egariu è un comune di 1.358 abitanti della provincia del Medio
Campidano, nella regione storica della Marmilla.
Origine del nome
Il nome Segariu viene dal Sardo Campidanese "s'ega 'e riu", ("sa bega
de riu") cioè "la valle acquitrinosa del fiume", in quanto l'abitato si
trova sulla sponda sinistra della valle formata dal Torrente Lanessi,
affluente del Flumini Mannu.
Le prime testimonianze dell’antropizzazione di questo territorio,
risalgono al periodo nuragico, del quale ci sono pervenute solamente le
rovine di alcuni nuraghi. Durante il Medioevo l’abitato, situato tra il
corso del Flumini Mannu e il Rio Pardu, appartenne al regno di
Cagliari, inserito nella Curatoria della Trexenta. Alla caduta del
Giudicato, fu annesso al regno d’Arborea, nel quale rimase quarant’anni.
Fu quindi ceduto al Comune di
Pisa e nel 1324 passò agli Aragonesi. Nel 1326 fu ceduto in feudo ai
Pisani che lo restituirono agli Aragonesi dopo il 1363. Inserito nella
Baronia di Furtei, feudo di Michele Sanjust, nel 1414, del periodo
restano le rovine del castello “Rocca su Casteddu”, edificato in cima
ad un colle, in prossimità dell’abitato, presumibilmente risalenti
all’alto Medioevo, che sino al secolo scorso, i ruderi di una
costruzione che univa il castello alla grotta detta dell’allume,
all’interno della quale furono rinvenuti vari oggetti e monete
d’argento e di rame risalenti forse all’epoca di Costatino.
Durante il Medioevo la villa
di Craccaxia, risultava spopolata già nel 1519. Durante il 400,
Segariu, come tanti altri piccoli villaggi, andò lentamente
spopolandosi, sino a risultare totalmente disabitato nella seconda metà
del 500. Andò ripopolandosi durante il 600 ad opera di un certo Pietro
Pinna, capraro di Senorbì (Padre V. Angius) e di questo periodo
rimangono due toponimi che vorrebbero identificare il nuovo nucleo
abitato, La mandra e Sa Mitza de Perdu Pinna, quest’ultima
identificabile nella sorgente conosciuta come Bixinau de funtana de
Susu.
Nel 1678 risulta inserito
nella baronia di Furtei, feudo dei Sanjust, dai quali fu riscattata in
epoca Sabauda. L’importanza di Segariu è legata alla produzione di
materiali per l’edilizia. Lo sfruttamento di argilla ed impasti risale
a tempi preistorici e non solo a Segariu. Tra questi centri, tutti
depositari della stessa cultura tecnica, Segariu ha maturato grande
tradizione nella produzione del cotto applicato alla costruzione delle
tegole, arte che si è protratta quasi sino ai nostri giorni
Festa di San Sebastiano, 19 gennaio -
Oltre le cerimonie religiose tradizionali, in occasione dei
festeggiamenti viene eretto e bruciato un falò votivo. Al rito
partecipa tutta la popolazione che si lascia coinvolgere nei canti e
balli tradizionali al suono di launeddas e fisarmonica, il tutto
accompagnato dalla degustazine di prodotti locali.
Giornata della Liberazione , 25 aprile
Questa celebrazione combina in se due elementi: da un lato riafferma i
valori della lotta di liberazione e ne ricorda i martiri con una
cerimonia presso il monumento dei caduti, dall'altra richiama
l'attenzione sui temi dell'ambiente e della sua difesa con una
passeggiata che si conclude nel bosco "de su campu de s'ureu" con
pranzo dei partecipanti e con giochi e intrattenimenti vari.
Manifestazione Tebajus,
Segariu era conosciuta in una vasta zona circostante come sa “bidda de
sa teba” e con queste iniziative sta dimostrando che la conoscenza è
ancora viva tra gli anziani di Segariu e degli altri paesi. Nel mese di
Luglio, tre, quattro giornate dedicate a riproporre la tecnica di
produzione delle tegole con cottura finale dei manufatti. L'esposizione
di prodotti tipici, mostra di artigianato locale ed intrattenimento
culturale e di spettacolo arrichiscono la manifestazione.
http://web.tiscali.it/segariupoteba
Festa di Sant'Antonio, 13 giugno -
chiesetta di S.AntonioSia a Giugno che a Settembre ricorrono i
festeggiamenti in onore di Sant'Antonio. Il simulacro del santo viene
condotto in processione nella chiesetta campestre a lui dedicata.
Durante i festeggiamenti vengono proposti per la degustazione prodotti
e piatti tipici della tradizione locale.