amoiada (in sardo Mamoyada) è un comune della provincia di Nuoro,
situato a 644 metri sul livello del mare nella Barbagia di Ollolai. Fa
parte della IX Comunità Montana Nuorese. Dista 17 km da Nuoro.
Territorio e Storia
L'abitato di Mamoiada si trova nel cuore della Barbagia di Ollolai. Il
territorio è ricco di sorgenti naturali, corsi d'acqua, terreni a
pascolo e a colture. La presenza di queste risorse ambientali ha
attratto insediamenti umani fin dal neolitico e pre-neolitico, con una
varietà di tracce archeologiche e antropologiche significative (dalla
pietra votiva, al nuraghe, fino al menhir). Colpisce Sa Perda Pintà
(ossia "la pietra dipinta", nota anche come Stele di Boeli), una lastra
alta 270 cm istoriata con cerchi concentrici e coppelle, in tutto
simile ad analoghe lastre diffuse nell'area dei Celti (Scozia, Irlanda,
Galles e Bretagna).
L'altitudine del territorio del comune è compresa fra i 390 m e i 1.048
m sul livello del mare.
Data la sua posizione strategica in corrispondenza dell'asse nord-sud
della Sardegna, lungo la strada Ulbiam-Caralis, l'abitato di Mamoiada
fu interessato da una presenza militare romana. Il rione Su 'astru ha
un nome che ricalca quello che i romani davano ai loro piccoli presìdi
(Castrum). La presenza romana è altresì testimoniata dalla fontana di
Su 'antaru vetzu (ossia "La vecchia fonte"), al centro dell'omonimo
rione.
Altri lasciti architettonici di epoche successive sono rappresentati
soprattutto dalle chiese. La Chiesa di Loreto, con una cupola ricca di
affreschi, fu costruita probabilmente intorno al 1600. Il santuario dei
SS.Cosma e Damiano, che ricalca una struttura molto più antica, si
trova a 5 km dal centro abitato sull'altipiano di Marghine, a fianco
della strada che porta a Gavoi. Il santuario è circondato da una
cinquantina di casette per i pellegrini ('umbissìas).
Attorno al secolo XI Mamoiada era ricompresa nel Giudicato di Arborea
mentre poi fece parte della Curatoria della Barbagia di Ollolai.
Ai tempi della dominazione Aragonese-Spagnola (1324-1720), il re
Ferdinando V di Castiglia, assegnò Mamoiada e altri villaggi
barbaricini a Pietro Massa di Arborea, mentre nel 1604 fu sottoposta al
Ducato di Mandas.
Mamuthones e Issohadores
Il misterioso carnevale mamoiadino - dalle origini ancestrali
- è fra le più antiche manifestazioni folcloristiche popolari della
Sardegna. I suoi protagonisti, i Mamuthones e gli
Issohadores, sono diventati da tempo il simbolo riconosciuto
del paese. I Mamuthones, curvi sotto il peso dei campanacci, e con il
volto coperto da una maschera lignea nera, si muovono
lentamente in modo cadenzato su due file parallele, dando un colpo di
spalla per scrollare tutta la sonagliera, con un clangore
particolarissimo.
Gli Issohadores li affiancano con passi e balzi più agili, e
gettano il laccio (nel dialetto mamoiadino soha) d’improvviso e
afferrano come un prigioniero chi hanno scelto nella folla,
per poi rilasciarlo subito dopo.
Queste maschere fanno la loro prima apparizione il 17 gennaio
di ogni anno in occasione della festa di Sant'Antonio abate. La festa è
detta di Sant'Antoni e su o'u ("Sant'Antonio del Fuoco"),
perché, come in tanti paesi sardi e di altre regioni del Mediterraneo,
vengono accesi numerosi falò intorno ai quali si svolgono le misteriose
danze dei Mamuthones. Il rito pare avere un
significato apotropaico o propiziatorio. Il rumoroso ballo dei sonagli
servirebbe ad allontanare il male e favorire annate agrarie
abbondanti. Si ritrovano analoghi costumi in altri villaggi
di vari paesi europei.
Assieme alle maschere di tanti paesi europei, i Mamuthones si possono
ammirare al Museo delle Maschere Mediterranee, recentemente ampliato.
Il Museo contende al Museo
Internazionale del Carnevale e della Maschera della città belga di
Binche la maggiore completezza di testimonanze e reperti sul carnevale
del bacino mediterraneo. La struttura organizza frequenti scambi a
livello internazionale con musei, istituti culturali e associazioni che
operano in questo ambito.
Lingua
Mamoiada appartiene a una delle più caratteristiche zone linguistiche
della Sardegna, la Barbagia di Ollolai, nella quale le parlate sono
contraddistinte da
speciali fenomeni fonetici e lessicali. Ricorrono nel mamoiadino le
caratteristiche del dialetto barbaricino annotate dal grande studioso
della lingua sarda
Max Leopold Wagner, come il colpo di glottide in sostituzione del /k/ e
l'"avversione alla consonante f".
Economia
Come in altri comuni della Barbagia, l'economia locale è
caratterizzata, dalla pastorizia e dalla viticoltura, con prodotti di
grande qualità. A partire dagli ultimi anni del XX secolo sono
cresciute anche le attività legate al turismo, soprattutto in
connessione con il patrimonio culturale e gli eventi della tradizione
locale.
Amministrazione comunale
Sindaco: Graziano Deiana (lista civica) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 0784 56023
Posta elettronica: non_disponibile