erramanna è un comune di circa 9.500 abitanti, in seguito
all'istituzione delle nuove province nel 2005 è entrato a far parte
della Provincia del Medio Campidano lasciando la Provincia di Cagliari.
Serramanna è situata nella zona centroccidentale della pianura del
Campidano all'affluenza tra il fiume Flumini Mannu e il Rio Leni. Il
paese confina a nord col comune di Samassi e col comune di Sanluri, a
sud col comune di Villasor, a ovest troviamo il comune di Villacidro
con i suoi monti mentre a nord-est troviamo il comune di Serrenti e a
est quello di Nuraminis.
Amministrazione comunale
Sindaco: Alessandro Marongiu (PD) dal 20/06/2007
Centralino del comune: 070 9132030 - 070 9132006
Posta elettronica: ufficio.urp@comune.serramanna.it
Serramanna conta oggi poco meno di 9.500 abitanti,
esattamente 9.463 di cui 4.696 maschi e 4.767 femmine suddivisi in
3.267 famiglie e cinque convivenze. La popolazione assai stabile
quantitativamente, ma in continuo progresso sino alla fine degli anni
’80, quando è stata superata la soglia dei 10.000 abitanti, è ora in
lento regresso con un saldo annuo negativo di circa 50 abitanti.
Storicamente è documentato che il paese, nel 1849, contava 2.486
abitanti, distribuite in 659 famiglie e in 575 case. Per curiosità, si
contavano 1.268 maschi, di cui 743 scapoli, 478 coniugati e 47 vedovi
mentre le femmine erano complessivamente 1.218 di cui 642 nubili, 468
coniugate e 108 vedove. Per quanto riguarda l’istruzione le persone che
sapevano leggere e scrivere erano circa 60.
Il numero degli abitanti di Serramanna è andato via via crescendo, pur
senza picchi eclatanti in senso positivo, una crescita dovuta a una
situazione favorevole dal punto di vista socio-economico che ha fatto
sì che nel 1938 il paese contava 5.408 abitanti, nel 1950 circa 6.000
abitanti, nel 1960 poco più di 7.000 abitanti, nel 1970 8.500, nel 1980
9.500, sino ad arrivare al 1990 dove gli abitanti erano circa 10.000
sino ai giorni nostri dove gli abitanti si sono ridotti a meno di 9.500
come detto all’inizio. Il decremento, unito all’invecchiamento della
popolazione, è dovuto al diminuito numero dei matrimoni, causa scarse
prospettive di lavoro per le giovani leve, con naturale calo delle
nascite, e, quindi, con un saldo nascite/morti con segno negativo cui
si deve aggiungere un saldo, sempre negativo, immigrazioni/emigrazioni.
Notizie Geografiche e
Storiche
Il centro abitato è situato sulla sinistra del fiume Mannu, in una
delle zone del Campidano di Cagliari più intensamente sfruttare per la
fertilità delle sue terre. La superficie è tutta in piano e tuttavia si
può distinguere in due regioni di livello diverso; la regione orientale
è in un piano leggermente rialzato e quella occidentale, su un piano di
circa venti metri più basso, con la massima depressione in prossimità
della confluenza del fiume Leni e del fiume Mannu. Le campagne di
Serramanna sono state sfruttate sin dalla più remota antichità anche
perché; ricche di vene d’acque pure e salubri tra le quali erano note,
come riportato nel "Dizionario Geografico-Statistico-Commerciale degli
Stati di S.M. il Re di Sardegna" a cura del Prof. Goffredo Casalis, del
1849, quelle di "Montunali", "Banju de ludu", "Turrita", "Mitza
Porcedda" etc. Con il passare del tempo si è andati da un’agricoltura
di tipo estensivo, principalmente grano e pascolo, ad una di tipo
intensivo con prevalenza di colture ortofrutticole, in buona parte
carciofai e agrumeti, dopo il quasi completo abbandono dei vigneti.
Il Comune di Serramanna fu frequentato dall’uomo sin dalla preistoria
giacché; nelle sue campagne sono stati rinvenuti reperti oltre che di
era preistorica anche di età nuragica, cartaginese e di epoca romana.
L’abitato, quale unico agglomerato urbano, ebbe origine
dall’unificazione di piccoli centri sparsi nelle campagne circostanti
nei quali vivevano genti che praticavano l’agricoltura e la pastorizia,
intorno a due strade longitudinali denominate, una Bia de Casteddu
(attualmente Via Roma), l’altra Bia de Serra (attualmente via Serra).
