Regione:
Sardegna Provincia:
stemma Nuoro Coordinate:
40°4′0″N 9°9′0″E / 40.06667,
9.15Coordinate: 40°4′0″N 9°9′0″E / 40.06667, 9.15 Altitudine:
564 m s.l.m. Superficie:
19,35 km² Abitanti:
584 Densità:
30,18 ab./km² Comuni
contigui:
Austis, Desulo, Ovodda, Sorgono, Teti, Tonara CAP:
08020 Pref.
telefonico: 0784 Nome
abitanti:
tianesi Santo patrono:
Sant'Elena Giorno
festivo: 18
agosto
T
iana è un comune di 584 abitanti della provincia di Nuoro, nella
regione della Barbagia di Ollolai.
Geografia
Il panorama che si presenta davanti agli occhi di chi arriva a Tiana
per la prima volta è definito, da molti, uno dei più suggestivi
dell’intera Barbagia. Incastonato nella valle del fiume Tino e
circondato da montagne rivestite da una vegetazione fittissima di lecci
e sugherelle, di castagni e di noci, questo piccolo paese, abitato da
circa 600 anime, presenta un panorama da cartolina, che merita
sicuramente di essere ammirato. Tiana è situato a una decina di km dal
paese del torrone, Tonara, e a soli quattro da quello del carnevale,
Ovodda. È posto a circa 600 metri di altitudine, ma i rilievi che lo
circondano oltrepassano la quota dei mille metri, e costituiscono gli
ultimi avamposti della catena del Gennargentu, del cui parco Tiana
avrebbe fatto parte se questo progetto fosse andato in porto. Sarebbe
stata, probabilmente, l’occasione giusta per far decollare in modo
consistente quello sviluppo di tipo turistico che nelle zone
dell’interno ha iniziato a prendere piede da qualche anno a questa
parte. Peraltro, la popolazione non è stata dello stesso avviso, e ha
prevalso la paura di veder perdute le prerogative tipiche di chi si
basa su un’economia agro-pastorale, su cui Tiana fa ancora affidamento.
I motivi per cui un visitatore dovrebbe fare un salto da queste parti
sono diversi. È senza dubbio la natura incontaminata la risorsa più
preziosa di cui questo borgo dispone. Lo spettacolo che questo
capolavoro della natura offre diventa indescrivibile in autunno, quando
le foglie ingialliscono e regalano al panorama montuoso colori dei
quali è impossibile, a parole, rendere un’idea che non ne sminuisca la
bellezza. Non per niente, Tiana è tappa, nel mese di dicembre, della
rassegna “Autunno in Barbagia”, la manifestazione che unisce tutti i
paesi della zona e che permette a questi ultimi di mettere in mostra le
tradizioni e le specialità locali: un evento imperdibile per chi sa
apprezzare l’ospitalità dei paesi dell’interno. La vista che si
presenta nelle altre stagioni non è meno seducente rispetto al
paesaggio autunnale. L’occhio del visitatore è ammaliato in primavera,
quando il verde della vegetazione si mostra nel suo pieno rigoglio; in
inverno quando la natura si rivela nella sua essenzialità scarna; e, in
estate, il turista non rimpiange di aver disertato le ben più note
località balneari dell’isola Quest’ambiente puro è anche uno dei motivi
della longevità dei tianesi: il paese continua ad essere, infatti,
culla di centenari. Nel territorio tianese scorrono due fiumi, il Tino
e il Torrei. Secondo alcuni studiosi, è proprio dal primo che
deriverebbe il nome del paese; altri, invece, lo fanno risalire a
Diana, la dea della caccia, venerata dalle antiche popolazioni
autoctone. Per lungo tempo, su questi due corsi d’acqua si è imperniata
l’economia di Tiana. Sulle loro rive, infatti, si trovano ancora oggi
un mulino e una gualchiera, ultimi superstiti di una schiera di diverse
decine di esemplari che davano lavoro a molti tianesi fino a mezzo
secolo fa. Questi due macchinari sono ora adibiti ad una sorta di
“museo animato”, e possono essere visitati e ammirati in funzione da
chiunque abbia la curiosità di fare un salto nel passato, per rivivere
il tempo in cui alla mancanza dell’elettricità si sopperiva con
l’energia derivante dalla forza dell’acqua del fiume. Questa faceva
girare un’enorme ruota a pale la quale trasmetteva il movimento alle
macchine, che, nel caso del mulino, macinavano il grano. Il
funzionamento della gualchiera era analogo, ma essa era adibita ad un
utilizzo diverso: quello della lavorazione dell’orbace, il tessuto con
cui si producevano, fino a non tantissimo tempo fa, i vestiti dei
pastori e della popolazione. L’orbace veniva ammorbidito con dei
robusti magli, messi in movimento, anch’essi, da una grossa ruota,
azionata dalla corrente fluviale.
