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Bolotana
Scritto da MARALB   
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Bolotana



Bolotana
            

            


Regione:     Sardegna
Provincia:     stemma Nuoro
Coordinate:    40°20′0″N 8°58′0″E / 40.33333, 8.96667Coordinate: 40°20′0″N 8°58′0″E / 40.33333, 8.96667
Superficie:     108,52 km²
Abitanti:     
3.276     
Densità:     30,19 ab./km²
Comuni contigui:     Bonorva (SS), Bortigali, Illorai (SS), Lei, Macomer, Noragugume, Orani, Ottana, Silanus
CAP:     08011
Pref. telefonico:     0785
Nome abitanti:     bolotanesi




B
olotana è un comune di 3.276 abitanti della provincia di Nuoro.




Amministrazione comunale

Sindaco: Francesco Manconi ("lista civica") dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0785 45021
Posta elettronica: comune.bolotana@marghine-planargia.it

villa piercy

Il territorio di Bolotana, centro di 3.469 abitanti situato nel Marghine, fu popolato sin dall'epoca preistorica, come dimostrano i vari ritrovamenti, tra cui le domus de janas di Sas Percas de Zancanu, le tombe dei giganti di Sa Sedda e di Istarone, e, tra i tanti, i nuraghi di Titirriola e di Funtanassida; fu abitato anche in epoca punica, come testimonia la fortezza di Mularza Noa, e in epoca romana, con evidenti influssi nella toponomastica.



I monumenti di Bolotana.

san bachisio
  • Chiesa di S.Pietro
  • Chiesa San Bachisio
  • Chiesa di S.Francesco
  • Chiesa di San Basilio
  • Chiesa di San Giovanni
  • Nuraghe Tittirriola
  • Nuraghe Sa Coa Filigosa
  • Nuraghe Urpinos o Isfundadu
  • Circoli megalitici rituali di Ortachis


I Monumenti



Chiesa di S.Pietro

Funge da chiesa parrocchiale. Riedificata nell’anno 1600, è stata riattata ai primi dell’Ottocento. È costituita da una aula unica, con un transetto formato da due grandi cappelle e con presbiterio rialzato chiuso da abside semicircolare.






Chiesa San Bachisio

portone san bachisio


 L’attuale chiesa di san Bachisio è stata riedificata, su un precedente impianto probabilmente gotico-catalano, nella seconda metà  del secolo XVI, per volere della nobildonna Anna Fara. Essa è opera dell’architetto cagliaritano Miguel Puig, che realizzò anche,  nel 1573, parte del campanile di san Pantaleo a Macomer.
 La struttura si presenta ben conservata, concepita unitariamente e completata in un breve lasso di tempo, con scarsi interventi  posteriori. Rilievi di carattere locale ornano la chiesa, mentre la facciata è movimentata da un portale con timpano impostato su  due colonne affiancate, nonché da modanature atte ad impreziosirlo; lungo lo stesso asse vi è un rosone obliterato, ai lati del quale  sono due motivi di rifinitura nella cornice. Una cornice marcapiano divide la parte inferiore della chiesa dall'attico; la stessa  modanatura si palesa nella cornice del tetto a capanna, all'apice del quale è allocata una croce.









Chiesa di S.Francesco

È posta a nord dell’abitato, in posizione dominante ed era attigua al convento dei Cappuccini, del quale rimangono i ruderi. Il convento venne fondato nel 1608, come risultava, tra l’altro, da una iscrizione posta nella porta di entrata allo stesso; la chiesa è stata invece costruita nel 1613, essendo amministratore della fabbrica il ricchissimo concittadino Onofrio Fois, elevato alla nobiltà in quello stesso anno. Sull’altare una grande tela di buon livello artistico, di autore ignoto, probabilmente del Seicento, che raffigura la Crocefissione con san Francesco in ginocchio. Sulla destra del quadro, in piedi, la tradizione vuole che siano rappresentati don Onofrio Fois, la moglie Cathalina Gaya e il padre di quest’ultima, Gavino, originario di Bottidda, che avrebbe donato il terreno all’interno del quale gli edifici vennero costruiti.

Artigianato


A Bolotana, la tessitura del tappeto ha mantenuto salde sia le tecniche di lavorazione, sia i materiali preparati secondo antiche tradizioni, sia le decorazioni e i disegni tramandati di generazione in generazione. La caratteristica che contraddistingue questo tipo di tappeto da quello degli altri comuni della Sardegna è costituita da striature con motivi geometrici densi, con l'utilizzo di colori forti ma delicati, come vuole la tradizione che lega i centri di montagna alla preferenza di motivi orizzontali e con l'impiego di pochi colori


I tipi di tessitura sono:

- Un'indente (un filo per ogni dente, per cui possiamo avere anche Duo Indente e Tres Indente): tappeto policromo tradizionale di Bolotana (in bolotanese Pettenèdda), con disegni a motivi geometrici, rivisti da Eugenio Tavolara (esperto del settore, di Cagliari);
- Orbace (Furesi): tessitura grossa a spiga per la realizzazione dei costumi e un tempo per gli abiti degli anziani;
- Tovagliati: tessuti a scacco, rama e tela;
- Licci (de Mustra): tappeti poveri (de istrappàzzu) di lana e cotone;
- A Pibiones (a Ranos in dialetto bolotanese): di lana, lino e cotone, con motivi sia geometrici, sia floreali;
- Bertulas (bisacce): fatta a "Battor Imposta" e a "Spiga", tecnica antichissima antenata de "sa Pettenèdda".


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Fonte:    http://www.comune.bolotana.nu.it/smista.php?IDCategoria=354    e    http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bolotana&oldid=19824792






 

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