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Scritto da MARALB   
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Lei




Lei            

            

Regione:     Sardegna
Provincia:     stemma Nuoro
Coordinate:      40°18′0″N 8°55′0″E / 40.3, 8.91667Coordinate:  40°18′0″N 8°55′0″E / 40.3, 8.91667
Altitudine:     500 m s.l.m.
Superficie:     19,01 km²
Abitanti:     
601     31-12-04
Densità:     31,61 ab./km²
Comuni contigui:     Bolotana, Silanus
CAP:     08010
Pref. telefonico:     0785
Nome abitanti:     leiesi


panorama lei



Lei è un comune di 601 abitanti della provincia di Nuoro.


Amministrazione comunale

Sindaco: Michelina Cadau (lista civica) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 0785 40805
Posta elettronica: non_disponibile


I
l paese di Lei, 645 abitanti secondo il censimento del 2001, è edificato su una serie di colline poste ad altitudine di mt 500 s.l.m. con esposizione a sud est, su un territorio, di Kmq 19,01 (di cui destinato a bosco Ha 645), che comprende la parte centro occidentale della Catena del Marghine. Il territorio comunale è compreso fra 192 e 1133 metri s.l.m. Per chi percorra la Statale 129 (Macomer-Nuoro), il paese appare allungato parallelamente all'adattamento della Catena montuosa che estende le propaggini di verde fino ai limiti del perimetro urbano. Negli ultimi anni il paesaggio si è arricchito di superfici boscate a roverella ed essenza della flora mediterranea interna, anche a motivo del progressivo abbandono delle campagne. L'origine del Centro è antica, insediamenti umani sin da epoche preistoriche sono testimoniati dai ritrovamenti in località Su Furrighesu e Muros, asce, ossidiane, bracciali in bronzo attualmente conservati presso il Museo Sanna di Sassari. Terrecotte ed altre suppellettili di epoca medioevale sono state ritrovate nei dintorni della chiesa di S. Michele e dell'attuale boschetto sottostante la "Roccia della Madonnina" all'ingresso del paese. Compare nell'elenco delle decime che i vari centri abitati della Sardegna pagavano alla Curia di Roma per gli anni 1342/1350.nuraghe pranu e pattada


Distanze: da Macomer Km 17, da Nuoro Km 45, Oristano Km 70, Cagliari Km 170, da Sassari Km 86, da Alghero Km 120.

