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Jerzu
Scritto da MARALB   
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Jerzu


JERZU



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erzu (Jersu in sardo) è un comune italiano della Sardegna orientale, situato nella provincia dell'Ogliastra che si trova a 450 Metri sul livello del mare.
Da sempre legato alla tradizione vitivinicola, il paese conta 3.296 abitanti ed il suo territorio si estende su una superficie di 10.261 ettari.
Il territorio comunale di Jerzu si estende su una superficie prevalentemente collinare; la parte meridionale è caratterizzata dalla presenza dell'ampia valle del Rio Quirra, che origina in località Genna de Cresia, per poi dirigere verso sud. L'intera area appare coltivata, specialmente a vigneti, nel fondovalle, a cui si alternano uliveti, specialmente sul fianco destro. Ad est della valle il territorio si fa più scosceso, trovandosi le pendici del Monte Ferru, la cui punta, in comune di Tertenia, supera gli 800 metri s.l.m. jerzu2
A nord di questo massiccio si estende la vallata del Pelau, una ricca campagna coltivata a vigneti e frutteti. Il fiume Pelau qua segna il confine nord con il territorio comunale di Gairo, mentre a monte, lo stesso fiume è noto come Rio Pardu. Proprio nella profonda vallata del Rio Pardu, a 450m di altezza, si trova il centro abitato, sormontato dalle magnifiche formazioni dei tacchi dell'Ogliastra, in ottima posizione panoramica. I tacchi che dominano il paese sono chiamati Porcu de ludu (780 m) e Troiscu (849 m); segue poi verso nord il tormentato profilo del Monte Tisiddu, interamente in comune di Ulassai.
La strada provinciale Jerzu-Perdasdefogu attraversa il punto più panoramico del territorio: la strada si snoda per alcuni Km fra le formazioni dei tacchi, in un paesaggio stepposo e quasi primordiale, fino a passare accanto alla Punta Corongiu, che, con i suoi 1009 metri s.l.m., è la punta più elevata del territorio di Jerzu. Fra i tacchi sorge la chiesa campestre di Sant'Antonio, teatro dell'omonima sagra, una delle feste più importanti del paese.
Il comune di Jerzu comprende pure una exclave, in territorio di Quirra, al confine con la Provincia di Cagliari; la frazione occupa parte dell'ampio fondovalle del Rio Quirra, coltivato a vigneti, più una grande parte a monte, sul versante destro, lungo la stretta e boscosa valle del Rio San Giorgio (Santu Orgiu), che dall'altopiano di Quirra affluisce sul Rio sopra citato.
ran parte del territorio di Jerzu presenta una successione di strati sedimentari risalenti al Paleozoico e al Mesozoico. Il monte su cui sorge Jerzu offre uno spaccato dei sedimenti accumulatisi su un lasso di tempo di circa 400 milioni di anni; gli strati più antichi, situati alla base lungo la parte inferiore della valle del Pardu, presentano alternanze di metarenarie, quarziti e filladi, di datazione a tratti incerta ma tendenzialmente attribuite al periodo compreso fra l'inizio dell'Ordoviciano e l'inizio del Carbonifero, risalendo verso gli strati superiori, fino alla base dei tacchi.[2] I grandi torrioni sovrastanti, denominati tacchi, sono composti da depositi carbonatici risalenti al Triassico medio. jer3
La valle del Pardu segue la traccia di una faglia post-ercinica che tende poi a proseguire in direzione del Rio Quirra, verso sud, attraversando il passo di Genn'e Cresia. I rilievi situati sulla parte opposta della valle, comprendenti le cime di Pitz'e monti e Is Paganus, presentano alla base rocce ignee intrusive come le tonaliti, cui si sovrappongono gli strati a metarenarie caratteristici del versante montano dove sorge il paese. Più a sud si trova invece parte della formazione del Monte Ferru di Tertenia, costituito alla base da leucograniti e alla sommità da rocce vulcaniche risalenti al Carbonifero e al Permiano, come la riolite e l'andesite.
L'area dove sorge l'attuale centro abitato era frequentata fin dal periodo nuragico: diverse testimonianze si ritrovano soprattutto in località Sa domu de s'Orcu, dove, sulle pendici della montagna, in posizione difensiva e strategica, sorge l'omonimo nuraghe. Testimonianze di insediamenti nuragici si ritrovano inoltre sulla cima del Monte Corongiu, il tacco più alto dell'attuale territorio di Jerzu. Si sa per certo che l'area fu uno degli estremi avamposti dei Romani, i quali da sempre ebbero serie difficoltà ad assoggettare le tribù barbariensi dell'interno.
Il nome "Jerzu", nella sua forma più antica di Jerzzu, compare per la prima volta in un atto notarile del 1130, nel quale si afferma che un tale Arzocu De Lacon dona alla chiesa di Santa Maria di Lotzorai tutti i beni materiali del territorio di Jerzu, comprese le vigne e tutti i suoi servi. Alcuni passi all'interno dell'atto hanno aperto numerose questioni storiche e fatto avanzare, primo fra tutti, il dubbio circa la reale posizione originaria del paese: si afferma nel documento che Jerzu è compreso nella trigonia di Barbaria, assieme a Girasole, Tortolì e Bari Sardo; per il fatto che tutti questi centri sorgano a pochi chilometri dal mare, alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che l'insediamento originario di Jerzu non si trovasse in posizione attuale, bensì anch'esso a breve distanza dalla costa, molto probabilmente nei pressi dell'attuale area di Pelau Mannu (che, per altro, è sempre appartenuta al territorio di Jerzu), e che, successivamente, a seguito delle scorrerie Pisane durante la lotta tra i Giudicati, sia stato trasferito a monte. Questa ipotesi potrebbe essere avallata dal fatto che in altri atti del XIV secolo il paese venga citato col nome di Jerzu de montibus, come se venisse contrapposto ad un altro Jerzu, situato a valle. A sostegno della tesi opposta, ossia quella della presenza del paese nella stessa sede fin dal principio, vengono citati i nomi di altri paesi appellati storicamente con la locuzione de montibus, in cui non vi possono essere dubbi circa la loro posizione sempre arroccata fra le montagne.
