ompu è un comune di 303 abitanti della provincia di Oristano, nella
regione dell'Alta Marmilla.
Amministrazione
comunale
Sindaco: Marco Atzei (lista civica Arcobaleno Sviluppo e Solidarietà)
dal 16/06/2008 (2º mandato)
Centralino del comune: 0783 990035
Posta elettronica: municipio@comune.pompu.or.it
Pompu, comune della provincia di Oristano, fino al 1970 frazione di
Masullas, conta attualmente poco più di trecento abitanti; ha
un'estensione di 5,08 kmq e un'altitudine di 147 m. I primi riferimenti
storici di Pompu risalgono all'anno 1576. Nel Medioevo Pompu fece parte
del Giudicato d'Arborea nel dipartimento di Parte Montis. L'economia di
Pompu è quella tipica agro -pastorale. Nella piana più fertile e ricca
di acque, prevale la coltura con cereali e orti lungo le sponde dei
fiumi mentre, sulle colline, si trovano vigne ed oliveti.
Pompu, comune della provincia di Oristano, fino al 1970 frazione di
Masullas, conta attualmente poco più di trecento abitanti; ha
un'estensione di 5,08 kmq e un'altitudine di 147 m.
Pompu è situato nel cuore della Marmilla, nella valle del Riu Laccus o
Riu de Pompu, tra colline marnose nelle quali spicca il regolare Monte
Futtu. Tra le marne si hanno limitati affioramenti di lave a pillows,
le rocce basali del Monte Arci, con presenza di minerali, quali agate,
corniole e ametiste.
Lungo il fiume, in regione Sa Costa, è presente una bella vegetazione
con imponenti roverelle, lecci e sughere.
Sulle rive del torrente spicca, sul giallo della campagna, una continua
linea di verde, con salici, pioppi, ontani, tamerici.
Nelle vallate più umide orti, giardini, vigne e oliveti, che assieme
alla pastorizia rappresentano la base economica del paese.
E' un paesaggio che non possiede le suggestioni dei monti,
apparentemente uniforme, ma non privo di un suo fascino discreto.
I caldi colori delle marne, resi ancora più vivi dalle torride giornate
estive, si ripetono nelle vecchie architetture in pietra, che
racchiudono, dietro stupendi portali, freschi cortili spesso ornati
dalle "lolle".
Il quadro cambia completamente in primavera, quando i campi sono
verdeggianti, punteggiati dal giallo dei fiori e dal rosso dei
papaveri: in autunno, invece, con l'aratura, predominano i colori bruni
delle terre.
Il significato della parola Pompu potrebbe derivare dal latino Pòmpa
che significa corteo, sfilata, processione. Nell'antichità, intorno ad
un piccolo santuario dedicato a Santa Maria di Monserrato ed eretto su
una collina, si svolgevano manifestazioni religiose che attiravano
moltitudini di devoti provenienti da vicino e da lontano. In seguito,
ai piedi del santuario, incominciò a formarsi un gruppo di case con una
piccola popolazione; questi abitanti furono considerati i custodi della
chiesa e preparatori dell'annuale Pompa. Essi furono chiamati Pompesi,
ed il loro paese fu detto Pompu. I primi riferimenti storici di Pompu
risalgono all'anno 1576. Nel Medioevo Pompu fece parte del Giudicato
d'Arborea nel dipartimento di Parte Montis. Nel 1800 il paese di Pompu
aveva un'economia ricca e vivace, infatti contava quattro mulini
situati lungo il fiume "Riu de Pompu". In varie case di Pompu esistono
ancora oggi macine in pietra per la lavorazione del grano. In una
vecchia abitazione si trova anche un antico frantoio per la lavorazione
delle olive, risalente ai primi anni dell'800. "Sa prenza" del frantoio
.
Durante l'anno nella comunità di Pompu si svolgono diverse feste che
rappresentano i momenti più importanti di aggregazione civile e
religiosa.
Di seguito elenchiamo le principali caratteristiche di queste
manifestazioni:
Il venti gennaio si festeggia il santo patrono; San Sebastiano viene
portato per le vie del paese in processione.
La vigilia, ossia il diciannove, i giovani passano per le vie del paese
chiedendo la legna per fare il falò, infatti, la notte questo viene
acceso e l'indomani, durante la processione, si porta il Santo per
benedire il fuoco.
