lbia (in sardo Terranòa /terra'noa?/, in gallurese Tarranóa
/tarra'n??a?/), è una città italiana di 54.095 abitanti[1], capoluogo,
con Tempio Pausania, della provincia di Olbia-Tempio in Sardegna. È
stata l'antica capitale del Giudicato di Gallura e la prima sede
vescovile della Gallura (Diocesi di Civita - Ampurias sino al 1839).
La città, una delle principali della Sardegna, è una realtà industriale
e commerciale in piena espansione. Ha conosciuto negli ultimi decenni
un rilevante aumento demografico ed uno sviluppo assai rapido della sua
economia. Il numero degli abitanti infatti è raddoppiato tra gli anni
1951 ed il 1981, attualmente ne conta oltre 53.000, (nel 1964 erano
18.800). Il territorio comunale, con una superficie di 376,10 km², si
pone al 24° posto tra i Comuni italiani per estensione. Ricca di
insediamenti turistici molto conosciuti, tra i quali Porto Rotondo e
Portisco, è dotata di infrastrutture che ne fanno, attualmente, un polo
turistico molto importante per l'intera Isola. Olbia è il motore
economico della provincia e uno dei più importanti della regione. Nell'
aeroporto Olbia-Costa Smeralda, infatti, sono transitati nel 2006
1.765.507 passeggeri, secondo aeroporto isolano, (fonte ENAC) mentre il
porto dell'Isola Bianca, assicura i collegamenti quotidiani con la
penisola ed è il primo porto italiano per traffico passeggeri.
L'autorità portuale comprende anche lo scalo di Golfo Aranci, distante
15 chilometri.
La città si è notevolmente espansa durante il suo sviluppo, dal nucleo
storico del corso Umberto I, a causa di un notevole incremento
demografico. I problemi di viabilità sono stati contrastatati con la
creazione di una circonvallazione e delle sue relative sopraelevate, di
un tunnel sottostante l'area del porto vecchio e di numerose rotatorie
all'interno e fuori del centro urbano.
Storia della città
Periodo prenuragico e
nuragico
Frammenti di ceramica ed una caratteristica statuetta femminile
rappresentante la Dea Madre, ritrovato a Porto Rotondo, fanno risalire
al Neolitico Medio (4.000 – 3.500 a.C.) le prime testimonianze
dell’uomo in territorio olbiense. Successivamente, durante il periodo
Eneolitico, con ocra rossa furono raffigurate nelle pareti della grotta
del Papa - sull’isola di Tavolara – delle figure umane schematizzate,
risalenti al 2.700/2.500 a.C, mentre risale all’Età del Bronzo antico
(1.800 - 1.600 a.C) la tomba dei giganti che si trova a Su Monte de
s’Ape.
Ma a partire dalla media Età del Bronzo, in concomitanza della
diffusione in tutto l’Isola della originale civiltà nuragica, anche nel
territorio di Olbia si riscontrano insediamenti nuragici, man mano
sempre più numerosi: sono più di 50 quelli attualmente conosciuti e
vanno dai villaggi ai pozzi sacri alle sepolture megalitiche e tra
questi il Pozzo Sacro di Sa Testa, la sepoltura collettiva di Su Monte
'e s'Abe e il nuraghe Riu Mulinu a Cabu Abbas.
Periodo punico
Dal VII secolo a.C. venne probabilmente frequentato per un breve
periodo dai greci (secondo la tradizione greca citata da Diodoro,
Strabone e Pausania) e precedentemente anche dai Fenici. Ma,
contrariamente a quanto possa lasciar supporre l'origine del suo nome
(Olbia deriverebbe dal greco ??ß???/Olbiòs (felice)), le prime tracce
di un vero insediamento urbano, databile tra il V e il IV secolo a.C.,
sarebbero, secondo gli ultimi ritrovamenti, da attribuire ai punici. I
cartaginesi la cinsero di mura e di torri, edificando nella parte più
alta un'acropoli con un tempio dedicato a Melqart.
La città punica occupava un'area compresa, ai giorni nostri, tra Via
Asproni e Piazza Matteotti e parte delle antiche mura sono ancora
visibili in Via Torino. Negli scavi archeologici, effettuati
nell'aprile del 2007, è emerso parte dell'abitato punico nella
centralissima via Regina Elena. Nel mese di luglio 2001, in via Nanni,
era stato riportato alla luce parte del vecchio insediamento di epoca
punica e romana, utilizzato dal IV al I secolo a.C.
In quel periodo poi, nel 535 a.C., nelle acque comprese tra il Golfo e
la Corsica, una flotta di sessanta navi focesi della colonia di Alalia
si scontrarono con una flotta di navi etrusche e puniche, coalizzatesi
per sbarrare la strada alla penetrazione greca nel mar Tirreno. Il
violento scontro, conosciuto come la battaglia del Mare Sardo (o
battaglia di Alalia), è ritenuto da molti la prima grande battaglia
navale nei mari dell'occidente.
Periodo romano
Quando i Romani occuparono la Sardegna nel 238 a.C., la città non
divenne solamente un centro commerciale, ma anche una importante base
navale militare. Fu collegata con il resto dell'Isola da tre importanti
arterie stradali utilizzate dalle legioni ma anche per il trasporto di
ogni mercanzia. Riorganizzata sull'impianto punico, la città divenne il
più importante centro della costa orientale sarda e dal suo porto (il
più vicino alla penisola), partivano le navi cariche di materie prime
verso la capitale.
Architrave del tempio dedicato da Atte alla Dea Cerere proveniente
dalla città di Olbia che, attualmente, si trova nel camposanto
monumentale di Pisa.
