amassi è un comune di 5.274 abitanti della provincia del Medio
Campidano.
Anticamente il territorio di Samassi era nella curatoria di Nuraminis
del Giudicato di Cagliari.
Dista circa 38 km da Cagliari, è attraversata dal fiume Mannu, e dalla
linea ferroviaria. Il paese basa la sua economia sull'agricoltura ed è
fra i centri agricoli più produttivi del medio campidano. Fra le
colture più ricorrenti vi sono il frumento, la vite, il pomodoro da
industria e l'orticoltura in generale. La coltura prevalente è tuttavia
il carciofo. Modesta è la presenza dell'industria manifatturiera,
conserviera e artigianale. Gli abitanti (samassesi) sono circa 5300. Da
visitare la chiesa del Santo Patrono San Geminiano 16 settembre (Santu
Millanu) dell'XI secolo, il carnevale samassese (giunto nel 2008 alla
55° edizione) e la sagra del carciofo (prima edizione nel 1987),
durante il quale si tiene una fiera agroalimentare e una marcialonga.
Cenni storici
L'inondazione del 17 novembre 1898 rimasto nella memoria popolare con
la denominazione "S'Annu 'e s'unda" (L'anno dell'onda). L'esondazione
arrecò gravissimi danni al Paese, ma fortunatamente non ci fu neanche
una vittima tra gli abitanti, questo fatto accrebbe la devozione dei
samassesi al proprio patrono.
Personaggi famosi
* Stanislao Silesu, noto anche come Lao
Silesu o Leo Silesu. Compositore di musica leggera e da camera.
* Franco Siddi. Segretario nazionale
della Federazione nazionale della stampa.
*Falqui, inventore del famoso confetto lassativo
Samassi, il cui centro abitato è attraversato dal Flumini Mannu (o Rio
Samassi), corso d’acqua a carattere torrentizio, manifesta sin dalle
sue origini una spiccata propensione per l’agricoltura, favorita fino
all’ultimo dopoguerra, oltre che dalla presenza del fiume, anche dalla
vicinanza dell’imponente Stagno di Sanluri (2.200 Kmq. e 3 metri di
profondità per un totale di 6 milioni di metri cubi) che, ora
prosciugato, garantiva fino a quel tempo al paese un clima mitigato
assai propizio alle colture ed agli ulivi. Le sue campagne, a 60 metri
sul livello del mare, sono in gran parte razionalmente irrigate e
coltivate e producono cereali, frutta, carciofi, ortaggi, legumi e uve
per vini, prodotti e commercializzati in massima parte da due
importanti cooperative ortofrutticole e da una moderna industria di
trasformazione alimentare.
Dea MadreI primi insediamenti umani ritrovati a Samassi risalgono al
neolitico recente, intorno al 3500 a.C., ma ancora in gran parte
sconosciuta appare quella storia millenaria che i numerosi reperti
archeologici che qua e là riaffiorano nelle sue campagne testimoniano.
Nel suo territorio sono stati trovati reperti risalenti a periodo
prenuragico come asce, teste di mazza, fusoliere e oggetti di ossidiana
utili alla caccia e alle attività domestiche. Sono tanti infatti i
ritrovamenti casuali fatti sopratutto in regione Palaziu appartenenti
alla cultura Bunnannaro o a quella Monte Claro. Di particolare
risonanza fu il ritrovamento, in località Sa Mandara, di due idoli
raffiguranti la Dea Madre, probabilmente appartenenti alla cultura di
San Michele di Ozieri, ora esposti al Museo Archeologico di Cagliari.
VasellameLa località Palamuras, secondo la tradizione paesana, sarebbe
stata sede di un vasto insediamento sui resti di una più antica civiltà
prenuragica. In località Sta(n)i sono chiaramente visibili sul terreno
gli avanzi di un nuraghe, nel quale sono stati rinvenuti un pugnale di
rame e una torretta nuragica in arenaria bianca. Altro nuraghe
meritevole di attenzione e' quello tuttora esistente in località Sa
Uga. Sono infatti evidenti due filari di arenaria sbozzata, nonostante
i mezzi agricoli abbiano modificato notevolmente la struttura
superficiale del terreno.
Nelle località Palamuras, Stani, Staineddu, Palatziu, Sa Uga, Santa
Maria, Perda Mois sono stati ritrovati numerosi resti di villaggi e
sepolcreti che documentano ampiamente il passaggio ed il soggiorno
della civiltà romana. Samassi quindi diventa in epoca romana una fra le
più importanti comunità rurali del Campidano visto che l'intera zona
agricola samassese permetteva di acquisire ingenti quantitativi di
grano e cereali.
FESTA DI SAN GEMILIANO (Santu Millanu)
Data di svolgimento: 16-18 Settembre 2001 - Edizione: 103^
Luogo di svolgimento: Piazza S.Geminiano
Organizzatore: Associazione S.GEMINIANO
E' la più sentita dai samassesi, ha le sue radici nella venerazione
antichissima per Santu Millanu cui, sin dall'XI secolo, fu dedicata
l'omonima chiesa. Festa tanto più sentita in quanto coincideva con
l'inizio dell'anno agrario e con l'unico giorno di pausa dal duro
lavoro dei campi per la gran parte degli abitanti del centro
campidanese.
