enis è un comune di 576 abitanti della provincia di Oristano.
Amministrazione comunale
Sindaco: Salvatore Soi (lista civica) dal 30/05/2006 (2º mandato)
Centralino del comune: 0783 969031
Posta elettronica: non_disponibile
Le tracce della storia a Senis sono però ben più antiche e risalgono al
neolitico, come testimoniano le statue antropomorfe, o Menhirs,
ritrovate recentemente a Bidda ‘e Perda, nei pressi dell’omonimo
nuraghe.
Più conosciuto lo splendido nuraghe di Senismannu, che dall’alto di una
propaggine del colle di S. Vittoria domina la piana circostante.
Una misteriosa galleria lo dovrebbe collegare a quello non lontani di
S. Lucia di Assolo.
Nella zona di S. Vittoria sono state ritrovate tracce di un abitato
forse romano.
Concrete testimonianze risalenti al 1460 sono rappresentate dal palazzo
baronale e dalla fontana spagnola.
Il tessuto urbano Senis conserva alcuni bei portali e vecchie case in
pietra: il paese appare ordinato, con bei giardini e qualche struttura
turistica.
Superficie comunale: 1650 ettari
Abitanti: 585
Altitudine media: 256 m s.l.m.
Provincia: Oristano
Comunità Montana:
Ales
Il nome: Etim: latino senex = vecchio
Il castello “Funtana Menta” di Senis è fra i più antichi della
Sardegna; sorgeva su un colle in zona “Su Casteddu” situato fra i
comuni di Senis, Asuni e Villa S.Antonio.
Costruito in epoca giudicale col doppio
scopo di difendere la zona da nuove incursioni barbaresche e
impedire alle popolazioni della Barbagia di scendere a valle per
depredare i contadini del loro raccolto. Si raggiunge prendendo una
stradina che si trova vicino alla caserma.
Un cenno particolare merita la fontana spagnola costruita intorno al
1737 in zona “ Nueddas”, inserita nel parco del palazzo
baronale ricco di enormi querce e adagiata sulla riva del rio
“Imbessu”.
Di questa bellissima fontana, scolpita in trachite di vario colore, si
conservano quasi intatte due figure di cigni in basso rilievo, alcuni
mascheroni ed altri disegni ornamentali. Sulla facciata porta scolpita
in lingua spagnola una frase che ricorda lo scalpellino: “Esta fuente
la ha fabbricado Francisco Joseph pro designo de su padre et maestro
Juan Pedro Lampis natural de la villa de Laconi”.
Il calendario delle festività civili e religiose e degli appuntamenti
mondani ha inizio il 24 giugno, quando si celebra il patrono: San
Giovanni Battista. Durante la processione, rallegrata dal suono
melodico di un organetto e da antichi canti sardi ("coggius"), appaiono
palesemente emozionati i volti delle persone devote al Santo.
Lungo le strade del paese, ornate da fiori dei più svariati colori e
profumi, il popolo saluta il santo dai cortili, dalle finestre e da
antichi portali che, per l'occasione, appaiono spalancati ed
accoglienti.
Segue, ad agosto, la recente istituzione della Sagra della lumaca, con
la relativa degustazione della prelibata pietanza tipica a base di
lumache denominate, nella parlata locale, "sizzigorrus", e distinte,
secondo le specie diverse, in "prinzis" e "braballucas".
Sempre ad Agosto, esattamente il 13, la festa dell'emigrato.
Chiudono la stagione, il 27 settembre, i festeggiamenti in onore dei
Santi Cosima e Damiano, con la processione, i balli in piazza e gli
spettacoli folcloristici. In occasione delle feste principali, un
tempo, si correva il palio e tutte le relative cerimonie erano
celebrate e rallegrate dal suono armonico delle launeddas.
A testimoniare l'antica corsa a cavallo rimane una via del paese
intitolata "Su Paddiu" (il palio).