l paese di Modolo conta attualmente 191 abitanti ed è ubicato a 134 m.
slm al centro delle omonime e ridenti vallate estese appena 2,52 Km/q.
Come estensione territoriale è il più piccolo Comune d'Italia.
Confina con i territori di Bosa, Magomadas, Flussio, Tinnura e suni.
PanoramicaIl nome deriva da "Madala" termine introdotto dai nuragici
provenienti dall'oriente asiatico. La sua fondazione è da riferire al
III sec. A.C. ed i suoi abitanti, sempre in comunità autonoma,
annoverano, oltre ai nuragici, gente fenicia prima e romana poi. Nel
VII sec. D.C. vi si stabilirono dei frati bizantini che costruirono la
prima chiesa parrocchiale in onore di Sant'Andrea apostolo, ancora oggi
patrono del paese.
Nel periodo tardo romano il nome cambiò in Modolo Valle, poi in Modulo
Vallis ed infine in Modullo e Modolo. Nel 1200 faceva parte del
Giudicato di Torres e della Curatoria della Planargia. Nel 1341 fu
istituito in parrocchia il canonicato o rettoria e nominato rettore
certo Patre Cocco de Contra che finalmente risolse il contenzioso col
Vaticano riguardo al pagamento delle decime. Nel 1500, in accettazione
di alcuni lasciti, si stabilirono a Modolo i Carmelitani con due
conventi e annesse chiesette nei poderi di "Su Carmine e Don Diego".
L'epidemia
di colera del 1609 mise in serio pericolo la sopravvivenza della
comunità modolese che contava oltre 300 abitanti; ne rimasero in vita
solamente 50 adulti e 8 bambini.
Nel 1840 Modolo appartenne alla provincia di Cuglieri, Prefettura di
Oristano, mandamento di Tresnuraghes, distretto della Planargia.
Fino a tutto il 1800 Modolo fu centro zonale di divertimento col
tradizionale ballo sardo in piazza, in Piazza Balli al suono delle
launeddas i cui suonatori, per le feste di Natale e fino a tutto il
carnevale, venivano fatti arrivare da Seneghe.
In epoca Casa Savoia il comune di Modolo ebbe convalidato uno stemma e
messo in un sigillo.
Nella chiesa parrocchiale dedicata a S. Andrea apostolo si possono
ammirare alcune statue lignee antiche, ben restaurate e di un certo
valore, risalenti al XVII secolo così come il crocefisso della chiesa
di S. Croce, recentemente restaurato.
Attorno al paese, quasi a corona in cima alle colline, restano ancora
le basi di nuraghi, domus de janas e resti di una villa romana.
Modolo fa parte della strada della malvasia di Bosa, e vi è la sede di
un'agenzia "Vinest" che dà servizi di supporto alle aziende
vitivinicole della zona e promuove le piccole aree europee di vini di
qualità aderenti alla rete internazionale Vinest.
Distanze: dal mare Km. 4; da Macomer Km. 25; da Oristano Km. 55; da
Nuoro Km. 80; da Cagliari Km. 155; da Sassari Km. 80; da Olbia Km. 147;
da Alghero Km. 50.
Percorsi Ecologici
S'Iscala e S'Arcu, Su Anzu: in regione S'Iscala e S'Arcu si possono
visitare le grotte carsiche, ricche di stalattiti e stalagmiti.
L'accesso non è facile e si consiglia una guida del posto.
Una serie di grotte a pozzo sono tuttora inesplorate per la difficoltà
dell'accesso che solo da persone esperte e attrezzate può essere
effettuato.
Fonti di Su anzu: ormai il manufatto è diroccato e le acque si sono
sparse e infiltrate nei dintorni. Fu utilizzata già in periodo romano
per Bosa Vetus che fece costruire un acquedotto in canali di terra
cotta.
Il territorio di Modolo, centro di 195 abitanti situato nella
Planargia, fu popolato sin dall'epoca preistorica, come dimostrano vari
ritrovamenti, tra cui le domus de, janas di Silatari e Coronedu, e i
nuraghi di Albaganes e Monte Nieddu; fu inoltre popolato in epoca
romana. Nel periodo giudicale la villa di Modolo, denominata Modulo,
fece parte della curatorìa della Planargia, detta anche di Frussia o
Serreval, inclusa nel giudicato di Torres. Caduto il giudicato, di
fatto nel 1259 con la morte della giudicessa Adelasia, Modolo fu
compresa nel piccolo stato feudale amministrato dai Malaspina, per poi
passare al giudicato d'Arborea. Dopo la fine del giudicato, nel 1410,
la villa fu infeudata dagli Aragonesi a Benedetta d'Arborea, e nel
1430, dopo la sua morte, a Guglielmo Raimondo Moncada, ai discendenti
del quale fu confiscata nel 1453. A partire dal 1468 Modolo fece parte
della signoria di Bosa e della Planargia, infeudata sino al 1556 ai
catalani Villamarì, i quali, riscattata Bosa dal vincolo feudale,
cedettero la signoria della Planargia a Pietro Afan de Rivera.
Modolo, con tutta la signoria, passò poi alla corona di Spagna, che nel
1629 la cedette ai Brondo, famiglia cagliaritana di origine maiorchina,
poi, a fine secolo, ai catalani Olives, e nel 1756 ai Paliacio,
nominati marchesi della Planargia, ai quali rimase sino al riscatto del
feudo nel 1839. In base alle successive suddivisioni amministrative del
territorio, fissate dal governo sardo-piemontese, la comunità di Modolo
fu inclusa nel 1821 nella provincia di Cuglieri; nel 1848, abolite le
province e istituiti i comuni, Modolo fu compreso nella divisione
amministrativa di Nuoro, e in seguito, con R.D. 3702/1859, nella
provincia di Cagliari, circondario di Oristano, mandamento di
Tresnuraghes. A seguito dell'istituzione della provincia di Nuoro, con
R.D.L. 2/01/1927, n. 1, Modolo entrò a far parte di tale provincia.
Sagre e Spettacoli
spazio
2 maggio sagra di S. Andrea con spettacoli piazza;
30 novembre festa religiosa di S. Andrea;
16/17 gennaio sagra di S. Antonio abate con accensione del falò,
assaggio del vino nuovo e zeppolata in piazza;
19/20 gennaio sagra di S. Sebastiano con ripetizione dei festeggiamenti
come per S. Antonio.
L'economia del luogo è legata all'agricoltura. Le culture dominanti
sono la vite e il ciliegio; quest'ultimo, durante la stagione della
raccolta conferisce alla campagna circostante un aspetto pittoresco.
Riguardo alla coltivazione della vite il territorio comunale di Modolo
ricade nell'area di denominazione della malvasia di Bosa, uno dei vini
più pregiati dell'isola, citato già nel 1928 dal Vodret in
"Ricerche
sui vini della sardegna" "...questo è un vino dei migliori che si
conoscano, è generalmente di un colore giallo brillante, di un sapore
assai delicato, caratteristico, che ricorda quello delle
mandorle..."