rgoli (in sardo Irgòli) è un comune di 2.333 abitanti della provincia
di Nuoro.
Amministrazione comunale
Sindaco: Giovanni Porcu (lista civica Insieme per Irgoli) dal 17/06/2008
Centralino del comune: 0784 97401
Posta elettronica: non_disponibile
Nella piana del Cedrino sorge sulle sue radici Irgoli (nel
Medio Evo S. Stefano di Ligori).
Modellino di nuragheLe testimonianze di una numerosa e
costante presenza umana sin dalla preistoria si trovano,
ancorchè coperte dalle nuove strutture murali e viarie, nel
triangolo che unisce S. Stefano, S. Antioco e Ruinas, dov'era
compresa la "villa" (vidda) di Dori Mannu (Doria Grande?), altro nome
del paese.
Pozzi, muri, matrici di fusione, monete, oggetti e frammenti
di ceramica, terra e bronzo,Fusaiola qui rinvenuti, non
lasciano dubbi. Lo confermano i conci granitici e basaltici
inseriti nella splendida chiesa di S. Miali (l'arcangelo
Michele del culto orientale) che sorge sulle rovine di una
Tomba di Giganti, di cui è stata riutilizzata come altare una
lastra absidale.
Muraglioni strategici a Monte'e s'elicheUn Betilo aniconico,
proveniente dall'antico sagrato, insieme ad altri interessantissimi
reperti (modellino di nuraghe in micacisto, utensili, fusaiole, monete,
pintaderas...) è esposto nelle sale dell'ex palazzo comunale in via S.
Michele, curate dalla C.I.A.S., un'associazione volontaria impegnata
nella valorizzazione e nella tutela del patrimonio storico del
territorio.
Tra i monumenti più significativi, esterni all'abitato, annoveriamo:Sa
Conca 'e mortu
Sa conca 'e mortu, Domus de Janas (Casa delle Fate) di epoca neolitica,
due vasi comunicanti dentro un masso di granito la cui facciata, col
sole allo Zenith, riproduce un teschio umano;
Sa Tumba 'e su Zigante di Othieri, che conserva le tracce del rito
mediterraneo dell'incubazione;
S'Untana 'e su Zigante, fonte sacra in conci basaltici isodomi,
gioiello architettonico del culto delle acque;
Nuraghi, capanne (Litu 'Ertiches, Janna 'e Pruna) e fortificazioni
strategiche con mura ciclopiche (Gujai, Su Monte 'e s'Eliche);
Santu Lussurju, Sant'Elene, Sant'Andria, ruderi di chiese medie
Feste e Tradizioni
Nella parrocchiale di San Nicola, ben conservata in una elegante teca
in stile vagamente arabesco, c'è una preziosa reliquia: una spina della
corona di Gesù Cristo. Dovrebbe essere lì almeno dal 1500. Il
condizionale vale per l'autenticità, ma non intacca la solidità della
fede che l'ha circondata e che tuttora la venera.
Tanto che ruota intorno a S'Ispina Santa il sacro rituale della
Settimana Santa, che è anche quanto rimane delle antiche tradizioni
religiose locali.
A far rivivere fedelmente questi sacri appuntamenti sono i componenti
(tra cui anche alcuni giovani) delle Confraternite diSas Animas e Santa
Ruche.
Un momento di particolare intensità emotiva è la celebrazione della
Suchena. Preceduta dal lavaggio di piedi dei confratelli durante la
celebrazione eucaristica, si celebra nelle case dei rispettivi priori,
a ricordo dell'Ultima Cena.
I confratelli, in una sobria tavolata addobbata di fiori e candele
all'interno di una stanza chiusa, consumano in silenzio una frugale
cena a base di minestra, frutta secca, un'anguilla fritta, cipolle,
arance e coccorois, piccoli pani di vincotto preparati per l'occasione.
Il momento comunitario più significativo è comunque S'Incontru, quando,
al termine di una breve processione che precede la Messa Pasquale, la
Madonna incontra il Cristo Risorto.
La Settimana Santa è anche l'occasione per ascoltare gli antichi canti
sacri, presenti nel repertorio della corale Cantori di Irgoli e del
Coro Sancta Helene.
La sagra campestre vissuta con maggiore intensità è quella di
Santu Michelli, che si officia nell'omonimo santuario posto
alle pendici dei monti di Irgoli.
La festa si celebra alla fine di maggio (a cura di una
storica 'tripide' di famiglie) e ai primi di settembre (patrocinata dai
pastori).
In entrambe le occasioni, al termine dei riti religiosi, tutti i
convenuti possono gustare su sambene, sa corda e sa suppa, cucinati
secondo i crismi della antica tradizione locale.
Nella foto a fianco si ammira il retablo raffigurante San Michele
Arcangelo, opera dell'artista irgolese Pina Monne che ha
donato
all'omonima Chiesa (ndr: visitate il sito dell'artista cliccando sul
suo nome: sito realizzato dalla MARALB)