Regione:
Sardegna Provincia:
stemma Nuoro Coordinate:
40°28′0″N 9°29′0″E / 40.46667,
9.48333Coordinate: 40°28′0″N 9°29′0″E / 40.46667, 9.48333 Altitudine:
521 m s.l.m. Superficie:
148,56 km² Abitanti:
1.647 (Istat 2003) Densità:
11,09 ab./km² Comuni
contigui:
Bitti, Dorgali, Galtellì, Irgoli, Loculi, Lodè, Onani, Orune,
Siniscola CAP:
08020 Pref.
telefonico: 0784 Nome abitanti:
lulesi Santo patrono:
Santa Maria Assunta Giorno
festivo: 15
agosto
L
ula (in sardo Lùbula o Lùgula) è un comune della provincia di Nuoro,
situato a 521 metri sul livello del mare. Fa parte della X Comunità
Montana "Baronie". Dista 33 km da Nuoro.
La zona presenta numerosi villaggi nuragici. Il suo nome, secondo
alcuni studi, significa Sacro al Dio dei boschi. Fu certamente abitata
dai romani, ed è meta di numerosi pellegrinaggi verso il santuario
campestre di San Francesco, famoso in tutta l'isola.
Prossimo a Lula è il Mont'Albo, recentemente dichiarato dall'Unione
Europea SIC (Sito di Interesse Comunitario): esso ospita numerosi
endemismi animali e vegetali.
Lula ha un passato minerario, legato allo sfruttamento delle miniere di
Sos Enattos e Guzzurra, ora inserite all'interno dei percorsi del Parco
Geominerario della Sardegna. A Lula si ebbe uno dei primi scioperi dei
minatori, contro la società mineraria Jacob, il 16 aprile 1899.
Amministrazione comunale
Sindaco: Gavino Porcu (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0784 416623
Posta elettronica: non_disponibile
l paese di Lula conta circa 1.700 abitanti, si estende su una
superficie di 12.749 ettari e si trova ad un’altitudine di 521 m. s.l.m.
Il paese si colloca ai piedi della perfetta unione di due maestose
vette del complesso del Mont'Albo : Punta Catirina (1127 m.) e Punta
Turuddò (1127 m.). Il complesso montuoso del Mont'Albo domina con la
sua affascinante mole il paesaggio della Baronia.
Cenni storici
Le origini del paese risalgono ad un insediamento di una colonia
ebraica. Tacito riporta la notizia secondo cui l'imperatore Claudio
avrebbe espulso da Roma molti ebrei avversi al regime imperiale e li
avrebbe condannati a lavorare nelle miniere del paese. La condanna
subita "Ad metalla", obbligava gli sventurati a lavorare i minerali
estratti nelle Miniere di Guzzurra, nel territorio circostante il paese.
Il primo insediamento sarebbe stato individuato presso il sito chiamato
"Duascor" in località S.Nicola, alla estrema periferia del paese.
La Chiesa di S. Francesco è una bella e suggestiva chiesa rurale
dedicata a S. Francesco d’Assisi, nota nella barbagia come S. Francesco
di Lula. Una prima chiesetta fu edificata nel 1600, secondo la
leggenda, da alcuni banditi nuoresi che reputavano d’essere in qualche
modo protetti dal santo. L’attuale chiesa è stata costruita nel 1795 e
custodisce una statua lignea del Santo di scuola napoletana del ‘600.
Dal primo al nove maggio di ogni anno, si celebra la novena in onore di
San Francesco, I riti sono molto partecipati soprattutto da numerosi
novenanti nuoresi che in occasione della festa compiono più di 30 km a
piedi sia per sciogliere un voto sia per chiedere una grazia. Ai
fedeli, che occupano le caratteristiche cumbessias, il priore offre "su
filindeu", una minestra preparata con brodo di pecora e formaggio.
Esistono due siti minerari: Sos Enattos e Guzzurra. Lo sfruttamento
della miniera di Sos Enattos, da cui si estraeva piombo e zinco, risale
addirittura ad epoca romana. I resti della miniera di Guzzurra
testimoniano un'intensa attività produttiva. Nella seconda metà
dell'ottocento, erano occupati oltre cento operai e constava anche di
un ospedale e di una stazione dei carabinieri.
Il comune di Lula è inserito nel Parco Geominerario della Sardegna.
Miniera di Guzzurra
Sulla cima di una collinetta si trovano i ruderi
del minuscolo villaggio minerario di Guzzurra: l'edificio della
direzione, gli alloggi degli operai e una cisterna
sotterranea per l'acqua. La miniera, complesso
produttivo che nella seconda metà dell'Ottocento occupava oltre 100
operai, constava anche di un
piccolo ospedale e una stazione dei carabinieri.
Miniera de Son Enattos
Il giacimento di Sos Enattos era conosciuto e coltivato fin dai tempi
remoti e, infatti, alcune gallerie sono state fatte risalire a epoca
romana e alcuni pozzi al secolo XI. L’attività di estrazione dei
minerali di piombo e zinco è quindi testimonianza di una cultura
mineraria di antica tradizione.
fonte:http://www.cuoredellasardegna.it/
La miniera di Sos Enattos è ubicata nel territorio del
Comune di Lula, in provincia di Nuoro, in un contesto paesaggistico di
notevole attrattiva per una natura in parte ancora incontaminata che la
catena del Monte Albo contribuisce a rendere di eccezionale bellezza.
