio" nel contesto
isolano, e sostiene che le sue "alte case, con un po' di architettura,
sarebbero palazzi degni di Venezia, di Roma e di Firenze.". Pochi anni
dopo tra 1830 e 1835 le ordinanze obbligarono alla rimozione dei
balconi in legno (per motivi di sicurezza emersi nel corso della visita
del Re, e successivamente sostituiti da minori ma più sicuri balconi
con mensole in granito, "li passizi") e all'intonacatura delle facciate
(nel falso concetto di igiene e dignità urbana). Non tutti i
viaggiatori dell'800, però, furono concordi nelle lodi espresse da
l Valery, lo scrittore-avvocato inglese John Warre Tyndale scriveva nel
1843 le proprie impressioni nel libro 'L'isola di Sardegna'..C’è poco
da vedere a Tempio. Le strade, trattandosi di una città sarda, sono
larghe ma sono pochi gli edifici che richiamano interesse. Quasi tutte
le case sono fatte di granito rosso grigiastro, in quanto è il
materiale più a buon mercato, e raramente vengono intonacate. Le più
alte, non superano quasi mai i tre piani ed in ciascuna di esse vivono
famiglie singole.... Il palazzo del governatore, sede e seguito
compresi, consta di tre stanze poste su un secondo piano, una domestica
ed una sentinella alla porta. L’incarico non è da invidiare sia per la
sinecura che per la retribuzione, ed è stato ricoperto soltanto di
recente dopo essere rimasto vacante per parecchio tempo, in quanto fu
difficile trovare qualcuno che si accollasse quell’ufficio. Molto
triste la descrizione di quello che doveva essere l'orfanotrofio
cittadino: Non riuscii ad avere dati esatti sul complesso dei figli
illegittimi nati nel distretto perché, per quanto povere e derelitte le
madri possano essere, o desiderose di tener nascosta la loro
disavventura, preferiscono, tuttavia, la miseria e la mortificazione
piuttosto che mandare le loro creature nel miserabile tugurio di Tempio
destinato a questi esseri infelici. Non esiste un canile in Inghilterra
che si possa mettere a paragone con questo immondo ed offensivo
alloggio. Nel 1833 Tempio diviene capoluogo della nuova Provincia di
Gallura -la più estesa dell'isola con 2.138 km². Con Regio Diploma del
10 settembre 1836 viene elevata al rango di Città da re Carlo Alberto
che la aveva visitata nel 1829 e nel 1837 diviene sede di una sette
Prefetture giudiziarie in cui è divisa l'isola. Nel 1839 diventa
vescovo di "Civita e Ampurias" Diego Capece, tempiese, che - con
l'appoggio di re Carlo Alberto - inoltra la richiesta di creazione
della diocesi in "Ampurias-Tempio", meglio rispondente alle mutate
condizioni storiche e demografiche. Le istanze di Monsignor Capece
vengono accolte e Tempio viene eretta sede vescovile della diocesi di
"Ampurias e Tempio", così denominata da papa Gregorio XVI con la bolla
"Quamvis aequam", contemporaneamente cessa di esistere dopo 15 secoli
la diocesi di Civita. Nel 1848 a seguito della "fusione" del Regno di
Sardegna con gli Stati piemontesi della terraferma e della Legge
sabauda n.807 del 7 ottobre 1848 "sull'amministrazione comunale e
divisionale" la Sardegna viene ripartita in 3 divisioni e 11 province e
la Provincia di Gallura viene rinominata in Provincia di Tempio
(compresa con i suoi 2.136 km² nella divisione di Sassari). Al
censimento del 1844 il Comune di Tempio conta 8.577 abitanti.
Nella seconda metà dell'Ottocento vengono create passeggiate alberate,
creati i caselli daziari, vengono realizzati i palazzi pubblici (la
Casa Comunale che ospitava anche il Tribunale e la Prefettura, le
Carceri, il Mercato pubblico), le strade della città vengono lastricate
in granito, la città si dota di un piano regolatore e viene creata la
strada nazionale per Sassari e Terranova Pausania. Nel 1858 vengono
censiti a Tempio 9.547 abitanti, che ne fanno la terza città dell'isola
dopo Cagliari (30.958 ab.) e Sassari (23.672 ab.), precedendo Alghero
(7.806 ab.), Ozieri (7.183 ab.), Bosa (6.234 ab.), Oristano (6.216
ab.), Quartu (6.209 ab.), Villacidro (5.176 ab.) e Nuoro (5.152 ab.).