La città, il più importante avamposto romano della Gallura, fu
minacciata nei primi anni della conquista romana, dalle incursioni dei,
cosiddetti, Corsi della gallura e dai Balari del Montacuto, l'Olbia
romana (talvolta trascritta sui miliari nella forma "Olvia" o "Olbi")
stimava una popolazione di oltre 5000 abitanti ed era dotata di un
foro, di strade lastricate, di terme pubbliche ed acquedotto
(proveniente dal monte Cabu Abbas, dal latino caput aquarum).
Vi risiedeva, inoltre, e possedeva vasti latifondi e una fabbrica di
laterizi (riportanti il bollo Actes Aug[usti] l[iberta]), la liberta di
Nerone, Atte, esiliatavi dopo il matrimonio dell'imperatore con Poppea.
Al 304 d.C., sotto il regno dell'imperatore Diocleziano vi è attestato
il martirio di San Simplicio, trafitto da una lancia e morto dopo tre
giorni di agonia insieme ai suoi tre compagni Rosola, Diocleziano e
Fiorenzo, e poi sepolto nella necropoli romana fuori dalle mura. In
tale necropoli, durante gli scavi effettuati nel 1904, fu scoperto un
tesoro contenente 871 monete d'oro di diverso taglio e portanti il
marchio di 117 diverse famiglie romane.
Da segnalare i ritrovamenti avvenuti nel 1999 nell'area del porto
vecchio durante i lavori per la costruzione di un tunnel. In
quell'occasione ritornarono alla luce 24 relitti di navi romane e
medievali; furono i Vandali ad affondare alcuni dei relitti portando
alla distruzione dell'abitato ed al crollo della città antica che
comunque continuò a sopravvivere.
Periodo bizantino
La caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel V secolo, marca l'inizio
di un lungo periodo di decadenza. La città romana cadde per un attacco
compiuto dai Vandali dal mare; fu incendiata e distrutta insieme alle
navi ormeggiate in porto. Il colpo subito fu terribile e alla fine del
VI secolo la città appare con un nuovo nome: Phausiana; secondo alcuni
storici questo nome è dovuto all'allontanamento dal nucleo originario
verso la campagna, ma recenti studi ipotizzano che la Phausiana potesse
essere ubicata nel colle di San Simplicio. Gli scavi e gli studi degli
ultimi anni, fanno propendere, al contrario, per una continuità
abitativa nel sito della attuale. La città non scomparve, subì,
sicuramente una contrazione in termini demografici e come
dimensioni.come testimoniano i relitti dei recenti scavi del tunnel.
Di notevole importanza per conoscere meglio la storia di quel periodo
sono gli scavi, iniziati nel 2006 per il rifacimento delle reti idriche
nella zona prospiciènte il molo Benedetto Brin, da cui è emerso quello
che, presumibilmente, doveva essere il foro, resti di templi
monumentali e botteghe artigiane, che contribuiranno a conoscere meglio
un periodo della storia della città.
Un tratto di selciato di epoca tardo imperiale verrà preservato e
integrato nell'arredo urbano.
In questo periodo il porto della città non cessa di vivere e continua a
commerciare anche se in modo ridotto rispetto all'età romana e punica.
Dall'VIII al XII secolo gli Arabi tentano la conquista della Sardegna
attratti dalle miniere d'argento, ed e proprio in questo periodo di
perdurante allerta che la Sardegna si separa dall'impero bizantino e si
divide in quattro parti chiamati Giudicati (Cagliari, Torres, Arborea e
Gallura).
Periodo giudicale
Olbia, che ora si chiama Civita, ricopre il ruolo di capitale del
Giudicato di Gallura, ed è menzionata per la prima volta con questo
nome nel 1113. Tra la fine del XI e gli inizi del XII secolo, sotto il
giudice Costantino, viene edificata la chiesa di San Simplicio, in
stile romanico, l'edificio religioso di maggiore bellezza della Gallura.
Nel 1296, morto il giudice Nino Visconti, citato da Dante nella Divina
Commedia come Giudice Nin gentil, il Giudicato gallurese cade in mano
pisana; per iniziativa dei pisani stessi venne quindi ribattezzata in
Terranova (mentre il termine Civita rimarrà esclusivamente ad
individuare amministrativamente la diocesi).
Statua di San Simplicio, patrono di Olbia e della Gallura, portata in
processione durante la festa del 15 maggio
Città murata (sulla porta principale verso terra vi campeggiava lo
stemma giudicale), centro del potere religioso (la cattedrale
extra-muros di San Simplicio realizzata sull'antica necropoli
punico-romana in cui erano sepolti i resti di San Simplicio) e civile
(il palazzo giudicale era probabilmente nel luogo della ex caserma
della Guardia di Finanza in Corso Umberto, con cappella palatina presso
la chiesa di San Paolo). Sul periodo giudicale, purtroppo le fonti sono
poche e frammentarie. Citando Francesco Ignazio Mannu (nato a Ozieri il
18 maggio 1758 e morto a Cagliari nel 1839) "...S'isula hat arruinadu,
custa razza de bastardos; Sos privilegios sardos Issos nos hana leadu,
dae sos archivios furadu, nos hana sas mezzus pezzas et che iscritturas
bezzas las hana fattas bruiare... Hanno rovinato l'isola questa razza
di bastardi, i privilegi sardi li hanno portati via; hanno rubato dagli
archivi i documenti più importanti, e come scritti inutili li hanno
fatti bruciare..." a parte gli scritti di Dionigi Panedda poco è stato
pubblicato sul giudicato di Gallura. Nel repartimiento de Cerdeña del
1358, Terranova, capitale giudicale, dopo un lungo periodo di guerre,
rivolte e pestilenze, contava 132 capifamiglia soggetti al testatico ,
tale dato riferito ai contribuenti fa desumere su una popolazione di
circa 800 abitanti, nello stesso periodo a Sassari erano attestati non
più di 700 uomini in armi, circa 4000 abitanti. Alcune fonti riportano
come parte della città fosse in rovina e che ne venissero prelevati i
resti anche per l'erezione del complesso della Piazza dei Miracoli a
Pisa, tra i quali l'architrave di un tempio dedicato a Cerere e il
portale della stessa cattedrale di San Simplicio. I diritti storici
della capitale giudicale restano comunque a Terranova. Il pesante
vincolo pisano nella conduzione del Giudicato ne limitava fortemente
l'autonomia. A questo periodo risale comunque il fortilizio del
Castello di Pedres, di cui si hanno notizie tra il 1296 ed il 1388.
