etzu è un piccolo borgo situato lungo le pendici della Giara di
Gesturi. La regione comprende sia il pendio e l'altopiano della Giara
che le morbide colline della Marmilla. La presenza di torri nuragiche e
domus de janas testimoniano che il territorio fu abitato sin
dall'antichità. Il centro ha conservato il suo impianto urbanistico
tradizionale con le case in pietra ingentilite dal porticato interno
detto "lolla". L'edicio più importante è la chiesa parrocchiale di San
Leonardo Confessore.
Setzu, museo geobotanico della MarmillaSetzu, i cavallini della
giaraSetzu, scorcio della campagnaSetzu, chiesa di San CristoforoSetzu,
pascolo nelle campagne
Abitanti: 166
Superficie: kmq 7.74
Municipio: via Chiesa, 6 - tel. 070 9364012
Il centro abitato di Setzu ha una forma polilobata sviluppatasi
seguendo le diramazioni viarie di connessione con i centri vicini. La
casa è quella tipica dell’economia contadina con il portale d’ingresso
sul cortile e di fronte l’abitazione con la “lolla”. Setzu partecipa
per 244 ettari del territorio della Giara, cui fa da cornice insieme a
molti altri piccoli abitati poco distanziati, con una tipologia poco
frequente nell’isola. Lunghe camminate sulle pendici e l’altipiano
della Giara offrono stupendi scorci di bosco dove spuntano fiori
pregiati e si possono raccogliere ottimi funghi come pleurotus e
prataioli. Una sorgente perenne di acqua potabile è sa “Mitza Santa
Vittoria”. La zona fu abitata sin dall’antichità, come dimostrano i
resti delle torri nuragiche. La frequentazione continuò anche in
periodo fenicio-punico e sicuramente in epoca medioevale. Durante il
Medioevo, Setzu fece parte del giudicato d’Arborea. Dopo la resa del
marchese di Oristano Leonardo Cubello e la caduta del giudicato
d’Arborea (1410) l’abitato di Setzu passò agli Aragonesi che lo
infeudarono ai Carroz, conti di Quirra unitamente alle altre ville
comprese nella Incontrada di Marmilla. Nel 1603, con i nuovi feudatari,
i Centelles, la contea di Quirra venne alzata al rango di marchesato,
dai Centelles passò poi agli Osorio. Archeologia e arte All’età
prenuragica forse al Neolitico recente risalgono le domus de janas di
“Domu ‘e S’Orcu” e “Grutta sa Perda” individuate da G. Lilliu nel
territorio di Setzu. Sono noti, inoltre, diversi nuraghi monotorre.
L’area circostante ad alcuni di questi nuraghi fu occupata da
insediamenti romani. Presso Nuraxi ‘e Setzu abbiamo un altro abitato
romano di età imperiale da cui proviene vasellame fino da mensa di
produzione nord-africana.
Anche intorno al nuraghe “S’Uraxi” si sviluppò un piccolo insediamento
romano, di cui restano abbondanti ceramiche. Sono segnalate tombe
romane non lungi dal nuraghe Forru de sa Teula. Nella località “Bingia
Mulinu”, si è scoperto in passato un sarcofago ricavato in un blocco di
arenaria e dotato di copertura a lastroni. Una riutilizzazione della
domus de janas di Domu ‘e S’Orcu è, infine, documentata dal
rinvenimento di parecchie ceramiche romane all’interno della tomba. La
chiesa parrocchiale di S. Leonardo Confessore è un edificio seicentesco
a croce latina con unica navata voltata a botte e annessa sagrestia.
Tradizioni popolari In primavera si tiene la celebrazione del Patrono
S. Leonardo, ma la manifestazione principale è la sagra di S. Ignazio
da Laconi, celebrata il 29, 30, 31 agosto, con una serie di
festeggiamenti che durano tre giorni. S’inizia con la questua, casa per
casa, in corteo, con contorno di balli e canti e quindi si mettono
insieme le offerte ricevute (vino, pane, carne, dolci, ecc.) che
vengono benedette dal parroco e poi messe a disposizione dei
partecipanti alla festa e dei turisti: è una consuetudine che si ripete
da parecchi secoli e di particolare interesse per tutte le zone. Da non
dimenticare la Festa dell’Emigrato (fine agosto-inizio settembre). La
gastronomia locale è rinomata per lumache, funghi, formaggi e carni.