an Gavino Monreale (in sardo Santu Bainju) è un comune di 9.109
abitanti della provincia del Medio Campidano.
Geografia
San Gavino è una cittadina della Sardegna situata nel cuore del
Campidano. Il paese è bagnato a nord dal Rio Pardu. Fino a poco tempo
fa era attraversato dalla ferrovia, ma il percorso è stato recentemente
deviato, spostando la nuova stazione alla periferia est. È ubicato
lungo la Strada Statale 197, attraverso la quale è collegata ai centri
di Guspini e Sanluri. Altre strade provinciali collegano il paese ai
centri di Villacidro, Pabillonis e Sardara.
Amministrazione comunale
Sindaco: Stefano Musanti (centrosinistra) dal 08/05/2005
Centralino del comune: 070 9374932
La stazione di San Gavino Monreale, nota anche come centro intermodale
di San Gavino Monreale o solo San Gavino, è la stazione delle Ferrovie
dello Stato attualmente attiva nel comune di San Gavino Monreale.
Profilo e storia
San Gavino Monreale fu raggiunta dai binari della ferrovia nel 1871,
quando uno dei primi lotti della Dorsale Sarda in corso di
realizzazione fu completato, collegando Cagliari al centro campidanese.
San Gavino fu quindi dotata di una stazione in quegli anni
(precisamente nel 1880), sita in quella che oggi è piazza Cesare
Battisti, e collegata per alcuni decenni anche a Montevecchio da una
ferrovia industriale.
Dopo più di un secolo, nei primi anni del nuovo millennio, fu approvato
il progetto di raddoppio della linea da Decimomannu sino a San Gavino.
Contestualmente al lavoro di allungamento della tratta a doppio binario
della Cagliari-Golfo Aranci, già presente da Cagliari a Decimomannu, fu
approvata la costruzione di una nuova stazione di tipo intermodale
(ovvero sia ferroviaria che per le autolinee) per il centro del Medio
Campidano. Data la posizione scelta per costruire la nuova stazione,
sita nella periferia nord-est della città, in posizione diametralmente
opposta rispetto allo scalo ottocentesco, nel progetto fu inserita la
realizzazione di una variante (nota comunemente come variante di San
Gavino), che portò alla costruzione di un nuovo tracciato della
ferrovia tra gli scali di Sanluri Stato e Pabillonis, in buona parte
realizzato a doppio binario, per raggiungere il centro intermodale.
Tra gli anni '50 e '60 a San Gavino ci fu una grande crescita economica
e demografica, perciò il Vescovo Mons. Tedde, volle istituire una
seconda Parrocchia. Con decreto vescovile del primo Luglio 1957, venne
eretta la nuova parrocchia, intitolata a "Santa Teresa d.B.G". La nuova
chiesa venne costruita tra il '66 ed il '68. Il primo Ottobre 1971
iniziò l'attività pastorale della nuova parrocchia. Allora l'imponente
chiesa era un rustico con soli infissi esterni, privo di porte interne,
pavimenti, suppellettili per il culto e addirittura privo di altare.
A distanza di trent'anni la chiesa è diventata efficiente per le
funzioni religiose, ma anche bella esteticamente. Solitamente vengono
celebrate due messe nei giorni feriali e tre in quelli festivi, e, a
seconda del periodo, anche altre funzioni. L'anno scorso è stato
inaugurato anche l'inizio dell'attività dell'oratorio, e a Novembre '99
, nella piazza, è stata messa una statua di Padre Pio.
All'interno della chiesa c'è l'altare, quattro file di banchi, e, ai
lati, delle cappelle. Nell'altare, in alto, c'è un quadro enorme
realizzato da un artista sangavinese, che raffigura Santa Teresa (vedi
seconda immagine). Infondo, in rilievo vi è un imponente crocifisso con
due angeli. Sulla destra c'è una statua dell' Addolorata, che risalta
sullo sfondo grigio delle pareti in pietra. Nelle cappelle, a sinistra
ci sono le statue della Madonna di Lourdes, dell'Immacolata e del Sacro
Cuore; a destra, di San Giuseppe, di Santa Teresa, della Madonna del
Carmine e di Loreto.