Periodo aragonese
Nel 1323 la Sardegna viene conquistata dagli Aragonesi e sotto questa
dominazione vi venne istituito il regime feudale che comportò la
disgregazione del Giudicato di Gallura, con il solo mantenimento
dell'organizzazione territoriale in Curatorie (ribattezzate
Incontrade): Terranova fu prima nell'omonima Signoria, poi della
baronia di Terranova, e quindi Marchesato dal 1579. Di fatto XIII al
XVI secolo la città decade lentamente per problemi legati alla
mutazione dell'asse dei traffici marittimi, che spostandosi verso la
Spagna, favoriva le città della costa occidentale sarda. L'insalubrità
ambientale e la presenza della malaria, uniti all'esposizione a
scorrerie piratesche ottomane ( nel 1553 il corsaro Dragut ne devasta
il centro), causano la decadenza della città. Nella seconda metà del
'500 la città è scarsamente abitata: nel 1559 a Olbia vengono
attribuiti non più di 90 fuochi ( circa 360-400 abitanti ), alla fine
del '600 appena 240 abitanti.
Il processo di spopolamento delle coste avviene in concomitanza con il
ripopolamento delle zone interne della Gallura, che beneficiano, anche,
delle migrazioni di popolazioni in fuga dalla Corsica. Il declino di
Terranova comportò nel 1568 l'accorpamento della sede vescovile prima a
Castellaragonese (oggi Castelsardo) con la denominazione di "Civita e
Ampurias" sino alla soppressione che avvenne nel 1839, con la nascita
della diocesi di "Tempio-Ampurias". Nel 1614 il vescovo Giacomo (Diego)
Passamar ordina una ricognizione dei resti dei martiri Olbiesi (Rosola,
Diocleziano, Fiorenzo e Simplicio) i cui resti vennero traslati dalla
cripta presso la cattedrale (fuori le mura) al centro nella chiesa di
San Paolo dentro le mura di Terranova.
Periodo sabaudo
Ancora tra il 1826 e il 1828 Antoine-Claude Pasquin Valery nel suo
"Voyage en Sardaigne" scriveva "Il villaggio marittimo di Terranova,
insalubre, spopolato, non ha duemila abitanti, occupa il sito
dell'antica e celebre Olbia. L'aspetto delle case è quello delle grandi
fattorie, (...); Nella campagna, la chiesa di San Simplicio, che risale
ai Pisani, è press'a poco abbandonata (...)", ma anche "Questa bella
pianura di Terranova, un tempo tanto fiorente da contare dodici città e
settanta comuni, così felicemente situata in riva al mare, riparata
dalle montagne e con un così buon clima, potrebbe nutrire più di 50.000
abitanti; infatti possiede ancora tutti gli elementi dell’antica
prosperità". Mentre il Generale Alberto La Marmora, nel suo celeberrimo
"Itinerario dell'isola di Sardegna" scriveva: L’attuale paese di Olbia
è costruito a filo, con una certa regolarità. Le strade sono parallele
e tagliate ad angolo retto. Le case sono costruite come la chiesa di
San Simplicio con cantoni di granito estratti sul posto o nei dintorni;
questa roccia assume una colorazione rosata simile al più bel granito
dei monumenti egizi. Ai viaggiatori europei dell'800, tra i quali John
Warre Tyndale, il paese di Terranova appariva così: Le case, nessuna
delle quali si presenta decente o pulita, sono per lo più fatte di
granito ed imbiancate, quasi ad offrire un contrasto maggiore con la
sporcizia generale ed il sudiciume che sta all’interno e attorno ad
esse.
Il processo demografico sì invertì solo nella seconda metà dell'800: la
città che nel 1799 contava appena 2000 abitanti, viene rinominata, con
regio decreto nel 1862, in "Terranova Pausania".
Furono determinanti la riqualificazione del porto di Terranova (nel
1870, a cui contribuirono anche i comuni della Gallura) e l'arrivo
della ferrovia (la linea Cagliari-Chilivani-Terranova venne inaugurata
nel 1881, cui si aggiunse il prolungamento a Golfo Aranci), che
portarono alla rinascita urbana del centro, che allora contava circa
3000 abitanti, in prevalenza pescatori (con una nutrita comunità di
origine ponzese) e contadini. Tuttavia, le difficoltà dovute
all'interramento della canaletta di accesso al golfo di Olbia, spinsero
il generale La Marmora a proporre l'idea di costruire un nuovo porto
presso Capo Figari, con la fondazione di un nuovo nucleo abitato
chiamato "Olbia Nova". Nel 1880 il servizio regolare di linea
(passeggeri e postale) per Civitavecchia mediante piroscafi venne
spostato da Terranova alla vicina Figari (oggi Golfo Aranci),
prolungandovi la ferrovia, lasciando alla prima il solo traffico merci
e militare. Solo nel 1920, a seguito di una insurrezione popolare e
delle incessanti battaglie parlamentari dell'on. Giacomo Pala, in
seguito conosciuto come onorevole Terranova venne riattivato il
servizio a Terranova, il che diede un impulso maggiore alla rinascita
economica, commerciale e demografica del centro che era iniziata dagli
ultimi anni del secolo precedente, mentre, a seguito dei lavori di
ampliamento e banchinamento del porto, nel 1930 venne inaugurata la
Stazione Marittima.
