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Dualchi
Scritto da MARALB   
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Dualchi



Dualchi
            

            

Regione:     Sardegna
Provincia:     stemma Nuoro
Coordinate:      40°14′0″N 8°54′0″E / 40.23333, 8.9Coordinate:  40°14′0″N 8°54′0″E / 40.23333, 8.9
Altitudine:     321 m s.l.m.
Superficie:     23,44 km²
Abitanti:     
764     
Densità:     32,59 ab./km²
Comuni contigui:     Aidomaggiore (OR), Birori, Borore, Bortigali, Noragugume, Sedilo (OR), Silanus
CAP:     08010
Pref. telefonico:     0785
Nome abitanti:     dualchesi
Santo patrono:     San Leonardo




D
ualchi (in sardo Duarche) è un comune di 764 abitanti della provincia di Nuoro.


murales colomo


Amministrazione comunale

Sindaco: Ignazio Piras ("lista civica") dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0785 44723
Posta elettronica: non_disponibile


L'abitato è situato al confine orientale dell'altopiano basaltico di Abbasanta, a circa mt.300 slm.
La sua superficie territoriale conta Kmq. 23,44, di cui Ha. 113 sono destinati a bosco.
Dualchi è ricco di reperti archeologici di origine pre-nuragica e nuragica. Ne sono testimonianza i numerosi nuraghi (Biriola, Bardalazzu, complesso archeologico di Cubas con nuraghe di tipo complesso); domus de janas; tombe dei giganti e betili troncoconici, nonché alcuni insediamenti punico-romani.
Esso appartenne, in età giudicale, al giudicato di Logudoro e alla curatoria del Marghine.
In occasione della battaglia di Macomer (1478), gli abitanti di Dualchi combatterono contro le truppe aragonesi. Dopo la sconfitta subirono crudeli rappresaglie da parte degli Aragonesi vincitori.
chiesa dualchi
Di un passato importante sono, inoltre, testimonianza le chiese della B.V. D'Itria (fine XV sec.), di S.Leonardo Abate (inizi XVI sec. Costruita sui ruderi di una chiesa del XII sec.), di S.Pietro (Impianto gotico-aragonese XVI sec.), di S. Antonio Abate (XVI sec.)


Distanze:

da Macomer km. 18, da Nuoro km. 44, da Oristano km. 60, da Cagliari km. 146, da Sassari km. 90, da Alghero km. 130, da Olbia km. 150.
Il territorio di Dualchi, centro di 850 abitanti situato nel Marghine, fu popolato sin dall'epoca preistorica, come dimostrano vari ritrovamenti, quali i nuraghi Ponte, Cubas, Biriola, Piddio e Caddaris. Nel periodo giudicale la villa di Dualchi fece parte della curatorìa del Marghine nel giudicato di Torres. Caduto il giudicato, di fatto nel 1259 con la morte della giudicessa Adelasia, la curatorìa, contesa fra i Doria e gli Arborea, fu annessa al giudicato arborense. Subito dopo la fine del giudicato, nel 1410, la villa passò al visconte di Narbona, e poi, nel 1420, agli Aragonesi, che la concessero in feudo a Ludovico Àragall, il quale la vendette al valenzano Bernardo Centelles.



I monumenti di Dualchi.


chiesa san leonardo  Chiesa di S.LeonardoChiesa S. Leonardo
 Chiesa della B.V.d'Itria
 Chiesa S.Croce
 Chiesa S.Sebastiano
 Chiesa S.Pietro
 Chiesa S.Antonio Abate
 Vecchio Municipio
Ex Frantoio adibito a museo
Funtana Mazzore
Tombe di Giganti
Betili Troncoconici


Nuraghi

 
Nuraghe Uana

Nuraghe Cubas

Ponte e Frenugarzunuraghe ponte

Protonuraghe Biriola

Muraglia megalitica di Sa Corte
     

Artigianato e gastronomia


I dolci tipici

L'ingrediente costante presente nei dolci tipici di Dualchi è la "Sapa di fico d'india".
La sapa è un composto denso e scuro, dal sapore dolce, ottenuto dopo una lavorazione che dura più di 24 ore.
Tra i dolci, vale la pena di assaggiare sas ziliccas, sos culurzones (ripieni di sapa), su tureddu (tortini di sapa, uva passa, noci e mandorle), s'aligu (dolce della cucina povera, tipico della Settimana Santa, realizzato con sapa e pane pistoccu), su perla perlazzu (tortino di ceci e sapa, anch'esso tipico della cucina povera), sos pabassinos de saba e su pane 'e saba.
Sempre dal fico d'India, viene realizzato il tipico liquore dualchese (Su licore de figu murisca)

