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Onifai
Scritto da MARALB   
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Onifai




Onifai



Regione:     Sardegna
Provincia:     stemma Nuoro
Coordinate:     40°2′0″N 9°3′0″E / 40.03333, 9.05Coordinate:  40°2′0″N 9°3′0″E / 40.03333, 9.05
Superficie:     42,96 km²
Abitanti:     
766     
Densità:     17,83 ab./km²
Comuni contigui:     Galtellì, Irgoli, Orosei, Siniscola
CAP:     08020
Pref. telefonico:     0784




scorcio onifai


O
nifai (in sardo Oniài) è un comune di 766 abitanti della provincia di Nuoro.


Amministrazione comunale

Sindaco: Giovanni Branchitta ("lista civica") dal 10/05/2005
Centralino del comune: 0784 979018
Posta elettronica: info@comune.onifai.nu.it

Il comune di Onifai appartiene alle Baronie, terra ove montagna e mare si coniugano cingendo la costa compresa tra Budoni e Orosei. Il territorio confina con Galtellì, Irgoli, Orosei e Siniscola. Il paese, adagiato alle falde di un tavolato basaltico sulla riva sinistra del fiume Cedrino, è famoso per i prodotti dell’enogastronomia, in particolare per l’ottima vernaccia e per gli squisiti formaggi ovicaprini nonché per la proverbiale ospitalità dei suoi abitanti.

Veduta di Onifai dal Monte Tuttavista Il centro storico con la chiesa di Loreto Scorcio del centro storico Casa tipica del centro storico
Enzo Espa, nel libro “Bernardo Zizi: poesias, sonettos,modas, ottavas (sa lughe chi in su mundu) lo descrive così:
“Onifai si distende, anzi si accovaccia ai piedi di tre colline. Tu godi la leggiadria del paese dagli schienali e dalle colline che lo dominano: tutto ordine, tutto nuovo, strutturato; e l’i ndicibile lindore nelle strade e nelle cose ti comunicano che via, casa, spiazzo o chiesa sono una parte del tuo sperare, di quel che ancora ti mancava. Ti viene da credere, vedendolo così, che sia stato confezionato da poche persone sagge”.

Il territorio

Sotto il profilo della rilevanza ambientale il territorio del comune di Onifai risulta degno di attenzione sia a livello provinciale che regionale, come dimostrano anche i diversi riconoscimenti normativi conferiti a questa area, interessata da un Sito di Importanza Comunitaria. Nel territorio sono riconoscibili tipologie ambientali assai diversificate, in relazione all’elevato gradiente altitudinale di quasi 800 metri, compresi tra i circa 10 m sul livello del mare, nella valle del Fiume Cedrino, e i 770 metri di Punta Conca Niedda, nel Monte Tuttavista.

I principali elementi strutturali del contesto ambientale sono individuabili nell’asta fluviale del Cedrino, nel vasto sistema di pianori basaltici, che si estende a partire dal centro abitato, e nel sistema collinare su substrato granitico. Vi si riscontrano svariate tipologie ambientali caratteristiche del contesto bioclimatico della Sardegna, dagli ambienti steppici di tipo mediterraneo, alle formazioni riparie a salici e ontano nero; dalla macchia alle formazioni boschive di leccio e sughera, nelle zone più elevate del sistema collinare.

Anche ad un approccio superficiale appare evidente come il territorio manifesti degli aspetti naturalistici di pregio, la cui conservazione fino a oggi è, almeno in parte, riconducibile ad un contestopanorama socio-economico tuttora a forte vocazione agro-pastorale, del tutto estraneo alle esperienze dell’industrializzazione che hanno interessato altri contesti isolani negli ultimi 30 anni.

Religiosa

A Onifai, il turista non si aspetti di vedere monumenti sontuosi e grandi opere architettoniche. Le Chiese del paese si fanno ammirare proprio per ragioni opposte. La povertà in cui si trovava in epoca medievale, infatti, non avrebbe mai permesso di progettare edifici di grande complessità. Perciò le Chiese costruite in quegli anni non hanno più di una navata, sono tutte senza cupola e sono prive di costruzioni rotonde, come i battisteri, per la difficoltà di realizzare manufatti particolarmente impegnativi. Il materiale impiegato è la pietra e sarà perciò inutile cercare marmi o affreschi preziosi. Anche la costruzione di finestre rappresentava, a volte, una complicazione. Nelle Chiese di questo borgo, perciò, la luce entra con qualche difficoltà, ma questo aiuta a creare un clima di grande spiritualità ed invita al raccoglimento e alla preghiera.

san giovanni  L’unica grandiosità che si respira, in queste Chiese, è proprio quella dello spirito e della religione.

