ncora una decina di anni fa Assolo sembrava un paese-museo, un centro
rurale sfuggito alle leggi del tempo e all’assedio del cemento: vecchie
case dell’ottocento, spessi muri di pietra con grandi portali aperti
sui cortili, carri a buoi sistemati in un angolo "su impedrau”, forni a
legna accesi per il pane, austeri patriarchi seduti al sole a ricordare
e raccontare storie e vicende affidate alla memoria orale.
Verso la fine del ’70 l’immagine antica
del paese si è in parte frantumata. Adesso solo qualche telaio tesse
ancora e sono rare le case dove si espande la fragranza del pane appena
sfornato. Restano immutate, invece, le “domus” del secolo scorso che
non hanno ceduto alla tentazione di profondi cambiamenti. Un po’
dovunque emergono, con eccezionale frequenza, solo in parte conosciute:
sono ben 16 nuraghi censiti.
Ceramiche e tombe romane sono affiorate vicino alla chiesa campestre di
Santa Lucia, monete e lucerne sono state raccolte accanto alla sorgente
di Garusa, rinomata un tempo per la bontà dell’acqua. Fa parte delle
tradizioni più antiche la convinzione che la sorgente di Santu Pedru
abbia la proprietà con le sue acque, di combattere la febbre.
Storia e leggenda s’intrecciano sulla cima del colle “Giuerreddu”: in
una cavità di un grosso nuraghe conosciuta come “Sa Rutta ‘e Gruppìu”
si nascondeva un temibile bandito, forse Agrippino Maxia di Senis, che
finì impiccato. La leggenda dice che “su bandìu” aveva nascosto nel
tronco cavo di un ulivo un tesoro di monete d’oro;per scoprirlo basta
attendere che i raggi del sole al tramonto si riflettano sul metallo
prezioso,ma si rischia di provocare l’ira di Gruppìu ed è meglio
abbandonare la ricerca.
La chiesa parrocchiale di Assolo è sotto l’invocazione del martire San
Sebastiano. Ha solo tre altari, il principale dove il prete celebra la
messa e due ai lati.All' interno si trovano un fonte battesimale e un'
acqua santiera.
La festa di San Sebastiano viene
celebrata il 20 gennaio. Al mattino si celebra la Santa Messa verso le
undici, si inizia con la processione percorrendo il tragitto più lungo
tornando alla chiesa si celebra la messa.Terminata la messa, un
suonatore suona la fisarmonica e la gente balla.
Chiesa di Santa Lucia.
La chiesa di Santa Lucia si trova all' estremità del paese. È una
chiesa abbastanza grande con un pozzo all' interno dove ci si può anche
entrare.
Davanti all' entrata principale sono stati fatti degli scavi dove hanno
trovato delle monete e delle tombe. Dietro la chiesa si trovano lo
stesso delle tombe.
La festa di Santa Lucia si festeggia la terza domenica di settembre e
dura ben tre giorni. È una festa campestre cioè che viene svolta la
processione
religiosa solo parte in campagna e che prosegue nel centro
abitato.
Durante la processione sfilano le Traccas cioè i carri addobbati,
trainati da buoi o da trattori. Dopo che viene celebrata la
Santa Messa al lato della
chiesa si trova un campo dove vengono svolte le prove
tradizionali di abilità equestre. La notte si esibiscono un complesso
musicale oppure un
cantante.
Festa di Sant' Isidoro.
La festa di Sant' Isidoro viene celebrata il 15 Maggio nella chiesa
parrocchiale. Dura ben due giorni,si svolge la processione
religiosa lungo il paese si prosegue con la sfilata di costumi sardi.La
processione viene accompagnata dalle Traccas cioè dai carri addobbati,
trainati da buoi o da trattori.La sera alcune perone raggruppano della
legna accendono "su fogadoi".