Durante il ventennio
Nel corso del periodo fascista nel 1939 viene ripristinato l'antico
nome romano (Olbia), le viene inoltre aggregata la frazione di San
Pantaleo staccata dal disciolto comune di Nuchis e vengono realizzati
regolari collegamenti aerei con la penisola a mezzo di idrovolanti. Il
14 maggio 1943 Olbia viene duramente bombardata dagli alleati, almeno
22 persone muoiono sotto le macerie del municipo e del centro. Insieme
a Cagliari la città paga un alto tributo di sangue alla seconda guerra
mondiale.
Periodo contemporaneo Piazza Margherita
Bonificato il territorio e debellata la presenza della malaria, nel
corso della seconda metà del XX secolo e in particolare dagli anni
sessanta la città cresce economicamente e demograficamente sotto la
spinta della scoperta turistica della costa nord orientale della
Sardegna (Costa Smeralda, Arcipelago della Maddalena, Santa Teresa),
della quale diviene il principale riferimento e centro di servizi.
La città passa dai 14700 abitanti del 1951 ai 45400 del 2001, con un
incremento senza eguali tra le realtà urbane dell'isola. Primo porto
passeggeri in Italia, nel 1974 viene realizzato il nuovo aeroporto
"Costa Smeralda" che sostituisce il precedente scalo di "Venafiorita".
L'aeroporto internazionale Olbia-Costa Smeralda , forte di un
consolidato flusso turistico, è, con i suoi 1.765.507 passeggeri, il
secondo aeroporto della Sardegna per traffico complessivo ed il primo
per traffico internazionale, grazie anche alle compagnie low-cost che
collegano la città con il nord europa (Londra, Berlino, Colonia,
Hannover, Stoccarda, Monaco e Zurigo). È il 16° scalo italiano per
numero di passeggeri (dati 2006).
Olbia è sede di un corso di laurea (gemmato dall'Università di Sassari
con corso di laurea della Facoltà di Economia in "Economia e imprese
del turismo" presso l'Aeroporto Olbia - Costa Smeralda), scuole
superiori, Ospedali Civili ( Nosocomio "San Giovanni di Dio" in zona
Ospedale e nosocomio "Giovanni Paolo II" in località Maltana ), sede
locale dell'Agenzia delle Entrate, sede staccata del Tribunale di
Tempio Pausania, Azienda Sanitaria Locale (ASL) n. 2 di Olbia (che
accorpa dal 1996 le precedenti ASL n. 3 di Tempio e n. 4 di Olbia e con
competenza estesa all'intera provincia), Capitaneria di Porto, Autorità
del Porto di Olbia-Golfo Aranci, Area Marina Protetta di Tavolara-Capo
Coda Cavallo (comprendente territori situati nei comuni di Olbia, Loiri
Porto San Paolo e San Teodoro), nonché sede degli uffici previdenziali
(INPS - che dal 15\11\2007 ha attivato la Direzione Provinciale) e del
Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
Dal 2005 vi è insediata la sede provvisoria della Provincia di
Olbia-Tempio ( dapprima nella sede della Comunità Montana "Riviera di
Gallura" in via Nanni, ora nella nuova sede, sempre in via Nanni ), in
cui attualmente ha sede la presidenza e dove si riuniscono la Giunta e
il Consiglio dell'Ente.
Il 31 agosto 2006 con Delibera Statutaria del Consiglio Provinciale a
Olbia, è stata deliberata la scelta del capoluogo. Olbia e Tempio
Pausania saranno i capoluoghi della Provincia di Olbia-Tempio, la cui
sede legale e degli organi della Giunta Provinciale avranno sede nella
città di Olbia mentre la Presidenza e il Consiglio Provinciale si,
dovrebbero, alternare con la sede di Tempio Pausania. Gli organi della
Provincia opereranno comunque con i propri organismi consiliari ed
articolazioni presso la sede di Olbia.
A proposito di organi amministrativi importante il riconoscimento
dell'EURISPES per Olbia. Infatti il comune di Olbia è stato votato nel
2006 come "comune d'eccellenza del sistema amministrativo italiano" per
capacità amministrativa e gestionale.
Lingua e dialetti
La lingua più parlata in città è l'Italiano. Accanto ad esso, la città
rappresenta una vera e propria isola dialettale logudorese, seppure con
caratteristiche del tutto locali, in Gallura: infatti il logudorese
locale, l'olbiese, vanta ad Olbia numerosi parlanti. In particolare, si
presenta un continuo contatto tra il dialetto logudorese locale
(terranoesu) e il dialetto gallurese, tanto che, negli anni, vi è stata
una forte influenza del lessico gallurese su quello terranovese ("sa
copulada" in olbiese, "la cuppulata" in gallurese, "su tostoine" in
logudorese; italiano "la tartaruga". "Su colzu" in olbiese, "lu colciu"
in gallurese, "siscuru" in logudorese; italiano "poverino" etc).
Oltretutto le varie comunità di cittadini provenienti da altre parti
della Sardegna, in particolar modo quelle buddusuine e bittesi,
mantengono, sopratutto al livello familiare, l'uso del loro dialetto.
