nifai (in sardo Oniài) è un comune di 766 abitanti della provincia di
Nuoro.
Amministrazione comunale
Sindaco: Giovanni Branchitta ("lista civica") dal 10/05/2005
Centralino del comune: 0784 979018
Posta elettronica: info@comune.onifai.nu.it
Il comune di Onifai appartiene alle Baronie, terra ove montagna e mare
si coniugano cingendo la costa compresa tra Budoni e Orosei. Il
territorio confina con Galtellì, Irgoli, Orosei e Siniscola. Il paese,
adagiato alle falde di un tavolato basaltico sulla riva sinistra del
fiume Cedrino, è famoso per i prodotti dell’enogastronomia, in
particolare per l’ottima vernaccia e per gli squisiti formaggi
ovicaprini nonché per la proverbiale ospitalità dei suoi abitanti.
Veduta di Onifai dal Monte Tuttavista Il centro storico con la chiesa
di Loreto Scorcio del centro storico Casa tipica del centro storico
Enzo Espa, nel libro “Bernardo Zizi: poesias, sonettos,modas, ottavas
(sa lughe chi in su mundu) lo descrive così:
“Onifai si distende, anzi si accovaccia ai piedi di tre colline. Tu
godi la leggiadria del paese dagli schienali e dalle colline che lo
dominano: tutto ordine, tutto nuovo, strutturato; e l’i ndicibile
lindore nelle strade e nelle cose ti comunicano che via, casa, spiazzo
o chiesa sono una parte del tuo sperare, di quel che ancora ti mancava.
Ti viene da credere, vedendolo così, che sia stato confezionato da
poche persone sagge”.
Il territorio
Sotto il profilo della rilevanza ambientale il territorio del comune di
Onifai risulta degno di attenzione sia a livello provinciale che
regionale, come dimostrano anche i diversi riconoscimenti normativi
conferiti a questa area, interessata da un Sito di Importanza
Comunitaria. Nel territorio sono riconoscibili tipologie ambientali
assai diversificate, in relazione all’elevato gradiente altitudinale di
quasi 800 metri, compresi tra i circa 10 m sul livello del mare, nella
valle del Fiume Cedrino, e i 770 metri di Punta Conca Niedda, nel Monte
Tuttavista.
I principali elementi strutturali del contesto ambientale sono
individuabili nell’asta fluviale del Cedrino, nel vasto sistema di
pianori basaltici, che si estende a partire dal centro abitato, e nel
sistema collinare su substrato granitico. Vi si riscontrano svariate
tipologie ambientali caratteristiche del contesto bioclimatico della
Sardegna, dagli ambienti steppici di tipo mediterraneo, alle formazioni
riparie a salici e ontano nero; dalla macchia alle formazioni boschive
di leccio e sughera, nelle zone più elevate del sistema collinare.
Anche ad un approccio superficiale appare evidente come il territorio
manifesti degli aspetti naturalistici di pregio, la cui conservazione
fino a oggi è, almeno in parte, riconducibile ad un contesto
socio-economico tuttora a forte vocazione agro-pastorale, del tutto
estraneo alle esperienze dell’industrializzazione che hanno interessato
altri contesti isolani negli ultimi 30 anni.
Religiosa
A Onifai, il turista non si aspetti di vedere monumenti sontuosi e
grandi opere architettoniche. Le Chiese del paese si fanno ammirare
proprio per ragioni opposte. La povertà in cui si trovava in epoca
medievale, infatti, non avrebbe mai permesso di progettare edifici di
grande complessità. Perciò le Chiese costruite in quegli anni non hanno
più di una navata, sono tutte senza cupola e sono prive di costruzioni
rotonde, come i battisteri, per la difficoltà di realizzare manufatti
particolarmente impegnativi. Il materiale impiegato è la pietra e sarà
perciò inutile cercare marmi o affreschi preziosi. Anche la costruzione
di finestre rappresentava, a volte, una complicazione. Nelle Chiese di
questo borgo, perciò, la luce entra con qualche difficoltà, ma questo
aiuta a creare un clima di grande spiritualità ed invita al
raccoglimento e alla preghiera.