Dal 1898 Santu Millanu, a seguito dello scampato pericolo
all'inondazione del Flumini Mannu, che la credenza popolare attribuì
proprio al suo miracoloso intervento, divenne il patrono di Samassi e
la sua festa la principale festa religiosa del paese. Nella settimana
della festa la solitaria chiesetta si rianima e si orna di luminarie e
di bandiere, e Samassi si risveglia al suono delle millenarie campane
(s'arrepiccu) e delle fragorose granate (is fuettus) che salutano il
passaggio del simulacro del Santo, portato in processione fino alla
Chiesa parrocchiale.
Oltre all'aspetto religioso, il programma civile dei festeggiamenti
propone diverse serate musicali, di vario genere per venire incontro
all'esigenze dell'intera popolazione che sostiene la festa. Nella
piazza recentemente restaurata, tra una festante e variopinta presenza
di bancarelle, non mancheranno l'appuntamento con la musica sarda
tradizionale, con il ballo liscio, con il RockFestival Samassese e,
nella serata clou del 16, con l'esibizione di un artista o di un gruppo
di musica leggera di livello nazionale.
FESTA DI SANTA MARGHERITA (Santa Mragheira)
Data di svolgimento: 20 Luglio 2001
Luogo di svolgimento: Piazza Italia
Organizzatore: Comitato S.MARGHERITA
Il quartiere di Santa Mragheida, localizzato nelle viuzze a ridosso di
Piazza Italia, prende il nome dalla Chiesetta dedicata a Santa
Margherita e ci ricorda la lunga presenza dei monaci della Chiesa greca
a Samassi. La devozione popolare verso la Santa, di origine
greco-bizantina, nel nostro paese appare antichissima.
Durante i festeggiamenti in suo onore, che culminano il 20 luglio, data
tradizionale di fine della mietitura, era tradizione colorare il
quartiere di bandierine. Quelle stradine, oggi percorse nei giorni
della festa solo dai fedeli che si recano alle messe, si animavano
allora di bancarelle, tra l’aromatica fragranza del basilico che ancora
viene offerto alla santa in numerosi cespi.
FESTA DI SANT'ISIDORO
Data di svolgimento: Maggio
Luogo di svolgimento: Oasi S.Isidoro
Organizzatore: Comitato S.Isidoro
La processione dei trattoriE' la festa degli agricoltori, che sfilavano
per le vie del paese in processione — un tempo con i carri tirati dai
buoi e oggi coi moderni trattori — per attirare la benevolenza del
santo sugli imminenti raccolti. Dal 2000 grazie all'iniziativa di un
Comitato di privati è stata ricostruita, in modo fedele all'originale,
una nuova statua policroma, e i festeggiamenti si concludono nell'Oasi
di S.Isidoro.
Nel piazzale della nuova Chiesetta si alternano e si affiancano i
rituali religiosi, la degustazione di piatti tipici, gli
intrattenimenti con danze e musiche tradizionali. La festa rappresenta
a tutt'oggi un momento di aggregazione molto importante per la comunità
samassese per la quale l'agricoltura rappresenta una risorsa economica
e occupazionale fondamentale.
Un momento della variopinta sfilata delle decine di mezzi agricoli che
accompagnano in un festoso corteo la statua del Santo per le vie del
paese.
Is traccasSamassi è un paese moderno e innovativo ma sempre attento
alle proprie usanze. Già da diversi anni le traccas, ossia i
tradizionali carri trainati da buoi, sono stati sostituiti da moderni
trattori che però in occasione della festa vengono addobbati con gli
attrezzi e gli arredi della tradizione contadina campidanese.
S’INCONTRU
Data di svolgimento: Domenica di Pasqua
Luogo di svolgimento: Piazza Italia
Organizzatore: Parrocchia – Pro Loco Samassi
E’ il culmine dei riti religiosi della Settimana Santa. Di chiara
tradizione spagnola, la cerimonia ricorda l’incontro tra il Cristo
Risorto e la Madonna, raffigurati da due simulacri lignei trasportati a
spalla dai fedeli. Momento rituale particolarmente suggestivo proprio
perché al di là delle connotazioni religiose mette l’accento sulla
gioia della madre che ritrova il figlio perduto.
La cerimonia prende il via intorno alle 10,30 con due processioni che
percorrono separatamente il paese, ciascuna recante una delle due
statue. Alle 11 le due processioni convergono nella Piazza principale
del paese e si fermano a distanza per alcuni lunghi, interminabili
minuti. L’attesa vuole ricordare lo stupore della Vergine al
riconoscere il suo Figlio.
La statua della Vergine, che indossa un velo di pizzo nero, viene
abbassata per tre volte a rappresentare un inchino. La terza volta il
velo nero viene sostituito con uno bianco a rappresentare il passaggio
dalla morte alla vita.
E’ il momento culminante de s’incontru, festeggiato dallo scoppio di
una raffica di granate nel cielo. Le due statue vengono allora
affiancate e le due processioni, riunificate in una sola, che si avvia
lentamente in direzione della Chiesa Parrocchiale dove la festa si
concluderà con la Messa Pasquale.