Appare comunque evidente fin dal principio il forte legame tra la comunità di Jerzu e la coltivazione della vite, dal momento che all'interno dell'atto del 1130 si parla di una donazione di vigne.
Non vi sono documenti riguardo alle vicissitudini del paese attorno al XV secolo, ma si può dedurre che a quel tempo l'aera si venne a trovare sotto il dominio dei Carroz. Nel 1550, si evince attraverso i dati anagrafici parrocchiali che Jerzu contava 110 nuclei familiari, equivalenti a circa 450 abitanti. Successivamente, il decorso demografico appare legato fortemente alla produzione agricola e, in particolare, viticola: ad annate produttive corrisponde un aumento di popolazione, ad annate poco fertili un brusco arresto e decremento
Attorno al XVI secolo, prosperarono le cosiddette "Vie del vino", ossia le principali direttrici di esportazione del più tipico dei prodotti locali: il Cannonau di Jerzu. Tali vie erano la Via del Nuorese e la Via del Sarrabus; quest'ultima faceva tappa nella località marittima di Colostrai (in comune di Muravera), dove il vino veniva poi imbarcato nei velieri che vi sostavano, diretti verso il porto di Genova, da dove prendeva infine diverse vie continentali, giungendo fin nelle terre tedesche.
jer4Sul finire del XVIII secolo, si aprì un contenzioso tra il territorio del Sarrabus e il comune di Jerzu, i cui commercianti si sarebbero visti costretti a pagare una tassa di transito in territorio sarrabese. Gli Jerzesi riuscirono ad evitare la tassa appellandosi ad antichi codicilli[3].
Gli anni successivi videro gli Jerzesi costantemente impegnati nella promozione di una via di comunicazione alternativa al Sarrabus, per poter giungere a Cagliari attraverso il Sarcidano e la Trexenta. Nel 1870 Nicolò Businco, Jerzese di nascita, lottò per la creazione di una linea ferroviaria che collegasse l'Ogliastra a Cagliari: nel 1893, dopo lunghi dibattiti e controversie, nacque la tanto ambita linea ferroviaria Cagliari-Arbatax, con una deviazione che da Gairo Taquisara giungeva dritta alle porte di Jerzu. Fu un trionfo che segnò un decollo economico di tutta la comunità (a titolo d'esempio, basterebbe pensare che i commercianti di Jerzu, abituati a raggiungere Cagliari in ben 10 giorni, si ritrovarono improvvisamente il capoluogo sardo a sole 9 ore di viaggio).
A breve però, una gravissima epidemia di filossera colpì l'intera Sardegna, e a pagarne le conseguenze fu in particolare la comunità di Jerzu: la pregiatissima varietà del Cannonau rischiò in quel periodo la totale estinzione, ma fortunatamente si riuscì a salvarne alcuni ceppi, innestandoli su dei portainnesti americani, geneticamente resistenti alla filossera. La varietà del Cannonau era salva, tuttavia, molti Jerzesi si videro costretti ad emigrare, in particolare verso le Americhe.
Nei primi decenni del XX secolo nacque l'idea di una produzione del vino a livello industriale e organizzato; quest'idea portò alla realizzazione, negli anni 1950, della comunità Antichi Poderi di Jerzu e alla fondazione della Cantina Sociale, che raccoglie l'uva dei contadini Jerzesi producendo un vino oggi apprezzato a livello internazionale.
Jerzu, città del vino, città delle delizie, città dei tacchi ma anche città del teatro e del folklore. Le principali festività si svolgono in periodo estivo:
Madonna delle Grazie, seconda settimana di maggio: si svolge nella località Pelau Mannu, nei pressi di un'antica chiesa campestre;
Sant'Antonio, il 13 giugno: è la festa più importante del paese, in cui il simulacro del santo viene portato in processione dalla chiesa di S. Sebastiano, posta nella parte alta del paese, fino alla chiesetta campestre a lui dedicata, in un suggestivo pianoro circondato dai tacchi;
San Giacomo e Sant'Anna, l'ultima settimana di luglio;
La Sagra del Vino,nel 2009 giunta alla sua trentesima edizione, si terrà il 9 di Agosto: promossa e coordinata dall'amministrazione comunale e organizzata dalla Pro Loco e dalla Cooperativa Antichi Poderi, è una festa di recente istituzione. Durante le festività, caratterizzata da un imponente sfilata folkloristica, vengono invitati gruppi tradizionali dai diversi paesi sardi, stati stranieri, e si procede alle degustazioni delle varie qualità di vino Cannonau,e dei prodotti tipici locali come i "culurgiones", le "coccoi prenas", la "coccoi de tamata", e i dolci, anche all'interno delle cantine di molti privati;
Calici di Stelle, il 10 agosto, connessa alla Sagra del Vino, si sviluppa all'interno di un'incantevole atmosfera in giro per le antiche cantine del centro storico dove i turisti possono degustare i vini più pregiati, distribuiti nei calici di vetro, accompagnati dalla degustazione ddei prodotti tipici locali. Il tutto accompagnato dalla musica degli artisti di starda, i tenores, e il magico suono delle launeddas.
Teatro Ogliastra, Festival dei Tacchi: durante la prima settimana di Agosto si svolge l'importante festival teatrale di valenza nazionale.



Fonti:


http://it.wikipedia.org/wiki/Jerzu
http://www.agugliastra.it






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