Durante il regno
d'Italia
Con la riforma amministrativa (Decreto Rattazzi n.3702 del 23 ottobre
1859) e l'unità d'Italia viene drasticamente ridotto il numero delle
province e la Sardegna viene divisa in sole 2 province (Cagliari e
Sassari) Tempio, come molte altre città in Italia, viene declassata a
capoluogo di Circondario sede di Sottoprefettura.
Nel 1854 Giuseppe Garibaldi si trasferisce nella vicina isola di
Caprera e frequenta abitualmente Santa Teresa di Gallura (Capo Testa),
Arzachena (Lu Naracu), Bassacutena (Cucuruzzu) e Tempio. Rientrato dopo
l'avventura dei "mille" del 1860, gli viene concessa la cittadinanza
onoraria di Tempio (analoga iniziativa viene assunta dai consigli
comunali di Sassari, Ozieri, La Maddalena, Cagliari e Oristano). Nel
1865 scrive al Municipio di Tempio "Stimatissimi signori, cittadino
della Gallura, io andrò veramente superbo se mi riesce di fare qualcosa
per essa, non mancherò quindi di impegnarmi presso i miei amici di
Torino per appoggiare i loro giusti reclami. Con considerazione e
rispetto di loro Signori". Tra il 1867 e il 1870, nel collegio
senatoriale di Tempio-Ozieri lo stesso Giuseppe Garibaldi viene eletto
senatore.
All'epoca Tempio (che nel 1871 contava 11.120 abitanti) era comunque
divenuta la quarta città dell'isola e il comune più esteso del Regno
con 906,70 km², il cui territorio si estendeva da Longosardo (oggi
Santa Teresa di Gallura) a San Teodoro (comprendendo anche le aree un
tempo spopolate oggi denominate "Costa Smeralda").
Nel 1870, con il contributo dei comuni della Gallura venne
riqualificato il porto di Terranova e nel 1888 viene inaugurata la
ferrovia per Monti sulla linea per i porti di Terranova Pausania (oggi
Olbia) e Golfo Aranci.
Alla fine dell'800 viene inoltre aggiunta la denominazione "Pausania"
al nome del comune (fin quì solo Tempio), probabilmente in riferimento
all'antica sede vescovile di "Phausiana" (villaggio sorto sui ruderi -
o nei pressi - della Olbia romana, in cui è attestata la prima sede
vescovile gallurese), all'epoca presente anche nella denominazione del
comune di Terranova Pausania. Nel Regio Decreto n. 4960 del 3 luglio
1879 compare infatti la denominazione "Tempio Pausania", che verrà
successivamente adottata dagli uffici postali e gradatamente
dall'inizio del XX secolo in tutti i documenti ufficiali.
Nel 1895 [15] a Tempio, su iniziativa di giovani intellettuali della
borghesia cittadina, tra cui Claudio Demartis e Silla Lissia, sorse la
prima sezione del Partito Socialista della Sardegna, al fine di
sensibilizzare i lavoratori del settore sugheriero. Nello stesso anno
viene inaugurato l'Ospedale Militare nel soppresso convento di San
Francesco dei frati osservanti.
Al censimento del 1901 Tempio Pausania con il suo vasto comune di
raggiunge i 14.573 abitanti (di cui circa il 50% residente nelle
campagne) e costituisce ancora il quarto comune della Sardegna
(dopoCagliari 53.057, Sassari 38.053 e Iglesias 20.874, precedendo per
dimensione altre città dell'isola come Alghero 10.741, Ozieri 9.555,
Quartu Sant'Elena 8.510, Oristano 7.107 e Nuoro 7.051). Nel censimento
del 1931 con 15.165 abitanti, nel 1940 dei 15.752 abitanti (di cui il
56% vive ancora nelle campagne) .
