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Teti
Scritto da MARALB   
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Teti


Teti
            

            
Regione:     Sardegna
Provincia:     Nuoro
Coordinate:      40°6′0″N 9°7′0″E / 40.1, 9.11667Coordinate:  40°6′0″N 9°7′0″E / 40.1, 9.11667
Altitudine:     714 m s.l.m.
Superficie:     43,91 km²
Abitanti:     
807     
Densità:     18,38 ab./km²
Comuni contigui:     Austis, Ollolai, Olzai, Ovodda, Tiana
CAP:     08030
Pref. telefonico:     0784




T
eti è un comune di circa 800 abitanti della provincia di Nuoro.

È un centro agricolo a 58 km sud-ovest da Nuoro, nella Barbagia di Ollolai.


Siti archeologici

    * Santuario Nuragico di Abinisan sebastiano

Amministrazione comunale

Sindaco: Pietro Galisai ("lista civica") dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0784 68023
Posta elettronica: non_disponibile


Teti ha una storia millenaria legata ai reperti ritrovati nel villaggio nuragico di Abini e alle capanne si S'Urbale. Non si hanno certezze sulla nascita dell'abitato di teti, secondo la teoria più accreditata pare che il nome derivi dalla pianta "smilax aspera", "titione" nel dialetto di Teti, che cresce in tutto il territorio. Nell'ottocento il paese veniva apprezzato per la sua straordinaria bellezza: posto sulle montagne, ricco di numerose specie arboree tra cui il leccio e la quercia da sughero, inoltre erano presenti circa 200 sorgenti, nove ruscelli che si collegavano ai fiumi Taloro e Tirso. I suoi boschi erano abitati da diverse varietà di animali come: cervi, daini, cinghiali, volpi, lepri, e vi nidificavano varie specie di uccelli. Nel 1865 a Teti si svolgono i primi scavi archeologici, viene rinvenuto nel villaggio di Abini diverso materiale bronzeo conservato attualmente nel Museo delle Antichità di Cagliari. Oggi Teti è un paese di circa 800 abitanti, l'economia è basata sul terziario e sulla pastorizia. Dal 1990 è attivo il Museo Archeologico ove sono conservati numerosi reperti bronzei provenienti da Abini, e vari oggetti di ceramica provenienti dal Villaggio Nuragico di " S'Urbale ", di cui tra l'altro si può ammirare la straordinaria e fedele ricostruzione di una capanna nuragica. E' stata inoltre restaurata una casa antica sita nel centro storico dell'abitato, arredata secondo lo stile storico cui si rifà con esposizione di utensili tipici della tradizione locale.

    
Il territorio di Teti presenta un patrimonio naturale di grande interesse, sia dal punto di vista vegetazionale che faunistico. La vegetazione prevalente di questo territorio è quella legata al clima tipico delle aree collinari con basse temperature invernali e un periodo estivo piuttosto arido che determina un forte deficit idrico. Le specie arboree più rappresentate sono il leccio, sughera, roverella con qualche inserimento di castagno, e presenza di essenze tipiche della macchia mediterranea: corbezzolo, fìllirea, lentisco, cisto, ginestra ecc. Sono presenti inoltre fiori endemici comuni anche ad altre aree della Sardegna: Ornithogalum biflorum, Vinca sardoa, Crocus minimune le coloratissime orchidee, ecc. Dal punto di vista faunistico è segnalata la presenza di volpi, cinghiali, donnole nonché diverse specie di rapaci fra cui l'aquila reale, il gheppio, l'astore, la poiana. Ricco di fauna lacustre è anche il bacino artificiale di Cucchinadorza, a circa 9 km dal paese sulla strada provinciale per Olzai, sede di una centrale idroelettrica e particolarmente affascinante per la sua strategica posizione che lo fa somigliare ad un lago naturale. L'habitat naturale ricco di boschi favorisce inoltre la crescita abbondante di funghi, tanto che questo territorio ricchissimo di specie fungine è meta di appassionati e ricercatori. Per i locali i funghi rappresentano un'importante risorsa entrata oramai a far parte della gastronomia locale.

chiesa  

Santuario di era nuragica Abini è situato nel territorio di Teti. I suoi resti sono in buona parte interrati nella valle percorsa da un fiume che sfoccia nella valle del  Tirso. Il primo ritrovamento risale al 1865 quando alcuni pastori ispirati da ricorrenti sogni fecero degli scavi nella località di Abini, questi portarono alla luce  una varietà di oggetti. Abini risale ai secoli VIII e VII a.c.. Il villaggio ha una superficie di 20.000 mq., si estende nell'area prossimale al corso d'acqua ed è  costituito da 26 capanne e da un "recinto delle riunioni", dove si trova un pozzo sacro. Di quest'ultima costruzione non è attualmente visibile nessuna forma di  costruzioni, se non alcuni "conci di coda" in trachite con la faccia a vista accuratamente lavorata. Lo scavo vero e proprio del sito archeologico venne  compiuto  per la prima volta nel 1930 dal Taramelli che vi rinvenne una notevolissima quantità di bronzi nuragici di ottima fattura e in buon stato di  conservazione, esposti adesso nel Museo Archeologico di Cagliari



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fonti   http://www.comunediteti.it/  e   http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Teti_(NU)&oldid=19069491



 

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