Regione:
Sardegna Provincia:
stemma Nuoro Coordinate:
40°16′0″N 9°10′0″E / 40.26667,
9.16667Coordinate: 40°16′0″N 9°10′0″E / 40.26667, 9.16667 Altitudine:
478 m s.l.m. Superficie:
35,62 km² Abitanti:
959 Densità:
26,92 ab./km² Frazioni:
Sos Ermos Comuni
contigui:
Benetutti (SS), Bono (SS), Orani, Orotelli CAP:
08020 Pref.
telefonico: 0784 Nome abitanti:
oniferesi Santo patrono:
San Gavino Giorno
festivo: 25
ottobre
O
niferi (in sardo Onièri) è un comune di 959 abitanti della provincia
di Nuoro. Ha un'economia prettamente pastorale. Il suo territorio è
assai ricco di siti archeologici di epoca pre-nuragica e nuragica. E'
uno dei centri in cui è più viva la tradizione del canto a tenore,
dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. La parlata oniferese è
tra le più conservative della lingua sarda.
Amministrazione comunale
Sindaco: Mario Salvatore Piras ("lista civica") dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0784 70051 - 0784 70284
Posta elettronica: segreteria@comuneoniferi.nu.it
Oniferi, piccolo centro appartenente alla Barbagia di Ollolai, si trova
a pochi chilometri da Nuoro (circa 18) e non lontano da Ottana,
Orotelli e Orani con i territori dei quali confina. Il paese,
attraversato dalla strada statale 128 "centrale sarda", è situato ad
una altitudine di 478 mt s.l.m. ai piedi di una boscosa collina, "Sa
Costa".
Si tratta di un territorio abitato sin dall’antichità e di
questo ne sono testimonianza i vari siti archeologici che lo
caratterizzano, il più importante dei quali è senz’altro la
necropoli ipogeica di Sas Concas, vicina al bivio per Oniferi e alla s.
s. 131 bis. Numerosi anche i nuraghi, circa venti, il meglio conservato
dei quali è il Nuraghe Ola, a qualche km dal paese, sulla
s.s. 128.
Presumibilmente il centro in epoca romana era un granaio in
cui si raccoglievano i viveri per le truppe di stanza nel territorio.
Il nome stesso del paese avrebbe un’origine latina e
deriverebbe da “omnia ferunt”, ovvero “tutti portano”, ad intendere la
destinazione tipica di un magazzino.
Il villaggio nacque invece in periodo medioevale e ne è ricordo la
chiesa romanica di S.Gavino, che risale al 1300, costruita interamente
in pietra locale ma più volte modificata nel corso dei secoli ed ora
oggetto di un accurato restauro in diverse fasi che dovrebbe
restituirle l’aspetto originario.
Il territorio, fino alla prima metà del ‘900, fu destinato
principalmente al coltivazione di grano e cereali, che permise alle
famiglie di superare le due guerre e la povertà che da esse conseguì.
Con la fase di boom economico che investì l’Italia e la catapultò
all’interno del sistema capitalistico, tale attività fu piano piano
abbandonata.
L’attuale popolazione è di circa 950 persone e l’attività prevalente è
la pastorizia, favorita anche dal vastissimo territorio comunale di cui
il paese dispone, suddiviso in pascoli e in boschi di sughere, lecci,
roverelle delle cui ghiande si ciba il bestiame in inverno.
Molti abitanti del piccolo centro sono però occupati anche nei servizi,
grazie alla possibilità offerta dal vicino capoluogo, sede delle
istituzioni.
Forti i richiami alla tradizione che caratterizzano il paese; di
recente si è riscoperta la maschera carnevalesca tipica, su maimone,
così come è stata istituita un’associazione dedicata al tipico gioco
barbaricino, sa murra onieresa.
Le feste paesane si caratterizzano per l’esibizione del costume tipico,
abito sgargiante delle austere spose dei secoli passati.
La principale di tali feste è Sant’Anna, madre della Madonna,
festeggiata il 26 luglio e a cui è dedicata la chiesa situata nella
“piazza del popolo” a fianco del Comune.
Altra festa è quella dedicata alla Madonna della Pace che si
celebra l’ultima domenica di maggio nella chiesetta campestre,
costruita recentemente sul suggestivo colle di Soloai, nel
quale sono presenti anche testimonianze di civiltà più antiche.
Infine il 25 ottobre si festeggia San Gavino, cui è dedicata
la chiesetta trecentesca, parrocchia del paese.