Nei primi anni del '900 è una delle prime città della Sardegna a
dotarsi di un servizio telefonico extraurbano (le altre erano Cagliari,
Iglesias, Oristano, Sassari, Ozieri ed Alghero). Nel 1911 entra in
funzione anche l'Ospedale civile (che sarebbe rimasto l'unico della
Gallura fino al 1956).
Alla prima linea ferroviaria Tempio-Monti (che verrà dismessa nel 1958)
si aggiungono le due nuove linee per Sassari (1931) e Palau (1932) e la
realizzazione della nuova stazione ferroviaria (1931).
Per approfondire, vedi la voce Ferrovia
Nulvi-Tempio-Palau.
Il 20 gennaio 1915 vi viene fondata la Brigata Sassari con la sede del
152° reggimento di Fanteria, costituito da oltre 3000 soldati. Vi ha
sede la prima sezione in Sardegna del Partito Sardo d'Azione e del
Fascio dei Combattenti. Nel 1927 vengono soppressi in Italia i
circondari e le sottoprefetture, ma Tempio resta comunque sede degli
uffici pubblici della Gallura (tra cui il Tribunale, gli uffici
finanziari e il Catasto). Nel 1933 Tempio diviene inoltre sede del 59°
Reggimento Fanteria "Calabria" (che si insedia nella caserma dedicata a
Francesco Fadda) e negli anni '40 del comando della 4a Brigata Costiera.
Nel 1943 viene organizzata a Tempio una Triennale d'Arte. Al termine
della seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943,
per Tempio transitano le forze tedesche in fuga "guidata" dalla
Sardegna in direzione della Corsica (sulla direttrice
Sanluri–Oristano–Macomer-Ozieri–Tempio–Palau) e vi si verificarono
scontri presso la caserma del 59° reggimento
Nel dopoguerra vennero gradatamente dismessi gli insediamenti militari
della città (la sede della Brigata Sassari nella Caserma Fadda e
l'Ospedale militare) mentre altri ancora in corso di realizzazione non
trovarono completamento (complesso militare della Pischinaccia).
Nel corso del XX secolo con il ripopolamento delle coste numerose sue
frazioni ottengono l'autonomia comunale riducendone drasticamente
l'estensione comunale (Santa Teresa nel 1821, Arzachena nel 1922,
Luogosanto nel 1954, Palau e Aglientu nel 1959, Telti nel 1963, infine
Loiri-Porto San Paolo nel 1979)
Questa voce non è neutrale!
Questa voce o sezione di geografia è
ritenuta non neutrale.
Motivo: mentre con la crescita di importanza economica e demografica di
Olbia che ne ha fatto il vero centro economico e turistico della
Gallura, la città di Tempio ha mantenuto il ruolo di centro di servizi
amministrativi (tribunale, agenzia delle entrate, uffici regionali), e
dell'istruzione (scuole superiori e sede staccata di università)
dell'Alta Gallura
Per contribuire, partecipa alla discussione. Non rimuovere questo
avviso finché la disputa non è risolta.
.
Dal 2005 vi è insediata una delle due sedi della Provincia di
Olbia-Tempio (nel Palazzo Pes-Villamarina). Lo Statuto dell'Ente
prevede che la sede legale, Giunta e organi provinciali abbiano sede a
Olbia e che Consiglio e Presidenza dell'Ente si possano alternare tra
le sedi di Olbia e Tempio. Anche se, a tutt'oggi, il Presidente, la
Giunta e il Consiglio di riuniscono ordinariamente a Olbia.
