iccolo centro della Marmilla con poco meno di 600 abitanti il suo nome
è composto della radice "Gonnos" e dal suffisso "Codina".Quest' ultimo
deriva dal latino e significa roccia, pietra. La radice Gonnos invece
comune a tanti paesi sardi significa collina. Il paese infatti è
costruito sul declivio di una collina e su di un pianoro, esposto a
mezzogiorno.Ha una superficie di 8,84 km quadrati ed è posta a 115 mt.
sul livello del mare. Caratteristica è la chiesa di S. Daniele che è
diventata un pò il simbolo del paese visto anche che è la prima cosa
che si nota quando si arriva a Gonnoscodina.
Di particolare interesse a Gonnoscodina troviamo il ponte sul rio Isca,
del quale non è certa la data di costruzione, secondo alcuni fino agli
anni 60 si leggeva chiaramente 1724.
L'antica chiesa di San Bartolomeo era la parrocchia dei tempi più
antichi (fino al 1600) e fino al 1931 possedeva il suo cimitero.Ora
restano solo due archi a tutto sesto, costruiti su pietre lavorate.
La chiesa di San Sebastiano è quella parrocchiale.
La sua costruzione iniziò nel 1839 e terminò nel 1845. E' una delle
pochissime chiese della Diocesi di Ales che oltre ad essere benedetta è
anche consacrata. Lo stile della chiesa è di ordine ionico
a croce greca, a tre navate, ed è sormontata da una cupola. L'altare
maggiore è di marmo finissimo costruito in due tempi e con diverso
stile.
Nella chiesa è custodito un calice molto antico e di notevole pregio, e
inoltre una reliquia della S. Croce.
La costruzione della chiesa di S. Daniele iniziò nel 1825 e terminò nel
1831, infatti fu inaugurata con la festa del 9 maggio dello stesso
anno. E' in forma panteonica, a volta svelta ed elegante, con magnifico
altare maggiore di splendido marmo pario, e due cappelle. Questa chiesa
è circondata da uno stupendo parco in cui crescono svariate specie
della macchia mediterranea e in cui si riunisce tutta la gioventù
locale.
Di particolare interesse a Gonnoscodina troviamo il ponte sul rio Isca,
del quale non è certa la data di costruzione, secondo alcuni fino agli
anni 60 si leggeva chiaramente 1724.