Archeologia
Nel territorio tianese non mancano gli insediamenti archeologici. Il
più importante è la Necropoli di Mancosu, un complesso di Domus de
janas. La traduzione letterale di questa locuzione corrisponderebbe a
"case delle fate"; in realtà, esse sono delle tombe scavate nella
roccia dalle popolazioni che vissero in Sardegna nel Neolitico. L’altro
insediamento è stato devastato nel secolo scorso da profanatori, in
tempi nei quali non si conosceva, probabilmente, il valore di questi
siti. L'esclusiva gualchiera rende il piccolo paese una grande
attrazione turistica. Nella località Mancosu si possono trovare due
gualchiere: la vecchia ormai fuori uso, e una costruita recentemente
che viene azionata in occasione delle visite.
Amministrazione
comunale
Sindaco: Cesarina Marcello (lista civica) dal 08/05/2005
Centralino del comune: 0784 69089 - Fax: 0784 69200
Posta elettronica: comunetiana@tiscalinet.it
L'indirizzo del municipio è Via Nazionale 27.
Feste
La patrona di Tiana è sant'Elena, madre dell’imperatore romano
Costantino I, la quale, secondo la leggenda, ritrovò la Croce di
Cristo. La festa si svolge il 18 agosto, e alla Santa è dedicata anche
la Chiesa del Paese, risalente al XVIII secolo. A Tiana si festeggia
anche San Leone Magno, il Papa che fermò Attila mostrandogli la Croce,
al quale era dedicata una chiesetta campestre che è andata distrutta ma
che verrà ricostruita: la prima pietra è già stata posata. I
festeggiamenti si svolgono nella seconda settimana di settembre, e si
aprono con una processione nella quale il Santo percorre le vie del
Paese su un carro addobbato e trainato da buoi, accompagnato dai
tianesi in costume e a cavallo. Anche questa è un’ottima occasione per
poter conoscere le tradizioni di questo centro barbaricino. Un’altra
festa davvero suggestiva è quella di Sant’Antonio, che è comune a tutti
i paesi della Barbagia e che si svolge la sera del 16 gennaio: un
priore organizza l’accensione del falò e prepara per tutti i presenti
il vino e “sa panemanna”, un dolce che si prepara appositamente per
questa ricorrenza. Tipici dei paesi dell’interno sono i riti della
Settimana Santa, che anche a Tiana si svolgono secondo la tradizione.
Gastronomia
La tradizione gastronomica merita davvero una menzione speciale e
potrebbe diventare un settore trainante dell’economia tianese. Oltre ai
piatti barbaricini tipici (le carni, i culurzones, le seadas, solo per
citarne alcuni) che vengono ancora preparati in casa, come, del resto,
il pane, vanno segnalati anche vari tipi di dolci che accompagnano le
diverse ricorrenze dell’anno: sa panemanna per S. Antonio; is pardulas
per Pasqua; is papassinos per Ognissanti (oltre ad altre varietà che
non sono legate a periodi particolari). Un' altro dolce tipico di
questo paese sono "le Fruttine", piccoli dolci fatti con la pasta di
mandorla che riproducono i più comuni frutti (mela, pera, fico, uva
ecc). Vengono colorati a mano e ricoperti di zucchero.