illagrande Strisaili (Biddamànna Istrisaili in sardo) è un comune
italiano di 3.437 abitanti della provincia dell'Ogliastra[1].
La prima parte del nome è la traduzione in lingua italiana del toponimo
sardo Bidda Manna, derivato dal latino Villa Magna, ossia villaggio
grande, mentre Strisaili ricalca il sardo Tres Ailes ("tre ovili").
L'abitato principale si trova su un pendio del monte Suana a 689 m di
altitudine. Il monte Suana protegge l'abitato a ovest, mentre a nord vi
incombono il monte Isadalu e il monte Orguda e a sud il monte Idòlo. A
est si affaccia sulla piana ogliastrina con una panoramica visuale del
Mar Tirreno nel tratto del Golfo di Arbatax. L'abitato è al centro del
bacino idrografico del rio Sa Teula, con i suoi piccoli affluenti (rio
S'Arrescotu, rio Bau Arcili, rio Bau 'e Pòrcos, rio Figu Niedda e rio
Isadalu), che a valle del paese si uniscono. Il 6 dicembre 2004 questi
fiumi hanno dato luogo a una devastante alluvione, che all'interno del
paese ha provocato due morti e ingenti danni a strade, abitazioni e
infrastrutture.
Il territorio, di 240 km², è il terzo per estensione fra i comuni della
Sardegna, includendo il Monte Novu (oltre 35 km²) in enfiteusi perpetua
al comune di Fonni. Si alternano piccoli altipiani calcarei e valli con
ripidi fianchi a circa 700 m sul livello del mare.
La frazione di Villanova Strisaili dista 7 km dall'abitato di
Villagrande, in mezzo a un esteso altopiano a 850 m sul livello del
mare fino alle pendici del Gennargentu. Vi sono estesi boschi primari
di leccio e rovere nella cornice del lago Alto Flumendosa. Questo lago
alimenta l'acquedotto d'Ogliastra.
Più a valle, quasi al confine con il comune di Girasole, il rio
Girasole si allarga in un altro bacino artificiale, il lago di Santa
Lucia.
Abbondano le acque sorgive e i corsi d'acqua con un habitat favorevole
ai boschi: oltre al leccio e al rovere, la quercia da sughero, il
ginepro, l'ontano, il salice e l'agrifoglio. I boschi più importanti
sono quelli di Santa Barbara, Sa Pauli, Monte Idòlo, Saromonis,
Nuradulu, le foreste Gambasuntas e altre aree del Gennargentu. Nel
sottobosco abbondano il corbezzolo, l'erica, il cisto, il mirto, il
timo, il lentisco, l'elicriso e vari tipi di pianta officinale come la
digitalis, la genziana, ecc.
Sono numerosi i reperti prenuragici e della civiltà nuragica. Le
testimonianze prenuragiche sono date da cinque domus de janas in
perfetto stato di conservazione, da un menhir (Sa Preda'e s'Orcu).
Dentro il grande bosco di Santa Barbara s'incontrano i resti di una
tomba megalitica . Vi sono inoltre sette tombe dei giganti, diciassette
esemplari di nuraghe e dieci villaggi nuragici. Nel sito nuragico di
S'Arcu'e Forros c'è un tempio a Megaron e due templi a pozzo.
Dopo la dominazione romana, tra VIII e IX secolo era parte del
Giudicato di Cagliari.
Nel secolo XII Villagrande Strisaili faceva parte della Curatoria
d'Ogliastra. Poi fu inclusa nel Giudicato d'Ogliastra. Di seguito passò
a Pisa (un registro del 1316 riporta il nome del paese nell'elenco
delle imposte), agli Aragonesi (nel 1326) e alla Spagna (1479). Intorno
al 1670 dopo la distruzione del villaggio di Onnis (ubicato nei pressi
dell'attuale Cantoniera Pira e Onni) a seguito di una pestilenza, gli
abitanti dell'antico paese chiesero rifugio presso le ville ogliastrine
di Villagrande Strisaili e Villanova , queste rifiutarono di accogliere
i profughi che furono invece accolti a Fonni. Intorno allo sfruttamento
dei pascoli di Onnis nacque così una lotta sanguinosa tra Fonni e
Villagrande che perdurò per quasi due secoli; alla fine il Re di
Sardegna assegnò il salto conteso di Monte Novu ai Fonnesi.
Appartiene alla Diocesi di Lanusei.