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Las Plassas

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Las Plassas
Scritto da MARALB   
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Las Plassas





Las Plassas




panorama


S
i estende su una superficie di 11,14 kmq. E’ situata sulla strada provinciale 125 a 3km da Barumini ad un’altitudine di 148 m sul livello del mare.

E’ un piccolo centro contadino di circa 250 abitanti, appartenente un tempo a una Curatoria del Giudicato di Arborea. Successivamente gli Aragonesi ne fecero sede di Baronia affidata alla famiglia Zapata che dominò quelle terre dall’alto di un castello, oggi quasi completamente distrutto.

L’attenzione del visitatore è colpita dalla collina che sovrasta il paese, solitario nella pianura, con le rovine dell’antico castello che si stagliano verso il cielo. Sono le spoglie di un’antica fortezza che si pensa sia stata costruita su un antico nuraghe, al pari di "Su Nuraxi", più conosciuto per la sua fama.

IL castello risale al periodo giudicale e fu eretto su ordine di Eleonora d’Arborea, per avere la dominazione dell’intera valle che si estende dal Campidano di Cagliari a quello di Oristano.


ruderi



Oggi il castello è importante come testimonianza storica, ed è diventato un’attrazione turistico – culturale, insieme al museo storico - etnografico, che ripercorre le vicende storiche del paese e si sofferma sulle attività economiche prevalenti attuali: la pastorizia e l’agricoltura.

L’amministrazione comunale sta attuando diverse opere per il recupero e la valorizzazione della collina e del Castello.

L’estrema piccolezza del paese non ha impedito che si siano sviluppate numerose espressioni artistiche e artigianali, come la lavorazione della pietra e la costituzione di gruppi musicali di vecchia data, tutte persone che hanno imparato da sole ad esprimersi attraverso l’arte.

Il colle che si erge solitario nella vallata ai piedi della Giara, con la sua forma perfettamente conica, le sue pendici lisce e i ruderi del vecchio maniero che si stagliano contro il cielo, ha da sempre stimolato la fantasia degli uomini che vivevano alla sua ombra, e non di rado trascorrevano una vita fatta di stenti e di duro lavoro. Questo ha fatto sì che intorno al colle e al castello fiorissero delle leggende quasi come un ricordo di antichi splendori.

 
    
castello

 

Si narra che in questa florida vallata vivesse un nobile, proprietario di tutti i terreni che ogni anno venivano coltivati a grano. Il raccolto era così abbondante che quando veniva trebbiato dovevano scendere tutti i cavalli della Giara per calpestarlo con i loro zoccoli, e liberarlo dalla paglia.

Quando poi soffiava il maestrale tutti gli abitanti del paese erano impegnati nella ventilazione, fino a quando si formava un enorme mucchio di grano dorato che sembrava arrivare fino al cielo.

La paglia, trasportata dal vento, poi si raccoglieva quasi come per magia in un'ordinata biga a fianco del grano, dove restava a disposizione per il nutrimento degli animali del nobile signore.

Accadeva però che questo signore fosse molto egoista e chi lavorava per lui veniva pagato una miseria, giusto un po’ di pane e cipolle per il vitto quotidiano.

Un giorno un povero uomo che aveva una numerosa famiglia, prese il coraggio a due mani e andò a chiedergli l’elemosina:    - "Signore, potresti darmi un po’ di quel grano color d’oro, i miei figli hanno tanta fame e tu ne hai così tanto che neanche te n'accorgerai. Il cielo te ne renderà merito."

Il signore lo guardò altero e rispose sprezzante: -"Ma quando mai darei un solo grano di questa meraviglia a te! Vattene! Porta via i tuoi stracci!".


interno



Il povero tristemente si voltò e uscì, camminando lentamente come se non potesse più sopportare il peso della sua miseria. Ma fra sé diceva:   "Possa quel mucchio grano diventare duro come il tuo cuore di pietra!".

L’indomani tutti poterono vedere che l’enorme mucchio di grano si era trasformato in un colle di terra dura e arida, com'è il cuore delle persone egoiste e avide.

Questa è, secondo la leggenda, l’origine del colle su cui sorge il castello, invece la paglia sarebbe un’altra collina che si allunga verso Tuili e che ha la forma di una biga perfetta.

I patroni di Las Plassas sono Santa Maria Maddalena e San Sebastiano per il quale è tradizione ogni 19 gennaio accendere il falò benedetto e in ricordo del santo martire, nella domenica successiva, si distribuiscono in tutte le case delle arance, accompagnate da un folclorico suono della fisarmonica che accende un clima festoso nel tranquillo paese.

I riti per Santa Maria Maddalena si celebrano nell'antica parrocchiale, costruita nella seconda metà del XVIII secolo, che oggi si trova in campagna ( a causa dello spostamento dell'abitato), nei pressi dei ruderi del castello.

Il culto per Santa Maria di Monserrato è legato ad una statua di Nostra Signora de Morenita, rinvenuta nel monte Montserrat, in Catalogna, nell'anno 883. Il simulacro è conservato nell'omonimo monastero Benedettino che sorge nella stessa montagna. A Las Plassas si festeggia per due giorni, nella chiesa campestre di Santa Maria.


chiesa


Le chiese

Volgendo lo sguardo al centro dell’abitato, suscitano un certo interesse storico-artistico due chiese solitarie, situate in due poli opposti alla periferia del borgo. Ai piedi del castello sorge la chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena, la sua edificazione risale al 1669, però, la pianta a croce greca modificata successivamente a croce latina, ne fa intravedere un’origine più antica. Con una cupola ottagonale bella e slanciata e ai lati due ampi capelloni, la chiesa non può naturalmente nascondere un certo gusto rinascimentale. Attualmente non è stata ancora riaperta al culto poiché gli innumerevoli lavori di ristrutturazione non sono stati ultimati.


Chiesa di Santa Maria Maddalena

Sul versante opposto al paese invece, si trova la piccola chiesetta di Santa Maria, dislocata proprio dove in origine si stanziò l’abitato, detto Croxiu. La chiesa è molto particolare poiché al suo interno si trova un pozzo nuragico che testimonia l’antica pratica del culto delle acque.
 
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fonte: http://web.tiscali.it/las_plassas/







 

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