Monumenti principali
Facciata laterale della Cattedrale di San Pietro Apostolo
* Centro storico della città in blocchi
di granito grigio (prevalentemente settecentesco); degni di nota Corso
Matteotti, via Roma (Carrera Longa, Lu Runzatu, Lu Pultali), Piazza
d'Italia (Piazza di l'Ara), Parco delle Rimembranze, Fonte Nuova
(Funtana Noa) e Parco di San Lorenzo, via Mannu (ex via dei Nobili o
dei Cavalieri o del Macello);
* Nuraghe Maiori (Naracu Maiori), SS133
per Palau, a due coni con struttura granitica, risalente al 1000 a.C.
presenta una tipologia mista tra l'impianto dei nuraghe a corridoio e
di quelli a tholos con corridoio centrale e camere binate;
* Nuraghe Polcu (Naracu Polcu), SS133
per Palau, uno dei rari esempi di nuraghe a tholos in Gallura;
* Resti della residenza attribuita al
Giudice Nino Visconti di Gallura (1200), menzionato nell'8° canto della
[Divina Commedia], inglobati in un modesto fabbricato, via Nino di
Gallura;
* Chiesa di Santa Croce di impianto
medioevale (1200 circa) con volta a botte in mattoni ottocentesca; già
sede della confraternita della Santa Croce; via Roma ang. piazza San
Pietro;
* Cattedrale di San Pietro (Santu
Petru), di origine due-trecentesca (consacrata nel 1219) ma
notevolmente ampliata nel 1832/39 in stile barocco genovese da Gian
Domenico Canti, a navata unica absidata con cappelle laterali,
imponente prospetto principale lungo la facciata laterale e campanile
quattrocentesco aragonese (sopraelevato nel 1822), arco verso la casa
parrocchiale (1827); divenuta collegiata con bolla di Gregorio XV Sacri
Apostolatus, venne eretta in Cattedrale dal papa Gregorio XVI con bolla
Quamvis aequum del 1839; All'interno affresco "San Pietro" (1907) di
Mario Paglietti; piazza San Pietro;
* Oratorio del Rosario (XIII-XIV secolo)
anch'essa di origine trecentesca con interessante facciata
gotico-aragonese in granito e altare ligneo all'interno, insiste nel
luogo in cui si voleva sorgesse l'antico luogo di culto prima pagano e
poi romano che ha probabilmente dato nome alla città (Templum); sulla
facciata due statuette che hanno sostituito le originali raffigurazioni
attribuite a Castore e Polluce del periodo romano (che il parroco don
Grimaldi cedette al professor Cannas) e che sono presumibilmente
all'origine degli antichi toponimi "Gemellae" e "Gemini"; Piazza san
Pietro;
* Chiesa di San Francesco (Santu
Franciscu), costruita nel 1543 e già annessa al convento dei frati
minori osservanti (successivamente riconvertito prima in carcere, poi
in ospedale e quindi in scuola superiore); Vi venivano sepolti i nobili
di Tempio, tra cui don Gavino Pes; Circonvallazione San Francesco;
* Palazzo Antico Seminario
Villamarina-Pes; prima residenza della famiglia nobiliare tempiese dei
Pes marchesi di Villamarina venne gradualmente ceduto alla Diocesi tra
il 1804 e il 1933; fu sede del Vescovo e del Seminario Vescovile fino
al 1966; oggi sede di uffici della Curia Vescovile e del Museo
Diocesano "Museum Templense"; piazza Gallura;
* Palazzo Villamarina-Pes (XVII secolo),
appartenne alla famiglia Pes (oggi sede di uffici regionali e degli
organi della Provincia di Olbia-Tempio); piazza Brigata Sassari;
* Palazzo degli Scolopi, convento con
corte porticata a crociera dei padri Scolopi della metà del XVII secolo
(è stata la prima sede della Provincia), piazza del Carmine;
* Palazzo Pes in "via dei Nobili", che
riporta sulla facciata lo stemma gentilizio della famiglia Pes (il
piede scalzo); via Mannu;
* Chiesa di Sant'Antonio (Sant'Antoni)
(1657), seicentesca ma ampliata nel 1788;
* Chiesa del Purgatorio (Lu Pulgatoriu)
(1679), fatta erigere in epoca spagnola dal nobile possidente Jaime
Misorro ad espiazione dei gravi crimini commessi, piazza Purgatorio;
* Carceri "La Rotonda" (1845), tipologia
carceraria ottocentesca a pianta circolare con cortile interno,
probabilmente su progetto dell'ing. Enrico Marchesi, autore anche delle
analoghe demolite vecchie carceri di Nuoro (La Rotonda) e del piano di
ampliamento e abbellimento di Sassari;
* Palazzo Municipale (1882) dell'arch.
