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Scritto da MARALB   
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Sagama





Sagama



nuraghe


S
agama è un comune di 204 abitanti della provincia di Oristano, nella antica regione della Planargia.


Storia

Il paese di Sagama, secondo gli studi del Dott. Mario A. Sanna (che discusse nel 2005, presso l'Università di Sassari una tesi di laurea in Lettere, sulla storia e la toponomastica del paese), sorse in epoca preistorica quando intorno ad una fertile vallata denominata "Badde 'e Sagama", in una felice posizione strategica, su un gradino calcareo fu edificato il nuraghe Muristene e probabilmente nell'area dove attualmente insiste la chiesa seicentesca intitolata all'Arcangelo Gabriele un santuario pagano.

carmelo

A breve distanza e a "corona" di questo primo nucleo furono edificati in posizione stategica difensiva: il nuraghe Funtanedda (a ovest), i nuraghi Mura de Canes e Molineddu (a est), il nuraghe Pascialzos (a sud-est) e il nuraghe Nuratolu con il nuraghe Giannas di Flussio (a sud-ovest). In epoca fenicia, punica e romana il villaggio fu dotato di mura, ancora visibili nei lati sud e nord. In epoca medioevale la villa o "bidda" di Sagama fece parte con il vicino paese poi scomparso di Nuraki Triganu (a circa 2,5 Km ad est di Sagama, nei pressi dell'attuale chiesa campestre di Santu Micheli), della Curatoria della Planargia (citata anche con i nomi di Fruxia o Serraval). Il 9 gennaio del 1388 i suoi rappresentanti (e quelli di Triganu), sottoscrissero presso la chiesa di S. Giovanni Battista a Magomadas, la Pergamena d'Eleonora ovvero la PACE tra il Regno d'Arborea e il Regno d'Aragona. Dopo morte di Eleonora d'Arborea (1402-03), la morte del figlio, la dura lotta contro l'Aragona, fu ripresa dal nipote Guglielmo III° di Narbona-Bas, nel 1409. Questi il 30 giugno del 1410 fu sconfitto duramente da Martino il Giovane, Infante (principe ereditario) d'Aragona, a Sanluri. Nel 1416 risultavano ancora attestati a Triganu 4 fuochi (circa 16 abitanti), nonostante la guerriglia e le pestilenze. Dopo il 1420 il paese di Sagama si trovò dunque assorbito con tutta la Planargia, nel Regno di Sardegna, nel 1430 la Planargia fu infeudata a Guglielmo Raimondo de Moncada, fu confiscata dalla Corona, che la cedette nel 1468 alla famiglia Villamarì. Nel 1469 la Corona spagnola, concesse il feudo ad Antonio Brondo, a cui fu confiscato nel 1670; nel 1698 fu la volta della famiglia Olives ed infine nel 1756 da Antonio Paliacio (Palliaccio, Paliacho), i cui discendenti assunsero i titoli di "Marchese della Planargia" e di "Conti di Sindia" (i primogeniti). Attualmente questa famiglia ramificata a Sassari e Genova ha assunto i cognomi di "Palici di Suni" o semplicemente "di Suni". Fu così fino all'abolizione dei feudi del 1839. La legge delle chiudende del 1820, non fu recepita subito a Sagama, ragion per cui gli Ecclesiastici, riuscirono ad impossesarsi della preziosa terra della "Badd'e Sagama", mentre nell'altipiano di Santu Mikeli-Triganinu dove il terreno veniva pascolato l'operazione non fu resa possibile dalla resistenza dei pastori sagamesi, sindiesi e sunesi. Dopo l'abolizione dei feudi (1839), Sagama entrò a far parte del Circondario di Cuglieri, nel 1927 inserita nella neonata Provincia di Nuoro, mentre il Comune fu soppresso ed accorpato con Tinnura e Flussio al Municipio di Suni, fino al 1946 quando Umberto di Savoia con Decreto Luogotenenziale nel 1946 le restituì l'autoomia amministrativa. Dal 2004 è transitato in Provincia di Oristano.