La chiesa di Santa Chiara fù costruita verso il XV secolo, in una
posizione più centrale rispetto a quella di San Gavino Martire, e sorge
nella piazza Guglielmo Marconi. Tra la fine del XVI e l' inizio del
XVII secolo, la cappella di Santa Chiara divenne parrocchia. Nel '700
fu ristrutturata e costruita la torre campanaria. Intorno al 1950 le
pareti interne laterali e il soffitto avevano dei dipinti di santi, in
seguito le pareti sono state pitturate di bianco e il soffitto è stato
rifatto con delle travi in legno togliendo alla chiesa di Santa Chiara
tutto il suo splendore. Ha la forma di una croce latina, il campanile
anticamente era situato sulla parte laterale destra della chiesa, era
molto alto e finiva a punta, mentre ora sulla sinistra è più basso. La
chiesa ha un portone principale, e una piccola entrata nella cappella
laterale. Nella navata centrale ci sono due file di banchi, e altre due
file nelle cappelle latarali. Molte statue che ci sono nella chiesa,
esattamente sette, sono opera di Antonio Lonis e sono: la Vergine del
Carmine; San Giuseppe; San Giovanni Battista; San Domenico;
Sant'Isidoro; Sant'Efisio; Sant'Antonio. Il soffitto è di legno scuro,
e il pavimento è di marmo. L'altare è di marmo bianco e marrone,
accanto ci sono quattro angeli in marmo bianco, due su e due giù. Al
centro dell'altare c'è la statua della santa, Santa Chiara è la patrona
del nostro paese, e si festeggia il 12 Agosto di ogni anno. La facciata
della chiesa di Santa Chiara è un pò scrostata e screpolata.
San Gavino Monreale occupa una posizione centrale nella pianura del
Campidano con una giusta equidistanza tra Cagliari e Oristano, ed è
stato così denominato dall'antichissima parrocchia dedicata a "San
Gavino Martire". La chiesetta di San Gavino Martire fu opera dei
pisani, nell'anno 1200 e fu la prima parrocchia di San Gavino. Dove
adesso vi è un giardino, prima vi era il vecchio cimitero. La chiesetta
di San Gavino sorge in un rione detto Nurazzeddu. La facciata della
chiesetta è molto bella anche se un po scrostata: su in alto nella
facciata vi sono due facce che rappresentano: una un re, l'altra
Eleonora d'Arborea, una terza faccia è crollata.
Dentro la chiesetta di San Gavino Martire affianco alla porta vi è la
statua di San Gavino Martire in veste da soldato, in mano la croce e
nell'altra mano lo scudo e l'elmo. San Gavino fu decapitato dai romani
anche essi soldati. San Gavino era un soldato romano in missione della
Sardegna. A fianco al presbitero vi è la statua che rappresenta Santa
Rita di Cascia, e dall'altra parte vi è il sacro cuore di Gesù. Nella
parete sinistra del presbitero vi è una scrittura in lingua araba. Al
centro del presbitero vi è la statua della Madonna. Nella chiesa prima
di essere consacrata ed eretta a parrocchia vi era un monastero di
monache ancora esistente.
La chiesa di santa Lucia è stata costruita nel 1580. Nel 1866 il
Convento di S. Lucia fu soggetto alla Legge di soppressione. La
suddetta legge trasferiva i beni dei Religiosi al demanio, il quale
soppresse la Cassa ecclesiastica e in sua vece istituì il Fondo del
culto. Per "beni" si intendevano gli immobili e i mobili: terreni;
fabbricati, oggetti d'arte, archivi, e biblioteche, da conservarsi in
loco. In sintesi: i religiosi dovevano andar via con il solo abito
addosso. E' stato tramandato che il convento, destinato ad "un
istituto" di beneficenza", in realtà fù affidato a dei privati, i quali
vi posero, prima, una conceria e poi un caseificio. I muri, impregnati
di sale, perdettero completamente l'intonaco e misero a nudo le pietre,
le quali in molte parti crollarono; i pavimenti furono corrosi e
distrutti. I tetti, lasciati in abbandono, precipitarono e l'acqua
piovana invase gli ambienti facendo marcire porte e finestre. Pare che
più tardi, sotto le volte in mattone, (refettorio e parte del chiostro)
vi riparassero pecore e porci. L'11 aprile 1937 I Frati minori
rientrarono in convento. La condizione dei locali era carente: sarebbe
stato meglio e più economico costruire un nuovo convento anziché
riparare questo vecchio. Ma l'intendenza delle Belle Arti di Cagliari
aveva imposto di ricostruire, ovviamente a spese dei Frati, l'edificio
che, per l'antichità, è uno dei più caratteristici della zona. La
chiesa di S. Lucia è diventata parrocchia il 2 ottobre 1977, con una
solenne concelebrazione presieduta dal vescovo diocesano S.E. Mons.
Antonio Tedde, la comunità francescana di S.Lucia fu ufficialmente
chiamata ad inserirsi nella pastorale diocesana attraverso la missione
speciale della "parrocchia". La comunità ecclesiale sangavinese,
presente in gran numero alla cerimonia, ha ascoltato con attenzione la
bolla di erezione della chiesa di S. Lucia parrocchia, eletta
solennemente dal Delegato Vescovile Mons. Mario Meloni, come prescritto
dalla liturgia.