Il venticinque aprile si festeggia San Giorgio ossia "sa festa dei
massaius" (contadini), il Santo viene portato in processione
accompagnato da trattori addobbati con arazzi, tappeti, bisacce,
"trauzus de linna" molto antichi e con a bordo figuranti in costume
sardo.
L'otto settembre si festeggia la nascita della Madonna. Il giorno
precedente la santa viene vestita con il velo, la corona e i tanti
gioielli donati dai devoti. Il simulacro di Santa Maria parte dalla sua
chiesetta risalente al 1500 e viene portata in processione per le vie
del paese, accompagnata dai ragazzi vestiti in costume sardo e dai
tanti devoti.
Viene celebrata la messa solenne durante la quale vengono accesi fuochi
d'artificio in onore della Madonna. Il simulacro rimane esposto nella
chiesa di San Sebastiano fino all'ultima domenica di ottobre, quando
viene celebrato s'inserru, ossia la Madonna, dopo la processione e la
messa, viene riportata nella sua chiesetta e messa nella nicchia "su
nicciu", implorandola vengono cantati "is cogius" e "s'arrosariu" in
sardo.
Oltre alle celebrazioni religiose, i festeggiamenti continuano con
rappresentazioni di gruppi folcloristici provenienti da tutta la
Sardegna.
La chiesa parrocchiale, consacrata a San Sebastiano, è una moderna
costruzione di cemento e blocchi di pietra bianca. Nella facciata si
apre un portico nel quale è custodita un' antica fonte battesimale.
L'interno è reso accogliente dai colori caldi del pavimento in cotto,
della copertura in legno e della luce che filtra dalle vetrate
colorate. In una cappella sulla sinistra vi è custodita la statua di
Santa Maria, risalente al 1600 che raffigura la Madonna col bambino,
seduta su una scranna; il Bambino Gesù ha il globo in mano e un piedino
posato sul picco di una montagna rocciosa. Sopra due mensole poste ai
lati della chiesa ci sono le statue di San Sebastiano, piccolo e bello,
e di San Giorgio a cavallo che combatte col drago; entrambe risalgono
al 1700. Nel paese di Pompu esisteva un'altra chiesa, sempre dedicata a
San Sebastiano.
Essa venne costruita in pianura perchè era troppo faticoso salire fino
all'antica parrocchiale di Santa Maria sulla collina. Nel 1761 esisteva
sicuramente, ma forse benedetta e non consacrata; vi si celebrava messa
soltanto il 20 gennaio, giorno della ricorrenza del santo, nell'ottava
settimana successiva e poi nel giorno dell'anniversario della
consacrazione della chiesa. Essa assunse gradatamente le funzioni di
chiesa parrocchiale finchè nel 1865 crollò dalle fondamenta. La statua
del santo venne portata nella nicchia dell'altare maggiore di Santa
Maria, detronizzando la santa. San Sebastiano divenne patrono di Pompu
e addirittura "titolare" della parrocchia insieme a San Demetrio.
L'antica chiesa di Santa Maria di Monserrato, così la chiamano i vecchi
registri della diocesi, esisteva quando ancora il paese non era nato.
Essa infatti è stata costruita nel 1500 circa e da allora l'8
settembre,per festeggiare la ricorrenza della santa, "tutti gli anni vi
accorreva in processione un lungo corteo di popolo". Nel 1700 venne
rinnovata per opera dei curati del tempo. Nel 1771 il Reverendo Antonio
Aleo rifece il tetto con legnami nuovi; nel 1785 il Reverendo Orrù fece
imbiancare a nuovo la chiesa, rinnovare la vetrata maggiore, fece
costruire un tabernacolo di legno con dorature, una fonte battesimale
in legno bianco con portine e ferrami, un nuovo messale. Nel 1788, con
50 lire ricavate dalla vendita di una casa in rovina fu recintato il
cimitero e si provvide anche a un bel portale per la chiesetta. Questo
cimitero, adiacente alla chiesa, era in uso fino a circa 20 anni fa. La
chiesa di Santa Maria possiede un bel campanile a vela, mentre la
scalinata in pietra per accedere alle campane non è più visibile dopo
la ristrutturazione fatta negli anni '80. Da una relazione del 1761
fatta a Monsignor Pilo risulta che in Santa Maria di Pompu esistevano
statue di Santa Maria di Monserrato, San Giorgio Martire e San
Sebastiano e altre; le prime sono arrivate a noi, delle altre si è
persa traccia.