Secondo recenti stime, il 62% degli abitanti di Olbia parla una
variante locale, e tra questi il 44,6% afferma di avere una competenza
attiva del sardo, mentre la competenza attiva del gallurese si riduce
al 39%. Molte famiglie olbiesi, tuttavia, hanno una competenza attiva
sia del dialetto logudorese-olbiese sia del dialetto gallurese: parlano
logudorese-terranovese in città, gallurese con gli altri abitati della
Gallura.[senza fonte] Nonostante questa notevole ricchezza linguistica,
a differenza di altre aree della Sardegna più isolate,le quali hanno
mantenuto l'uso del sardo utilizzato in ogni ambito della vita
quotidiana, Olbia vanta un'apertura con il continente e con tutto il
resto del mondo decisamente superiore, cosicché, nel bene e nel male, i
suoi abitanti, specialmente le nuove generazioni, utilizzano sempre
meno le lingue locali, concentrandosi nell'uso della lingua italiana e
nel perfezionamento delle principali lingue straniere, soprattutto
dell'inglese. ciò nonostante l'apertura culturale della città ha fatto
si che provvidesse all'apertura di uno sportello "linguistico "
("uffitziu de sa limba sarda"), che permette di rafforzare la
conoscenza e la diffusione delle parlate locali anche tra le giovani
generazioni esplicitamente interessate al recupero della lingua locale,
la cui scomparsa sarebbe una sconfitta culturale irrimediabile. Questo
tipo di uffici, finanziati dalla legge 482/99 sulla tutela della
minoranze linguistiche,rappresentano attualmente una importante realtà
sulla valorizzazione della lingua sarda sia nelle sue variante locali,
sia nella variante ufficiale LSC(Limba sarda Comuna). Essi mirano ad un
uso sempre maggiore della lingua sarda nella vita pubblica, nei
mass-media,nella vita familiare, ma sopratutto nella scuola,dove
oltretutto in altre zone della Sardegna è già stata avviata anche la
sperimentazione dell'insegnamento come lingua veicolare.Riguardo a
quale sia la causa dell'uso del logudorese in città, è molto probabile
che, poiché durante il XVI e XVII secolo essa si trovava in stato di
semi-abbandono a causa delle pestilenze che infestavano le zone
costiere, l'isolamento dal resto della Gallura, dove andavano
stanziandosi numerosissime famiglie provenienti dalla vicina Corsica,
favorì il mantenimento del logudorese, che si è protratto fino ai
nostri giorni.
Amministrazione comunale
Sindaco: Giovanni Maria Enric Giovannelli (FI) dal 29/05/2007 (1º
mandato)
Centralino del comune: 0789 52000
Posta elettronica: presidente@comune.olbia.ss.it
Alle elezioni del 27 e 28 maggio 2007 Gianni Giovannelli è stato eletto
Sindaco della città. Le elezioni hanno visto la netta affermazione del
centrodestra con oltre il 67% dei voti. Succede a Settimo Nizzi, che ha
guidato un'amministrazione di centrodestra per circa dieci anni.
I porti
turistici
I principali porti turistici nel comune di Olbia sono: Olbia, Porto
Rotondo, Portisco.
Trasporto marittimo
Navi traghetto al porto commerciale Isola Bianca
Grazie alla sua posizione geografica che ne fa uno dei punti più vicini
alla penisola, Olbia costituisce il principale punto di collegamento
con il continente italiano dal quale dista meno di 300 km. Tale
distanza viene coperta dai moderni traghetti veloci in circa cinque ore
ed il suo porto passeggeri, chiamato ("Olbia-Isola Bianca"), negli
ultimi 30 anni è cresciuto tanto da far diventare lo scalo gallurese il
primo (Fonte) porto passeggeri in Italia. Il porto è collegato alla
rete viaria extraurbana con un tunnel e strade sopraelevate.
Il porto collega Olbia con:
* Civitavecchia con le compagnie Snav e
Tirrenia (tutto l'anno), Moby Lines (primavera - estate).
* Genova con Tirrenia (tutto l'anno),
Moby Lines e Grandi Navi Veloci (primavera - estate).
* Livorno e Piombino con la Moby Lines.
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Trasporto
aereo
L'aeroporto di Olbia
Anche il suo aeroporto, chiamato ("Olbia-Costa Smeralda"), recentemente
ampliato e riammodernato, è considerato (Fonte Enac) uno dei più
importanti e all'avanguardia del Paese. La sua torre di controllo è la
terza in Italia per modernità, grandezza e tecnologia. L'aeroporto di
Olbia è collegato con le città di Bari, Bologna, Cagliari, Catania,
Firenze, Genova, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino, Venezia e
Verona dalle compagnie Meridiana (con sede Olbia), Alpi Eagles, Easyjet
e Airvallee. Oltre ai collegamenti nazionali vi sono quelli
internazionali: la compagnia TUIfly collega Olbia tutto l'anno con
Amburgo, Berlino, Colonia, Düsseldorf, Francoforte, Hannover,
Stoccarda, la compagnia Easyjet collega Londra, Milano Berlino, Basilea
e Ginevra. La compagnia Meridiana effettua voli verso Parigi e, in
estate, verso Londra. A questi si aggiungono altri voli per le
principali capitali e località europee.
Trasporto ferroviario e
stradale
Olbia è collegata con Golfo Aranci e Cagliari dalla Ferrovia
Cagliari-Golfo Aranci Marittima, è inoltre possibile raggiungere
Sassari e Porto Torres attraverso la diramazione che parte da Chilivani.
