olotana è un comune di 3.276 abitanti
della provincia di Nuoro.
Amministrazione comunale
Sindaco: Francesco Manconi ("lista civica") dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0785 45021
Posta elettronica: comune.bolotana@marghine-planargia.it
Il territorio di Bolotana, centro di 3.469 abitanti situato nel
Marghine, fu popolato sin dall'epoca preistorica, come dimostrano i
vari ritrovamenti, tra cui le domus de janas di Sas Percas de Zancanu,
le tombe dei giganti di Sa Sedda e di Istarone, e, tra i tanti, i
nuraghi di Titirriola e di Funtanassida; fu abitato anche in epoca
punica, come testimonia la fortezza di Mularza Noa, e in epoca romana,
con evidenti influssi nella toponomastica.
I monumenti di Bolotana.
Chiesa di S.Pietro
Chiesa San
Bachisio
Chiesa di S.Francesco
Chiesa di San Basilio
Chiesa di San Giovanni
Nuraghe Tittirriola
Nuraghe Sa Coa Filigosa
Nuraghe Urpinos o Isfundadu
Circoli megalitici rituali
di Ortachis
I Monumenti
Chiesa di S.Pietro
Funge da chiesa parrocchiale. Riedificata nell’anno 1600, è stata
riattata ai primi dell’Ottocento. È costituita da una aula unica, con
un transetto formato da due grandi cappelle e con presbiterio rialzato
chiuso da abside semicircolare.
Chiesa San Bachisio
L’attuale chiesa di san Bachisio è stata riedificata, su un
precedente impianto probabilmente gotico-catalano, nella seconda metà
del secolo XVI, per volere della nobildonna Anna Fara. Essa è
opera
dell’architetto cagliaritano Miguel Puig, che realizzò anche,
nel 1573,
parte del campanile di san Pantaleo a Macomer.
La struttura si presenta ben conservata, concepita
unitariamente e
completata in un breve lasso di tempo, con scarsi interventi
posteriori. Rilievi di carattere locale ornano la chiesa,
mentre la
facciata è movimentata da un portale con timpano impostato su
due
colonne affiancate, nonché da modanature atte ad impreziosirlo; lungo
lo stesso asse vi è un rosone obliterato, ai lati del quale
sono due
motivi di rifinitura nella cornice. Una cornice marcapiano divide la
parte inferiore della chiesa dall'attico; la stessa
modanatura si
palesa nella cornice del tetto a capanna, all'apice del quale è
allocata una croce.
Chiesa di S.Francesco
È posta a nord dell’abitato, in posizione dominante ed era attigua al
convento dei Cappuccini, del quale rimangono i ruderi. Il convento
venne fondato nel 1608, come risultava, tra l’altro, da una iscrizione
posta nella porta di entrata allo stesso; la chiesa è stata invece
costruita nel 1613, essendo amministratore della fabbrica il
ricchissimo concittadino Onofrio Fois, elevato alla nobiltà in quello
stesso anno. Sull’altare una grande tela di buon livello artistico, di
autore ignoto, probabilmente del Seicento, che raffigura la
Crocefissione con san Francesco in ginocchio. Sulla destra del quadro,
in piedi, la tradizione vuole che siano rappresentati don Onofrio Fois,
la moglie Cathalina Gaya e il padre di quest’ultima, Gavino, originario
di Bottidda, che avrebbe donato il terreno all’interno del quale gli
edifici vennero costruiti.
Artigianato
A Bolotana, la tessitura del tappeto ha mantenuto salde sia le tecniche
di lavorazione, sia i materiali preparati secondo antiche tradizioni,
sia le decorazioni e i disegni tramandati di generazione in
generazione. La caratteristica che contraddistingue questo tipo di
tappeto da quello degli altri comuni della Sardegna è costituita da
striature con motivi geometrici densi, con l'utilizzo di colori forti
ma delicati, come vuole la tradizione che lega i centri di montagna
alla preferenza di motivi orizzontali e con l'impiego di pochi colori
I tipi di tessitura sono:
- Un'indente (un filo per ogni dente, per cui possiamo avere anche Duo
Indente e Tres Indente): tappeto policromo tradizionale di Bolotana (in
bolotanese Pettenèdda), con disegni a motivi geometrici, rivisti da
Eugenio Tavolara (esperto del settore, di Cagliari);
- Orbace (Furesi): tessitura grossa a spiga per la realizzazione dei
costumi e un tempo per gli abiti degli anziani;
- Tovagliati: tessuti a scacco, rama e tela;
- Licci (de Mustra): tappeti poveri (de istrappàzzu) di lana e cotone;
- A Pibiones (a Ranos in dialetto bolotanese): di lana, lino e cotone,
con motivi sia geometrici, sia floreali;
- Bertulas (bisacce): fatta a "Battor Imposta" e a "Spiga", tecnica
antichissima antenata de "sa Pettenèdda".