L’unica grandiosità che si respira, in queste Chiese, è
proprio quella dello spirito e della religione.
D’altronde, quando furono costruite, il vero obiettivo era
quello di esaltare il rapporto con Dio. Lo dimostra, ad esempio, il
fatto che la facciata della Chiesa fosse sempre rivolta ad
oriente che, per la cristianità, è il simbolo del paradiso terrestre. I
costruttori degli edifici destinati al culto stettero bene attenti a
rispettare questa norma che fu applicata nella maggior parte
dei casi. L’eccezione è dovuta solo ai rimaneggiamenti subiti nel
tempo, eseguiti senza l’osservazione delle regole
architettoniche del passato.
Le Chiese di Onifai sono da annoverare tra le Chiese
secondarie della Sardegna. Tale importanza nel contesto delle Chiese
Sarde ha fatto si che pochi studiosi abbiano preso in esame
l’analisi di tale strutture. In un quadro così povero di notizie,
possiamo solo fare delle supposizioni circa la datazione della maggior
parte dei monumenti religiosi del paese, suffragandole con poche
notizie certe e documentate. Il borgo di Onifai, come molti altri della
Sardegna, si arricchì di Chiese dopo l’anno mille e, col passare degli
anni, hanno resistito e sono tuttora esistenti solo quelle il cui sito
urbanistico non intralciava l’espansione dell’abitato e, al contempo,
quelle che rispondevano a quei quesiti statici di costruzioni a regola
d’arte.
Tali Chiese sono situate sia all’interno del perimetro urbano che
all’esterno e molte, nate all’e sterno dell’abitato, sono oggi invece
incorporate in esso.
* Chiese non più esistenti
* Chiesa di San Sebastiano
* Chiesa della Vergine di Loreto
* Chiesa di San Giorgio
* Chiesa di Sant’Antonio di Padova
* Chiesa di Santa Croce
* Chiesa di Santu Juanne Istranzu
Archeologia
Numerosi sono nell'area gli insediamenti di periodo prenuragico e
nuragico, sebbene spesso poco conosciuti e valorizzati.
Nei pressi di Onifai e dei paesi vicini di Irgoli, Orosei e Galetellì
si trovano i resti di vari insediamenti tra cui il grande nuraghe
Osàna, il villaggio nuragico di Linnarta, domus de janas e nuraghi.
Nei territorio di Onifai i monumenti più antichi, domus de janas, tombe
di giganti, nuraghi, colline e passi fortificati, sono molto frequenti
nella zona granitica e in quella basaltica.
I nuraghi talvolta sono del tutto addossati alla roccia naturale, come
il Latas, Omine intreu, Rampinu, ecc., di cui sfruttano ogni anfratto o
sporgenza per ricavarne degli elaborati labirinti, talvolta rispettano
la struttura a tholos, sia nei monotorre sia nei polilobati. Ovviamente
i materiali usati sono quelli locali: granito e basalto.
* Dolmen Loc. “Istrullio”
* Tomba di giganti, Loc. “Cutinas”
* Domus de Janas Loc. "Enas"
* Domus de Janas Loc. “Doddoi”
* Domus de Janas Loc. “Istiolài”
* Domus de Janas Loc. “Oddoène”
* Domus de Janas Loc. “Omindzana”
* Nuraghe “Latas”
* Nuraghe “Osàna”
* Nuraghe “S’Iscampiatòrju”
I formaggi prodotti ad Onifai sono di antichissima
tradizione.
Gregge di pecore dal cui latte si produce il famoso pecorino Fase di
lavorazione manuale del formaggio Numerose forme di pecorino in fase di
stagionatura Lavorazione del latte in caseificio
Si producono formaggi pecorini, caprini, misti, creme,
ricotte e "sa frue". I pregi di questi prodotti derivano dalle qualità
dei pascoli, coperti di cespugli selvatici e di erbe aromatiche che
conferiscono al latte un profumo ed un gusto inconfondibili.
