oddì è un piccolo Comune dell'Alto Oristanese che,
nonostante i tempi , conserva le
antiche radici agropastorali: conta attualmente n. 148
abitanti. Sorge nella zona montuosa che circonda il bacino artificiale
del lago Omodeo: in direzione ovest sul versante est del
Lago, un'area della Sardegna di grande interesse paesaggistico e
archeologico che, in alcuni periodi dell'anno, offre notevoli
opportunità di interesse folcloristico.
Soddì è stato una frazione dei Comune di Ghilarza fino alla
fine degli anni 70, così come diversi altri piccoli centri vicini. A
quel tempo Soddì contava circa 400 abitanti. Nel 1979 Soddì divenne
Comune autonomo.
Il territorio (560 ettari con un'altezza media s.l.m. di mt. 103/274) è
ricoperto da macchia mediterranea è molto suggestivo e vanta numerose
testimonianze di epoca preistorica, nuragica, punica romana e
aragonese. Una buona porzione delle abitazioni non sono abitate, alcune
sono in evidente stato di abbandono, ma si può osservare anche un certo
numero di abitazioni ristrutturate che sembrano testimoniare la volontà
di alcuni emigrati di fare rientro presso il paese
d'origine. Dísta 5 Km. da Ghilarza e 45 Km. da
Oristano.
I Sentieri dei Nuraghi
Soddì vanta una
posizione privilegiata per
quanto attiene le
risorse
naturalistico/ambientali/archeologiche. Dal suo
centro abitato si gode una
magnif ica vista sul Lago Omodeo e le
montagne attorno al lago .
Nel suo territorio è situata la
famosa Foresta Fossile, scoperta nei terreni in
prossimità dei lago. I tronchi Fossili sono una delle poche
attrattive del paese e
sono
situati
nella
piazza
della
chiesa dedicata a
S. Maria Maddalena che si festeggia il 22
Luglio : la località nella quale si trova la Foresta Fossile
è detta Montigu Abile , visitata da un gran numero di persone che da
decenni l' hanno saccheggiata, portandosi a casa pezzi di tronchi
risalenti a 20 milioni di anni fa (Era del Miocene). Purtroppo,
nonostante richieste a tutti i livelli per la sua valorizzazione e per
creare un Museo, tutto è in stato di abbandono .
Il patrono è lo Spirito
Santo e la festa cade il 15 Ottobre.
Tra gli abitati di Zuri e di Soddì sorgono i resti di una tra le più
importanti testimonianze fossili di tutto il Mediterraneo. Questa parte
è in gran parte sommersa dalle acque del lago Omodeo, bacino
artificiale creato nel 1923 dallo sbarramento del fiume Tirso. La
foresta fossile era nota ancor prima che si realizzasse l'invaso e non
mancano testimonianze sullo stato del giacimento, in tale periodo. E'
attualmente visibile soltanto una parte, in prossimità di Soddi. Molti
reperti sono distribuiti tutt'attorno al lago. Il riconoscimento dei
legni fossilizzati si basa sullo studio delle caratteristiche della
stuttura del legno che si confronta con quello delle altre specie
presenti. I tronchi di Zuri- Soddì sono di un numero abbastanza
elevato. I primi studi riguardanti i legni sicilizzati di Zuri- Soddi,
si ebbero dallo studioso Sterzer, che descrisse due nuove
specie di palme fossili. Un altro studioso, Krausel, scoprì altre
palme. Gli sudiosi Lauvet, Model, Angeliwea e Muler- Stall scoprirono
un fossile che, anche se non riuscirono a precisarne la specie, lo
chiamarono “TERMINALIOXYLON”. I reperti di questa foresta fossile sono
molto importanti per il loro ottimo stato di conservazione, e quindi è
necessaria la messa in atto della conservazione dei reperti.
Attualmente nella zona non c'è alcun tipo di protezione e questo
permette di effettuare scavi e ricerche, anche sui reperti sommersi
dalle acque, soprattutto quando queste, in annate di siccità,
si ritirano. Altri fossili importanti li troviamo nelle rocce Arenarie
in cui sono presenti Ostreel, Pecten, Cordium, Clypeaster, Scutelle e
Schizzaster.
La costruzione della nuova diga ha confermato, ampliandone la sede, la
posizione dei lago artifidale. Nel suo territorio è stato inoltre
recentemente scoperto un sito archeologico di un certo interesse.
La conformazione dei suo territorio, oltre all'andamento dell'economia
regionale e nazionale in genere, ha portato all'abbandono dell'attività
agricola e ad un parziale mantenimento dell'attività pastorale.
Nell'area sono stati individuati e tracciati due itinerari per
l'escursionismo (classificabili T=turistico) che permettono di
raggiungere agevolmente le principali emergenze archeologiche dei
territorio. Questi sono stati segnati con i convenzionali segnavia
bianco/rossi e numerati 815 e 816. Il sentiero 815 parte dalla strada
provinciale n. 54 ( a poco più di un chilometro dal centro abitato ed
in vista dei bel nuraghe Aurù ) percorre tra due lughe mura perimetrali
la zona di Calavrighedu, supera il nuraghe Corona e, su una strada
sterrata, lambisce la periferia dei paese. Rientrato nell'agro di
Soddì, passa in vicinanza dei nuraghe Pajolu (raggiungibile con una
breve variante) e dirige verso la SS 131 ter, per attraversarla e
salire fino al bellissimo nuraghe Crastu, forse il monumento
archeologico più importante della zona. Il sentiero 816 invece propone
una alternativa a quello principale, offrendo la possibilità di
attraversare il paese e passando a due passi dal nuraghe di S.
Anastasia. Prima di ricollegarsi con il sentiero 815 percorre il bordo
dell'altopiano di Soddì permettendo una meravigliosa panoramica sul
lago Omodeo. I due sentieri fin'ora segnati non esauriscono
naturalmente le possibilità escursionìstiche dei territorio di Soddi
ne, tantomeno, quelle dell'intera area dell'Omodeo. La fantasia dei
visitatore potrà sbizzarrirsi nell'inventare nuovi itinerari e scoprire
mete inedite.