F.M. Cabella, realizzato sul luogo dell'antico Convento delle Monache
Cappucchine (di cui è visibile parte della sagoma sulla pavimentazione
della piazza), piazza Gallura;
* Antico Carcere (fatto edificare nel
1663 dal viceré Condè d'Altamira e demolito nel 1883/1884),
successivamente adibito a Mercato; Oggi ospita l'Ufficio Turistico
Comunale; piazza Mercato;
* Palazzo Sanguinetti (primi del '900),
già di proprietà di una famiglia di armatori genovesi, presenta una
elegante facciata neoclassica in granito; i soffitti sono decorati con
affreschi di Mario Paglietti; via Roma;
* Teatro del Carmine (1928-1929)
dell'arch. Aldo Faconti in stile liberty sulla tipologia del teatro
all'italiana ottocentesco e recentemente restaurato, sul luogo in cui
sorgeva la chiesa annessa al convento degli Scolopi; piazza del Carmine;
* Stazione Ferroviaria (1930/33),
attribuita all'ing. Maroni o all'ing. Emilio Olivieri, architettura
liberty particolarmente curata nei materiali (granito, mattone e
intonaco) e nelle decorazioni di gusto decò, con dipinti di Giuseppe
Biasi (1931/32) nell'atrio e nella sala di aspetto e nelle ex Officine
Ferroviarie il Museo delle Ferrovie con esposte locomotive a vapore;
* Caserma Francesco Fadda (1913/33),
sorta nel 1913 come grande stabilimento per la lavorazione del sughero
della "Società Romana Sughero" (la Frabbica Noa), chiuso nel 1924, dal
1933 diviene la sede del 59° Reggimento Fanteria "Calabria"; il
complesso è oggi in corso di ristrutturazione come sede della
cittadella degli uffici finanziari; via Olbia;
* Scuole elementari "Vecchio Caseggiato"
o "Scolastico" (dal 1910 al 1917), tra via Angioj e piazza della
Libertà, di fronte al Parco delle Rimembranze;
* Chiesa di San Giuseppe (dal 1950 al
1998) con annesso Comprensorio Antitubercolare, dell'ing. Giovanni
Antonio Sechi, opera eclettica in granito su un contesto unitario ai
margini della città, influenzata dall'arch. Muzio e con alto campanile
(37 metri) che rievoca quello di San Marco a Venezia; piazza San
Giuseppe, via Fiume;
* Scuole Elementari di San Giuseppe (dal
1956, modificato nel 1977), dell'arch. Giovanni Andrea Cannas, in
granito con lungo porticato (successivamente modificato).
* Fonti di Rinagghju, nella parte alta
della città, immerse in un parco e con annesso stabilimento idropinico;
via delle fonti;
* Monte Limbara (1359 m), a 16 km a sud
della città, raggiungibile dalla SS per Oschiri.
* Progetto per il "Sala-una
International Conference Resort" (2004) per la Fondazione Forum 2001,
nei pressi del Monte Limbara, dell'architetto irano-americano Michele
Saee.
Personalità legate a Tempio Pausania
* Pedro Aquenza Mossa (1650-1705),
medico e fisico, protomedico generale di Sardegna e archiatra dei re di
Spagna, ha lasciato dei trattati di medicina.
* Gavino Pes ("Don Baignu"), (1724-1795)
poeta del periodo dell'arcadia con influssi metastasiani; sacerdote, i
suoi componimenti sono interamente scritti in gallurese.
* Giacomo Pes di Villamarina
(1750-1827), governatore di Sassari e di Cagliari, ministro e viceré
del Regno di Sardegna sotto Carlo Felice.
* Giovanni Maria Dettori (1773-1836),
docente di teologia prima all'Università di Cagliari e poi di Torino,
ebbe tra i suoi allievi Vincenzo Gioberti.