La produzione lattiero-casearia ha avuto un notevole impulso grazie
alla cooperazione, ed in modo particolare dalla Cooperativa La
Rinascita, che pur nel rispetto della tradizionale bontà e genuinità
dei prodotti, ha saputo far fronte alle richieste sempre più esigenti
del mercato.
Attualmente i prodotti della Cooperativa La Rinascita sono: Formaggi
Pecorini (Nues, Juncu, Umbrina, Gamas, Pintu, Linnarta, Barone,
Pipere), Formaggi Caprini (Antela, Hedu), Formaggi Misti (Enas,
Pontes), Creme, Ricotte e Frue (Lattosa, Selèna, Nivera, Morisca).
Per ulteriori notizie e informazioni: Cooperativa La Rinascita - Strada
Provinciale n.25 - 08020 ONIFAI - Telefono 0784/97564 - Fax 0784/978121
- www.larinascitaonifai.it info@larinascitaonifai.it
La Ricotta
La storia: La Ricotta è un prodotto tipico dell’Italia meridionale, e
delle isole, le origini di questo latticino si ritrovano già in epoca
romana.
Tecnologia di produzione: Il termine “Ricotta” (dal latino recoctus)
sta ad indicare che si tratta di un prodotto ottenuto dal semplice
riscaldamento del siero residuo della lavorazione del formaggio.
Il latticino Ricotta Gentile è particolarmente apprezzato per il suo
gusto delicato, la massa fioccosa presenta una struttura finissima,
colore bianco. Viene consumata a tavola dopo 24-48 ore dalla produzione
e conservata in ambienti freddi. Per le sue caratteristiche
organolettiche e composizione se ne fa largo uso in pasticceria. Le
proteine in essa contenute hanno un alto valore bionutritivo. Forma
tronco-conica del peso di Kg 1,500 - 1,800. Zona di produzione: il
territorio regionale della Sardegna.
Ricotta stagionata : ha forma cilindrica, tronco-conica e anche
tondeggiante; pasta compatta, bianca, tenera e sapida. E' destinata al
consumo a tavola dopo 15-20 giorni di maturazione; a stagionatura più
avanzata viene usata per grattugia. Il peso oscilla intorno ai 2 Kg con
leggere variazioni a seconda delle esigenze del mercato.
Costume
Le informazioni oggi reperibili dei costumi di Onifai non prendono,
purtroppo, in considerazione il costume giornaliero e quello da lavoro,
ma solo quello festivo che appariva pittoresco, ricco di colori e di
gioielli. Quello che colpisce maggiormente è la ricchezza e la
fastosità di questi abbigliamenti, che danno un quadro quasi idilliaco
e pregno di antiche memorie.
Per far luce sull'origine dei costumi di Onifai si è rilevata
utilissima la tradizione orale che però presenta dei problemi legati
alla rigorosità scientifica. È quindi impossibile tracciare con verità
storica l’origine, fare la comparazione stilistica o individuare con
esattezza le influenze che hanno esercitato sul costume gli invasori
che conquistarono o sottomisero l'isola. Fenici e Cartaginesi hanno
lasciato tracce del loro modo di vestire, il quale è stato trasformato
dalle invasioni greche e romane, gli elementi decorativi del Tardo
Medioevo sono stati a loro volta, soppiantati da quelli introdotti dai
Genovesi, Pisani e Spagnoli. A tutta questa gamma del passato si
aggiungono oggi quelle capricciose decorazioni moderne, applicate ai
costumi confezionati in tempi più recenti che finiscono col darne
un’idea falsata, non rispettando l'abbigliamento antico e facendo
presentire la decadenza dello stesso.
Uno degli ultimi onifaesi che indossò il costume Il costume
tradizionale onifaese sullo sfondo del centro storico Il costume
tradizionale onifaese sullo sfondo del centro storico Il costume
tradizionale onifaese sullo sfondo del centro storico