ituato al centro del sistema collinare della Marmilla, che si affaccia
e domina i campidani di Cagliari e Oristano, Villanovaforru è un
paesino di circa 700 abitanti, distante una cinquantina di chilometri
da Cagliari. Ha una altimetria di 324 metri s.l.m. ed una superficie
comunale di 10,97 Kmq. Sino a qualche decennio fa era quasi del tutto
sconosciuto, un piccolo centro agricolo, che spesso non figurava
nemmeno nelle carte geografiche. D'altra parte era tagliato fuori dalle
principali vie di comunicazione. Oggi Villanovaforru è conosciuto in
tutte le parti del mondo, ed è diventato un punto di riferimento
culturale e turistico di importanza internazionale grazie alla scoperta
del nuraghe di "Genna Maria" ed alla apertura del Museo Archeologico.
Sono sorte, e stanno per nascerne delle nuove, strutture turistiche e
ricettive in grado di soddisfare le richieste e le esigenze di un
futuro afflusso turistico di grande rilevanza. Il miracolo é avvenuto
grazie all'intuizione ed alla capacità di sfruttare la cultura e la
antichissima storia del paese, come risorse economiche e prodotti
industriali da vendere e commercializzare. Una citazione particolare
merita poi "Sa Corona Arrùbia" - Consorzio Turistico della Marmilla, di
cui il Comune di Villanovaforru fa parte. Nato nel 1982, quando ancora
non si parlava certo di sviluppo turistico delle zone interne, il
Consorzio ha portato avanti un discorso di promozione e sviluppo
culturale della zona, insieme prima ai comuni limitrofi di Collinas,
Lunamatrona e Siddi, successivamente ampliatosi a nove comuni nel 1995
ed ora in fase di ulteriore espansione (18 comuni). Diverse iniziative
intraprese dal Consorzio, Museo del Territorio, Seggiovia, Leader II,
mirano allo sviluppo ed al potenziamento del turismo e delle attività
collegate .per la valorizzazione, la promozione e lo sviluppo turistico
dell'intera zona, al fine di unire le piccole forze di ciascuno ed
avere un forte richiamo turistico, con le peculiarità e le ricchezze
che ogni paese possiede.
Villanovaforru (in sardo Biddanòa Forru) è un comune di 700 abitanti
situato tra le dolci colline della Marmilla, a circa 50 km da Cagliari.
Il paese appartiene alla provincia del Medio Campidano ed al Consorzio
Turistico Sa Corona Arrubia. Sino a qualche decennio fa era un piccolo
centro agricolo, quasi totalmente sconosciuto, che non veniva nemmeno
menzionato nelle cartine geografiche.
In seguito alla scoperta del nuraghe Genna Maria e all'apertura del
museo archeologico, è diventato un centro culturale di rilevanza
internazionale.
Museo Genna Maria
Il museo civico archeologico venne inaugurato il 18 dicembre del 1982.
Esso è ubicato in una elegante palazzina ottocentesca,utilizzata in
precedenza come "Monte di soccorso". Nel museo vengono conservati ed
esposti vari reperti di epoca prevalentemente nuragica provenienti in
larga parte dagli scavi di Genna Maria. Nelle numerose vetrine trovano
collocazione, inoltre, reperti anche di altri paesi, quali Collinas,
Lunamatrona, Siddi e Gesturi.
Gli abitanti di Villanovaforru sono particolarmente devoti a Santa
Marina di Orense: "eroina" e martire spagnola che si festeggia due
volte l'anno (il lunedì e martedì dopo Pasqua ed il 16-17 luglio).
Le rendono omaggio, onore e lode, con i canti paraliturgici (Coggius),
con l'Ave Maria e il Rosario cantato in sardo dagli uomini e dalle
donne, in processione, accompagnando il cocchio trainato dai buoi. Le
donne anziane di Villanovaforru coltivano appositamente il basilico,
che in occasione della festa viene benedetto e posto accanto alla
statua della santa. Tutti i fedeli ne prendono un ramoscello e lo
portano nella propria abitazione.
Esiste un film girato dal regista Piero Tatti a Villanovaforru su
questa particolare usanza: "Is frabbicas de Santa Marina" (Il Basilico
di Santa Marina), film che ha avuto una nomination al 61° Festival
Internazionale del Cinema di Salerno.
San Francesco
Il 3 e 4 ottobre si venera San Francesco, patrono di Villanovaforru. Al
santo è dedicata la chiesa parrocchiale sita in Piazza Costituzione.
Sant'Isidoro
Il 15 maggio si celebra la festa di Sant'Isidoro, santo protettore
degli agricoltori. Questi ultimi partecipano alla processione in onore
del santo con i propri trattori.
San Sebastiano
Il 20 gennaio si festeggia San Sebastiano
Amministrazione comunale
Sindaco: Mariano Pistis (lista civica) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 070 934511
Posta elettronica: info@comune.villanovaforru.ca.it
Nel Medioevo l’abitato fece parte del Giudicato d’Arborea ed inserito
nella Curatoria di Marmilla. Dopo il crollo del Giudicato, a seguito
della sconfitta degli arborensi nella battaglia di Sanluri del 1409, il
centro, insieme a tutto il territorio del Giudicato, passò sotto il
diretto controllo della Corona d’Aragona che lo infeudò alla famiglia
dei Carroz, signori della Contea di Quirra. Nel 1603 la contea fu
eretta a marchesato e assegnata in feudo ai Centelles de Riusech,
famiglia proveniente dalla cittadina valenzana di Oliva.
COMPLESSO NURAGICO DI
GENNA MARIA
È formato da un mastio a cui venne aggiunto un bastione a tre torri con
cortile centrale e pozzo e, in epoca successiva, una cinta di mura
esterna con sei torri angolari sporgenti. A chiudere il tutto venne
innalzato un rifascio murario. Intorno si estende il villaggio di
capanne nuragiche.
Il nome “Genna Maria” significa “porta dei mari”, molto probabilmente
perché dal colle omonimo, nelle giornate chiare, si riesce a vedere sia
il mare di Oristano che quello di Cagliari.
Il nuraghe centrale risale all’età del Bronzo e attorno ad esso sorgono
le torri e l’antemurale di difesa demolito successivamente, nella prima
età del Ferro, per l’edificazione del villaggio.
Fuori dalla città fortificata si trovano i resti delle capanne adibite
ad abitazione, dei luoghi di riunione, e dei laboratori artigiani per
la ceramica e la metallurgia, abbandonati intorno all’IX-VIII secolo
a.C.. Gli oggetti ritrovati negli scavi, tra cui lucerne, bruciaprofumi
e resti di animali sacrificati, fanno pensare ad un uso successivo (III
secolo a.C.) del nuraghe che avrebbe accolto una “favissa”, vale a
dire, una sorta di cella sotterranea ad uso di ripostiglio che
conteneva oggetti di culto dedicati a Demetra e Kore. Tutti i reperti
sono conservati nel Museo Archeologico
situato al centro del paese, allestito in un edificio di interesse
storico e utilizzato anticamente come “Monte di Soccorso” (XIX secolo).
Nelle numerose vetrine sono esposti i reperti provenienti non solo da
Genna Maria ma anche da altri insediamenti. Sono tutti adeguatamente
accompagnati da pannelli esplicativi e presentati rispettando le
associazioni originarie che arredavano e rendevano funzionali a vari
usi gli ambienti di quella parte del villaggio già completamente
scavata.