* Francesco Grandi (1842-1934),
garibaldino nato a Tempio e penultimo dei Mille a morire, professore di
disegno e intarsiatore.
* Francesco Stazza (Tempio 1854 - Genova
1923), generale, insegnò all'Accademia militare di Modena, prese parte
alle spedizioni nell'Africa nord orientale del 1887 e 1896 e insieme a
Luigi Brioschi partecipò alla creazione del Plotone Grigio degli Alpini
e ai primi studi sulla mimetizzazione dei militari, nel 1915
all'entrata in guerra dell'Italia venne nominato presidente della
Commissione Centrale delle Incette che gestiva il fabbisogno alimentare
delle truppe in guerra; venne insignito del Cordone della Corona
d'Italia;
* Claudio Demartis (Sassari 15 marzo
1869 - Tempio Pausania 12 marzo 1956) fu tra i più illustri esponenti
del socialismo in Sardegna tra la fine dell'Ottocento e la prima metà
del Novecento.
* Silla Lissia (1871-1952), medico. Tra
i fondatori insieme a Claudio Demartis della prima sezione socialista
in Sardegna a Tempio nel 1895, nel 1911 fonda l'Ospedale di Tempio.
* Gavino Gabriel (1881-1980), musicologo
e cultore delle tradizioni popolari, fu direttore della Discoteca di
Stato.
* Bernardo De Muro (1881-1955), celebre
tenore operistico, interprete di successo della Cavalleria rusticana e
dell' Isabeau di Mascagni, nel cui ruolo di Folco divenne leggendario
per il suo dominio vocale nella difficile opera. Ebbe inoltre un
vastissimo repertorio che spaziava da Verdi a Leoncavallo, a Puccini e
Bizet. Ammirato dalle case reali, si esibì con la sua caratteristica
voce squillante a Roma e Milano nonché in numerosissimi teatri europei
e americani, rivaleggiando con la fama di Enrico Caruso e Tamagno.
* Giovanni Manurita (1895-1984), tenore
operistico dal vasto repertorio che ha interpretato in vari teatri del
mondo, fu anche docente al Conservatorio Santa Cecilia di Roma.
* Raimondo Francesco Fadda (1893-1916),
sottotenente del 46° Reggimento fanteria "Reggio", eroe caduto per la
conquista del Dente di Sief presso Livinallongo del Col di Lana durante
la prima guerra mondiale, medaglia d'oro al valor militare, sepolto nel
Plan de Salesei.
* Alfredo Graziani (1892-1950), tenente
di Cavalleria e della Brigata Sassari durante la prima guerra mondiale,
medaglia di bronzo al valor militare e poi avvocato e scrittore, ha
lasciato in un suo libro (Fanterie sarde all'ombra del tricolore) ampia
testimonianza degli eventi della grande guerra sotto lo pseudonimo di
"Tenente Scopa" (citato come "tenente Grisoni" da Emilio Lussu in Un
anno sull'altipiano).
* Nicola Spano (1883-1949), tra i
protagonisti del primo socialismo sardo, partecipò ai moti popolari di
Cagliari del 1906, poi direttore dell'Università di Roma.
* Antonio Azara, (1883-1967), avvocato e
uomo politico, primo presidente della Cassazione, senatore, ministro
della Giustizia, rappresentò l'Italia presso la CEE e la CECA e presso
l'ONU.
* Fausto Noce, (1896-1920), aviatore
nato a Tempio, durante la prima guerra mondiale si è distinto in
numerose missioni sul Carso, in Tripolitania e in Albania.
* Giovanni Maria Mossa (Tempio Puasania
1896-Pianico 1982), pittore attivo negli anni '30 e '40.
* Francesco Menzio (1899-1979), pittore
del gruppo dei "Sei pittori di Torino", ha avuto grande influenza nel
periodo tra le due guerre e ha esposto alla Biennale di Venezia, a
Londra e Parigi, è stato infine docente all'Accademia di Belle Arti di
Torino.
* Paolo Dettori (1926-1975), uomo
politico particolarmente attento al tema dell'autonomia, fu assessore e
presidente della giunta regionale.