 D’altronde, quando furono costruite, il vero obiettivo era quello di esaltare il rapporto con Dio. Lo dimostra, ad esempio, il fatto che la facciata della Chiesa  fosse sempre rivolta ad oriente che, per la cristianità, è il simbolo del paradiso terrestre. I costruttori degli edifici destinati al culto stettero bene attenti a  rispettare questa norma che fu applicata nella maggior parte dei casi. L’eccezione è dovuta solo ai rimaneggiamenti subiti nel tempo, eseguiti senza  l’osservazione delle regole architettoniche del passato.

 Le Chiese di Onifai sono da annoverare tra le Chiese secondarie della Sardegna. Tale importanza nel contesto delle Chiese Sarde ha fatto si che pochi studiosi  abbiano preso in esame l’analisi di tale strutture. In un quadro così povero di notizie, possiamo solo fare delle supposizioni circa la datazione della maggior parte dei monumenti religiosi del paese, suffragandole con poche notizie certe e documentate. Il borgo di Onifai, come molti altri della Sardegna, si arricchì di Chiese dopo l’anno mille e, col passare degli anni, hanno resistito e sono tuttora esistenti solo quelle il cui sito urbanistico non intralciava l’espansione dell’abitato e, al contempo, quelle che rispondevano a quei quesiti statici di costruzioni a regola d’arte.

Tali Chiese sono situate sia all’interno del perimetro urbano che all’esterno e molte, nate all’e sterno dell’abitato, sono oggi invece incorporate in esso.

    * Chiese non più esistenti
    * Chiesa di San Sebastiano
    * Chiesa della Vergine di Loreto
    * Chiesa di San Giorgio
    * Chiesa di Sant’Antonio di Padova
    * Chiesa di Santa Croce
    * Chiesa di Santu Juanne Istranzu


Archeologia

Numerosi sono nell'area gli insediamenti di periodo prenuragico e nuragico, sebbene spesso poco conosciuti e valorizzati.
Nei pressi di Onifai e dei paesi vicini di Irgoli, Orosei e Galetellì si trovano i resti di vari insediamenti tra cui il grande nuraghe Osàna, il villaggio nuragico di Linnarta, domus de janas e nuraghi.

Nei territorio di Onifai i monumenti più antichi, domus de janas, tombe di giganti, nuraghi, colline e passi fortificati, sono molto frequenti nella zona granitica e in quella basaltica.
I nuraghi talvolta sono del tutto addossati alla roccia naturale, come il Latas, Omine intreu, Rampinu, ecc., di cui sfruttano ogni anfratto o sporgenza per ricavarne degli elaborati labirinti, talvolta rispettano la struttura a tholos, sia nei monotorre sia nei polilobati. Ovviamente i materiali usati sono quelli locali: granito e basalto.

 
    * Dolmen Loc. “Istrullio”
    * Tomba di giganti, Loc. “Cutinas”
    * Domus de Janas Loc. "Enas"
    * Domus de Janas Loc. “Doddoi”
    * Domus de Janas Loc. “Istiolài”
    * Domus de Janas Loc. “Oddoène”
    * Domus de Janas Loc. “Omindzana”
    * Nuraghe “Latas”
    * Nuraghe “Osàna”
    * Nuraghe “S’Iscampiatòrju”

Altri monumenti censiti

    * Nuraghe “Monte Oddie”
    * Nuraghe “Omine intréu”
    * Nuraghe “Ominzana”
    * Nuraghe “Perchètha”
    * Nuraghe “Rampinu”


I formaggi

I formaggi  prodotti ad Onifai sono  di antichissima tradizione.