Lo stesso paese di Lula, adagiato alle falde di tale montagna in una
posizione assai suggestiva, con il suo contesto urbano in cui il nuovo
ha saputo adattarsi al nucleo antico senza snaturarlo troppo,
contribuisce positivamente a rendere il paesaggio assai piacevole.
Si parla del nuovo che si è integrato con l’antico perchè il nuovo ha
avuto inizio e si è sviluppato soprattutto dopo che la miniera di Sos
Enattos ha iniziato la sua trasformazione da piccola azienda familiare
ad azienda organizzata modernamente secondo i canoni della più recente
industria mineraria.
Tale cambiamento è avvenuto ad opera della RIMISA SpA una Società
creata congiuntamente dalle Società private di Montevecchio SIPZ e
Monteponi SpA, insieme alla AMMI SAPEZ, società facente capo alle
Partecipazioni Statali.
Cenni di storia della miniera di Sos Enattos si ritrovano in documenti
redatti dal La Marmora e dal Sella nei loro
importanti lavori sulle miniere
sarde e sono testimoniati dalle
evidenti tracce di antichi lavori (pozzi romani)
osservabili fino al 1960 quando, per esigenze derivanti
dall’attività di produzione sempre più intensiva, si giunse alla
distruzione di queste testimonianze che presumono la presenza in epoca
Romana, di schiavi condannati “ad metalla”.
E’ comunque certa nel territorio, nell’XI secolo d.c., la
presenza di una colonia di schiavi ebrei gestita da un ricco possidente
di nome Nabat o Nabatha come soprintendente.
Per un periodo di tempo abbastanza lungo non si hanno notizie certe;
solo nel 1864 risulta una “dichiarazione di scoperta del giacimento”
con successiva concessione mineraria che, dopo alterne vicende in mano
a privati, nel 1905 viene trasferita ad una società mineraria
franco-belga, la “Societè Anonyme des Mines de Malfidano”.
Dopo una successiva rinuncia ed un conseguente periodo di stasi
nell’area della miniera viene concesso un permesso di ricerca a
privati, poi trasferito nel 1951 alla RIMISA SpA. Questa società, dopo
una intensa campagna di ricerca, coronata da risultati incoraggianti,
chiede una “concessione mineraria” che viene accordata nel 1962.
Nasce così la miniera di Sos Enattos che, modernamente
attrezzata con tecnologie di avanguardia ed operante con metodologie
della più avanzata “arte Mineraria”, dà inizio ad un fecondo periodo
produttivo.
Nel 1971 però, proprio durante un periodo di forte attività,
mentre viene ultimato il pozzo Rolandi per meglio estrarre il minerale
prodotto in profondità, si manifesta una forte crisi dell'attività
mineraria, specie nel settore piombo-zincifero, che costringe gli
azionisti privati a rinunciare alla proprietà. Per salvare
l'occupazione l'Ente Minerario Sardo subentra quale unico azionista e
cerca, con imponenti ristrutturazioni, di migliorare produzioni e
rendimenti.
Castello
Nell’intervallo di tempo che va dal 1979 al 1983, l’attività di
produzione viene temporaneamente sospesa e si procede anche ad un
ridimensionamento dell’organico con esodi e sostituzioni che
ringiovaniscono il personale ma , portano l’organico a circa 48 unità
con le quali si operano altre trasformazioni della struttura produttiva
cercando di ottimizzarla al massimo e di migliorare il conto economico.
Malgrado tutti gli sforzi, nel 1996 anche la miniera di Sos
Enattos è costretta alla chiusura produttiva come la quasi totalità
delle altre miniere sarde del settore.
La Società RIMISA viene comunque incaricata di procedere
subito alla messa in sicurezza degli impianti nonchè dei luoghi già
interessati dall'attività minerarie, poi alla riabilitazione del
territorio con particolare riguardo agli interventi necessari per
rendere la vecchia miniera capace non solo di tramandare il valore
della cultura mineraria e delle moderne tecnologie utilizzate, ma
anche, degli alti valori umani in essa coinvolti e di predisporre la
stessa per nuove attività che assicurino posti di lavoro e sicurezza
economica ai suoi dipendenti.
Nel 2003 la Società RIMISA S.p.A. viene assorbita dalla
Società IGEA S.p.A. (Società per gli interventi geo-ambientali) della
Regione Autonoma della Sardegna, e continua sotto la nuova ragione
sociale il suo cammino volto, ora, a completare nella sua miniera,
ormai non più produttiva, tutti i lavori che possano legittimare, nel
modo più completo, il suo inserimento fra i siti di interesse del Parco
Geominerario della Sardegna sorto sotto il patrocinio dell'UNESCO che
ha riconosciuto tali siti come patrimonio universale.
Galleria
Nel territorio di Lula, qualche Km. a nord del paese, sono state attive
sin dal secondo cinquantennio dell'ottocento, altre due miniere, quella
di Guzzurra e quella di Argentaria, nelle quali, senza continuità, si
sono prodotti rispettivamente minerali piombiferi e
piombifero-argentiferi.
Sono anche questi siti ubicati in un luogo molto piacevole e presentano
ruderi di certo interesse che vale la pena di visitare per rendersi
conto del modo di costruire, assai pregevole, di quei tempi.