La strada Statale 131 dcn (4 corsie) la collega a Nuoro e a Cagliari
via Abbasanta, mentre le strade statali per Sassari (SS199/SS597 E840),
Tempio Pausania (SS127) e Palau passando per Arzachena (SS125 Orientale
Sarda), tutte a una sola corsia per senso di marcia, collegano la città
con il resto della Gallura e del Nord Sardegna.
Distanze stradali
* Alghero — 136 km
* Cagliari — 263 km
* Carbonia — 287 km
* Iglesias — 273 km
* Lanusei — 186 km
* Nuoro — 101 km
* Oristano — 171 km
* Porto Torres — 119 km
* Sanluri — 220 km
* Sassari — 102 km
* Tempio Pausania — 44 km
* Tortolì/Arbatax — 168 km
* Villacidro — 230 km
Altri Trasporti
Il trasporto pubblico cittadino e i collegamenti con le frazioni sono
assicurati dall'ASPO (azienda dei servizi pubblici di Olbia), mentre i
collegamenti automobilistici, con gli altri centri del territorio sono
effettuati dall'ARST (azienda regionale sarda trasporti). Altri
operatori privati operano con linee in concessione.
Economia
Oggi Olbia è il principale centro economico della Gallura e del
nord-est della Sardegna (la mitilicultura, centri commerciali (Auchan e
Terranova), industrie alimentari (A's Do Mar, anche se precedentemente
si produceva tonno in scatola a marchio Palmera, rilevato dal Bolton
Group e ora prodotto a Cermenate), del granito, settore nautico e sede
delle aziende più importanti, come la compagnia aerea Meridiana, è
situata a meno di 30 km dalla Costa Smeralda, zona turistica conosciuta
in tutto il mondo, della quale è il principale centro di servizi.
Feste ed eventi
La festa del santo patrono di Olbia e della gallura, San Simplicio, si
celebra il 15 maggio, seguendo il tipico programma delle feste paesane.
Alle celebrazioni religiose che iniziano nove giorni prima, si
affiancano varie iniziative culturali, sportive, e intrattenimenti
profani(quali concerti, fuochi d'artificio e giostre). In questa
occasione viene anche offerto un assaggio gratuito del principale
prodotto ittico: i mitili.
A cavallo della festa del santo patrono San Simplicio, va in scena
anche l'evento automobilistico più importante d'Italia dopo la Formula
1, il WRC Rally d'Italia Sardegna, sesta prova del Campionato del mondo
rally che si disputerà sugli sterrati del centro-nord della Sardegna
dal 15 al 18 maggio.
Nel mese di luglio viene organizzato sull'isola di Tavolara il festival
cinematografico "Una notte in Italia" che vede la presenza di attori e
registi di primo piano del cinema italiano.
PREISTORIA:
* Complesso nuragico Riu Mulinu a Cabu
Abbas;
* Nuraghe Putzolu, nella omonima
località, detto anche lu naracu;
* Villaggio nuragico Belveghile, sul
prolungamento della sopraelevata nord in direzione Arzachena;
* Nuraghe Mannazzu o Mannacciu, sulla
statale 127 in località maltana;
* Nuraghe Siana o Zucchitta, nelle
vicinanze della stazione ferroviaria di Enas;
* Nuraghe Sa prescione 'e Siana, su una
altura che domina la piana di Olbia, vi si accede dalla strada vicinale
di aratena;
* Pozzo sacro di Sa Testa, risalente al
periodo compreso tra l'VIII e il VI secolo a.C., strada per Golfo
Aranci;
* Tomba di Giganti di Su Monte 'e s'Ape,
sepoltura megalitica collettiva ad alleè couvert originaria dell'età
del bronzo antico (1600 a.C.) ma rimaneggiate in periodo nuragico,
mancante della stele centrale, lungo la strada per Loiri
MONUMENTI PUNICI:
* Resti delle mura puniche in via Torino
ed in via Acquedotto, quest'ultime visibili attraverso due piramidi di
vetro nella piazzetta di un complesso residenziale;
* Resti di un isolato punico in via
Nanni e dell'acquedotto romano (I secolo);
MONUMENTI ROMANI:
* Resti dell'Acquedotto Romano in
località Tilibbas, edificato tra il I e il II secolo per trasportare,
su un percorso di 7 km circa, l'acqua delle sorgenti sulla montagna di
Cabu Abbas alle terme della città antica;
* Resti della villa rurale romana di
s'Imbalconadu, risalente al 150 a.C. circa nell'età repubblicana, lungo
la strada per Loiri dopo il rio Oddone;
* Parco di villa Tamponi.
* Foro romano vicino al Municipio.
* Resti dell'acquedotto romano vicino al
vecchio ospedale.
