errenti, (provincia del Medio Campidano) è un comune di 5.174
abitanti, situato nel Medio Campidano. Il paese sorge su un lieve
pianoro alle pendici delle colline che delimitano ad est il Campidano
in prossimità del corso d'acqua più importante (Riu Cardaxiu). La
pianura campidanese comincia a variare nel territorio di Serrenti con
una serie di piccoli rilievi collinari dove, al confine con Furtei, la
macchia mediterranea, sostituisce ormai le coltivazioni di grano e vite.
L'economia del paese è prevalentemente agricola. Le coltivazioni
tradizionali sono il grano duro, i pomodori, i carciofi. Più
recentemente, grazie all'azione di alcune cooperative, è stata avviata
con successo la coltivazione dell'asparago. L'attività agricola ha
consentito lo sviluppo di altre attività correlate: i trasporti,
favoriti dalla presenza della SS 131 (Carlo Felice), la trasformazione
dei prodotti agricoli.
Un settore assai importante è la lavorazione della pietra. Serrenti ha
cave di trachite di ottima qualità con la quale sono state realizzate
importanti opere, come il Palazzo di Giustizia di Cagliari. Da
ricordare inoltre che ogni primo lunedi di Ottobre viene festeggiata
Santa Vitalia, una festa bellissima tra le più grandi e suggestive di
tutta la sardegna.
Amministrazione comunale
Sindaco: Luca Becciu (lista civica) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 070 915191
Posta elettronica: comune.serrenti@tiscali.it
Il territorio comunale di Serrenti risulta abitato fin dal periodo
nuragico. Il villaggio di Serrenti risulta ininterrottamente abitato
sin dal 1300 e il suo vecchio nucleo originario oggi prende il nome di
quartiere San Giacomo, presso l'omonima chiesetta. Gli abitanti di
Serrenti si dice provenissero da due villaggi abbandonati a circa 2km
dall'attuale sito (Monti Mannu e Santus Angius).
Il paese è adagiato su alcune colline formate da rocce
laviche (Monti atzorcu, Ibera, Senzu, Locci e Atziaddei). I primi
documenti risalgono alle statistiche pisano-aragonesi sulle rendite in
denaro, frumento e orzo. Si può dedurre che Serrenti, come altri comuni
delle Curatoria di Nuraminis, divise le sorti del Giudicato di
Cagliari, che nel 1257 cadde sotto il controllo dei pisani. Dopo la
conquista aragonese della Sardegna, anche Serrenti insieme con Samassi
e Baralla venne nel 1300 dato in feudo al cavaliere Bernardo di
Covilles. In seguito fu sottoposto a continui passaggi di proprietà e
vendite.
A Serrenti si annoverano tre Chiese: Maria Immacolata, San Giacomo e
Santa Vitalia, presso la quale si tiene l'omonima Sagra il primo lunedì
d'ottobre, che vede la presenza di migliaia di pellegrini provenienti
da tutta la Sardegna. Pur essendo l'economia basata sull'agricoltura,
grande importanza ha avuto in passato l'attività estrattiva, in
particolare del caolino e della trachite grigia (pedra de Serrenti),
materiale col quale sono state costruite molte case di Serrenti e in
particolare gli archi dei portali (un portale in pietra, incorniciante
Monti Mannu e un campo di grano, è l'elemento caratterizzante dello
Stemma Comunale). L'arte della lavorazione della pietra venne fatta
conoscere nella seconda metà del secolo scorso da scalpellini toscani.
Oggi si assiste ad un rilancio del settore e Serrenti esporta la
trachite in tutta Italia.
Chiesa di S. Vitalia
Ambiente
Il paese di Serrenti sorge su un lieve pianoro alle pendici delle
colline che delimitano ad est il Campidano in prossimità del corso
d'acqua più importante (Riu Cardaxiu). La pianura campidanese comincia
a variare nel territorio di Serrenti con una serie di piccoli rilievi
collinari dove, al confine con Furtei, la macchia mediterranea,
sostituisce ormai le coltivazioni di grano e vite.