illamar è un comune di 2.960 abitanti della provincia del Medio
Campidano, nella regione storica della Marmilla.
Murales
I muri delle case del paese sono arricchiti dai murales. In passato si
chiamò prima Mara Arbarei "o Mara Barbaraghesa che significano entrambi
"Mara del giudicato di Arborea.
Il "muralismo", vale a dire quella forma d'arte figurativa realizzata
principalmente sulle superfici murarie esposte al pubblico, nasce in
Messico nei primi anni del '900. I tre maggiori esponenti sono
Siqueiros, Rivera e Orozco che intendevano il muralismo come un'arte
pubblica utilizzabile dalla collettività e legata ai problemi reali
della gente. I temi dominanti nei loro murales sono, infatti, la
libertà, la rivoluzione, la giustizia sociale sociale e tematiche più
strettamente legate alla realtà messicana e all'America Latina, come le
rivoluzioni e il golpe.
Ad un certo punto si trovarono in disaccordo col regime ed emigrarono
negli USA. Era il 1930 e si ha la prima esportazione del Muralismo
oltre i confini del Messico.
Intanto il Muralismo arriva anche in Uruguay, Argentina e soprattutto
in Cile ai tempi di Salvador Allende: il murale si diffonde perché
forma di manifestazione immediata, chiara ed elementare; il tema è
svolto da sinistra verso destra su di una fascia lunga e stretta, i
segni sono semplici e i simboli di facile interpretazione. Il colpo di
stato del '73 provoca la fuga degli intellettuali e degli attivisti
culturali che emigrano prevalentemente verso Francia e Italia, dove
viene importato l'uso del murale. Un gruppo di artisti arriva in
Sardegna e fa riferimento a Villamar dove lavora Antioco Cotza.
La pittura murale in Sardegna:
Nel 1968 a San Sperate (CA) è eseguito, ad opera di Giuseppe Sciola, il
primo murale in Sardegna. Primo di una lunga serie che fanno diventare
San Sperate il Paese Museo con il maggior numero di murali in Sardegna.
Nel 1975 ha inizio l'attività muralistica a Orgosolo con tematiche di
protesta.
L'anno successivo, nel 1976 il muralismo arriva a Villamar grazie
all'opera dei due esuli cileni Alan Jofrè e Uriel Parvex .
Ma è il '77 l'anno a partire dal quale il muralismo assume una più
grande dimensione, soprattutto grazie alle iniziative del Gruppo Arte e
Ambiente guidato dal Villamarese Antioco Cotza e degli artisti di
Serramanna. Con la collaborazione di alcuni esponenti della Brigata
Muralista Salvador Allende essi danno il via all'attività della
Marmilla dove, il diffondersi delle pitture si associa ad un momento di
forti tensioni.
Sono da segnalare alcuni fattori di natura socio-politica che stanno
all'origine dell'espansione dell'attività muralistica. Il primo è
collegato al riemergere di una forte sensibilità per il particolare
patrimonio antropologico, per la peculiarità della storia civile della
Sardegna. Il secondo è l'arrivo in Sardegna di un gruppo di esuli
cileni scappati dal Cile in seguito alla soppressione di Salvador
Allende.
Nel Medioevo, durante il periodo giudicale, il villaggio acquista
importanza e prestigio. Posto all’estremo confine sud-orientale del
Giudicato di Arborea, di cui faceva parte, diventa capoluogo della
Curatoria di Marmilla, e avamposto militare. Al periodo giudicale
risale infatti la costruzione della fortezza di Cuccuru Casteddu,
estremo limite di confine col Giudicato di Cagliari. Nei secoli XIII e
XIV, quando tra Genova e Pisa la lotta per il predominio politico e
commerciale dell’isola, ed in particolar modo del Giudicato di Arborea,
si faceva più aspra, la villa di Mara, per la sua posizione strategica
e per la sua ricca produzione cerealicola, si veniva a trovare
direttamente coinvolta in questo scontro, tanto da subirne pesanti
conseguenze. A seguito della sconfitta degli Arborensi nella
battaglia di Sanluri del 1409, gli Aragonesi infeudarono il villaggio
al mercante barcellonese Gerardo Dedoni. A seguito di diversi
passaggi di proprietà, nel 1486, la villa passava nelle mani di Pietro
Aymerich, primo signore di Mara, la cui famiglia ne mantenne il
possesso fino al 1839, anno dell’abolizione del feudalesimo in
Sardegna. Col passaggio agli Aymerich la storia moderna del villaggio
sarà profondamente segnata dalle vicende umane e politiche di questa
grande famiglia nobile d’origine catalana, che si porrà a capo della
nobiltà sarda in funzione antispagnola. Il conte di Villamar
don Silvestro Aymerich pagherà con la testa mozzata la sua
partecipazione alla congiura per l’assassinio del vicerè spagnolo
Camarassa nel 1668.