Cenni Storici


Il nome del paese compare per la prima volta nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado con la grafia Lee, la cui pronuncia era Le: Coiuvedi Goantine Mameli, serbu de sancta Maria de Bonarcadu, cun Maria de Lee, ancilla de iudice de Gallul.... In seguito è attestato con la forma Ley. È citato anche nella Chorographia Sardiniae di Giovanni Francesco Fara, del secolo XVI. Il territorio di Lei fu popolato sin dall'epoca preistorica, come attestano i ritrovamenti in località Su Furrighesu e Muros, e i nuraghi Beraniles e Pattada. Nel periodo giudicale la villa di Lei fece parte della curatoria del Marghine nel regno di Torres. Questa curatoria comprendeva i paesi di Bìrori, Dualchi, Gitil, Bolotana, Borore, Lei, Mulargia, Noragugume, Bortigali, Saucu, Santu Antipatre e Silanus, oltre alla capitale Macomer. Caduto il regno, di fatto nel 1259 con la morte della giudicessa Adelasia, la curatorìa, contesa fra i Doria e gli Arborea, fu annessa al regno arborense. Tra il 1340 e il 1341 Lei pagava le decime alla cattedrale di Ottana, essendo compresa in quella diocesi, che fu soppressa nel 1504, anno in cui il paese entrò a far parte della diocesi di Alghero. Nel 1388 è uno dei paesi che sottoscrivono la pace fra i regni di Arborea e Aragona. Subito dopo la fine del regno, nel 1410, la villa passò al visconte di Narbona, e poi, nel 1420, agli Aragonesi, che la concessero in feudo al valenzano Bernardo Centelles. Questi la cedette nel 1439 a Salvatore Cubello, che nel 1463 la incluse nel marchesato di Oristano. Estintasi la famiglia Cubello nel 1470, il paese passò a Leonardo Alagón, sino al 1477, quando fu condannato per fellonia. Nel 1478 tornò in possesso dei Centelles. A partire da questa data, e poi per tutta l'epoca spagnola, Lei tornò ad essere inclusa nella contea di Oliva, infeudata prima ai Centelles, creati conti di Oliva nel 1449, e poi, per successione, ai conterranei Borgia. Estinta la chiesa san michele  famiglia, la villa fu concessa a Maria Josefa Pimentel, erede dei Borgia e moglie di Pedro Téllez Girón, ai quali rimase sino al riscatto definitivo del feudo nel  1843. In base alle successive suddivisioni amministrative del territorio, fissate dal governo sardo-piemontese, la comunità di Lei fu inclusa nel 1821 nella  provincia di Cuglieri; nel 1848, abolite le province e istituiti i comuni, Lei fu compreso nella divisione amministrativa di Nuoro, e in seguito, con R.D.  3702/1859, nella provincia di Sassari, circondario di Nuoro, mandamento di Bolotana. Istituita la provincia di Nuoro con R.D.L. 02/01/1927, n. 1, entrò a far  parte di tale provincia.
 S.Marco, il 24 e il 25 aprile. E' la festa più importante del paese. Pellegrinaggio alla chiesa di San Marco (sa cresia 'e dai) in località Sos Contones, nell'agro di  Silanos, il 24 aprile di ogni anno. I fedeli in processione, accompagnati da cavalieri, portano i tipici pani di San Marco (sa cogone 'e Santu Marcu) esclusivo  pane locale fatto di semola, decorato con fiori, uccellini, caprioli, collocato su canne, adorni di nastri multicolori. Dopo tre fermate si arriva alla chiesa. I  confratelli di Zesucristu e di Nostra Signora si occupano della statua e dell'organizzazione delle celebrazioni insieme al prete. Durante la messa si benedicono i  pani, di cui in seguito una parte si mangia come protezione per le persone, le case, il bestiame e i campi, e una parte viene messa da parte per l'anno successivo. La mattina del 25, in Sa Roca, il prete benedice i campi sottostanti. A settembre (seconda domenica) seconda festa di san Marco a carattere religioso e civile, con spettacoli folkloristici e vari.

Sant'Isidoro, con processione e benedizione dei campi, nel mese di maggio di ogni anno. Sul monte, in uno spiazzo sotto gli alberi, si celebra la messa davanti alla nicchia del Santo protettore dei contadini.

San Pietro, il 29 giugno, è il patrono del paese.


La trebbiatura

Una delle attività tradizionali, come in tutta la Sardegna, era la trebbiatura. Si mette il grano sull’aia e ci si fa passare un giogo di buoi che trascinano una pietra piatta, sa pedra de triulare, sopra. Una volta passati i buoi, si ventila. Il grano si macina nella macina, in sardo mola: si versa nella tramoggia e l’asino attaccato con un palo fa girare la macina. Il grano macinato cade nel trogolo e si raccoglie dalla porticina.
domus de janas

Tipico del paese è il pane, detto cogone o cocoiedda, che si fa per la festa di San Marco, il 24 e 25 aprile. È un pane tondo, che può anche avere un foro al centro, o a forma di croce greca, con un diametro che va dagli 8 ai 30 cm. È decorato con uccellini, fiori, frutta e foglie. Altri tipi di pane sono su tzichi, sa sìmula, sa fresa, sa cogone 'e s'ou, sa coca, su pane cun berdas, su pane modde, s'orzatu, su pane corru, su pane de cane. Un piatto tradizionale era quello de sos macarrones de arzola. I dolci sono: amaretos, pilichitos, pabassinos, sospiros, germinos, casadinas e sebadas.



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Fonti:     http://www.comune.lei.nu.it/fotoAlbum/index.php   e   http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Lei&oldid=20528367



 

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