gabriele


Beni culturali

Nel territorio di Sagama sono attestati i nuraghi Funtanedda, Muristene, Mura de Ganes, Molineddu, Pascialzos e Nuratolu disposti a corona intorno alla vallata della Badd'e Sagama. Sono attestate tombe dei giganti nelle località Sa Costa-Triganinu, Fakkiganu, Triganinu. È attestata un Aleè Couvert in località Badde Sagama, al confine con Tinnura, mentre Mario A. Sanna, nella sua tesi ha pubblicato la foto di un menhir in località Mura Pianu (segnalato dal Sig. Salvatore Carta, dipendente comunale), denominato "Sa Pedra Marmurada". Secondo alcune testimonianze orali, nel territorio sagamese erano presenti anche delle "Domus de Janas", nella zona di Giuntolzu-Su Troulone, ma sarebbero state spazzate via durante i lavori per la circovallazione. Resti di mura di fortificazione punica, romana e medioevale sono visibili nella parti sud e nord del paese. Ma il vero tesoro di Sagama è la sua bellissima chiesa parrocchiale, dedicata all'Arcangelo Gabriele, edificata nel 1604 da maestranze sassaresi, la chiesa restaurata di recente, oltre alla statua del 1500 dell'Arcangelo possiede dei meravigliosi dipinti. Degne di menzione la chiesa medioevale della N.S. del Carmelo, quella cinquecentesca della Santa Croce, quella campestre di San Michele, riedificata di recente. Era attestata la chiesa di San Basilio, situata dove attualmente è situata il municipio e forse la chiesa di San Giorgio, presso il nuraghe Muristene.


san michele

Amministrazione comunale

Sindaco: Giovanniantonio Cuccui (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0785 34806
Posta elettronica: segretario.sagama@marghine-planargia.it

La superficie territoriale di Sagama conta Kmq 11,67. Il paese è ubicato a m 320 slm al confine tra la Planargia e la zona vulcanica del Montiferru. Il villaggio sorge sopra una collina calcarea in mezzo ad una vallata; una valle, questa, quasi circolare, il cui colore bianco-giallastro contrasta con il colore scuro del basalto. Su un lato c’è il paese, dominato dalla chiesa di San Gabriele Arcangelo; mentre verso Scano, il bordo della valle è caratterizzato da boschi e vigneti ricchi di sorgenti come quelle di San Michele. Si tratta di un territorio estremamente fertile adatto per questo alla pastorizia, all’agricoltura e alla viticoltura. In tempi antichi nella valle era presente un grandissimo numero di olmi ecco perché era stato aggiunto a Sagama l’appellativo “Ulumedu”. La favorevole posizione orografica ne fa un centro che gode di un clima temperato, lontano dalle escursioni termiche estreme. Questo fattore climatico ha permesso la presenza umana fin da epoca prenuragica, come testimoniano monumenti di pregio quali le tombe dei giganti e i nuraghi presenti a Sagama in grande numero. Per quello che riguarda la religione, i sagamesi fanno parte della diocesi Bosa-Alghero; la chiesa parrocchiale è sotto l’invocazione dell’Arcangelo Gabriele, chiesa di gran pregio, costruita nel 1604, adornata dalla statua lignea del santo, dai pregevoli dipinti di scuola settecentesca, altari lignei policromi, pulpito del 600 e arredi sacri di pregevole fattura. Le chiese minori nell’abitato sono due, una dedicata alla Santa Croce e l’altra alla Vergine del Carmelo. Fuori del paese, presso le fonti di San Michele, vi è una piccola chiesa campestre dedicata appunto, all’Arcangelo San Michele. Oggigiorno, Sagama sta vivendo una situazione difficile caratterizzata da un esodo che ha coinvolto gran parte della popolazione e sta portando la comunità sagamese residente ad una progressiva estinzione.

murales


Distanze: da Macomer Km 24; da Nuoro Km 79; da Oristano Km 58; da Cagliari Km 158; da Sassari Km 85; da Alghero Km 67; da Olbia Km 146.
Sant’Arcangelo Gabriele (patrono): si festeggia in due periodi diversi il 24 marzo e il 28 ottobre; processione lungo le strade del paese con canti e balli tradizionali. Un tempo si faceva una fiera lunga tre giorni (il 28 il 29 e il 30 di ottobre) che coinvolgeva tutta la popolazione e anche i paesi vicini.
San Michele: festa campestre, si festeggia in due periodi, l’8 maggio e il 29 settembre, con canti e balli tradizionali.
Madonna del Carmelo: 16 luglio; processione lungo le strade del paese con canti e balli tradizionali.
Sant’Antonio: 04 settembre; processione lungo le strade del paese con canti e balli tradizionali.
Natale: la solennità del Natale era festeggiata attorno al focolare domestico dove tutta la famiglia si riuniva e con i discorsi degli adulti seduti in cerchio attendeva la mezzanotte ora in cui, genitori e figli, si recavano, insieme, ad assistere a “sa missa e puddu”. In questi giorni, era usanza costruire in un angolo della casa una rappresentazione scenica della natività, “su Presepiu”. Il giorno successivo, chiamato “Pasca e Nadale”, la famiglia si ritrovava ancora riunita per consumare il pranzo di Natale. Per la solenne occasione compariva in tavola “s’arrostu” preceduto da “sos maccarrones”. Alla fine del pranzo si servivano i dolci, “sos pobassinos”, e il caffè



madonna del carmelo


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fonte:  http://www.comune.sagama.nu.it/fotoAlbum/index.php    e    http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sagama&oldid=21627227










 

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