MEDIOEVO:
* Basilica di San Simplicio, realizzata
tra l'XI e il XII secolo, monumento di maggior pregio della Gallura, al
di fuori delle mura urbane, notevole testimonianza dell'architettura
romanico-pisana e interamente realizzata in blocchi di granito da
mestranze toscane e lombarde, è stata , sino al 1621, la cattedrale
della diocesi di Civita; l'edificio di culto era originariamente
circondato da un'ampia necropoli, utilizzata fin dal periodo punico IV
secolo a.C.;
* Castello di Sa Paulazza,
fortificazione del periodo bizantino sita in regione monte a Telti,
sulla statale 127 a circa 5 km dal centro abitato;
* Castello medioevale di Pedres,
fortilizio di cui si hanno notizie tra il 1296 ed il 1388 realizzato
probabilmente da maestranze pisane, un tempo costituito da due piazzali
cinti da mura turrite, lungo la strada per Loiri;
* Chiesa di San Paolo Apostolo,
probabilmente risalente all'epoca bassomedievale ma pesantemente
rimaneggiata nel XVIII secolo (un'epigrafe all'interno riporta l'anno
1747), nella parte più alta del centro storico della città, sorta sui
resti di quella che forse era l'antica cappella palatina del palazzo
dei Giudici di Gallura e precedentemente su un tempio di epoca punica e
romana forse dedicato alla divinità Melqart-Ercole; La cupola
maiolicata risale alla metà del XX secolo;
MONUMENTI MODERNI:
* Villa Tamponi, edificata nel 1870 in
forme neoclassiche con parco circostante;
Olbia, Museo
archelogico nazionale
* Complesso dello "Scolastico" (scuole
elementari) in Corso Umberto, realizzato nel 1911, nel quale avrà sede
il nuovo municipio di Olbia;
* Municipio, risalente all'inizio del XX
secolo in forme liberty e neogotiche;
CONTEMPORANEI:
* Uffici ITAV e Caserma dei Vigili del
Fuoco presso l'aeroporto di Olbia (1974), dell'arch. Francesco Cellini;
* Chiesa della Sacra Famiglia,
dell'arch. Vico Mossa;
* Teatro sul Golfo di Olbia, progettato
dall'arch. Giovanni Michelucci con Quart Progetti e sua ultima opera
(1990);
* Centro Commerciale Terranova,
progettato dall'arch. Aldo Rossi;
* Museo Archeologico Nazionale ("Museo
del Mare"), progettato dall'arch. Giovanni Maciocco;
* Complesso commerciale e residenziale
"Agorà" in viale Aldo Moro, progettato dall'arch. Dante Benini
(1995-2000);
* Ampliamento dell'aeroporto Costa
Smeralda (2004), progettato dall'arch. Willem Brouwer con la consulenza
grafica del Bureau Mijksenaar.
Principali luoghi di ritrovo pubblici
* Parco Fausto Noce: con i suoi 18
ettari è il parco urbano più grande della Sardegna. Classificatosi nel
2005 come secondo miglior progetto per il verde in Italia.
* Corso Umberto I, la via storica dello
shopping cittadino.
Centro Storico
* Centro storico.
* Corso Vittorio Emanuele, con varie
piazze, zone verdi, alcuni bar.
* Viale isola bianca, con zone verdi e
passeggiata.
* Porto turistico.
* Viale Aldo Moro, la moderna via dello
shopping.
* Cinema teatro Olbia con due sale
cinematografiche.
* il nuovo teatro sul golfo, ultima
opera dell'arch. Giovanni Michelucci.
* Parco di zona Bandinu.
* Museo archeologico nazionale.
* Viale Principe Umberto.
* Il nuovo lungomare.
* Il bowling con 8 piste, sala giochi e
bar.
Parrocchie
NELLA CITTÁ DI OLBIA:
CHIESE STORICHE
* Basilica di S.Simplicio,
* Chiesa di S.Paolo,
CHIESE CAMPESTRI
* San Vittore,
* Nostra Signora di Cabu Abbas,
* Santa Lucia,
* Spirito Santo,
* Sant'Angelo,
* Santa Mariedda.
CHIESE MODERNE.
* Sacra Famiglia,
* La Madonna de la Salette,
* S.Antonio.
* Chiesa di Poltu Cuadu
Date da ricordare
Nel mese di agosto del 1989, in un violento rogo, sviluppatosi nella
frazione di San Pantaleo, morirono 13 persone.
Nel mese di agosto 1993 sempre per un altro incendio, 3 persone persero
la vita nella localita di "Sos Aranzos" a pochi chilometri da Golfo
Aranci
Evoluzione demografica
In base ai dati del censimento 2001 nel Comune di Olbia sono stati
rilevati 45.366 abitanti residenti, dei quali 37.694 abitanti (pari
all'83%) nella città di Olbia. Le rimanenti località abitate del
territorio comunale sono San Pantaleo con 680 abitanti, Berchiddeddu
con 500, Pittulongu con 446, Murta Maria con 419, Rudalza con 364,
Porto Rotondo con 337, Porto Istana con 150, e Li Cuncheddi con 49
abitanti, mentre la restante popolazione sparsa ammonta a 4.727 unità
(di cui 2.627 nell'intorno di Olbia).
Frazioni
Rudalza è un piccolo centro abitato di 700 abitanti situato nella costa
Nord-orientale della Sardegna. Frazione del comune di Olbia sotto il
nome di Rudalza-Porto Rotondo.
Si estende tra la parte occidentale del golfo di Cugnana e il golfo di
Marinella.
Punto di passaggio lungo la via per il centro turistico di Porto
Rotondo, il luogo è caratterizzato dalla mancanza di un vero e proprio
centro, ma è dotato di scuole elementari, una chiesa, un supermercato,
un'edicola, un distributore di benzina e diversi bar e ristoranti.
Rudalza è raggiungibile anche con ala ferrovia, sulla linea Olbia -
Golfo Aranci. Il piccolo centro gode di una posizione vicino al mare,
in campagna, a 3 Km dalla località turistica di Porto Rotondo, a 9
dalla città di Olbia e altrettanti dal paese di Golfo Aranci.
Altre frazioni di Olbia sono San Pantaleo, paesino incastonato tra le
rocce di granito e vicinissimo alla Costa Smeralda, Berchiddeddu, Murta
Maria, Pittulongu, tutte di notevole interesse e sviluppo turistico.
Appartengono altresì al comune di Olbia: l'isola di Tavolara e l'isola
di Molara.