Il nome di Serramanna deriva, probabilmente, da serra (alture
caratterizzate da un profilo irregolare e quindi più o meno seghettato)
e manna (magna) cioè grande. Nel medioevo il territorio appartenne al
Giudicato di Cagliari. Dopo il 1257 fu annessa al Regno di Arborea al
quale rimase sino al 1297, anno in cui per disposizione testamentaria
fu ceduta al Comune di Pisa al quale venne sequestrata dai
catalano-aragonesi all’atto della prima conquista dell’isola. Nel 1324
Serramanna e Villacidro venivano concesse dall’Infante Alfonso (figlio
di Giacomo II e comandante della spedizione militare di conquista) ai
Cespujades, la casata di appartenenza dell’ammiraglio reale Bernardo
Cespujades (protagonista dello sbarco catalano-aragonese nell’isola),
estintasi nel 1392 senza eredi. Successivamente Pietro IV il
Cerimonioso la assegnò in feudo a Giovanni Civiller, dalla cui famiglia
passò più tardi ai De Besora in portata in dote da Aldonsa Civiller al
marito Giacomo Besora e nel 1404 Aldonsa De Besora riconobbe al paese
ampie libertà e franchigie. Serramanna rimase nel feudo di Villacidro
spettato, come abbiamo visto, prima ai Civiller quindi ai Besora,
infine fu oggetto di una lunghissima lite tra i De Gerp e gli Alagon.
La lite ebbe una tregua nel 1506 quando Serramanna e Villacidro
spettarono ai De Gerp, mentre gli Alagon si tennero Villasor e la parte
meridionale del feudo. La causa si chiuse definitivamente nel 1526, per
intervento diretto dell’imperatore Carlo V. Estintasi la casata dei De
Gerp, alla fine del cinquecento, il fisco vendette il feudo a Giovanni
Gerolamo Brondo e nel 1613 un suo nipote, Antonio, ebbe il titolo di
conte di Serramanna. In questa epoca sorgevano nell’attuale territorio
del Comune di Serramanna numerosi altri centri abitati quali:
Bangiuludu, Saboddus, Santu Deu, Santa Giuliana, San Pietro, Santa
Maria di Monserrato ma già alla fine del 1500 questi paesi erano ormai
da tempo completamente spopolati. Il feudo passò successivamente, negli
anni trenta del 1700, ai Bou Crespi, famiglia feudale valenzana. Il
riscatto definitivo e quindi la nascita ufficiale della comunità di
Serramanna avvenne nel 1838.
Archeologia e Arte
In regione Cuccuru Ambudu (ad ovest dell’abitato) è stato rinvenuto il
menhir Perda Fitta in granito (alto metri 1,65), che è un masso
naturale appena sbozzato per tentare di dargli l’apparenza di una
statua con numerose coppelle simulanti le mammelle realizzate a rilievo
sulla pietra. Il menhir che, nella posizione e nel taglio degli occhi e
della bocca, si accosta alla statua menhir trovata all’interno dello
sperone con recinto megalitico di Filitosa-Sollacaro (Corsica),
rappresenta la Dea Madre.
In agro di Serramanna sono note le tracce di alcuni nuraghi, nelle
località Bruncu Gattus, Santa Luxeria, Su Muntunali, Bia Biddarega, Bia
Munistei costruiti con diversi materiali quali arenaria, calcare,
granito nei dintorni dei quali si trovano resti di abitati romani quali
frammenti di embrici e ceramica di quella epoca in superficie.
Edifici di Culto
La chiesa parrocchiale di San Leonardo è ubicata nella piazza Martiri e
la sua edificazione risale al XV secolo e, in epoche successive, è
stata oggetto di modifiche e ampliamenti. Presenta una interessante
fusione di forme gotico-catalane, aragonesi e rinascimentali. Il
portale principale, cuspidato, è ispirato a quello di sinistra del
duomo di Cagliari. La facciata, a profilo orizzontale, con coronamento
merlato, è fiancheggiata da un campanile a pianta ottagonale. L’altra
chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Ignazio, sorge alla confluenza del
viale Sant’Ignazio con corso Europa e, pur se di costruzione recente,
presenta interessanti soluzioni prospettiche, che saranno sicuramente
valorizzate dopo la completa sistemazione dell’area circostante. Altri
edifici di culto sono la chiesetta di Santa Maria, situata alla
confluenza dei fiumi Leni e Mannu, caratterizzata da un ampio loggiato
che si prolunga sui fianchi, ove ha luogo, l’8 settembre la festa
principale del paese; la chiesetta dell’Angelo, nei pressi della quale
vi è il Museo di arte sacra, e la chiesetta di San Sebastiano,
quest’ultima sconsacrata, di proprietà dell’Amministrazione comunale
che, ristrutturata è sede di mostre, convegni etc.
Economia
L’economia, ancora oggi, così come nel passato, poggia prevalentemente
sull’agricoltura di tipo intensivo, con ampie superfici sulle quali si
distendono carciofai ed altre coltivazioni ortofrutticole, che fa da
traino ad altre importanti fonti economiche quali l’industria
agro-alimentare, il commercio e l’artigianato.