ualchi (in sardo Duarche) è un comune di 764 abitanti della provincia
di Nuoro.
Amministrazione comunale
Sindaco: Ignazio Piras ("lista civica") dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0785 44723
Posta elettronica: non_disponibile
L'abitato è situato al confine orientale dell'altopiano basaltico di
Abbasanta, a circa mt.300 slm.
La sua superficie territoriale conta Kmq. 23,44, di cui Ha. 113 sono
destinati a bosco.
Dualchi è ricco di reperti archeologici di origine pre-nuragica e
nuragica. Ne sono testimonianza i numerosi nuraghi (Biriola,
Bardalazzu, complesso archeologico di Cubas con nuraghe di tipo
complesso); domus de janas; tombe dei giganti e betili troncoconici,
nonché alcuni insediamenti punico-romani.
Esso appartenne, in età giudicale, al giudicato di Logudoro e alla
curatoria del Marghine.
In occasione della battaglia di Macomer (1478), gli abitanti di Dualchi
combatterono contro le truppe aragonesi. Dopo la sconfitta subirono
crudeli rappresaglie da parte degli Aragonesi vincitori.
Di un passato importante sono, inoltre, testimonianza le chiese della
B.V. D'Itria (fine XV sec.), di S.Leonardo Abate (inizi XVI sec.
Costruita sui ruderi di una chiesa del XII sec.), di S.Pietro (Impianto
gotico-aragonese XVI sec.), di S. Antonio Abate (XVI sec.)
Distanze:
da Macomer km. 18, da Nuoro km. 44, da Oristano km. 60, da Cagliari km.
146, da Sassari km. 90, da Alghero km. 130, da Olbia km. 150.
Il territorio di Dualchi, centro di 850 abitanti situato nel Marghine,
fu popolato sin dall'epoca preistorica, come dimostrano vari
ritrovamenti, quali i nuraghi Ponte, Cubas, Biriola, Piddio e Caddaris.
Nel periodo giudicale la villa di Dualchi fece parte della curatorìa
del Marghine nel giudicato di Torres. Caduto il giudicato, di fatto nel
1259 con la morte della giudicessa Adelasia, la curatorìa, contesa fra
i Doria e gli Arborea, fu annessa al giudicato arborense. Subito dopo
la fine del giudicato, nel 1410, la villa passò al visconte di Narbona,
e poi, nel 1420, agli Aragonesi, che la concessero in feudo a Ludovico
Àragall, il quale la vendette al valenzano Bernardo Centelles.
I monumenti di Dualchi.
Chiesa di S.LeonardoChiesa S. Leonardo
Chiesa della B.V.d'Itria
Chiesa S.Croce
Chiesa S.Sebastiano
Chiesa S.Pietro
Chiesa S.Antonio Abate
Vecchio Municipio
Ex Frantoio adibito a museo
Funtana Mazzore
Tombe di Giganti
Betili Troncoconici
Nuraghi
Nuraghe Uana
Nuraghe Cubas
Ponte e Frenugarzu
Protonuraghe Biriola
Muraglia megalitica di Sa Corte
Artigianato
e gastronomia
I dolci tipici
L'ingrediente costante presente nei dolci tipici di Dualchi è la "Sapa
di fico d'india".
La sapa è un composto denso e scuro, dal sapore dolce, ottenuto dopo
una lavorazione che dura più di 24 ore.
Tra i dolci, vale la pena di assaggiare sas ziliccas, sos culurzones
(ripieni di sapa), su tureddu (tortini di sapa, uva passa, noci e
mandorle), s'aligu (dolce della cucina povera, tipico della Settimana
Santa, realizzato con sapa e pane pistoccu), su perla perlazzu (tortino
di ceci e sapa, anch'esso tipico della cucina povera), sos pabassinos
de saba e su pane 'e saba.
Sempre dal fico d'India, viene realizzato il tipico liquore dualchese
(Su licore de figu murisca)
La produzione
gastronomica
Per quel che concerne la tradizione gastronomica Dualchi è rinomato per
la lavorazione del fico d'india, l'utilizzo di questo frutto ha dato
vita alla Sagra che quest'anno (2007) arriverà a presentare la
diciottesima edizione.
Il fico d'india appartiene alla famiglia delle piante grasse, cresce
spontaneamente e abbonda soprattutto nelle terre aride, arrivando a
raggiungere i tre metri di altezza.
