lbagiara, situata ai piedi del versante nord dell'Altopiano della
Giara è un caratteristico centro dell'Alta Marmilla che conta circa 300
abitanti. Il paese apparteneva al giudicato di Arborea. L'antico nome
del paese, Ollasta, venne cambiato nel 1962 in quello attuale a
significare lo stretto legame che unisce il paese e i suoi abitanti
all'Altopiano, anche se ancora oggi nel parlare comune la chiamiamo
ancora con il suo nome d’origine.
Ollasta è un nome ricco di simbolismo: paese dell’ulivo, simbolo di
pace. Olio simbolo di consacrazione e di mitezza.
Ma anche Albagiara ha un forte significato: dalla Giara spunta il sole,
l’alba, speranza e vita.
Non si sa molto di Ollasta nell’antichità Quando è sorta? Nel suo
territorio esistono numerosi nuraghi che ci fanno pensare a un’origine
pre-romana.
Di età romana invece esistono nel paese esistono quattro abitati ove
sono stati rinvenute tombe con corredo funerario e altri reperti,
costituiti da tracce di muri appena affiorati dal terreno, massi di
crollo , embrici e da abbondanti frammenti di ceramica.
Sono state rinvenute anche numerose monete e una statuetta in bronzo di
Agrippina.
In Sardegna esistevano due villaggi e una diocesi che si chiamavano con
questo nome:
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La diocesi è più
propriamente chiamata Ogliastra, ed è quella che fino all’anno 1927
ebbe sede a Tortolì, e che con bolla pontificia del 15 giugno 1927 ebbe
nuova sede a Lanusei.
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I due villaggi
invece sono Ollasta-Usellus e Ollasta- Simaxis. Il paese era compreso
nella diocesi di Ales ed era diviso in 4 vicinati:
o
Santu Pedru;
o
Planu-Ibba;
o
Pinna fiscura;
o
Su Forraxi.
La
prima volta che troviamo il nome di Ollasta è nel libro delle decime
pontificie del 1341 dove la chiamavano Ocliastra et Funtana
probabilmente per
qualche fontana antica del luogo oppure per la presenza nel suo
territorio di numerose sorgenti d’acqua.
20 Gennaio
Festa patronale di S.Sebastiano caratterizzata dall'accensione del falò
e dalla degustazione di "pai arridau" condito con l'olio d'oliva
novello e accompagnato
da un bicchiere di vino locale.
15 Maggio
festa in onore di Sant' Isidoro patrono degli agricoltori alla quale è
abbinata la sagra dei legumi e la mostra mercato di arti e mestieri.
01 Agosto
festa di San Pietro d'antica tradizione popolare
23 Settembre
festeggiamenti religiosi di San Lussorio ai quali sono abbinati tre
giorni di festa civile e un concorso di pittura estemporanea.
Una comoda strada collega il centro abitato con la splendida località
di "Su Padenti", un bellissimo bosco di roverelle, sughere e lecci,al
quale si accede, attraverso un sistema di sentieri bene indicato,
all'altipiano della Giara dove è possibile incontrare i caratteristici
cavallini.
Il territorio di Albagiara presenta un patrimonio archeologico di
rilievo. Particolarmente interessanti appaiono i siti risalenti al
periodo nuragico,tra i quali si segnalano il nuraghe di S.Lussorio dove
sono ben evidenti anche i resti risalenti al periodo romano. Di
notevole valore storico anche i siti di Nuraghe Bingias, Nuraghe Lea
Nuraghe Cala Piscinas. Il centro storico si presenta particolarmente
interessante con le sue tipiche case in pietra, alcuni antichi portali
e "lollas".
Nel territorio di Ollasta –Albagiara figurano alcuni nomi di santi che
fanno supporre l’esistenza di chiese in quella località: Santa barbara;
Santu Perdu Becciu antecedente all’attuale chiesa di San Pietro ossia
prima del 1500; San lussorio dove sino al 1700 si celebrava la festa.