La produzione gastronomica

Per quel che concerne la tradizione gastronomica Dualchi è rinomato per la lavorazione del fico d'india, l'utilizzo di questo frutto ha dato vita alla Sagra che quest'anno (2007) arriverà a presentare la diciottesima edizione.
Il fico d'india appartiene alla famiglia delle piante grasse, cresce spontaneamente e abbonda soprattutto nelle terre aride, arrivando a raggiungere i tre metri di altezza.
Una caratteristica della pianta è rappresentata dai cladodi: le spine che si trovano sui rami appiattiti a forma di spatola (foglie), che con il passare del tempo raggiungono una consistenza legnosa. Sulla superficie delle foglie o rami, prendono forma i fiori, di un bel colore giallo e foglie piccolissime che cadono quasi immediatamente. Altro elemento caratteristico è il frutto, con la buccia coperta da ciuffi di spine che assume un colore che va dall'arancio al violetto e dal rosso “sangue” al bianco “banana”. Una particolarità piuttosto curiosa è che solo i frutti di qualità giungono a maturazione.

La polpa del frutto, che presenta numerosi semi, ha un sapore dolciastro dovuto all'elevata quantità di zucchero contenuta, in particolare fruttosio e glucosio, inoltre essa ha proprietà diuretiche e dissetanti ed è ricca di vitamina C, mentre il succo dei cladodi è indicato per chi ha la pelle secca.
Nei primi decenni del secolo, i dualchesi utilizzavano la grande foglia dei fichi d'india per curare il mal di testa, il mal di denti, contusioni, distorsioni e varie lesioni degli arti; essa veniva pestata fino ad ottenere un cataplasma da posare sulla parte lesa. L'economia del paese si basava esclusivamente sull'agricoltura e betili dualchi  sulla pastorizia, quest'ultima è ancora un tassello importante dell'economia del paese, per cui allora sfruttare al  massimo le risorse ricavabili dal territorio era d'obbligo. Fu così che vaste zone rocciose del territorio, che non  offrivano spazio alcuno a nessun altro genere di coltivazione, furono coperte da piante di fichi d'india che con i suoi  derivati si impose sul mercato come merce di scambio. Quella del fico d'india essendo una coltura semi-selvatica non  comporta alcun costo e in passato, non richiedeva alcuna spesa neanche il processo per la lavorazione del frutto al  fine di produrre sape e marmellate, in quanto tutto il lavoro si svolgeva direttamente in campagna utilizzando la legna  degli arbusti, conseguentemente i prodotti ottenuti potevano imporsi vantaggiosamente sul mercato di scambio in  rapporto ad altri prodotti la cui lavorazione e produzione comportava notevoli costi.
 Con l'industrializzazione delle aree del centro Sardegna si è assistito ad una fuga dalle campagne da parte della  gioventù e il fico d'india ha rischiato come altre colture di scomparire. Soprattutto rischiava di scomparire il suo antico  utilizzo

La Pro-loco si è riproposta di trovare un modo affinché questa antica risorsa venisse riscoperta.
Proporre la Sagra del fico d'india fu dunque un pretesto, un modo, per ridare luce a originali e vecchie ricette, per non far scomparire una parte delle nostre tradizioni.
La Sagra del fico d'india si svolge in concomitanza con le novene dedicate ai SS. Pietro e Paolo ogni 2? sabato del mese di settembre. Per l'occasione si possono degustare i frutti del fico d'india nonché la sapa, la marmellata, il liquore e i dolci tradizionali derivati dalla lavorazione del frutto:
“Tureddu, Aligu, Perlaperlazu, Ziliccas Pabassinos Culurzones e Pane de saba”.
Inoltre c'è da dire che a Dualchi essendo un paese che si basa prevalentemente sull'attività agro-pastorale, si producono grandi quantità di formaggio per lo più per uso familiare, infatti ogni pastore ha la sua provvista di ottimo formaggio da quello di vacca a quello di pecora.
Altro prodotto tipicamente dualchese sono “sas tzipulas de abba”, queste sono dei dischi di pasta di pane, era un pasto frugale che necessitava di pochi e modesti ingredienti: acqua farina e un pizzico di sale.

murales dualchi

Tra gli altri prodotti gastronomici si ricorda la lavorazione del pane, ancora resiste la produzione del pane tradizionale o casereccio infatti tzia Elvira è una delle poche donne del paese che a periodi prestabiliti produce il pane in casa, ci sono vari tipi di pane da quello più semplice, o quotidiano, a quello più elaborato per le ricorrenze o per gli sposi, oltre a lei, ci sono altre massaie che impastano il pane in casa e lo cuociono, a seconda del periodo si da forma ai vari pani tradizionali, ogni festa ha un suo tipo di pane con una sua forma e un differente tipo di farina, da quella più sottile e leggera al semolato.



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Fonti        http://www.comune.dualchi.nu.it/DUALCHI_categorie_DX_02.php?IDCategoria=330http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dualchi&oldid=19326880




 

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