* Manlio Brigaglia (nato nel 1929),
storico e scrittore, docente di Storia Contemporanea all'Università di
Sassari.
* Salvatore Sechi, consigliere del
Presidente della Repubblica per gli Affari giuridici e le relazioni
costituzionali.
* Fabrizio De André, (1940-1999)
cantautore e poeta, ha vissuto nella tenuta dell'Agnata dal 1975.
Trasporti e comunicazioni
* Strade statali per Sassari (SS127 e
SS672 a scorrimento veloce), Olbia (SS127, di cui si attende da anni
l'adeguamento a scorrimento veloce), Palau (SS133) e Oschiri (SS392).
* Stazione ferroviaria delle Ferrovie
della Sardegna sulla linea turistica del Trenino Verde da Sassari a
Palau.
* Sul Monte Limbara vi sono i principali
ripetitori dei segnali radiofonici e televisivi del Nord Sardegna.
Distanze stradali
* Alghero — 105 km
* Cagliari — 248 km
* Carbonia — 272 km
* Iglesias — 258 km
* Lanusei — 178 km
* Nuoro — 117 km
* Olbia — 44 km
* Oristano — 155 km
* Porto Torres — 88 km
* Sanluri — 203 km
* Sassari — 71 km
* Tortolì/Arbatax — 219 km
* Villacidro — 214 km
Economia
Industrie per l'estrazione e la trasformazione del sughero e del
granito dei cui prodotti costituisce il centro dei principali distretti
industriali in Italia. Vi ha sede una estesa Zona Industriale lungo la
SS127 per Calangianus. Produzione vinicola con importante "Cantina
Gallura" (Vermentino di Gallura DOCG, Moscato-Spumante di Tempio DOC,
Spumanti e altri vini). Centro per le cure idropiniche a Rinagghju e
stabilimento per l'imbottigliamento delle acque minerali.
Cultura ed Istruzione
Biblioteche
* Biblioteca Comunale "Giovanni Maria
Dettori" (sede del Sistema Bibliotecario dell'Anglona e della Gallura
SBAG );
* Biblioteca della Stazione Sperimentale
del Sughero;
* Biblioteca dell'Archivio Capitolare
della Cattedrale;
* Biblioteca dell'Istituto
EuroMediterraneo ISR e del Seminario Vescovile.
Musei
* Museo "Bernardo De Muro", parco delle
Rimembranze;
* Museo Diocesano "Museum Templense"
Polo San Pietro Apostolo, Palazzo Pes-Villamarina (antico Seminario),
via Villamarina.
* Museo delle Ferrovie, via Limbara;
* Raccolta Ornitologica e centro di
documentazione storica "Gen. Francesco Stazza"
Università
* Sede Staccata dell'Università degli
Studi di Sassari: Facoltà di Farmacia (Corsi di Laurea in Tecniche
erboristiche e Tossicologia degli inquinanti ambientali);
* Sede centrale dell'Istituto
EuroMediterraneo ISR (Corso di Laurea in Scienze Religiose, Master).
Enti di Ricerca
* Stazione Sperimentale del Sughero.
Licei e Scuole Superiori
* Liceo Classico, Scientifico,
Linguistico e Socio-Psico-Pedagogico "Giovanni Maria Dettori" ;
* Liceo Artistico Statale;
* Istituto Tecnico Statale Commerciale e
per Geometri "Don Gavino Pes";
* Istituto Tecnico Industriale "Nicolò
Ferracciu" per l'Elettronica e le Telecomunicazioni Nuovo
sito
* Istituto Professionale parificato
Industria e Artigianato "Carlo Federico Gauss".
Città gemellate
Tempio Pausania è gemellata con:
* Asiago (VI), a Monte Zebio campo di
battaglia della Brigata Sassari nella guerra mondiale (1916);
* Foza (VI), campo di battaglia della
Brigata Sassari nella guerra mondiale;
* Sinnai (CA), luogo di fondazione del
151° reggimento della Brigata Sassari (01.03.1915);
* Armungia (CA), luogo di origine di
Emilio Lussu, politico, scrittore e capitano della Brigata Sassari.