San Lussorio era un comandante dell’esercito romano, poi martire
cristiano, che sostò nel territorio durante i suoi viaggi tra Kalaris e
Forum Traiani(Fordongianus).
Ora la festa si celebra il 23 di settembre nella chiesa di San
Sebastiano,risalente al XVI secolo.
Come abbiamo detto prima, esattamente sino al 2 febbraio del
1600 la parrocchia era San Pietro che conserva elementi
architettonici riconducibili all’interno della cultura
tardogotica sarda. La chiesa è stata restaurata nell’ultimo
decennio del XX secolo, esiste tutt’ oggi con il ruolo di chiesa
secondaria e custode dell’antico cimitero monumentale, essa costituiva
il nucleo attorno al quale si sviluppava il centro abitato nel rione
che ancora oggi ne porta il nome San Pietro.
San Sebastiano
La parrocchia di san Sebastiano fu invece eretta fra il 1615 e il 1621
, divenuta parrocchia nel 1632.
Fu il canonico prebendato Francesco Noga a iniziare il 22 maggio 1615
la chiesa di San Sebastiano. Alla costruzione lavorarono maestri
costruttori tra i più rinomati dell’epoca in particolare l’architetto
Sassarese Ambrogio Zichina, che in seguito fece in noce gli attuali
stalli del coro della cattedrale di Ales.
La chiesa è lunga 23 metri, larga 6 e alta 7.
Già nel 1635 aveva due cappelle, riconoscibili a quelle in prossimità
del presbiterio e, come questo volto, voltate a crociera con gemma
pendula in chiave.
Il coro e le due cappelle precedentemente citate sono a volta solida,
di stile gotico, a costoloni incrociati con rosone centrale, scolpiti
con movimenti zoomorfi, fitomorfi, aniconici, le altre due cappelle,
più recenti costruite intorno al 1705-1714 adiacenti alle precedenti
hanno volta a botte, si affacciano sull’unica navata percorsa da tre
archi diaframma e coperto da un tetto ligneo.
L’edificio ha conservato alcuni arredi di pietra fra cui
l’acquasantiera seicentesca con vasca di pietra
sagomata ,policroma e cappotta di legno intagliato e
dipinto, con plico dadiforme e la bella pila per
l’acqua benedetta di arenaria modanata e scolpita a bassorilievi , con
alto piedistallo a formelle fitoforme e catino di grande circonferenza
a baccelli.
Nelle cappelle alcuni altari a parete con colonne rudentate e nicchia
con catino a conchiglia.
È invece in legno il curioso altare maggiore del 700, opera
di un maestro Gallo, restaurato e riportato all’antico
splendore, recentemente,esattamente nel 2005, la base dell’altare
maggiore risale al 1620 perfezionata nel 1647, mentre la parte
superiore in legno modanato intagliato e dipinto in policromia, è del
1786 monumentale nell’artistica sincronia dei giardini, colonnine e
pregiato tabernacolo e corona superiore.
Il primo tabernacolo di legno era del 1632 (sostituito recentemente
perchè completamente rovinato)
È del 1662 la paratoria in noce, ideata dal maestro B.Cossu di
Nurallao, recentemente restaurata che si trova nella sacristia.
Gli oggetti sacri di maggior pregio sono gli argenti, fra i quali la
croce processionale, dai caratteri tardogotici, in argento sbalzato e
cesellato, eseguita probabilmente alla fine del600, il calice e la
pisside, dalle linee pure ed eleganti, una più antica pisside marchiata
con il punzone civico di Cagliari dove fu realizzata fra la fine del500
e l’inizio del 600.
Della prima metà del 600 la nostra parrocchia conserva inoltre la
custodia dei vasetti per olii santi in argento, cesellato e fuso,
turibolo architettonico d’argento sbalzato a traforo, secchiello e
aspersorio sempre d’argento sbalzato, ostensorio d’argento laminato e
inciso dorato.
Della fine del 600 e inizio 700 sono infine alcune statue lignee, tra
cui una di San Lussorio, proveniente dall’antica chiesa del santo.