Superficie comunale: 2100 ettari Abitanti:
450 circa Altitudine media:
264 s.l.m. Provincia:
Oristano Distanza dal capoluogo:
40 km circa Comunità Montana:
Ales Il nome:
Dal latino agaso, onis = stalliere
dal sardo asone (logudorese) e asuni, (campidanese) = custode del
branco.
C
ompreso tra le gole dell’Imbessu da una parte e del Riu Maiori
dall’altra, il territorio di Asuni chiude a nord-est l’Alta Marmilla.
Un territorio quanto mai vario e interessante, nel quale spiccano i
terreni paleozoici lungo la valle del Misturadroxiu-Maiori.
É il regno di Medusa, con le rovine del misterioso castello, che pur
essendo in comune di Samugheo appare strettamente legato ad Asuni.
Nei calcari cristallini della valle si aprono numerose grotte: la più
grande, Su Stampu de Muscione Stunnu si apre a Costa Ualla, sotto Monte
Perdedu, che domina la zona coi suoi 585 metri. La grotta è formata da
due cavità sovrapposte, con diversi vani, per una lunghezza complessiva
di circa 230 metri e un dislivello di 37.
Un
tempo dai calcari si estraeva il rinomato marmo.
Le tracce umane più antiche sono rappresentate dalle Domus de Janas,
sparse un po’ dovunque, ma che raggiungono la massima concentrazione e
bellezza nella necropoli di Budragas, alla periferia del paese.
Verso Nureci sono invece alcuni Menhirs testimonianze di culti
prenuragici.
Tra i nuraghi si possono citare il Casteddu e il San Giovanni.
Il paese è raccolto sotto il colle di San Giovanni con le viuzze del
centro storico dove si possono ancora trovare vecchi portali, cortili
e”lollas”, dai tipici archi.
La prima notizia storica che si conosce del villaggio di
Asuni risale al 1189. Il 7 febbraio 1189 il giudice di Arborea Pietro 1
faceva sapere al comune di Genova di essere intenzionato a pagare fino
in fondo i debiti contratti da suo padre con i Genovesi precisando:
"Dabo castrum Asonis in pignore" (darò il castello di Asuni in pegno).È
qui da intendersi il noto Castello di Medusa , costruito in epoca
bizantina per tenere a bada i "barbaricini" che spesso si avventuravano
nelle fertili vallate di parte Valenzae della Marmilla per depredare i
contadini dal raccolto e per saccheggiare i villaggi.Lo studioso
Giovanni Lilliu fa risalire il castello al 7-8sec. d.C. come avamposto
fortificato di forum trajani e loricorda costruito "su di una rocca
calcarea strapiombante alla confluenza di due fiumi che ne rendevano
difficile l' accesso".Il nome di Asuni risale più volte nelle bolle
pontificie di "decimi e censi ", ma sempre facente parte della
archidiocesi arborese.
Il Castello di Medusa, ad Asuni, in realtà è un castelliere,
cioè si tratta di un colle terrazzato naturalmente inaccessibile da tre
lati e perciò di facile difesa.Tipica fortificazione dell’età
del bronzo e del ferro, usato fino al sorgere dei castelli, il
castelliere d’ Asuni è situato nella gola di due montagne di tufi
rachitici, su un promontorio ai cui piedi scorre il Riu
Majore. Sulla spianata superiore si trovano muri e strutture che un
tempo dovevano essere state ambientati di riparo e di difesa.
Alcuni muri sono a secco, altri con malta grossolana, di spessore
variante da 80 cm a 1.50 mt circa.
Dal castelliere, legato alla montagna da un istmo nel quale è
un vallo, si domina tutta la vallata per chilometri. Nulla si oppone al
pensare che possa essere stato utilizzato in età romana, dal
momento che all’intorno vi sono miniere, cave d’argilla e di marmo
bardiglio, e che la cisterna interrata è rivestita di malta e coccio
pisto, tipico d’età romana. Il Cugia, a questo proposito,
scriveva : <<Vi si vede ancora vari muri di
cinta , costruiti con cemento tenacissimo; nella parte
principale vedesi, quasi intatta, una cisterna la quale tiene
m. 5,50 di lunghezza per 2,25 di larghezza con le mura dello spessore
di m. 1,70. L’interno è rivestito di cemento ordinario fatto
di calce e di frammenti di stoviglia, come sono tutti gli antichi
depositi romani per lo che questa parte interna e sotterranea del
castello deve ritenersi per una cisterna…. Nei dintorni
vedesi avanzi di antiche abitazioni costruite con lo stesse cemento e
in modo analogo al castello; varie monete rinvenute appartengono agli
imperatori d’ oriente, a cominciare da Giustiniano…In questo grosso
roccione carsico vi sono delle aperture irregolari che immettono in
grotte naturali. Le più appariscenti
sono quelle della parete sud est. Il Castello Medusa è stato oggetto di
molte indagini, storie e leggende, ed anche gli storici hanno fatto
differenti ipotesi sull’ origine della fortificazione. Lo Spano ne
parla come una prigione per metallari, l’ Angius ne parla come della
dimora di un ricco personaggio e descrive improbabili sale fastose,
mentre il La Marmora ne parla come una fortificazione tardo imperiale
contro l’invadenza dei barbaricini, una sorta di vallo. A parte le
leggende su Medusa c’è una storia vera molto curiosa che riguarda il
castello e un bandito di nome Francesco Perseu.
Non è solo una <<voce popolare >> se
all’archivio di stato di Cagliari c’è un intero fascicolo sulla
vicenda. Sembra dunque che il Perseu, detenuto nelle carceri
Piemontesi, raccontasse che nel 1838, quando ancora era bandito
latitante, fosse capitano per caso presso il castello di Medusa, fosse
sceso attraverso una scala di marmo, avesse passato una porta di ferro
e si fosse trovato in un ambiente meraviglioso, pieno di statue e di
mucchi di monete d’oro, di armi di tutti i tipi e di suppellettili
preziose, oltre una corona d’oro e di gemme. In una memoria scritta che
il Perseu mandò al Ministro, a Torino, nel 1844, raccontò che si riempì
le tasche delle monete, che poi nascose in un suo nascondiglio segreto,
ripromettendosi di tornare a prendere il resto, quando fu arrestato.
Così, sempre nella memoria scritta, il Perseu offriva di mostrare il
nascondiglio e in premio chiedeva la grazia. Fu dunque accompagnato sul
luogo, ma naturalmente non riuscì a ritrovare né il proprio
nascondiglio, né l’accesso alle sale del tesoro. E dal momento che non
gli furono slegate le mani, né tolte le catene, non poté neppure
scappare, come furbescamente aveva progettato.