innura è un comune di 272 abitanti della provincia di Oristano, nella
antica regione della Planargia, conosciuto per i suoi famosi murales.
Sindaco: Maria Grazia Carta (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0785 34839
Posta elettronica: non_disponibile
Il paese, abitato già in epoca nuragica, è situato sul limitare
dell'altopiano basaltico della Planargia, e si affaccia sulla ridente
vallata di Modolo che degrada tra uliveti, frutteti e vigneti, compresi
quelli del Malvasia, verso il mare della costiera occidentale della
Sardegna.
Nel territorio comunale, che si estende per una superficie di 3,78 Kmq,
si insediarono aziende agrarie romane dedite alla coltivazione
cerealicola, che sopravissero fino al medioevo. In seguito si sviluppò
l'allevamento e fu introdotta la coltura dell'ulivo e della vite, ed
attualmente fa parte della Strada della Malvasia.
l territorio di Tinnura, centro di 271 abitanti situato nella
Planargia, fu popolato sin dall'epoca preistorica, come dimostrano i
ritrovamenti di età nuragica, come il Nuraghe Trobia. Dal Medioevo
all'età Aragonese si evidenziano, nei vari documenti, diverse
trascrizioni del nome: Tinura, Tinnure, Timura, Tinuri, Tinnura. Le
varianti, numerose sono dovute alla "lectio facilior" degli amanuensi,
all'ignoranza dei "dictatores", alla difficoltà dell scrivani
forestieri di interpretare i suoni della lingua sarda.
E'al medioevo che risale la più antica attestazione del nome di
Tinnura, nel XIV secolo d.C. Tinnura, nel periodo giudicale, fece parte
di una delle 17 ville della curatoria della Planargia ( detta anche
Frussia e in seguito Sereval) sotto il Giudicato di Torres o Logudoro.
La Planargia di età giudicale fu controllata dal XII secolo d.C. dalla
famiglia pisana dei Malaspina. In questo periodo la regione, fu
interessata dall'arrivo di diversi ordini monastici, a cui vengono
attribuite innovazioni tecniche riguardanti in particolare
l'agricoltura.
Nel 1410, la corona d'Aragona s'impossessò della Sardegna ponendo fine
alla vicenda giudicale.In quest'epoca inizia il lungo decadimento della
Sardegna e, la Planargia nn fu risparmiata, dal'300 al '500, dalle
carestie, dalle contese tra piccoli e grandi potentati, al
violentissimo fenomeno di spopolamento e alla sparizione di abitati
minori e villaggi rurali. Durante la dominazione spagnola, Tinnura fece
parte del Baronato della Planargia di Bosa (che fu una delle sette
città reali). Di questi secoli restano notizie che parlano di drenaggio
di frumento, episodiche sollevazioni e diffusi fenomeni di banditismo
anche organizzato.
Trenino verdeSituato al centro della Planargia, vi si intersecano
importanti vie di comunicazione e la strada ferrata Macomer-Bosa, dove
attualmente viaggia il TRENINO VERDE.
L'attività tipica è rappresentata dalla lavorazione dell'asfodelo. La
produzione di una cestinerai ricca di decorazioni tradizionali, che un
tempo costituiva parte integrante del corredo delle spose, l'ha reso
rinomato insieme al vicino Flussio.
Grazie ad un'accorta opera di riqualificazione urbanistica, il centro
abitato si presenta al visitatore ben ordinato, ed esercita un fascino
discreto con le sue vie e piazze lastricate in basalto, dove accanto al
recupero dei selciati, si associano pavimenti policromi realizzati in
trachite rossa, e in marmo bianco di Orosei, oltre al grigio dei
basalti, che producono un gradevole effetto cromatico.
Chiesa ParrocchialeSi Segnala la semplicità della Parrocchiale dedicata
a S. Anna, con l'elegante e slanciato campanile con le sue
caratteristiche bande orizzontali rosso mattone.
Oltre ad un moderno Centro Congressi inserito in un'area polifunzionale
che si estende per oltre due ettari, con impianti sportivi, ricreativi,
laghetto e giochi d'acqua, sono presenti diverse opere artistiche quali:
- murales (ispirati alle attività tradizionali del territorio);
- piazze monumentali (Piazza del Sole, in cui accanto ad una simbologia
che dal periodo nuragico spazia fino all'età moderna, decorando le
pareti perimetrali , si inserisce un monumento alla donna, che
troneggia al centro di una fontana rotonda, che rappresenta una
lavoratrice d'asfodelo. Piazza Giovanni XXXIII<, con
un'imponente statua del Papa Buono e quella del Municipio con i Murales
e la Statua raffigurante il Dio dei Venti (il paese è battuto dal
Maestrale);
piazza dello Zodiaco- fontane (tra le altre quella dello Zodiaco.
Inserita in uno spazio decorato con i disegni stilizzati della
cestinerai, si snoda con un ciclo rappresentante i dodici segni
zodiacali che, scolpiti in basalto, fanno sgorgare l'acqua, che cade su
due ordini di vasche sovrapposte).
Le opere sono state realizzate da artisti sardi di fama nazionale quali
gli scultori Pinuccio Sciola, Carmine Piras, Simplicio Derosas, Stefano
Chessa, ed i muralisti Angelo Pilloni, Pina Monne, Giambattista Loi,
Fernando Mussone e Francesco Del Casino.
Sagre e Spettacoli
S. Anna (Patrono) 26 luglio, processione lungo le strade del paese con
canti e balli tradizionali;