Eventi
Il Carnevale Tempiese (Carrasciali Timpiesu)
Il Carrasciali Timpiesu è il carnevale con sfilata di carri allegorici
più famoso della Sardegna, che attira una presenza media giornaliera di
circa 20.000 visitatori.
La festa mascherata di canti e balli in costumi stravaganti si svolge
lungo le vie del centro storico della città ed ha un tradizione
plurisecolare che ha sempre coivolto tutta la popolazione di ogni ceto
e (viene citata nel 1700 dal sacerdote Pietro Molinas che scrive in
gallurese Suzzedi a lu carrasciali, una caresima pronta, undi si paca e
si sconta, l'alligria generali, e l'omu chi godi abali, dumani è in
calamitai) ma è dal 1960 che ha inizio la consuetudine della sfilata
dei carri di cartapesta (sul modello del carnevale di Viareggio).
Chiude la sfilata la maschera di re Giorgio (Ghjolghju Puntogliu), che
rappresente il potere seduto sul trono, circondato e adulato per sei
giorni dalla sua corte e dagli ambasciatori e di cui si celebrano le
nozze con la formosa popolana Mannena. Tra le antiche figure
tradizionali in maschera si cita lu Traicogghju, spirito che si
trascina pelli di bue o di cavallo, catene e paioli, arcaica sintesi
tra figura animalesca e maschera demoniaca (come il Mamuthone e altre
maschere sarde), la Réula, schiera dei morti, e lu Linzolu Cupaltatu,
figura femminile avvolta in un lenzuolo e per questo irriconoscibile e
disinibita (sotto le cui spoglie può però anche rivelarsi un uomo...).
Tra le figure estemporanee si cita il personaggio di "Sgiubbì".
A margine della sfilata, cui partecipano anche sbandieratori e
majorettes vengono distribuiti le frittelle (li frisgioli longhi)
possibilmente fritte nell'olio di lentischio (òciu listincu) e il
moscato di Tempio.
I festeggiamenti del carnevale, durante il quale si svolge anche un
Palio di abilità a cavallo (lu palu di la frisgiola, di antica origine,
nel quale i cavalieri devono afferrare al galoppo una frittella posta a
notevole altezza), si concludono la sera di martedì grasso con il
processo di sua maestà re Giorgio per tutte le colpe e i problemi di
Tempio e della Gallura e la sua condanna al rogo sulla pubblica piazza
mentre i giullari gridano Ghjogliu meu! Ghjogliu meu!, lu mé fiddòlu
bonu ch'eri tu! ohi! ohi! Moltu è carrasciali! Carrasciali è moltu! in
una festa ironica e irriverente. La notte nei locali della città si
susseguono maratone di ballo e veglioni mascherati. La macchina
organizzativa del carnevale e della sfilata coinvolge diverse migliaia
di persone.
Festival Internazionale del Folklore
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L'Incontro Internazionale del Folklore dedicato a Isa Bionda e
organizzato dall'Accademia Tradizioni Popolari Città di Tempio, si
svolge nella seconda metà del mese di luglio con la partecipazione di
numerosi gruppi etnici provenienti da tutto il mondo.
Giornate Fabrizio De André - Incontri
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Dedicate allo scomparso poeta e cantautore Fabrizio De André (che ha
vissuto parte della sua vita a Tempio nella tenuta di L'Agnata insieme
alla compagna Dori Ghezzi), le giornate si articolano in conferenze e
serate musicali..
Amministrazione comunale
Sindaco: Antonello Pintus (lista civica) dal 08/05/2005
Centralino del comune: 079 679999
Posta elettronica: info@comunetempio.it
In base ai dati del censimento 2001 nel Comune di Tempio Pausania sono
stati rilevati 13 992 abitanti residenti, dei quali 12 773 abitanti
(pari al 91%) nella città di Tempio. Le rimanenti località abitate del
territorio comunale sono Bassacutena con 368 abitanti, Nuchis con 308 e
San Pasquale con 83 abitanti, mentre la restante popolazione sparsa
ammonta a 460 unità (di cui 346 nell'intorno di Tempio).