Macomer (in sardo Macumère) è un comune di 10.752 abitanti della
provincia di Nuoro, situato a 572 metri sul livello del mare, sulle
pendici della catena del Marghine, arroccata sulle rive del rio S'Adde,
a 57 km da Nuoro
.
Storia
Abitato fin dalla più remota antichità, fu all'inizio un
insediamento
punico (l'antica Macopsissa, nominata anche dal
geografo Tolomeo).
L'origine cartaginese dell'insediamento è testimoniata dal toponimo,
composto dalle radici Macom (luogo) e Mer, vocabolo che
indica la
presenza di abbondante acqua sorgente. In una grotta, situata in
località Marras, in una gola del rio S'Adde, è stata
rinvenuta, nel
1949, una statuetta, detta Venere di Macomer, oggi custodita nel Museo
Archeologico nazionale di Cagliari. Il manufatto,
raffigurante una Dea
Madre risalente stilisticamente al paleolitico superiore, è
alto circa
14 cm., ed è stato realizzato con pietra basaltica locale.
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La città vanta importanti vestigia del passato, in una delle zone con
la più
alta concentrazione di testimonianze nuragiche, con vari siti
archeologici tra i più importanti della Sardegna, situati in
varie
località attigue al centro abitato, tra cui spicca il sito di Tamuli,
una tomba di giganti contraddistinta da sei betili a forma di cono. Nel
1478 vi si svolse la storica battaglia tra i Sardi e gli Aragonesi, che
pose fine all'indipendenza della Sardegna. Dal 1767, nell'ambito del
Regno di Sardegna, fu capoluogo del Marchesato del Marghine. Nell'età
attuale, Macomer è meta di turisti che ammirano i paesaggi attorno a
questa cittadina.
Attività
produttive
La posizione geografica, naturale crocevia tra le vie di comunicazione
Nord-Sud della Sardegna sin dai tempi antichi, ha favorito lo sviluppo
della cittadina. Sono presenti due stazioni ferroviarie, una delle
Ferrovie dello Stato e una delle Ferrovie della Sardegna, situate una
di fronte all'altra (piazza due stazioni), ed attigua una di
autobus.
Il commercio
e l'allevamento costituiscono le attività principali. Ad
esse si affianca l'industria tessile (tessuti in cotone e calze). Essa
era arrivata a occupare fin quasi un migliaio di operai, ma oggi
affronta alcune difficoltà; stesso discorso vale per le produzione
casearia, comunque importante. Macomer è sede di una radio locale,
diffusa in varie zone della Sardegna. Ospita un liceo scientifico che
offre i corsi: tradizionale, minisperimentale linguistico e
sperimentale Brocca, e che ha annesso il liceo classico e quello delle
scienze sociali. Vi è inoltre un istituto tecnico commerciale e per
geometri e un istituto professionale dell'industria. Macomer fa inoltre
parte della Comunità Montana Marghine Planargia.
Monumenti
Nel territorio di Macomer sono situati numerosi nuraghi. Tra questi, i
principali sono quello di Santa Barbara, che consta di un complesso con
numerose torri e mura difensive,
poco al di fuori del centro abitato,
lungo la SS 131. Circa 15 km ad Est, nel comune di Silanus, si trova
invece il Nuraghe di Santa Sabina, vicino al quale è stata
edificata
una cappella bizantina. Nei pressi del complesso ospedaliero si trova
il nuraghe Ruju e alcune "Domus de Janas" (case delle fate), scavate
nella pietra calcarea utilizzate come tombe. Tra i principali
edifici
di interesse del centro storico, spicca la Chiesa parrocchiale di S.
Pantaleo, patrono della città (1635), a tre navate, con una
facciata
contraddistinta da un portale a timpano, posta all'estremità
sud-occidentale del centro abitato, in una posizione da cui si gode un
eccezionale panorama, sino al Campidano.
Recentemente, è stato
realizzato un Museo Etnografico, denominato "Le arti antiche", che
ospita utensili tradizionalmente utilizzati per l'agricoltura
e
l'allevamento, costumi folkloristici, fotografie. Di notevole
importanza storica e naturalistica è il Monte di S. Antonio, dove il 13
giugno si svolge la ricorrenza del Santo di Padova, la quale
richiama
da tutta la Sardegna migliaia di fedeli e turisti.