Una caratteristica della pianta è rappresentata dai cladodi: le spine
che si trovano sui rami appiattiti a forma di spatola (foglie), che con
il passare del tempo raggiungono una consistenza legnosa. Sulla
superficie delle foglie o rami, prendono forma i fiori, di un bel
colore giallo e foglie piccolissime che cadono quasi immediatamente.
Altro elemento caratteristico è il frutto, con la buccia coperta da
ciuffi di spine che assume un colore che va dall'arancio al violetto e
dal rosso “sangue” al bianco “banana”. Una particolarità piuttosto
curiosa è che solo i frutti di qualità giungono a maturazione.
La polpa del frutto, che presenta numerosi semi, ha un sapore
dolciastro dovuto all'elevata quantità di zucchero contenuta, in
particolare fruttosio e glucosio, inoltre essa ha proprietà diuretiche
e dissetanti ed è ricca di vitamina C, mentre il succo dei cladodi è
indicato per chi ha la pelle secca.
Nei primi decenni del secolo, i dualchesi utilizzavano la grande foglia
dei fichi d'india per curare il mal di testa, il mal di denti,
contusioni, distorsioni e varie lesioni degli arti; essa veniva pestata
fino ad ottenere un cataplasma da posare sulla parte lesa. L'economia
del paese si basava esclusivamente sull'agricoltura e
sulla pastorizia, quest'ultima è ancora un tassello
importante dell'economia del paese, per cui allora sfruttare al
massimo le risorse ricavabili dal territorio era d'obbligo.
Fu così che vaste zone rocciose del territorio, che non
offrivano spazio alcuno a nessun altro genere di
coltivazione, furono coperte da piante di fichi d'india che con i suoi
derivati si impose sul mercato come merce di scambio. Quella
del fico d'india essendo una coltura semi-selvatica non
comporta alcun costo e in passato, non richiedeva alcuna
spesa neanche il processo per la lavorazione del frutto al
fine di produrre sape e marmellate, in quanto tutto il lavoro
si svolgeva direttamente in campagna utilizzando la legna
degli arbusti, conseguentemente i prodotti ottenuti potevano
imporsi vantaggiosamente sul mercato di scambio in rapporto
ad altri prodotti la cui lavorazione e produzione comportava notevoli
costi.
Con l'industrializzazione delle aree del centro Sardegna si è
assistito ad una fuga dalle campagne da parte della gioventù
e il fico d'india ha rischiato come altre colture di scomparire.
Soprattutto rischiava di scomparire il suo antico utilizzo
La Pro-loco si è riproposta di trovare un modo affinché questa antica
risorsa venisse riscoperta.
Proporre la Sagra del fico d'india fu dunque un pretesto, un modo, per
ridare luce a originali e vecchie ricette, per non far scomparire una
parte delle nostre tradizioni.
La Sagra del fico d'india si svolge in concomitanza con le novene
dedicate ai SS. Pietro e Paolo ogni 2? sabato del mese di settembre.
Per l'occasione si possono degustare i frutti del fico d'india nonché
la sapa, la marmellata, il liquore e i dolci tradizionali derivati
dalla lavorazione del frutto:
“Tureddu, Aligu, Perlaperlazu, Ziliccas Pabassinos Culurzones e Pane de
saba”.
Inoltre c'è da dire che a Dualchi essendo un paese che si basa
prevalentemente sull'attività agro-pastorale, si producono grandi
quantità di formaggio per lo più per uso familiare, infatti ogni
pastore ha la sua provvista di ottimo formaggio da quello di vacca a
quello di pecora.
Altro prodotto tipicamente dualchese sono “sas tzipulas de abba”,
queste sono dei dischi di pasta di pane, era un pasto frugale che
necessitava di pochi e modesti ingredienti: acqua farina e un pizzico
di sale.
Tra gli altri prodotti gastronomici si ricorda la lavorazione del pane,
ancora resiste la produzione del pane tradizionale o casereccio infatti
tzia Elvira è una delle poche donne del paese che a periodi
prestabiliti produce il pane in casa, ci sono vari tipi di pane da
quello più semplice, o quotidiano, a quello più elaborato per le
ricorrenze o per gli sposi, oltre a lei, ci sono altre massaie che
impastano il pane in casa e lo cuociono, a seconda del periodo si da
forma ai vari pani tradizionali, ogni festa ha un suo tipo di pane con
una sua forma e un differente tipo di farina, da quella più sottile e
leggera al semolato.