Gregge di pecore dal cui latte si produce il famoso pecorino Fase di lavorazione manuale del formaggio Numerose forme di pecorino in fase di stagionatura Lavorazione del latte in caseificio

Si  producono formaggi pecorini, caprini, misti, creme, ricotte e "sa frue". I pregi di questi prodotti derivano dalle qualità dei pascoli, coperti di cespugli selvatici e di erbe aromatiche che conferiscono al latte un profumo ed un gusto inconfondibili.

La produzione lattiero-casearia ha avuto un notevole impulso grazie alla cooperazione, ed in modo particolare dalla Cooperativa La Rinascita, che pur nel rispetto della tradizionale bontà e genuinità dei prodotti, ha saputo far fronte alle richieste sempre più esigenti del mercato.

Attualmente i prodotti della Cooperativa La Rinascita sono: Formaggi Pecorini (Nues, Juncu, Umbrina, Gamas, Pintu, Linnarta, Barone, Pipere), Formaggi Caprini (Antela, Hedu), Formaggi Misti (Enas, Pontes), Creme, Ricotte e Frue (Lattosa, Selèna, Nivera, Morisca).

Per ulteriori notizie e informazioni: Cooperativa La Rinascita - Strada Provinciale n.25 - 08020 ONIFAI - Telefono 0784/97564 - Fax 0784/978121 - www.larinascitaonifai.it  info@larinascitaonifai.it

La Ricotta

La storia: La Ricotta è un prodotto tipico dell’Italia meridionale, e delle isole, le origini di questo latticino si ritrovano già in epoca romana.

Tecnologia di produzione: Il termine “Ricotta” (dal latino recoctus) sta ad indicare che si tratta di un prodotto ottenuto dal semplice riscaldamento del siero residuo della lavorazione del formaggio.

Il latticino Ricotta Gentile è particolarmente apprezzato per il suo gusto delicato, la massa fioccosa presenta una struttura finissima, colore bianco. Viene consumata a tavola dopo 24-48 ore dalla produzione e conservata in ambienti freddi. Per le sue caratteristiche organolettiche e composizione se ne fa largo uso in pasticceria. Le proteine in essa contenute hanno un alto valore bionutritivo. Forma tronco-conica del peso di Kg 1,500 - 1,800. Zona di produzione: il territorio regionale della Sardegna.

Ricotta stagionata : ha forma cilindrica, tronco-conica e anche tondeggiante; pasta compatta, bianca, tenera e sapida. E' destinata al consumo a tavola dopo 15-20 giorni di maturazione; a stagionatura più avanzata viene usata per grattugia. Il peso oscilla intorno ai 2 Kg con leggere variazioni a seconda delle esigenze del mercato.
Costume

Le informazioni oggi reperibili dei costumi di Onifai non prendono, purtroppo, in considerazione il costume giornaliero e quello da lavoro, ma solo quello festivo che appariva pittoresco, ricco di colori e di gioielli. Quello che colpisce maggiormente è la ricchezza e la fastosità di questi abbigliamenti, che danno un quadro quasi idilliaco e pregno di antiche memorie.

Per far luce sull'origine dei costumi di Onifai si è rilevata utilissima la tradizione orale che però presenta dei problemi legati alla rigorosità scientifica. È quindi impossibile tracciare con verità storica l’origine, fare la comparazione stilistica o individuare con esattezza le influenze che hanno esercitato sul costume gli invasori che conquistarono o sottomisero l'isola. Fenici e Cartaginesi hanno lasciato tracce del loro modo di vestire, il quale è stato trasformato dalle invasioni greche e romane, gli elementi decorativi del Tardo Medioevo sono stati a loro volta, soppiantati da quelli introdotti dai Genovesi, Pisani e Spagnoli. A tutta questa gamma del passato si aggiungono oggi quelle capricciose decorazioni moderne, applicate ai costumi confezionati in tempi più recenti che finiscono col darne un’idea falsata, non rispettando l'abbigliamento antico e facendo presentire la decadenza dello stesso.

Uno degli ultimi onifaesi che indossò il costume Il costume tradizionale onifaese sullo sfondo del centro storico Il costume tradizionale onifaese sullo sfondo del centro storico Il costume tradizionale onifaese sullo sfondo del centro storico



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Fonti:   http://www.comune.onifai.nu.it/onifai/export/sites/default/www/Sinistra/ScopriOnifai/Tradizioni/Costume/    e    http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Onifai&oldid=19319794









 

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