Zone
I nomi delle principali zone di Olbia:
* San Nicola;
* Zona Bandinu;
* Ospedale;
* Sa Minda Noa;
* Poltu Quadu;
* Gregorio;
* Centro Storico;
* Zona Baratta;
* Putzolu;
* Santa Mariedda;
* Maltana;
* Le Saline;
* Osseddu;
* Santa lucia;
* Sacra Famiglia;
* Sa Marinedda;
* Isticadeddu;
* Tilibbas;
* Tannaule (Nuovo ospedale);
* Olbia 2;
* Pinnacula;
Spiagge
principali
SPIAGGE A NORD DI OLBIA:
PORTO ROTONDO, CUGNANA E PORTISCO
* Cugnana
* Rena Bianca
* Razza de Juncu(condivisa con Arzachena)
* Spiaggia dei Sassi
* Spiaggia delle Alghe
* Spiaggia Ira
* Marinella(condivisa con Golfaranci)
NELLA FRAZIONE DI PITTULONGU
* Bados,
* Mare e Rocce,
* Pellicano,
* Lo Squalo,
* La Playa
SPIAGGE A SUD DI OLBIA:
* Lido del sole,
* Le saline,
* Marina Maria,
* Bunte,
* Porto Istana,
* Li Cuncheddi.
* Capo Ceraso
* Spalmatore di terra(isola di Tavolara)
Luoghi di pregio
naturalistico e specialità
* Parco fluviale del Padrongianus
* Area semi lagunare del golfo interno,
ove vengono raccolte nelle apposite aree in concessione (stabulari) le
pregiate cozze locali
* Area marina protetta di Tavolara-punta
Capo Coda Cavallo(condivisa con Porto San Paolo e San Teodoro)
* Monte Pinu(condiviso con altri comuni
limitrofi)
* Monte Plebi(condiviso con Arzachena)
* Monte Cugnana
Personalità legate ad
Olbia
* Astro Mari (Olbia 23/01/1911, Roma
22/08/1988), paroliere Olbiese autore di famose canzoni come: Bruna
isolana, Il Valzer della fortuna, Piccola Santa, cantate da artisti
come Claudio Villa, Nilla Pizzi, Luciano Tajoli, Natalino Otto;
* Luigi Marielli, (Olbia, 1958) è il
chitarrista del gruppo dei Tazenda.
* Francesco De Rosa (1854, 1938)
Insegnante, studioso di tradizioni popolari, autore di testi come:
Tradizioni popolari di Gallura (1899), I poeti terranovesi (1901), Uso
dei nuraghi (1909);
* Giovanni Maciocco (1947) è un
architetto e ingegnere italiano. Si laurea in Ingegneria a Pisa (1970)
e in Architettura a Firenze (1974). Ha insegnato presso l’Università di
Pisa, il Politecnico di Bari, l’Università degli studi di Cagliari e
l'Università degli Studi di Sassari, dove attualmente è docente
ordinario di Pianificazione Territoriale. È preside della Facoltà di
Architettura di Alghero - Università degli studi di Sassari - presso la
quale dirige il Dipartimento di Architettura e Pianificazione. I
progetti di Giovanni Maciocco sono stati pubblicati in diversi volumi e
presentati in esposizioni di carattere sia nazionale che
internazionale, tra cui: - VI Biennale Internazionale di Architettura
di Venezia. “L’Architetto come sismografo. Sensori del futuro” -
Cinquantenario del CIAM. Congresso internazionale di architettura
moderna. - 50 New Italian Architecture. Two generations face to face.
Mostra itinerante. Graz - Praha - Berlin - Rotterdam - Barcelona - New
York - Paris;
* Dionigi Panedda (1916, 1989), nacque a
Bitti ma trascorse buona parte della sua vita ad Olbia. Insegnante,
studioso di storia e archeologia, ha pubblicato numerosi libri sulla
storia di Olbia e della Gallura, i più importanti: Olbia nel periodo
punico e romano; l'agro di Olbia nel periodo preistorico, punico e
romano; Olbia attraverso i secoli; Il giudicato di Gallura: curatorie e
centri abitati;
* Giuseppe Sotgiu (1902, 1980) avvocato,
giurista, presidente della Provincia di Roma e quindi sindaco di Olbia,
nel 1946 fu candidato alla costituente;
* Simone Maludrottu (1978), pugile,
Campione Europeo dei pesi gallo dal 2004 (EBU Federation), ha finora
difeso il titolo 8 volte. Il 10 gennaio 2008 a Osaka (Giappone), ha
perduto con onore la sfida mondiale (WBC Federation) contro il
giapponese Hozumi Hasegawa;
* Gustavo Giagnoni (1933) Calciatore di
buon livello negli anni 50 e 60, milita nell'Olbia, Reggiana e Mantova,
diviene allenatore di club prestigiosi come Torino (che porta ad un
passo dallo scudetto nella stagione 1971-1972), Roma, Bologna, AC Milan
e Cagliari;
* Piero Livi (1925) Regista
cinematografico, autore di film come Pelle di bandito (1969), Dove
volano i corvi d'argento (1977), Sos laribiancos, (2001) e Maria si,
(2005);
* Andrea Degortes, detto Aceto (1943) è
un ex fantino italiano vincitore, numerose volte, del palio di Siena
* Gian Piero Scanu, (1953) Più volte
sindaco di Olbia, Deputato e Sottosegretario nel Governo Prodi dal 2006
al 2008
* Battista Bardanzellu (1885, 1956),
politico e partigiano antifascista
* Mario Cervo (1929, 1997) Produttore
discografico e dirigente sportivo.
* Luigi Datome (1987),Cestista Italiano
nato a Belluno ma cresciuto ad Olbia.Attualmente milita nella
Lottomatica Roma ed ha preso parte al Raduno Azzuro nel 2007.